martedì 15 ottobre 2013

Senigallia: 19/20 ottobre - 1° International Self Publishing Festival



Self publisching

Il self publishing, ovvero la possibilità per gli autori di pubblicare da soli i propri libri, è destinato a cambiare il mondo dell'editoria nei prossimi anni. Basti pensare che in Italia a fine 2013 i libri pubblicati da autori indipendenti saranno più di quelli pubblicati dal primo editore italiano, Mondadori. Senigallia si candida a capitale mondiale del Self Publishing.

Fino a qualche anno fa l'autopubblicazione di un libro veniva definita "Vanity Press" per sottolineare la vanità di chi fa pubblicare un libro a proprie spese. Oggi la rivoluzione digitale, gli ipad, i tablet e gli ebook reader permettono la diffusione dei libri a prezzi irrisori, moltiplicando il numero degli autori che hanno la possibilità di far conoscere le proprie opere ad un pubblico ogni giorno più vasto.

Tutti gli operatori del settore italiani, alcune delegazioni estere e tantissimi appassionati si incontreranno a Senigallia il 19 e 20 ottobre per due giorni di festa e di riflessioni su questo fenomeno che può far tornare l'Italia al centro del mondo dell'editoria come lo è stata nel rinascimento. L'evento si chiamerà International Self Publishing Festival ed è organizzato daNarcissus.me, piattaforma di Self Publishing di Simplicissimus Book Farm
La scelta di Senigallia, spiega Antonio Tombolini, fondatore di Simplicissimus Book Farm, è stata quasi naturale: "Cercavamo una piazza del mercato, ed il Foro Annonario è bellissimo, ha al suo interno la biblioteca Antonelliana con cui ci è sembrato naturale iniziare a collaborare da subito ed abbiamo trovato nell'amministrazione la massima disponibilità. Senigallia può diventare la capitale del self publishing".

"Non è detto che gli ebook degli autori che si pubblicano da soli devono essere per forza brutti - continua Tombolini - la realizzazione di un libro può e deve essere ben curata. Intorno al mondo del libro lavorano tantissime persone che si occupano di tutto, dall'editing alla realizzazione delle copertine. Queste persone stanno guardando al mondo del self publishing con sempre maggior attenzione e saranno a Senigallia per proporre agli autori i loro servizi".

Anche Matteo Caccia di Radio24 a Senigallia per il Festival del Self Publishing, con Voi Siete Qui live

È stato reso noto il programma del International Self Publishing Festival di Senigallia del 19 e 20 ottobre. Tra i tanti interessantissimi appuntamenti anche interventi dello speaker di Radio 24 con Matteo Caccia ed il programma "Voi siete qui".
Ogni giorno su Radio 24 Matteo Caccia legge un racconto autobiografico di un lettore. Dai racconti dei lettori è nato anche un ebook edito dalla radio, il collegamento con il Festival senigalliese è quindi del tutto naturale. Gli appuntamenti sono sabato 19 alle 15:30 e domenica 20 alle 11:00.
Dopo il successo decennale del Caterraduno Senigallia si conferma sempre più meta ambita dai network radiofonici nazionali.

3 commenti:

  1. Il sottoscritto ha registrato anche il nostro blogghino tra i visitatori interessati e del settore. Io sarò presente molto probabilmente all'apertura nella giornata di sabato 19 ottobre. Se qualcuno fosse interessato a partecipare me lo faccia sapere, In ogni caso se uscirà qualcosa di interessante anche per noi ve lo farò sapere.

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  2. mah.. non vorrei essere irriverente, ma sono scettico nei confronti di questo fenomeno.
    Mi spiego.
    Nell'editoria che abbiamo sempre conosciuto abbiamo un soggetto che scrive, l'autore, ed un che pubblica, l'editore, e che pubblica per guadagnare (mettiamo da parte la dicotomia editoria di consumo e di qualità, per il momento, ok?). Il fine e la fine di questa catena è il lettore, per compiacere il quale, appunto, l'editore pubblica e vende.
    Nel caso di autopubblicazione, invece, l'editore, semplicemente, non c'è. C'è l'autore che, in una sorta di cortocircuito, si vede pubblicato per la propria soddisfazione e per quella di pochi intimi.
    Nel primo caso il bene /servizio offerto è la soddisfazione del lettore, nel secondo quella dell'autore.
    Non chiamerei questi signori del "self publishing" che ti fanno edizioni magari bellissime del tuo libro "editori", ma "tipografi" molto al passo coi tempi. Il servizio che loro offrono all'autore è la stampa, elettronica o cartacea, e quasi null'altro.
    Oh... nulla di male eh?
    Teniamo presente una cosa, però: il mercato non lo fa il lettore "debole" che compra il bestseller dell'anno scritto dal bestsellerista d'oltreoceano e supportato magari da un film (e poi magari non lo legge neppure).
    Non lo fa neppure il lettore "debole" che compra il libro dello zio Gino che ha scritto di quando era giovane e bello.
    Il mercato lo fa il lettore forte che compra tanti libri l'anno (ripeto, lasciamo perdere il discorso sulla qualità, non ci interessa, possono essere anche vagonate di Harmony).
    Quel lettore usa e utilizzerà sempre i canali forti, la grande distribuzione, le grandi case editrici.
    Il mercato dell'autopubblicazione, che si soddisfa essenzialmente con la mera pubblicazione dell'opera a prescindere (o quasi) dalla sua successiva vendita, non può essere per definizione un mercato "grande", ma un insieme di tanti piccoli mercatini dove, tutto sommato, ce la si suona e la si canta quasi integralmente da soli o per pochi intimi.
    Sia ben chiaro: tutto ciò senza dileggio o sprezzo eh?

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    1. Se siamo in presenza di un fenomeno che stravolgerà le nostre abitudini oppure stiamo assistendo ad una semplice tendenza momentanea del mercato, sarà il tempo a stabilirlo, che poi questa sia tutta gente che ha qualcosa da vendere, anche questo mi sembra chiaro. Offrono un servizio a chi è interessato a produrre ebook in proprio. Ti aiutano a fare un buon prodotto e a metterlo sul mercato e non lo fanno certo per ideali umanitari. Che non si possano definire editori nel senso comune del termine credo lo sappiano anche loro. Sono agenzie che offrono un servizio, tutto qui. I costi sono anche limitati, ma uno non solo può fare a meno di utilizzarli, ma molti farebbero bene anche a smettere di scrivere se è per questo.
      Dei cosiddetti lettori forti poi si potrebbe discutere all'infinito, perchè secondo me non conta quanto leggi, quanti libri compri in un anno, ma conta anche cosa e soprattuto come leggi.
      Comunque, le mie impressioni te le comunicherò al termine del festival.:-)

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