giovedì 24 ottobre 2013

Spigolando qua e là - Salvo Scollo

A DIFESA DELLE (COSIDDETTE) DICERIE

È utile e tecnicamente corretto parlare solo bene degli altri? Non credo, e per due motivi  ineccepibili se ci si fa guidare dalla logica.
Punto primo: nessuno nasce e morirà perfetto, lo afferma l’autorevole Catechismo della Chiesa cattolica, che attribuisce solo a Dio la qualifica d’Essere perfetto.
Punto secondo: se consideriamo qualcuno perfetto e glielo diciamo, convinti di fargli cosa gradita, costui non sarebbe più stimolato a migliorare. Perché impedirgli di esplorare ulteriori strade per realizzare nuovi traguardi?



Dovremmo quindi smetterla di considerare negativamente i cosiddetti pettegolezzi. Confrontarsi nella comitiva sui difetti degli assenti è positivo, in quanto è constatazione obiettiva che nessuno è perfetto.
Quindi, le dicerie non sono contro il “malcapitato” che vi si imbatte.

Se vi è capitato di parlare “male” di qualcuno, lo scopo era di “infangarlo”? Non credo.
La critica agli altri (che è bene siano assenti, per non metterli in crisi) non è puntare il dito contro, ma una seduta collettiva di autocoscienza in cui tutti affermano (anche se in via indiretta): Non siamo i soli a sbagliare, non scoraggiamoci se talvolta anche per noi è arduo essere all’altezza di quanto vorremmo.

Ridimensionata così la cattiva fama dei pettegolezzi, vi invito a leggere le seguenti frasi:
“Voglio un bene enorme a Rossana, farei qualunque cosa per lei, ma questa no, non me la doveva combinare …”
“Tu sai che per me Marco è come un fratello, e vedere che ha perso la testa per una cosa così idiota …”
“Guarda, Mari è una ragazza straordinaria, e quando ho saputo in che guaio assurdo si è andata a cacciare, ci sono rimasta di un male …”
“Lui è un genio, non si discute. Però, abbi pazienza, in certe situazioni nemmeno un adolescente …”

Se esse saranno interpretate scevri da pregiudizi, significano solo: le differenze caratteriali non ci sgomentano e guardare alla pagliuzza nell’occhio dell’altro non ha mai voluto significare di non sapere d’avere una trave nel proprio.

Vi ho convinto?

4 commenti:

  1. Serenella Tozzi25 ottobre 2013 13:43

    Ahahah! Chi te lo ha suggerito, Dagospia?
    Salvo, ma non sai che Papa Francesco ha lanciato un monito: "Non uccidete il prossimo con pettegolezzi e chiacchere"?

    A proposito lo sai che a "X Factor 7" cominceranno a cantare sul serio in diretta? Ma ce la faranno?
    E che Manuela Arcuri ha dichiarato di essere incinta del suo Giovanni?
    Ma se fino a ieri si scatenava in balli sexy?
    :-)))

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  2. convincente, sì e, a questo proposito, volevo dirti... sì, ma...non andarlo a dire in giro, che... (psst psst)

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  3. Franco "Pale S."25 ottobre 2013 18:35

    Molto molto sottile, Salvo. Gestito benissimo il (paradossale) ribaltamento del senso.
    Ancora una volta tengo a sottolineare il sapiente e misurato uso delle parentesi per contrappunti che aggiungono stilettate, con noncuranza ed incisività.
    ciao Salvo, complimenti.

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  4. Che bravo che sei Salvo!!! Non devi convincere nessuno, le tue capacità sono indiscutibili. Non posso che complimentarmi con te ancora una volta.

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