giovedì 28 novembre 2013

Foglie sparse - Loretta Zoppi - poesie - raccolta


L'intruso
Ancor giovane gazzella
Il risveglio
La rosa di novembre




L’INTRUSO

Mi capita nelle sere di dicembre
D’udirne i passi sulle foglie secche
così lo invento disegnare arazzi
sotto il nespolo in fiore e sulla fonte.

Dietro i vetri il suo respiro è caldo
le dita vedo affusolate e bianche
se non fosse folle direi che stanno ardendo
tanto brillano fuori  in solitudine.

Così si accende in questa trasparenza
una blanda e un po’ confusa giovinezza
che dopo secoli di sonno si sorprende
a danzare ormai regina della casa.

Non posso più girare tanto è forte il battito
perché lo sento: già  avanza  nell’ingresso
lascio lo sguardo a contemplare oggetti
e le pareti che negli anni ho consumato.

Così mi trova e accanto a me  si siede.
Crudele  mi ricorda  la dolcezza
di una  lunga  passeggiata solitaria
verso un crepuscolo che ogni senso inganna.


ANCOR GIOVANE GAZZELLA

Il veloce aspetto di luce
opaco si desta
nel pallido risveglio della marmotta.

Ombra che a terra pensa
l’occhio fugace
tra le foglie incerto
il gesto tremulo  si perde.

Il muschio spacca la corteccia
e verde beve la resina aspra dell’ultimo getto.

Ancor giovane
azzurro impastato di vento
inquieta e selvaggia pineta marina
gazzella nei  fiori
d’un balzo momenti assapori
respiro più grave
silenzio.



 IL RISVEGLIO

Anche se a lampi bruni
il trillo dell’anima nostalgica
annebbia il sorriso ch’io so di fanciullo
sarà utile amare
e cullare il tuo infinito  silenzio
con labbra più segrete e assorte.

Violento il fuoco
consumerà l’estremo bianco sommerso
ma  avrai vita
e  sarai
come a lungo ho sognato
mio amore ostinato



LA ROSA DI NOVEMBRE

Nessuno saprà mai del suo sortilegio
né  cosa cerchi tra noi il suo spettro adorabile.
Carico di beni
appagato secondo il mondo
con l’estasi di un dio clandestino
si sostituisce per noi all’anima
evocando creature lunari .

Che cosa possiamo mai condividere con lui
o possedere ,noi
 così poco inclini alle vedute del tempo
alle soglie di una povertà ideale.

Il suo nome era scritto nel passato
nell’oro degli anni risparmiati
nel rosso di una rosa di novembre.




14 commenti:

  1. molto romantiche le tue poesie Loretta, mi piace anche l'accostamento dei sentimenti alla natura, soavi e dolci, piacevolissime da leggere.
    brava

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    1. La gioia di piacere spesso ammutolisce e questo a me accade ogni volta che leggo " brava" e dire che di anni ne ho 'anta... eppure arrossisco come una bimbetta ... ma quand'è che in effetti si invecchia davvero ? Dovrò chiederlo a Siddharta ma nel frattempo ti ringrazio tanto, ma proprio tanto.

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  2. Quando ho letto queste quattro poesie, non ti nascondo di essere rimasto ammirato dalla fluidità e dall’armonia dei versi. Non ho parlato di proposito di “lirica” soltanto perché di questi tempi è un termine che non tutti gradiscono, ma hanno un bel suono le tue poesie, non lo si può nascondere. Sono tutte da interpretare, non sono completamente esplicite, ma nemmeno così indecifrabili e toste, insomma ci sono spiragli sufficienti a far scattare la curiosità e la fantasia.
    Tuttavia devo confessare di essere rimasto attratto in modo particolare da L'intruso. Anzi in un primo momento volevo pubblicare solo quella, per concentrare le attenzioni su di essa ma poi avrei fatto un torto alle altre. Non ti conosco ancora bene, cara Loretta, ma posso già dire che hai una facilità e una propensione a versificare sorprendenti e santa polenta, non si dovrebbe dire, ma ti invidio un pochino. Io impiego mesi per scrivere un straccio di poesia, mentre tu… va bè sei brava e basta. Complimenti.

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    1. Ammirata lo sono io nel vedere come hai presentato le mie poesie, e le hai accolte tutte e quattro, come farebbe un padrone di casa ineccepibile. Non posso che essere lieta di tale accoglimento e della tua piccolissima invidia che raccolgo e conservo per quando leggerò una tua fatica.

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  3. La prima, per i miei gusti, ha una marcia in più.
    Ho trovato particolarmente intrigante l'indeterminatezza dell'intruso; da un lato sembra persona affidabile, e anche un po' magica; dall'altro, nel condurre a rammentare una giovinezza che è ormai alle spalle, sembra voglia infierire, ricordandone l'assenza.
    Ho pensato che l'intruso (una persona che non s'è cercata) sia la Morte che, negli ultimi momenti dell'esistenza, riporta a galla tutto il vissuto, in un caleidoscopio di immagini e di colori.
    E tuttavia, in questo suo approssimarsi, essa non appare feroce o soddisfatta di chiamare a sé un'altra creatura, dimostra, insomma, un che di tenero.

    Negli altri testi ho condiviso alcune immagini che denotano sensibilità d'animo; però, nel complesso, sempre secondo i miei gusti, essi si muovono in maniera impacciata, non possedendo la medesima musicalità (che è trascinante) della prima.i.
    Non sono un esperto, e quindi prendi con le molle le mie impressioni.

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    1. " l'intruso " è l'occasione avuta , la poesia soffocata , il fantastico rubato e personificato, l'innamorato che chiede di entrare costi quel che costi.Hai colto bene il senso del tenero, Salvo e ti ringrazio moltissimo.

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  4. Di norma commento una poesia alla volta.
    Ma in questo caso ritengo indispensabile accorpare.
    Loretta è poetessa di lungo corso, ci conosciamo da tempo su Fb, sa come la penso.
    E cioè che sono ammalato di ricerca interiore, che per mia natura mi impegno a capire soprattutto nel profondo il messaggio dell'Autore che posta.
    Per sentire risvegliare il me il diapason dell'accordo dei sentimenti e quotidianità vissuta.
    D'altra parte in molti sostengono che una lirica ( per me sono tutte liriche quando sollevano un interesse letterario ) può benissimo, anzi dovrebbe, limitarsi all'aspetto formale, lasciando le emozioni in capo all'io narrante.
    Ecco, in questa silloge ristretta l'amica Loretta si è tenuta il segreto dei riferimenti, lasciandoci alle prese conoscitive dal solo titolo.
    E allora mi ricolloco sulla musicalità del verso, sulle metafore appese, la bellezza espressiva, il senso onirico delle immagini.
    Il trionfo cioè del formalismo ( colore, stile, suono, ecc., e qui ce n'è da vendere! ), che di per sè è già un valore.
    Sufficientemente appagante, non potendomi arrischiare in riferimenti interpretativi.
    Molto brava.
    Siddharta

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    1. Non sai quanto apprezzi il tuo messaggio: è vero ci conosciamo da parecchio tempo ed io non prendo mai le tue parole che vorrebbero chiaro ogni mio pensiero. Non ci riesco, mio amico e grande maestro , perché alla fine vince sempre lei: la musa assurda che taglia e cela e cambia, compreso un mite vivere sopra tizzoni ardenti.Ti dedico l'ultima Sid per la capacità adorabile che hai di appagare chi ti legge , per la mitologica saggezza che in te traspare e anche per la rosa che che da troppo tempo aspetta un nome.
      Con grande stima , loretta

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    2. Mia carissima Loretta, sei troppo generosa nei miei confronti.
      Ma non considerarmi maestro e perchè non lo sono in nulla e perchè è la via migliore per farmi odiare dai lettori...
      Se proprio vuoi, ecco chiamami decano perchè data la mia età corrisponde al vero e ne andrei orgoglioso.
      Intanto se non hai nulla in contrario, vado a postare la tua silloge in fb.
      Con affetto, Sid.

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    3. Nessun problema caro Decano, anzi mi giunge come un dono.:-)

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  5. Serenella Tozzi29 novembre 2013 21:43

    Anch'io aggiungo il mio brava. Le tue poesie mi sembrano un ricamo fragile e prezioso. Non chiedermi il perché di questo accostamento perché non lo so... ma il non saperlo si rifà al mistero che sprigiona dalle tue poesie.

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  6. Un ricamo che le tue parole impreziosiscono, grazie Serenella!

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  7. "L'intruso" su tutte, davvero bella, appagante; poi "Il risveglio".
    Le altre due mi restano un po' misteriose.
    Tutte, senza alcuna eccezione, denotano capacità di scrittura, sensibilità.
    Complimenti.

    Un saluto

    Franco "Pale"

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  8. Pur non condividendone le modalità espressive riconosco in queste poesie un desiderio di armonia che traspare proprio dall'apparato stilistico, e si fonde in un corpo unico: modo e senso uniti, complementari.
    lola

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