lunedì 11 novembre 2013

Balestrini Nanni - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Balestrini, Nanni. -  (n. Milano 1935); esponente di rilievo della neoavanguardia (gruppo dei poeti "Novissimi"; "Gruppo 63") distintosi per uno sperimentalismo spinto fino all'adozione di tecniche sempre riconducibili al collage e a una diffusa intuizione circa l'incidenza del caso sul fare poetico. Con lo stesso spirito, B. è stato animatore culturale, curatore di antologie, portavoce del dissenso politico.

5.11.2013
etichetta: Poeti contemporanei


« Nelle poesie di Balestrini contesti diversi, di epoche diverse, sono ritagliati, frantumati e mescolati fino a perdere il significato originario. L'ispirazione muove, di volta in volta, da parole e frasi così trattate e segue la loro tendenza ad aggregarsi secondo linee molteplici di significazione. È chiaro che l'impulso a quest'opera di "montaggio" è il vero contenuto della poesia; esso non sussiste come dato personale, è piuttosto una proiezione di oggetti amorosi, considerazioni di poetica, preoccupazioni esistenziali e storiche, che tende a risolversi interamente nella valenza dei pezzi montati e nel loro dinamismo interno. Non c'è dunque lettura obbligata e il lettore non ha da proporsi alcuno sforzo esegetico (o enigmistico). Si tratta di entrare nell'ordine aperto dei contesti  (i cui possibili significati si muovono come le lamine di un mobile di Calder) e di far funzionare la macchina. Il lettore si affidi all'accogliente autonomia delle diverse cariche espressive, alle sorprese semantiche e sintattiche, all'incerto uso dei pezzi montati con amorevole confusione. Naturalmente, quello chiamato l'impulso contenuto impone i propri temi. Qui dalla visione iniziale, che cinematograficamente evoca un'alluvione, si prosegue attraverso successive immagini d'acqua e di minaccia fino alla conclusione-rinvio finale.
I versi delle tredici terzine sono tutti di tre piedi o accenti principali. È inutile mettere in rilievo l'evidente atonalismo della struttura metrica di questa poesia ». 


Apologo dell'evaso

La massima della mia azione difforme,
infausto al popolo il fiume
che al cinema videro spopolare
il delta, i fertilissimi campi
e i più nocivi insetti (chiara
minaccia ai vizi dei governanti!)

Fra i pampini ovunque liberi
Testi poetici
galleggiavano, gonfi - e si fa vano
l'ufficio dello storicò. Ma saremo

a lungo preservati dal morso
del tafano azzurro, da iniezioni
di calciobromo, dall'unghie della zarina?

Lucenti strani corpi
violano il cielo; sbanda
il filo di formiche diagonale

nel cortile riemerso; ancora
il sole sorge dietro
la Punta Campanella incustodita

dai finanzieri corrotti e un argine
ultimo crolla. Lode
a un'estate di foco. S'io fossi

la piccola borghesia colata
nelle piazze fiorite e nei dì
di festa che salvi c'ignora

dalla droga e dalla noia per un po'
d'uva lavata in mare
presso la marcia catapulta; rifugiati

al primo tuono nelle gelaterie - chi fuggirei?
Passato il temporalaccio d'agosto
i graspi giungono a riva

fra i remi ai contrabbandieri salpati
nel novilunio e anzitutto conviene
(usciti dal vico cieco chiamammo

e orme erano ovunque
dell'abominevole uomo delle nevi)
fare l'amore intanto

che sui porti la Via Lattea dilata.
Il Po nasce dal Monviso;
nuvole... ma di ciò, altra volta.


Da I Novissimi. Poesie per gli anni '60


Raccolta di versi in quartine libere, La Signorina Richmond di Nanni Balestrini mescola materiali provenienti dalle fonti più disparate: manuali di cucina, danza ed ornitologia, i discorsi di Luciano Lama e gli slogan del movimento del '77, citazioni di Bertolt Brecht e Mao con un metodo compositivo che, combinando ironia e aleatorio, fa a pezzi l'ordine. La signorina Richmond, donna-uccello e musa continuamente evocata dal testo è sempre altrove e, come l'utopia, è insopprimibile; anche se viene cucinata in tanti modi nella ballata III: "Istruzioni per l'uso pratico della signorina Richmond", torna a volare e a dissentire. Forse, come suggeriva Alfredo Giuliani, è la poesia in persona 


da LA BALLATA DELLA SIGNORINA RICHMOND
Primo Libro

 DESCRIZIONE SUPERFICIALE DELLA SIGNORINA RICHMOND

Appollaiata su un ramo apre
rapidamente le ali producendo al tempo
stesso un fruscio che si può
udire a un centinaio di metri

color arancione fiamma dalle lunghe
gambe color verde oliva saltella tra i rami
scende a terra alla ricerca del cibo
il piumaggio dorato e arancione intenso

poi torna su in alto dove ancora
il sole riesce a traforare i fitti rami
la luce batte sulle seriche
piume dei suoi fianchi

quando è tranquilla emette suoni
flautati e dolci ma quando
áŠá irritata la sua voce
si fa stridula e roca

di colore grigio azzurro si muove
tra i rami con agilità trascinandosi
dietro la coda lunga e sottile
assai abile si libra nell'aria

vispa e sempre pronta a esibirsi
in gorgheggi ha l'abitudine di salire
a grande altezza per poi tuffarsi
verso il basso tra i rami

le sue piume bianche sono immacolate
quelle nere sono cosparse di sfumature
iridescenti verdi blu e purpuree
in armonia col colore del dorso

la si vede poi pavoneggiarsi agitando
la sua lunga e bella coda della quale
è tanto fiera e orgogliosa
che la cura continuamente

color del mare incupito dalla tempesta
con la sgargiante coda rosa
può vivere dovunque sboccino dei fiori
si mantiene immobile in aria

dal petto rosso si libra in aria
si nutre di nettare mettendo
in mostra lo splendido piumaggio
si prepara al lungo volo

sfreccia rapida da fiore a fiore
gioiello vivente sfreccia s'impenna
s'avvita scende in picchiata
scintillante di colore ametista

contrasta con il candore immacolato
del petto passa quasi tutto il tempo
saltellando di ramo in ramo
o svolazzando attraverso gli alberi

macchia di colore verde blu e oro
raramente scende a terra e se ne sta
quasi sempre tra i rami più alti riempie
l'aria di note acutissime e vibranti

la sua voce melodiosa e le sue piume
smaglianti un piccolo gioiello alato
di colore blu viola quando vola tra i fiori
e quando succhia il nettare

si libra senza posarsi e succhia
il nettare mantenendosi in volo
splendida e sgargiante dotata di piume
di colori brillanti

dal vellutato piumaggio nero e giallo
brillante la coda si prolunga in due
lunghissime penne sottili e ricurve
che incorniciano il corpo in eleganti spire azzurre

troppo bella e elegante dal serico
piumaggio nero violetto il corpo
color rubino si adorna di due lunghissime
penne sottili come fili metallici


e terminanti con dischi che quando
si posa sul suo albero preferito
penzolano al sole con riflessi smeraldini
fanno luccicare le sue penne iridescenti

sfoggiando le sue penne vistose suole penzolare
col capo all'ingiù dondolandosi
con i fini merletti delle sue lunghe penne
caudali che ondeggiano alla brezza

sfoggia una corona nera splendente formata
da 120 penne lunghe ognuna
da 9 a 18 centimetri le lunghe penne
bianche le partono dalle spalle

le bacche e i frutti più dolci
sono i cibi che preferisce
pratica e crudele
suole impalare le sue vittime

sta quasi sempre nascosta e vola raramente
data la sua natura timida e solitaria
spicca per la bellezza dei colori delle sue piume
il suo petto candido e immacolato

attraversato da una striscia color smeraldo
splendente con ciuffi di piccole piume
verde metallico che si aprono

come un ventaglio brillante

5 commenti:

  1. Sul Balestrini anch'io non ho molto da aggiungere e nonostante tutto il rispetto per il nome importante, devo dire che lo sento molto distante dal mio piccolo mondo antico di provincia.
    Piccola postilla: abbiamo superato quota 100.000. Lo dico con una punta d'orgoglio e allo stesso tempo provo un po' di delusione. Mi sembrava un traguardo importante, l'ho aspettato per con ansia per mesi e adesso che il momento è arrivato mi accorgo che è soltanto un numero che non mi dice nulla. Devo smettere assolutamente di leggere Siddharta, è chiaro che sono stato contagiato dal suo cinismo. Però mi sono già vendicato, perchè so che questo post lo sta facendo soffrire e il suo silenzio me lo conferma;-)))))))

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    1. Quota centomila.
      Il desiderio è ciò che ci lega di più sulla terra.
      Esaurito l'uno, se ne presenta subito un altro, e così via all'infinito.
      L'insoddisfazione e la rapacità sono costanti della vita.
      Epperò i grandi numeri, aridi per loro natura, possono essere agganciati a riferimenti importanti.
      Centomila lettori corrispondono ad una città grandicella: quanti famosi scrittori possono vantare una simile platea?
      Sid

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    2. Un buon chirurgo deve avere occhio clinico e stomaco di ferro.
      A leggere questa roba basta solo uno stomaco di ferro.
      Sid

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  2. Sono con te (si, si, il Sid non Campeador avrà assai sofferto), in fondo lo sperimentalismo spinto fino al limite ha poi raggiunto il suo limite. Ma in poesia é bello sperimentare, la parola dal mio punto di vista va considerata come la creta o chennesó, come il Das, con cui giocavo da bambina, é un materiale plasmabile, altrimenti che arte sarebbe se ci si attenesse alle ferree regole della grammatica e della sintassi?! Sarebbe puro esercizio scolastico. Poi sul fatto che non tutti possono permettersi di scolpire e ricavarne qualcosa di decente ci sarebbe da riflettere tutti a lungo. Buona domenica da Lola

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  3. Mi sa che < el Cid > si pronunci come me, ma che il voluto refuso abbia un che di freudiano...
    Sid

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