venerdì 15 novembre 2013

Quelli che... hanno fatto la storia: Giovanni de' Medici (1498 –1526) - di Serenella Tozzi

L’ultimo uomo di ventura

Giovanni si girò per vedere se lo stessero raggiungendo.
Per fortuna non vide nessuno,
Il cavallo correva, correva all'impazzata, le frogie fumanti, bianco di bava.
Gli zoccoli mordevano il terreno fresco di pioggia.
"Lo sto sfiancando", pensò, temeva che l'animale potesse cedere da un momento all'altro.
Scorse da lontano un tetto semi nascosto dal fogliame, vi si diresse: avrebbe potuto farsi medicare e far riposare il cavallo dietro pagamento.
La povertà che imperava in quei luoghi lo avrebbe fatto accettare di buon grado dai contadini se avesse pagato con sonori fiorini.

Non sapeva che nel tempo a venire avrebbe dovuto affidarsi ad altri medici per le ferite da curare, una delle quali, alla tibia della stessa gamba, gli sarebbe stata fatale.


Era sempre stato turbolento, Giovanni, non per niente era figlio della donna che si era opposta a Cesare Borgia: Caterina Sforza, detta la signora guerriera.

"Fatti da parte, lasciaci passare", così si era sentito apostrofare sul Ponte di Castel Sant'Angelo dagli armigeri della casa Orsini. E lui si era scagliato contro il comandante, un uomo d'armi abituato alla guerra, e lo aveva ucciso.
Questo era accaduto a Roma, quando aveva 17 anni, ma anche a Firenze aveva ucciso un coetaneo durante una lite fra ragazzi, per questo il suo tutore lo aveva portato a Roma con sé.

"Non riesco a frenarmi", confessò più tardi alla moglie Maria Salviati una rara volta che passeggiavano nei giardini della loro casa di Firenze, "sento il bisogno di far valere il mio valore, tutto ribolle in me".

E il suo valore fu apprezzato da papi e imperatori: la sua tattica di astuto comandante era quella dello sciame d'api contro un orso: colpire e fuggire senza che il nemico si rendesse conto della provenienza e della consistenza delle forze attaccanti. Pungere di giorno e di notte, distruggere i depositi, farsi inseguire dalle singole pattuglie nemiche e quando erano tanto distanti dal campo base da non poter essere soccorse dai compagni, sterminarle.

E vinse le battaglie e ordinò i suoi armigeri in bande, e impose disciplina e una divisa uguale per tutti, e fu da tutti amato e rispettato.

Quando Giovanni fu ferito mortalmente, i suoi uomini, percorrendo sette chilometri sotto una bufera di neve « ... riscaldavano con il fuoco delle querele la neve che smisuratamente fioccava mentre in letiga si condusse Giovanni a Mantova..." (Particolare di una lettera di Pietro Aretino).

E la notte di venerdì 30 novembre 1526, Giovanni de' Medici, meglio conosciuto come Giovanni dalle Bande Nere, morì di cancrena. Aveva 28 anni.
Lui stesso aveva retto la lampada al valente dottore durante l'operazione alla gamba.



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La divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa ha analizzato i resti del condottiero dei Medici e di sua moglie Maria Salviati riesumati nella cripta del Museo delle Cappelle Medicee a Firenze, e questi, a fugare tutti i sospetti sull'opera del medico, sono i risultati:
"Il medico, maestro Abram, che lo operò 4 giorni dopo la battaglia, eseguì un ottimo intervento, ma non poté far nulla per salvarlo: cercò di regolarizzare i monconi e pulire la ferita, ma l'infezione da cancrena era troppo avanzata".


12 commenti:

  1. Un bel modo di scrivere per parlare di storia.
    Li volevo chiamare “appunti di storia” ma mi sembrava riduttivo e non si può parlare nemmeno di “storia romanzata”, questo lo definirei proprio un “racconto storico”, tanta la precisione e il rigore con i quali ricostruisci i fatti. Sempre brava la nostra Serenella, mi auguro che questo sia solo il primo di una lunga serie di personaggi storici… così garbatamente descritti riusciresti a far fare bella figura anche a Barabba. 

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  2. concordo con Franco, piacevolissima lettura di un racconto storico, spero proprio tu possa e voglia illustrarci altri personaggi della storia perché così amabilmente descritti solleciti la voglia di conoscerli più profondamente.
    Sempre brava, cara Serenella

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  3. Evidenzio la difficoltà di scegliere pochi momenti di una vita breve, ma intesa, come quella di GdM. Scelta non facile, perché i momenti devono essere davvero significativi, ma proficua per avvicinare il lettore che voglia saperne di più.

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  4. Serenella Tozzi15 novembre 2013 21:50

    Grazie Franco, Carla, Rubrus.
    In effetti è importante trovare gli accenni per invogliare il lettore ad un maggiore approfondimento.
    Abbiamo così tanti personaggi interessanti nel nostro quadro storico che sarebbe bello se ognuno di noi ne scegliesse uno e ce lo proponesse.
    Per conto mio spero di trovare l'ispirazione per proporvi un altro personaggio quanto prima.

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  5. Giovanni dei Medici era il personaggio storico preferto da mio fratello Giovanni. Ricordo storie inventate di sana pianta e affidate alla giocosa interpretazione dei suoi amichetti , come un teatro all'aperto dove io con altre bimbe piccole eravamo le applaudenti spettatrici. Mi hai risvegliato oltre alla curiosita' storica anche bei ricordi ,e ti ringrazio.
    La tua scrittura e' limpida e conduce amabilmente.

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  6. Il filone storico-romanzato ci sta bene in questo blog.
    Anche se avrei dato maggior corpo alla fantasia rispetto all verità dei fatti.
    Un modo come un altro ( ha già detto qualcuno ) per avvicinare con la curiosità eventi del passato altrimenti dimenticati o noiosi.
    Colgo l'occasione per eccitare la tua attenzione letteraria anche per un altro capitano di ventura, il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni.
    Dalle mie parti pure noto per certe particolarità fisiche , che si dice molto l'aiutarono anche nella ripopolazione della città capoluogo...
    La tua versione storica è accattivante e veloce alla lettura.
    Come piace a me.
    Semplice/mente.
    Siddharta

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    1. Serenella Tozzi20 novembre 2013 22:48

      Grazie Sid del gentile commento. Vedrò di documentarmi su Bartolomeo (visto come lo annunci sarà felice di tanta confidenza). :-))

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  7. Ciao Serenella, ho apprezzato questo scorcio di storia, ben descritta e lineare non solo nel contenuto ma anche nella cadenza del ritmo sempre musicale che intriga parecchio..

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  8. Ciao Serenella, ho apprezzato questo scorcio di storia, ben descritta e lineare non solo nel contenuto ma anche nella cadenza del ritmo sempre musicale che intriga parecchio..

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    1. Serenella Tozzi20 novembre 2013 22:52

      Il tuo commento che mi ha fatto molto piacere Chiara.
      Sono felice di ritrovarti qui con noi.

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    2. Serenella Tozzi20 novembre 2013 23:14

      C'è un "che" di troppo.

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  9. Complimenti Serenella, come ben impieghi il tuo tempo! E riprendiamo, rispolveriamo questi temi che passano ora in secondo piano per seguire i gossip, le previsioni apocalittiche per il futuro, le stramberìe dei governanti. Ti sono grata di avermi fatto sentire più ricca dopo aver letto l'argomento che hai trattato, che era finito in un angolo talmente recondito della mente da darmi l'impressione di non averlo mai saputo.
    Brava!

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