venerdì 29 novembre 2013

Linguaggi - Post it di Rubrus


LINGUAGGI
Era la prima volta che li vedeva: una massa informe, caotica ed anonima di ormoni in subbuglio dentro vestiti improponibili. Ancora più all’interno, ragazzi.
Sogni, timori, rabbie, solitudini, amori, amicizie e tante altre cose. Non molto diverse dalle sue di un tempo, probabilmente. E, forse, non molto diverse da quelle di sempre, di tutti.
Che scrivessero, come primo tema, una lettera ad un amico.
Per sé, per l’amico, per lui. Per capire e capirsi.
Tempo: un’ora, anche se una vita non sarebbe bastata.
La sera, a casa, lesse il primo.
Uno qualunque, preso a caso dal mucchio.
“Caro Paolo, ti mando un sms”.


11 commenti:

  1. Ma questo che non aveva mai visto i ragazzi di oggi, è forse un alieno?
    Certo se si leggono i testi dei mess, degli sms eccetera, sembrano scritti in codice e sembrano messaggi arrivati dal futuro.
    Anche il tuo post it stamattina è tutto da interpretare, porge il fianco a molte considerazioni, il salto generazionale, l'avvento dei cosiddetti "digitali" e anche l'incomunicabilità. Interessante spunto di riflessione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh... spes ultima dea....

      Elimina
    2. Ehmmmmmmmmmm
      Nel senso di aspetta e spera?
      oppure
      la speranza è l'ultima a morire... ma de che?
      Non ho capito.

      Elimina
    3. nel senso che si spera sempre (o almeno così sperava il protagonista) che le giovani generazioni sappiano comunicare in modi diversi che via sms... e non provare a dire via tweet o facebook eh? :-)

      Elimina
  2. Per il commento, si veda quanto postato nei Pensieri cinici quotidiani del 30.11.2013.
    Siddharta

    RispondiElimina
  3. ehm... giuro che ho cercato, ma l'ultimo che ho visto è del 28.11.13 (e mi sono imbattuto in Brooks eheh). Ti spiacerebbe copia/ incollarlo qui? (o forse lo posterai domani 30.11)? ciao e grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, lo posterà penso Franco alla scadenza che riterrà opportuna.
      Comunque te lo anticipo qui ( spero che il nostro Wm non lo ritenga bruciato... Semmai lo cancellerà ):

      " Racconto emblematico sui nativi digitali di oggi.
      Io invece sono figlio dei quaderni macchiati a furia di aste.
      Alle elementari e medie poi tolleravano appena l’uso della tabellina pitagorica.
      Anche quando presiedevo le commissioni ingegneristiche era ancora vietata la calcolatrice, e consentito solo l’uso del regolo calcolatore.
      I tempi sono ormai cambiati e giustamente in meglio, penso.
      Tanto che oggi in classe s’impiegano la calcolatrice ed il computer.
      Perché ( e mi sembra illuminante ) consentono risparmio di tempo a tutto vantaggio di una maggior pensagione…
      Naturalmente alla mia età sono ancora condizionato dalla scrittura corsiva.
      Leggo invece che in U.S.A. i nuovi standard federali per i curricula scolastici hanno già abolito l’obbligo dell’insegnamento della scrittura a mano nei primi anni di scuola.
      Per i bimbi quindi basta penna e calamaio, ma solo tastiere del p.c., dei tablet, del telefonino.
      Il corsivo? Solo la firma…
      Anche se studi scientifici hanno accertato che esso rafforza la memorizzazione.
      In conclusione, evviva la comunicazione scritta via e-mail, social network, wiki,
      ecc.! ".
      ***************
      Inutile dirti che ho trovato il post intelligente ed intrigante, cosa non facile stante la brevità.
      SIDDHARTA






































      Elimina
    2. Per Sid. ah ecco. Eh eh... pensa che anche io feci in tempo a fare le aste (devo dire con esiti non lusinghieri).
      La mia maestra era un po' "andeghè". Ci fece imparare il "Cinque maggio" a memoria (lì devo dire che me la cavai meglio) Ecco perchè l'ho messo nella raccolta delle poesie di ieri (confesso che oggi lo recito invece di contare le pecore...).
      Sui diversi vantaggi della scrittura manuale o elettronica ho letto pareri discordi. Sarà interessante riportarli e confrontarli. A presto.

      Elimina
  4. Serenella Tozzi29 novembre 2013 20:16

    Chiaro, intelligente, compendioso, proprio come un sms ben fatto.
    A parte gli scherzi, il problema è serio: vale più il risparmio di tempo o la possibilità di saper scrivere un biglietto nel deserto in caso di incidente aereo?
    Insomma, lasciamo ai posteri l'ardua sentenza.

    RispondiElimina
  5. Ogni giorno, rientrando a casa, attraverso un fiume di studenti liceali tutti vestiti e pettinati come vuole la moda e tutti intenti a messaggiare o a telefonare. Maestri nell'evitare il traffico pur avendo la testa e gli occhi altrove ma hanno cura ,nonostante il cellulare di ringraziare chi concede a loro il passo. Mi piace questa gioventu' coi suoi vantaggi digitali pero' era bello anche ilcinque maggio a memoria.

    RispondiElimina