lunedì 25 novembre 2013

Poesie nella rete - Salvo Scollo




SINFONIETTA DELL'ADDIO




Adagio
Dopo breve agonia
priva di conforti religiosi
dell’affetto dei propri cari
è seccata la corona di fiori
deposta sulla lapide di marmo
nel funerale di ieri.


Maestoso
Il suo funerale sarà imponente
mai si vedrà una piazza così colma
tanti che contano presenti insieme.
Chi rimarrà in casa, davanti la TV,
fermerà il suo daffare, stupefatto.
 Chi non ha voce su codesti fatti
ringrazierà d’essere ancora vivo.


Allegro con brio
Un segnale che costerebbe poco
ma conterebbe molto
un modo di ridurre la mestizia
effusa sui visi a inquinare l’aria
invito sorridente all’ottimismo:
invece che i manifesti funerari


affiggere quelli partecipanti
che si è vivi e in ottima salute
(una foto di famiglia confermerebbe),
cancellando “Si dispensa dalle visite”
mentre “Non fiori ma opere di bene”
potrebbe rimanere.





potrebbe rimanere.





8 commenti:

  1. piaciuta tanto - allegra con brio - ah come avrei voluto io trovare queste parole da dedicare ad una persona cara che ho perso di recente.
    la tua poesia ha interpretato completamente il sentimento che provo.
    E' esattamente quello che ho pensato nei momenti più drammatici dell'evento.
    grazie Salvo e...bravo

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  2. Scelgo il tipo maestoso, gente che ride al mio funerale non ne voglio. Sono permaloso da vivo figurati da morto :-) Sono anche a corto di parole caro Salvo, sarà l'argomento o altro ancora ma di fatto le mie mani non riescono a staccarsi da quel posto scaramantico, e come il solito non mi resta che digitare un commento con i piedi, il livello scadrà... ma non a caso si definiscono arti inferiori. ;-) .
    Mi sono permesso di scherzare Salvo, ma tu sai quanto apprezzi questo genere di poesie. Sono sicuro che se avessi omesso il nome dell'autore, tutti avrebbero riconosciuto il tuo marchio di fabbrica. Hai uno stile personalissimo, consolidato e non è fortuna, o caso... le stellette te le sei meritate sul campo.
    Ciao

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    1. Non è certo a motivo degli apprezzamenti ricevuti che rispondo, quanto per complimentarmi della capacità dimostrata dai tuoi piedi nello scrivere.
      Essi mi hanno ricordato quelle cartoline che tanti anni fa arrivavano per posta, contenenti riproduzioni di quadri dipinti da artisti privi delle braccia (o almeno, così si sosteneva nella lettera di accompagnamento che richiedeva un'offerta).

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  3. Serenella Tozzi26 novembre 2013 15:44

    Ironiche riflessioni sul passaggio finale, con una morale conclusiva che mi fa pensare al detto proverbiale, quanto mai vero: "chi muore giace e chi vive si dà pace".
    Leggere e sottili al di là dell'argomento. "Allegro con brio" mi piace in modo particolare per la sua positività.
    Anch'io ricordo quelle cartoline (belle eh!) dipinte coi piedi o con la bocca. Ricordo che restavo meravigliata da tanta bravura (le ho sempre prese per vere...).

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  4. Comunque vada sarà un successo la dipartita.
    Sia che cammini in sordina con esili note di fiori già secchi
    sia che avanzi imponente con stormi di gente e rinfreschi.
    Dico questo perchè l'una non esclude le altre. Adoro la prima per la sobrietà delle note e per l'immagine della corona secca con ancora scritto bene sul viola " I tuoi cari " in oro . Quanto spreco per un giorno solo! Belle liriche Salvo

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  5. Tre in fila, per esorcizzare la morte. Per ridimensionarla. Ridurla a ciò che effettivamente è, una livella - e fisiologica.
    Riportano indietro la memoria a testi quali quello de "Il testamento" di Fabrizio De André.
    Ognuna concorre al tema dalla sua angolazione, con bella leggerezza.
    Un saluto, Salvo, complimenti.

    Franco "Pale"

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  6. Sinfonietta dell'addio, un organico poetico ridotto al pari di quello strumentale tipico dei funerali di New Orleans...
    A reprimenda della paranoia presuntuosa umana che s'illude di spostare un poco più in là la compagnia nella dipartita.
    Poi a scaramanzia sarcastica l'ultima ribellione nell'ultima strofa.
    Macchè lamentazioni ed orfanezza parentale: a sberleffo il trionfo della vita e l'espunto sui manifesti mortuari affissi nei luoghi deputati.
    Tuttavia in filigrana emerge tutto il dolore impotente di fronte ad un evento ineluttabile per ciascuno che va a pareggiare i conti finali.
    Ottima/mente.
    Siddharta

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  7. Mi ricordano alcune poesie di Emily Dickinson per quel suo modo scanzonato di parlare della morte, propria e altrui ma senza mai irriderla, anzi sempre con un profondo rispetto intuibile fra le righe.
    Lola

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