venerdì 1 novembre 2013

Poesie nella rete - Il punto di domanda - frame


1.11.2013
etichetta: poesie nella rete




Il punto di domanda

Semmai dovesse capitarmi un giorno
(che ancora davvero io non ci credo)
d’essere portato là dentro in spalla
a quel cancello nero in fondo al viale,
voglio essere ‘sì sazio di me stesso
d’andarmene in silenzio ad occhio asciutto.

Non mettete la mia faccia sul muro
lasciate che i fiori muoiano in terra
a me bastan due tocchi di campana
un chierichetto, e un prete che rogna.

Non scrivete il mio nome sull’avello.
Lasciate solo un punto di domanda,
così che fra cent’anni perlomeno
parlando di me ci si domandi ancora:

“Si può sapere che fine ha fatto quello?”



(frame del 2011 ca)

20 commenti:

  1. Oggi primo novembre, festa di Ognissanti, lo dice la parola stessa è la festa di tutti i Santi del paradiso ( precisazione superflua però si dice) e pertanto essendo l'onomastico di tutti vi faccio gli auguri.
    In particolare volevo salutare la nostra amica Lucia, alla quale mando il doppio degli auguri, in quanto è l'unica che oggi possa permettersi di festeggiare anche il proprio "COGNOMASTICO" ;-)

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    1. Serenella Tozzi1 novembre 2013 11:48

      Perpetuato nei secoli... ahahah! Ecco quello che si vuole, infine, non passare inosservati.
      Simpatica-mente.

      (Ormai Sid ci sta influenzando tutti).

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    2. Grazie Grazie, è vero, mica è di tuti festeggiare il proprio cognomastico...
      Auguri a tutti si.
      Ciaoooooooooooooo Lucia

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  2. Serenella Tozzi1 novembre 2013 11:44

    Auguri a Lucia, quindi, privilegiata nel cognome.
    Ringrazio anche te per gli auguri, e ti comunico che ti trovi davanti alla prima santa Serenella che apparirà sui calendari, visto che ancora non ce ne sono altre.

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    1. Serenella Tozzi1 novembre 2013 11:49

      Dimenticavo il sorriso :-)

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    2. "Ognissanti", che ti piaccia o meno, comprende i Santi NOTI e anche gli IGNOTI. Pertanto anche quelli che non stanno sul calendario.
      La chiesa ha pensato a tutto che ti credevi... aha ha ha ha
      Che poi tu sia la prima Serenella ad andare dritta dritta in paradiso non avevo dubbi in proposito, ma al tuo posto prenderei in considerazione una sosta di qualche millennio al purgatorio, giusto per prendere confidenza con le alte sfere celesti, mica per altro. :-)

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    3. Serenella Tozzi1 novembre 2013 23:18

      Veramente avevo in mente anche una puntatina all'inferno, ho sentito dire che sia molto più movimentato, e ci si incontrano un sacco di persone interessanti. :-))) Il purgatorio è amorfo e il Paradiso un tantino noioso. :-)

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    4. Va bene allora siamo d'accordo, il primo che arriva all'inferno tiene il posto all'altro ;-) Dicono che il piano di sotto sia molto più affollato degli altri...

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    5. Serenella Tozzi2 novembre 2013 10:24

      Insomma si dovrà tenere il posto in caldo! :-)))

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  3. I due dodecasillabi finali vorrei ridurli ad endecasillabi canonici come si conviene:
    << parlando di me l’un dimandi ancora :
    si può saper che fine ha fatto quello? >>.
    Franco ha finalmente vuotato il sacco: oh, adesso vi bastòno con un po’ di metrica, una sorsata d’ossigeno in tanta contemporaneità assordante…
    E si è infilato con disinvoltura e rischio tra le file agguerrite ultramoderniste.
    Mi par di sentire in reazione il baccano tra tanto vespaio.
    Vabbeh, lui ed io saremo dei sopravvissuti, ma ben godiamo d’aver messo a nudo certa cattiva coscienza altrui…
    La nostra lirica ricerca soltanto semplicità e chiarezza di linguaggio, nella musicalità del ritmo.
    Ecco allora il nostro padrone di casa lanciarsi in una filippica di protesta.
    L’esistenza, con tutte le sue tribolazioni, non merita neppure un accenno di futuro ricordo.
    E in fin dei conti anche il nostro prossimo, tirate le somme, si merita lo sgarbo.
    Che non si sappia dal cippo, che non si abbia memoria.
    Solo in avvenire un punto di domanda: chissà chi si cela sotto l’anonimato di quella lastra!
    Naturalmente queste mie impressioni di lettore potrebbero essere forzate.
    Ma sono appunto mie, mi ci riconosco, rispecchiano le considerazioni tempo addietro svolte in una mia poesia, che pare il copia-incolla di questa in lettura.
    Un testamento il mio però non così soft come espresso da Frame, ma con tanta rabbia dentro, quella appunto sedimentatasi in novant’anni vissuti inutilmente.
    Molto bravo, Siddharta.

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    1. Ho una certa riluttanza (forse un eccesso di rispetto) ad usare i troncamenti e le rime incatenate, e gli accenti, lo confesso, sono lasciati al caso, pertanto mi concedo con disinvoltura delle licenze anche sulla metrica. Talvolta uso gli endecasillabi perché mi costringono a riflettere, nel tentativo forse vano di limitare l’effetto delle sciocchezze che mi vengono in mente. Contrariamente a quanto si possa pensare l’uso della metrica non limita l’espressività, anzi, arrovellarsi sui versi per lungo tempo è un esercizio mentale proficuo e rilassante al tempo stesso. Rispetto ai tanti colleghi che si cimentano in questa difficile arte ho un piccolo vantaggio, mai avuto velleità in questo settore, perché come disse Totò: “Poeti si nasce ed io non lo nacqui.”

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    2. In ogni caso, se i due dodecasillabi disturbano troppo propongo un'altra soluzione che sottopongo al tuo finissimo orecchio... pardon, volevo dire giudizio.

      parlando di me ci si domandi ancor:
      “Si può saper che fine ha fatto quello?”

      PS
      Per fortuna sono tra amici e mi posso sbragare, in altre sedi mi avrebbero già impallinato, ma di brutto brutto brutto !

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    3. Elisioni e troncamenti poetici non sono da demonizzare.
      Costituiscono un mezzo comodo per allungare con più parole il verso di per sè costretto metricamente.
      Dante ne ha usato ( di troncamenti ) fino a tre consecutivi: ad es. < Ben può con nuovi spron' punger lo fianco >.
      E se l'ha fatto lui...
      Sid

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  4. Io lo sapevo già che, quando sbandieravi ai frequentatori del blog di non essere capace di scrivere in versi e d'avere scarse cognizioni in fatto di metrica, mentivi spudoratamente :-))
    Ci godo a leggere poesie semplici nell'esposizione, prive di artifizi linguistici e metafore alate ma incomprensibili, e tu ci riesci appieno a scriverle.
    Altra goduria, l'uso del classico endecasillabo; è vero, gli ultimi due versi debordano leggermente, a riprova che hai ancora margini di miglioramento :-))

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    1. Salvo, quel poco che so l'ho imparato quasi del tutto leggendo i commenti eruditi dei nostri collegi più bravi, i quali ultimamente e a dispetto della congiuntura, nascono, crescono e prolificano come funghi. Sono tempi difficili caro Salvo, e sul finir della poesia, per lo sforzo mentale eccessivo e la voglia di far bella figura, mi sono trovato con due sillabe di troppo... e buttarle via mi sembrava uno schiaffo alla miseria ;-) Che ci vuoi fare, non sono poeta ma ho il cuore tenero lo stesso ;-)

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  5. ma guarga un po' che cosa strana, proprio ieri con i Bossi ci siamo detti: che fine ha fatto quello????
    ;-))))))))))))))

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    1. ma guarda...mi correggo

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    2. Allora la prossima volta faglielo sapere che ancora non sono morto :-)

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  6. Metrica o non metrica, endecasillabi o no, a me questa poesia piace tantissimo. Ha una buona musicalità e questo basta. Non si è obbligati a rispettare la metrica, anzi ti dirò che io la trovo addirittura antipatica e anacronistica...guarda un pò! Gradevole, ironica, con versi e lemmi ben assemblati la tua poesia. BRAVO!

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    1. Ciao Rossella, ben arrivata e grazie.

      Quando potremo leggere qualcosa di tuo? Ti aspetto.
      ciao

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