martedì 26 novembre 2013

Salotto - Novembre 2013

Guest post

PRIMA DI TUTTO

Ogni giorno, dopo aver timbrato l’uscita dall’ufficio alle diciotto, attraverso il corso e raggiungo la fermata dell’autobus. Di solito ne passano parecchi a quell’ora e qualche volta anche uno in fila all’altro.
Ieri sera, per esempio, è stato così.
Allora ho deciso di salire sul mezzo che seguiva, immaginandolo più vuoto e quindi più confortevole.
In effetti è con facilità che ho trovato posto a sedere. Una volta partiti, mi sono dedicato alla contemplazione del panorama. Solitamente leggo qualcosa, un quotidiano, una rivista oppure, ma più raramente, un libro. Mi piacciono i romanzi gialli, gli unici in grado di tenermi incollato alla lettura. Altrimenti mi dimentico qualche pezzo e ogni volta devo rileggere pagine che avevo già letto. No, non sono un gran lettore. Però sono uno che si fa gli affari propri.

Giusto ieri pensavo a questo, uscendo dall’ufficio. Avevamo passato una giornata di noie a causa di parole incontrollate circolate tra i corridoi. Cose dette senza verificare davvero le informazioni, buttate lì a sproposito, per lo più. Certa gente parla solo perché ha la lingua in bocca. Ma forse bisognerebbe mozzargliela!
Meglio non dilungarmi in questi discorsi, d’accordo, ma qui si sappia soltanto che io sono uno che sta al proprio posto.

Pensavo a queste e altre simili cose, ieri sera, quando, dopo circa un’ora di tragitto verso la cintura della città, l’autobus era quasi del tutto vuoto. Poche persone, oltre me, hanno quindi visto salire questo quarantenne malconcio, con indumenti strappati e il viso scavato.
Son passati pochi minuti e il malridotto ha subito preso a lamentarsi a voce alta e a chiedere qualche moneta ai presenti. Lo ha fatto con poca cortesia, a dir la verità, ed è appunto per questo, immagino, che un anziano seduto due posti avanti a me l’ha redarguito: “Prima di tutto, lei dovrebbe rivolgersi agli altri con più gentilezza, maleducato!”. L’uscita del signore avanti di età è stata una sorpresa per molti, me compreso, abituati come siamo a starcene a mugugnare sulle cose della vita in silenzio.

Sono bastati pochi istanti, però, per risvegliare l’obiezione di una giovane donna, che verso l’anziano così si è espressa: “Prima di tutto, lei, signore, dovrebbe mostrare sensibilità per la sofferenza di questa persona!”.

Non nascondo che io per primo sono rimasto attonito, ma devo aver condiviso con altri lo stato d’animo perché di lì a un niente un tizio con una protesi al braccio sinistro ha ripreso la giovane donna: “Prima di tutto, mi scusi, è lei signorina a dover portare rispetto per una persona anziana!”.

La faccenda si è fatta seria in un attimo, non appena, cioè, una donna di colore con un piccolo bambino addormentato tra le braccia ha ricordato al signore con la protesi, articolando in questa lingua alla bell’e meglio: “Prima di tutto, lei si deve rivolgere a una donna con gentilezza!”.

Nessuno in effetti potrebbe dir contro alcunché, non fosse che un giovane salito da poco e sedutosi a pochi sedili dalla scena ha rimproverato la donna di colore: “Prima di tutto, signora, abbia pazienza, ma tenga in conto che il signore è portatore di un handicap!”.

Qui, ormai nel buio del tardo pomeriggio e ormai lontani dalle luci del centro città, una donna benvestita ha rimbrottato il giovane: “Prima di tutto, tu, ragazzo, mostra più tolleranza per persone di colore!”.

A quel punto, e mi sorprendo ancora adesso visto che sono uno che si fa i fatti propri, non mi sono più tenuto e d’impulso ho gridato al conducente dell’autobus: “Prima di tutto, scusi, signor autista, per favore fermi il mezzo che ho la nausea per tanta buona creanza!”.

Non è passato più di un secondo che all’unisono, tutti in coro, i passeggeri del mezzo mi rispondono: “Prima di tutto, lei dovrebbe sapere che è vietato rivolgersi al conducente!”.


Seconda puntata di Masterpiece

Dopo una settimana di polemiche si è consumato domenica sera il secondo atto del più originale talent-show che mamma Rai abbia concepito prima e poi partorito. Il vincitore, un ragazzone di origini serbe con l’accento e una proprietà di linguaggio che mi ha ricordato il compianto Vujadin Boskov, ha sbaragliato la concorrenza mandando a casa concorrenti con una preparazione culturale e linguistica molto superiore alla sua. Il messaggio di questa puntata è stato chiarissimo, una buona conoscenza della lingua da sola non basta per scrivere un buon romanzo. Niente di nuovo dunque su questo fronte, tuttavia imbarazzante l’affermazione della affascinante Taye Selasi che candidamente dichiara: “…la sintassi non è importante, perché facilmente rimediabile!”. D’accordo, anche su questo punto nulla da eccepire, lo scopo dichiarato della trasmissione non è didattico, ma quello di intrattenere piacevolmente lo spettatore e alla fine scovare un romanzo che abbia un successo editoriale. Perché questo avvenga ci vuole un’idea forte e vincente, ma non solo, c’è bisogno anche di un personaggio che faccia breccia sul pubblico. Su cinquantamila proposte sfido chiunque a non trovare uno scrittore e un’opera con questi requisiti minimi.
Si è capito inoltre che le prove di scrittura non sono determinanti per la scelta finale. Sembra già tutto deciso, lo dimostra il comportamento dell’ospite d’onore, il vincitore del premio Strega Walter Siti, che in una suggestiva cornice Antonelliana, ha finto di ascoltare la perorazione dei due concorrenti, mentre in realtà aveva già le idee ben chiare su chi dei due finalisti dovesse avanzare alla fase successiva. Peccato però che lo spettatore abbia pochi elementi per giudicare le effettive capacità degli aspiranti scrittori e praticamente nessuna occasione per apprezzare il romanzo presentato. Ci dobbiamo per forza fidare del verdetto, senza avere la proverbiale consolazione di poter contestare la scelta dei giurati.
Forse il meccanismo della trasmissione sarebbe stato più consono a un confronto tra poeti. La poesia infatti ha tempi di lettura molto più brevi, la si ascolta nello spazio di una canzone e come al festival di San Remo, tutti la possono ascoltare, giudicare e perché no, anche votare da casa.




Raccontino
“3 ottobre Torino. Tram 13. Ore 18.05. Mi infilo appena tra la gente. Non ci si riesce a muovere. Sale un signore. Deve assolutamente obliterare il biglietto. In casi così di solito si evita, raggiungere la macchinetta è impossibile, e poi il controllore non si addentrerebbe mai in una tale selva di persone. Ma il suo spirito civico è più forte, come impedirglielo? La macchinetta funzionante è in fondo al tram. Una chimera. Lui agitato vuole arrivarci. Terrore generale. Io mi giro e lo fulmino con lo sguardo, poi per placare gli animi ed evitare il linciaggio, con il sorriso dico: "Senta, possiamo provare a fare una cosa, lo consideri quasi un test antropologico, mi dia il biglietto, io lo passo a quelli davanti a me che a loro volta lo passeranno a quelli davanti a loro fino alla macchinetta e vediamo cosa succede. Non posso garantire che tornerà indietro, ma perchè non provare?". Il signore aguzza lo sguardo, è una sfida, "Ok". Prendo il biglietto, spiego il tutto alla ragazza di fronte, e il biglietto parte. Vola sulle teste di tutti, percorre il tram di mano in mano, gente che si sussurra "passa avanti"! Una solidale catena di montaggio. E quasi per magia, dopo alcuni istanti torna indietro obliterato. Io sorrido. "Ecco a lei". "Sa cosa le dico? Conserverò questo biglietto, magari giocherò i numeri dell'ora e della data stampati adesso al lotto, è fortunato, e lei, lei, grazie, mi ricorderò". Questo è un megagalattico momento di intrascurabile felicità!"

Massimo Gramellini scoperto a copiare

Il raccontino è il frutto della penna di una giovane ragazza di Torino, ma come sia finito sulla prima pagina della Stampa, invece, è storia di qualche giorno fa e ha già fatto il giro del web.
Il padre della ragazza, orgoglioso dello scritto di sua figlia, ha pensato bene di spedire la storiella al quotidiano La Stampa, inviandola alla sezione dedicata alle proposte dei lettori. Dopo qualche giorno il racconto appariva, con qualche piccola e insignificante variante, nella rubrica “Buongiorno” con la firma del vicedirettore e guru della trasmissione di Fazio, "che tempo che fa".
La cosa risulta ancora più fastidiosa se si legge il finalino inventato dal celebre corsivista per dare un taglio più professionale al pezzo, ma che dimostra anche la malafede di chi ha firmato il pezzo.

“Chi vi ha raccontato la storia è tentato di appiccicarvi una morale che rovinerebbe l’effetto, ma per fortuna rinsavisce proprio all’ultima riga. Ogni tanto succede.”

E’ vero, ogni tanto succede che anche in Italia i cialtroni vengano smascherati.




Buon fine settimana :-)




Masterpiece… Chi l’ha visto?

Lo confesso, non ho visto la prima puntata di Masterpiece
Il nuovo talent di Rai 3 per aspiranti scrittori andato in onda domenica su Rai3 in seconda serata ha registrato ascolti decisamente modesti. I dati Auditel confermano un misero 5,14% di share e quasi 700.000 spettatori. In rete qualcuno parla già di flop ma il direttore Vianello si ritiene ugualmente soddisfatto. In rete i giudizi sono prevalentemente negativi e Twitter è letteralmente impazzito già durante la trasmissione. I numerosi cinguettii dimostrano che il programma sia stato in grado di dividere i giudizi, facendo parlare e discutere.
Stroncature, leggiamo su Libreriamo.it. sono arrivate da Gianluca Nicoletti, che ha bocciato in toto il programma, definendo i concorrenti come veri e propri ”casi umani”. Molto più possibilista è stato il tweet di Beppe Severgnini, che si è dimostrato cauto nell’esprimere giudizi, trattandosi soltanto della prima puntata del programma, e rimandando quindi a data da destinarsi un giudizio definitivo. Chi invece ha dimostrato senza mezzi termini il proprio entusiasmo nei confronti del talent è stato Jovanotti, che ha definito Masterpiece come programma “con l’x factor”.
Vabbe'... se lo dice Jovanotti, gli crediamo sulla parola.



POESIE di "OGGI"

Sta per concludersi la raccolta delle poesie di ieri. Le abbiamo chiamate anche poesie della memoria e del passato, in ogni caso tutti hanno bene interpretato lo spirito dell'iniziativa e intorno al post si è creato un discreto interesse, cresciuto col passare del tempo. Un amico mi ha confidato che leggendo il post ha avuto l’impressione di sfogliare una vecchia antologia e ha provato un senso di nostalgia rileggendo testi mai dimenticati completamente. Reminiscenze scolastiche si è detto e sono d’accordo, ma non solo, alcune di queste poesie sono e rimarranno per sempre impresse nella nostra memoria e anche nel cuore, e fanno ormai parte del nostro retroterra culturale.
Adesso è tempo di passare alle “poesie di oggi”. Le potremmo definire anche del nostro presente o in altro modo, del resto non ci sono precisi criteri di scelta e ognuno è libero di segnalare ciò che crede, ma l’unica indicazione che mi sento di dare è che si siano almeno poesie che vi hanno profondamente coinvolto in età adulta. 
La terza parte invece "poesie di sempre" riguarderà le poesie che secondo noi sono più belle in assoluto. Diciamo le migliori di tutti i tempi. 



Sta per partire una nuova rubrica del blog, riservata alle “nostre” poesie.
Gli amici del blog sono pertanto invitati a segnalare al sottoscritto il nominativo di n° 3 poesie (minimo), di uno o più autori italiani, stranieri, famosi, sconosciuti e di ogni epoca, con il seguente criterio:


Poesia di “ieri” o della memoria : indicare il titolo di una poesia che ha segnato la tua gioventù: quella che ti porti sempre nel cuore, forse la prima che hai studiato e in ogni caso quella che ricordi sempre con piacere. E non importa che sia famosa o meno, si accettano anche filastrocche e poesie dialettali.

Poesia di “oggi” : indicare il titolo della poesia che recentemente ti ha colpito, che ritieni più valida e che meglio rappresenta il tuo modo di intendere la poesia, e con particolare riferimento alla poesia "moderna" ma non necessariamente contemporanea. 

Poesia per “sempre” : Indicare il titolo della "poesia della vita",quella che vi piace di più in assoluto, quella poesia che ascoltereste sempre e vi portate costantemente nel cuore.

Mi rendo conto che molti casi la scelta sarà molto difficile e dolorosa, in questo caso potete indicare fino a un massimo di 3 poesie per ciascuna sezione. Chi lo desidera può restare “anonimo” e in questo caso il nome sul post non apparirà.
I nominativi delle poesie devono pervenire al sottoscritto al solito indirizzo e con le solite modalità.
Al termine delle pubblicazioni, tutte le poesie saranno raccolte in un Ebook gratuito e per uso esclusivo di questo blog.

L’invito è esteso a tutti i lettori, autori, collaboratori e amici del blog.

Se ci sono domande, indicazioni, suggerimenti, se avete bisogno di chiarimenti fatevi avanti qui e anche in privato.
(frame)


Monologo dal film "La tigre e la neve" di Roberto Benigni

Su su… Svelti, veloci, piano, con calma…non v’affrettate.
Poi non scrivete subito poesie d’amore, che sono le più difficili, aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni.

Scrivetele su un altro argomento… che ne so… sul mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo… ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra! Eh?

Avete capito?
 La poesia non è fuori, è  dentro…

Cos’è la poesia, non chiedermelo più...
 guardati nello specchio, la poesia sei tu…


… E vestitele bene le poesie, cercate bene le parole… dovete sceglierle!
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola!
Sceglietele… che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.

Da Adamo ed Eva…

Lo sapete Eva quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta!

“Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa…” ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!

Innamoratevi…! Se non vi innamorate è tutto morto… morto tutto è.

Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto… dilapidate la gioia, sperperate l’allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza!

Fate soffiare in faccia alla gente la FELICITÀ! E come si fa? …fammi vedere gli appunti che mi sono scordato… questo è quello che dovete fare…
Non sono riuscito a leggerli! Ora mi sono dimenticato.

Per trasmettere la felicità, bisogna essere FELICI.

E per trasmettere il dolore, bisogna essere FELICI.

Siate FELICI!
Dovete patire, stare male, soffrire… non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh?
E se non avete i mezzi non vi preoccupate… tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria… tutto.

Avete capito?
E non cercate la novità… la novità è la cosa più vecchia che ci sia…

E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh, buttatevi in terra! Mettetevi così!
Eccolo qua … ohooo… è da distesi che si vede il cielo…
Guarda che bellezza…perché non mi ci sono messo prima…

Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono.

Fatevi obbedire dalle parole… Se la parola “muro”, “muro” non vi da retta, non usatela più… per otto anni, così impara!

Chi è questo, boooh non lo so!

Questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti lì per sempre…
Forza, cancellate tutto che dobbiamo cominciare!

La lezione è finita.

Ciao ragazzi, ci vediamo mercoledì, giovedì… Ciao.





 Hemingway: "Gli scrittori sono competitivi, non  fidarti del loro parere".
La critica letteraria ufficiale, mi riferisco a quella che appare con trafiletti sui quotidiani e sulla stampa specializzata, è da sempre in conflitto con i blog e i siti letterari on line. Forse sono troppi i book blogger che si dedicano quasi esclusivamente alla recensione e più che fare una critica sono soltanto espressione di gusti e interessi particolari, ma non di rado le riflessioni più raffinate sui libri, le discussioni più lunghe e articolate sull’industria culturale, i giudizi più appassionanti e disinteressati sulle ultime uscite sono on line.
I siti letterari invece, quelli che di solito sono riservati gli esordienti, “dove si scrive e ci si legge addosso”, tanto per usare una frase cara a un mio amico, sono regolarmente ignorati, e guardati anche con diffidenza perché di scarsa qualità e costituiscono un mondo a sé, nel panorama generale dell’editoria infatti, contano come il due di picche a briscola.
“Il guaio di questi siti” disse un famoso scrittore di cui non faccio il nome” è che manca una selezione, non c’è filtro all’entrata e all’uscita e chiunque può partecipare e illudersi di essere uno scrittore e improvvisarsi critico letterario al tempo stesso.  Ma non solo, questi posti di solito sono il regno del populismo, delle facili illusioni e non di rado della delazione e insulto in progress.
Sì… sì… tutto questo è vero, ma tutto ciò può essere considerato una opportunità per permettere ad un vasto pubblico di dare sfogo all’impulso di scrivere. Se sono soltanto velleità letterarie poco importa e del resto siamo proprio sicuri che la gente preferirebbe un giudice severo e competente come Gertrude Stein, sulla sedia del nostro pacioso, amato e silenzioso Admin? Non lo so, non lo so... ma qualcosa mi dice che le stelline continueranno a risplendere ancora a lungo e che il loro fascino irresistibile, reggerà l'urto dei più temuti e odiati splash.





Dalla Frankfuerter Buchmesse di ottobre sono arrivati i dati poco confortanti sullo stato dell’editoria italiana del 2012, ma la cosa significativa è che per la prima volta il rapporto viene pubblicato e distribuito solo e unicamente in ebook.
È il segno dei tempi, infatti raddoppia il mercato dei libri digitali nel 2012, che ha avuto un incremento del 2% e complessivamente gli ebook in Italia raggiungono una quota di mercato superiore al 6%, mentre l’editoria in generale nell’ultimo biennio registra un crollo del 14%.
Trend confermati, dunque. La lettura dei dati di anno in anno non smentisce le tendenze di un libro che perde quote di mercato, certo anche a causa della crisi economica di questi anni, ma ancor più per un problema strutturale di strategia del publishing italiano, che stenta a individuare nuovi modelli di business per il cartaceo e ancora vive la crescita del mercato ebook come una minaccia diretta, invece che come un’opportunità.

La buona notizia invece è che nonostante tutto la lettura cresce (di poco) in Italia anche se riguarda appena il 46% della popolazione, in altre parole oltre 26milioni di italiani con più di 6 anni. Il 30% del mercato è costituito da medi e forti lettori (che leggono più di 7 libri all’anno), che da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani.




Pierre Lemaitre-  Un premio Goncourt al noir
Che il premio letterario più prestigioso di Francia sia andato quest’anno allo scrittore Pierre Lemaitre, con il suo ultimo romanzo dal titolo: “Au revoir là-haut (Arrivederci lassù, in uscita per Mondadori)”, sono pronto a scommetterci, non frega quasi niente a nessuno. E avete quasi ragione, infatti, quanti di noi ricordano il nome dell’ultimo premio Strega? Avanti, confessate che ce l’avete sulla punta della lingua, che forse lo avete sentito dire alla televisione ma che in questo momento vi sfugge ;-) E allora perché parlare dei cugini d’oltralpe?
Per due motivi altrettanto validi, il primo è che in salotto quattro chiacchiere si devono pur fare, ed in attesa che mi venga in mente qualcosa di meglio, scusate tanto, ma io ne approfitto. ;-)
Il secondo motivo, cioè la vera notizia, è che Pierre Lemaitre è uno scrittore che arriva dal genere thriller, o meglio è un giallista, anche se in Italia finora ha pubblicato tre romanzi di altro genere. E se a questo fatto già insolito aggiungete che il Nobel è andato a una scrittrice di racconti, bisogna ammettere che siamo in presenza di una rivincita della letteratura popolare Non sono io a sostenere questa tesi, ma quasi tutta la stampa specializzata ha sottolineato questo aspetto. Se sia davvero una bella giornata per la narrativa cosiddetta di genere, lo potremo affermare soltanto fra qualche anno.

Se ancora non ve ne frega nulla sappiate perlomeno che il premio Goncourt oltre a un assegno sostanzioso, garantisce al vincitore una vendita di oltre 300.000 copie, dimostrando ancora una volta che il lettore, alla fine e suo malgrado, è sempre e comunque influenzato anche da queste notizie.

61 commenti:

  1. Non conoscevo questo autore ma a sto punto propongo tre heep heep Urrià per la letteratura popolare!
    Ciao nè.

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    1. Io propongo l'italianissimo < . hip hip hip, urrà! >, comunque per il nostro Wm che si è affacendato a proporre un Autore che... non leggerò mai.
      Non avendone il tempo, attesa l'età che va a conchiudersi.
      Siddharta

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  2. Serenella Tozzi7 novembre 2013 11:48

    300.001, grazie a te; e potrai dire che anche tu hai concorso alle vendite del vincitore del Goncourt. :-))

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  3. Non conoscevo l'autore, ma sono contento che sia un giallista. Questo fatto dimostra, a mio parere, quello che ho sempre pensato. Non esistono "generi" di serie A o B e così via fino alla Z. Esistono autori di serie A o B e così via fino alla Z ed esistono lettori di serie A B e così via fino alla Z. Costoro sono coloro che hanno dei pregiudizi (che sono cosa diversa dai gusti, i quali sono invece sempre legittimi) verso una determinata forma narrativa o verso un determinato genere. Ho detto "dimostra" ma avrei dovuto dire "dimostrerebbe" perchè coloro che hanno dei pregiudizi se li terranno, lasciando che occupino tutto lo spazio delle loro inutili teste.
    Premio o non premio, però, prima di comprare e leggere il libro vedrò di cosa parla. Dei concorsi letterari mi fido, ma... con juicio.
    Certo, mi interessa.

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    1. Serenella Tozzi9 novembre 2013 15:15

      Il premio Goncourt è ritenuto un premio prestigioso, per questo sono curiosa di misurarlo col mio metro.

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  4. Una considerazione iniziale, piuttosto ovvia, che riguarda una delle tante conseguenze della scarsa propensione alla lettura: sui siti cosiddetti letterari, prevalgono gli inserimenti di scarsa fattura.
    Persiste la convinzione che qualunque espressione riportata sulla carta (o sul web) meriti attenzione e considerazione. Ho l’impressione che le regole della sintassi e della punteggiatura siano considerate, da quegli “scrittori”, obsolete e non determinanti per catturare l’attenzione dei potenziali lettori.
    Circola da tempo una statistica che mi piace riportare: nel nostro Paese, a fronte di due milioni di persone che scrivono versi, ci sono solo duemila lettori di libri di poesia. E i risultati sono evidenti.
    Non è certo mia intenzione puntare il dito contro (non sono un addetto ai lavori abilitato a emettere sentenze inappellabili) – la mia è solo una constatazione.
    Per mia fortuna, dove ora risiedo, frequento un Circolo dove si condivide la passione della lettura, e sono contento d’aver conosciuto tanta gente entusiasta e competente (preponderanti le donne, e per me, meridionale, inizialmente è stata una sorpresa).
    Per cui il cruccio delle non incoraggianti statistiche riportate nel post, mi sfiora appena :-))

    Ho scoperto gli e-book solo dall’inizio dell’anno, e ne valeva la pena. Scomparsa la preoccupazione di dover cercare posto nella libreria ingombra per i nuovi acquisti, il peso leggero dell’e-reader permette di portarsi appresso centinaia di pubblicazioni. Un pregio non trascurabile è che i classici, esenti dai diritti d’autore, costano pochi euro.
    E-book esenti da difetti? No di certo. Per le opere di recente pubblicazione, il costo è di poco inferiore rispetto a quello dell’edizione cartacea (colpa soprattutto dell’aliquota IVA che è del 21%, rientrando gli e-book nella categoria merceologica degli strumenti elettronici).
    Succede anche che i refusi, nell’edizione digitale, siano molti – la revisione del testo non è attenta, forse perché lo sviluppo del settore è ancora agli inizi.
    E non comprate, per favore, e-book di poesia! L’impaginazione è scadente ed è difficile capire dove finisce il verso :-))
    In definitiva, comunque, credo che essi meritino di essere considerati: il bilancio economico è sicuramente a loro favore.

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    1. Dal papiro, alla pergamena, alla carta, all'e-book.
      Il cammino è ormai irreversibile.
      Sid

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    2. Esagerato Salvo! Sei sempre il solito esagerato.
      Io con un commento così ci facevo un post;-)
      Sì ma non ti preoccupare, lo conservo e lo tiro fuori alla prima occasione, non per altro, ma avrei anch'io due cosucce da dire in proposito.

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  5. In ordine all'articolo < Se scrivi, non fidarti di uno scrittore >, non riesco a collocare nè l'estensore nè la fonte.
    Importanti per un commento non al buio.
    Sid

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    Risposte
    1. Hai ragione, il titolo era poco chiaro e forse anche adesso non si capisce, forse la premessa non ci azzecca. Pazienza ;-)

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  6. La convinzione d’essere una spanna sopra gli altri credo riguardi la maggior parte delle persone. In fondo, essa è una forma di autodifesa, visto che difficilmente si ricevono lodi sperticate per il proprio modo di essere.
    È bene opporre la propria considerazione, quando l’interlocutore enumera le sue vanterie, dopodiché, se si fa un buco nell’acqua, evitare di incaponirsi.

    Nei vari siti “letterari” frequentati, la rissa verbale era una costante.
    A torto o a ragione, prima o poi c’erano dei contendenti pronti a sfidarsi all’ultimo sangue pur di difendere la propria onorabilità.
    La suscettibilità, per aver ricevuto pareri non proprio elogiativi (a volte addirittura sferzanti),
    marchia con parole di fuoco l’incauto e ingenuo commentatore.
    L’alta opinione di sé procura questi strascichi che, a esaminarli con un po’ di distacco, sono solo il sintomo d’una fragilità emotiva inconsapevole (e quindi scusabile).
    Se si accettasse, seppure a denti stretti, che nessuno di noi sarà mai nominato nei libri di storia della letteratura, tutto sarebbe più semplice, e la salute ne guadagnerebbe.
    D’altra parte, continuo ad essere convinto che i commenti negativi non sono sentenze inappellabili, così come i commenti positivi non danno la certezza d’aver scritto un’opera ineguagliabile – nessuno di noi è critico letterario che possiede gli strumenti per dare un giudizio definitivo.
    La soluzione? Frequentare questi siti con distacco, senza farsi condizionare più di tanto.
    E guardare al positivo, alla possibilità cioè di interagire con quelli che condividono la passione per la scrittura.
    Ultimamente sta prendendo piede, nel sito che frequento, una ulteriore “perla di saggezza”: criticare, con parole di fuoco, nel proprio commento, gli “incompetenti” che hanno espresso un parere difforme dal proprio. Confesso che mi dà fastidio questa sicumera sprezzante nei confronti di chi la pensa diversamente.
    Dopodiché, per fortuna, penso che anche ciò faccia parte della incapacità diffusa di sapere stare con gli altri. E vado avanti senza farmene un problema.

    Mi scuso con Franco, ma quando l'argomento mi solletica, mi è difficile non essere logorroico:-))

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    1. Serenella Tozzi9 novembre 2013 19:51

      Probabilmente è per questo, Salvo, che dal sito si sono allontanate numerose persone. L'arroganza dà fastidio, specie quando è fondata sul poco o niente.

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    2. In uno dei pensieri cinici quotidiani ho accennato al < secondo principio della termodinamica >.
      Per il quale ( detto in soldoni ) ogni ordine tende a scadere fatalmente nel disordine generale.
      Anche nei siti letterari si assiste al fenomeno in questione: malgrado le regole, poco alla volta prende il sopravvento la malevolenza, scacciando il buono del postato.
      Bene fa il nostro Wm a stroncare sul nascere in questo blog le derive contenziose, con tiratine d'orecchie e cancellazione dell'inconferente.
      Dobbiamo quindi darci l'imperativo della libertà d'espressione nei modi urbani, senza permettere la prevaricazione del nostro io narcisistico a reprimenda delle opinioni altrui.
      Sid

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  7. Su Benigni.
    Un monologo delirante, senza capo nè coda.
    Come giustamente ci meritiamo, in una società dove la comunicazione è divenuta aberrante, incomprensione, pura follia.
    Siddharta

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    1. Concordo in parte. Non vado pazzo per Benigni ma qui è perlomeno divertente, e poi è la scena di un film, non una lectio magistralis. Sorridi uomo cinico:-)

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    2. Perchè la rubrica < ultimi commenti > non funziona?
      E' molto utile...
      Sid

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    3. Non mi riferivo a Benigni, ma al segno dei tempi da lui magistralmente messo in evidenza.
      Sid

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    4. La rubrica ultimi commenti in questo momento non funziona bene neppure da me, è il brutto tempo che influisce negativamente sulla connessione. Dipende solo da quello e per quanto riguarda Benigni, scusami, avevo frainteso.

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    5. Serenella Tozzi11 novembre 2013 15:51

      Questo monologo di Benigni non solo mi ha fatto sorridere, ma in molti punti lo trovo anche poetico .

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  8. Ok.. Ok

    Qualcuno mi ha già scritto mandandomi i titoli delle poesie preferite. Potete farlo anche qui nel commento ma in via privata è meglio, così non facciamo anticipazioni e non scopriamo gli altarini prima del tempo.
    "Scoprire gli altarini" Dio mio erano anni che non usavo più questa frase.

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    1. Lateral thinking.
      Io penso che sia ora di ricercare nuovi registri culturali.
      Il blog dovrebbe essere ripensato da vecchio contenitore e intermediario a educatore di un rinnovato sistema letterario.
      Con nuove idee, nuove sfide.
      A guisa di start-up della parola e del pensiero.
      Non più mezzo terminale ma generatore di trans -i/a-zioni.
      In conclusione: non tante idee, ma una sola all' interno della quale far scaturire altre idee...
      Già, ma chi, come, quando, ecc.?
      Ai lettori l'ardua impresa.
      Nel frattempo sceglierò le liriche.
      Siddharta

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    2. Pensiero laterale? Start up?
      Che ti sei bevuto, un wikipedia doppio?
      Come dire nuove idee, nuovi progetti, nuovi orizzonti, e un approccio diverso alla cultura? Qualcosa che non sia il solito rimescolamento delle carte, qualcosa di veramente innovativo? Insomma guardare avanti, pensare al futuro e staccarsi dal vecchiume per lanciarsi in nuove avventure letteralculturali?
      Insomma ci vorrebbe un blog all’avanguardia, vero?
      Hai ragione...va bene, adesso ci penso poi quando mi viene in mente qualcosa te lo faccio sapere, tu nel frattempo mandami le poesie.

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  9. Su Vecchioni: ha insegnato lettere in licei delle mie parti.
    Mi dicevano che era migliore come professore che non come cantante...
    Sid

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  10. Serenella Tozzi18 novembre 2013 16:58

    Mi sembra proprio di un animo gentile questa richiesta della canzone "Sei nel mio cuor". Una bella dedica senza ombra di dubbio.

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  11. Su Vecchioni. Insegnava nel liceo che io frequentavo. Non nella mia sezione, però. De relato, confermo che era un buon professore, piuttosto severo, ma un po' assente per intuibili ragioni.

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  12. A proposito di Masterpiece: ero curioso di seguirlo e mi sono imposto di restare sveglio.
    Da semplice spettatore (non sono di certo dotato di strumenti critici come Aldo Grasso, ad esempio) e da modesto appassionato di scrittura, il mio parere è positivo.
    Che esso non abbia fatto granché come share, mi sembra normale: mancavano i lustrini delle ballerine, le battute a doppio senso, le risse, i bla bla vuoti di senso e di prospettive che tanto affascinano chi vuol stare davanti la tv senza pensare.
    Ho avuto la possibilità di conoscere, seppure solo sullo schermo, persone vogliose di comunicare, di raccontare una storia, impegnate spasmodicamente a non contentarsi di sopravvivere nel grigiore quotidiano.
    Come è stato notato, essi erano dei casi umani, ma cosa c'è di negativo in questo?
    La loro personalità, per quello che è trapelato, era sicuramente più interessante di quella dei tanti che incontriamo giornalmente e che dimentichiamo subito, appena girate le spalle.
    Per quello che ho potuto percepire, anche la loro scrittura era vivida, esente da quelle banalità che impazzano sui cosiddetti siti letterari.
    Continuerò quindi a seguire la trasmissione con vivo interesse, anche e forse soprattutto perché potrò acquisire suggerimenti utili per migliorare la mia scrittura - la giuria, sempre a mio parere, è composta da scrittori di vaglia ed è bene seguire chi sicuramente ne sa più di noi :-))

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    1. Il tuo parere positivo mi conforta.
      Non posso giudicare di persona perchè, ripeto, mi sono perso la prima puntata, ma ho avuto anch'io il sospetto che le critiche fossero esagerate. In rete serpeggia dello scetticismo, soprattutto su Twitter, per tutto ciò che trasmette la televisione. E' un po' una piccola guerra tra media e anche una forma di snobismo alla quale questo blog tenta di non uniformarsi. Perlomeno ci proviamo ;-)

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  13. Non credo che ci sia programma al mondo in grado di farmi stare sveglio dopo una certa ora.
    Il mio parere è con molti "se" e molti "ma" e, non avendolo visto, si limita necessariamente a considerazioni di carattere generale.
    a) gli autori (anzi i neoautori) stanno vendendo se stessi prima del libro che hanno scritto / scriveranno. Non è un fenomeno nuovo. Da secoli (cioè dall'invenzione della rotativa e della pubblicità su vasta scala) i lettori sono indotti a leggere "la nuova opera di X" perchè se parla bene. Da decenni sentir dire che X, che fino a quel momento aveva fatto altro ed era noto per quello, ha scritto un libro, fa vendere il libro.
    b) Masterpiece, su questa linea, è semplicemente un passo, o passetto, ulteriore: prima si costruisce l'autore, poi il libro.
    c) personalmente, della personalità dell'autore - detto abbastanza brutalmente - non me ne importa un fico secco. Se mi piace quello che un autore scrive, non mi interessa se paga le rate condominiali o è stato eletto mister (o miss) genitore dell'anno dal consiglio di classe.
    c/2) se sono casi umani o no (non lo so) quindi, non mi interessa. Non è che sia necessariamente negativo (lo può essere nella misura in cui va ad incidere, in bene o in male, sulla valutazione dell'opera, e credo che sia molto probabile che ciò accada). E' irrilevante.
    d) credo piuttosto poco nelle scuole di scrittura. Penso che almeno la metà del valore di uno scritto sia dato dalla conoscenza che l'autore ha della grammatica (in senso proprio) dell'analisi logica e di quella del periodo, nonchè della pratica (che si traduce in saper leggere, scrivere, osservare ed ascoltare). Poi c'è il talento, ma quello non s'impara, quindi è inutile provare ad insegnarlo.
    e) se voglio rubare qualche trucco di scrittura, leggo. Andare direttamente alla fonte penso sia il modo migliore per apprendere.
    f) se non c'erano risse lustrini ecc. è senz'altro un fatto positivo.


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    1. Hai perfettamente ragione quando dici che si sta cercando di creare il personaggio,ma dalla televisione di questi tempi che ci si poteva aspettare? Il meccanismo sarà quello collaudato del grande fratello, di Amici e di X Factor, ed è probabile che alla fine ne esca anche qualcosa di buono per l'editoria in genere. Aumenteranno i lettori di narrativa? Lo dubito fortemente, ma che se ne parli è già positivo.

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    2. Condivido le osservazioni di Rubrus e di Franco: Masterpiece non è l'unica fonte cui abbeverarsi, ma un'occasione aggiuntiva per curiosare nel mondo della scrittura. E' chiaro che nel momento dell'acquisto di un libro, altri, e più importanti, saranno i criteri per decidere.

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    3. Ho visto la prima puntata e sono rimasta piacevolmente sorpresa per l'interesse che in me suscitava. Tutto ben fatto, la presentazione, le brevi letture a coronamento del succo del racconto e della vita degli autori. Ho preso note preziose di scrittura e simpatizzato per alcuni autori, ed ho trovato molto interessanti le diversita' di esperienze che hanno portato a costruire l'opera.
      Gustoso il confronto finale che consiste nello scrivere nel breve tempo di mezz'ora una mini storia a soggetto. Piaciuta tantissimo quella che terminava con '' ma cosa cazzo avete nello smog di Torino! '' Un vero gioiellino!
      Tra poco la seconda puntata:-) ciao

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  14. mmm... farà bene agli editori (ai grandi, non certo ai piccoli) nel senso che comunque vada alla fine avranno un potenziale best seller bell'e scodellato. Non so quali altre positività ne verranno fuori. Non sono uno snob però, e non mi straccio le vesti, figurati.
    Ti segnalo questo articolo, tuttavia, dove viene sollevata un'obiezione più che sensata e che con lo snobismo nulla ha a che vedere:
    "alla redazione di MasterPiece sono arrivati ben 5.000 romanzi in pochi mesi, che di sicuro non sono stati tutti letti, perché nessuna redazione in Italia e forse al mondo può leggere 5.000 romanzi in così poco tempo" (fonte http://www.liberarti.com/schede.cfm?id=3331&masterpiece_o_masterflop#.UooAGIYeWHE.facebook)
    E se non serve a far aumentare i lettori, come tu dici (e concordo) di dubitare... a che serve? a far aumentare i compratori?... mah.
    Se fossi azionista della casa editrice che pubblicherà il vincitore, lo troverei interessante, ma non lo sono, quindi....
    Si accettano scommesse, comunque, sul fatto che sarà la casa editrice con cui pubblica uno dei giurati.

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  15. Serenella Tozzi22 novembre 2013 16:18

    Quindi, tutto sommato, domenica sarà bene ricordarsi di vederlo questo Masterpiece.
    Peccato che la prima puntata mi sia sfuggita.

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  16. Encantado dalla competenza che mi precede.
    Però io penso sempre che la cultura debba essere proposta gratuitamente e non a pagamento.
    Sarà forse per via dell'età, che tende a far perdere di significato il valore del denaro.
    Sogno un mondo ove il sapere sia aperto a tutti e subito senza limitazioni di sorta.
    Sid

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    1. Condivido pienamente:-)

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  17. Serenella Tozzi23 novembre 2013 21:45

    Grazie per il "buon fine settimana" in musica, e aggiungo: Grazie, altrettanto!

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  18. Serenella Tozzi24 novembre 2013 18:16

    Il raccontino ricopiato da Massimo Gramellini...
    Ancora riesco a stupirmi di questi atteggiamenti.
    L'ho sempre trovato insulso, ma ciò non giustifica il suo operato, anche se capisco che una volta tanto volesse apparire interessante.

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    1. certo che copiare un "raccontino" vuol dire essere proprio alla frutta!

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  19. Sono certa che presto sentiremo la versione di Gramellini su questa vicenda, lo seguo sempre durante i suoi interventi durante la trasmissione di Fazio e sinceramente persona così abbietta non mi pare!
    siamo sempre pronti a puntare il dito verso chi non condivide le nostre idee, ahh che peccato

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    1. Ah tu dici che è tutta una calunnia? Io lo spero davvero,
      ma sono curioso di vedere come si difenderà dall'accusa di plagio, dal momento che il testo della ragazza stava su fb ancora prima di apparire sulla Stampa.
      In ogni caso aspettiamo fiduciosi.
      Hai detto una sacrosanta verità, siamo sempre pronti a puntare il dito contro chi non condivide le nostre idee, così come siamo sempre pronti a difendere coloro che la pensano come noi :-) Ammesso che Gramellini sia capace di avere idee proprie. ah ha ha ha

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    2. Non escludo assolutamente che possa avere scopiazzato
      ma se non lo segui, non vedi le trasmissioni a cui lui partecipa, come fai a dire che potrebbe non avere idee proprie?????
      a me di lui piace soprattutto l'ironia, dote che manca a molti personaggi televisivi
      :-)))))
      triste/mente

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    3. Serenella Tozzi25 novembre 2013 16:40

      No, Carla, non si tratta di condivisione o meno di idee, è che le poche volte che l'ho ascoltato l'ho trovato ovvio e insulso. Che dirti, forse tu lo conosci meglio.

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    4. non tutti possono piacere a tutti naturalmente :-)))
      io l'ho sentito spesso trattare con delicatezza argomenti scottanti e, a prescindere dalle idee, lo trovo un uomo tutt'altro che insulso.
      Forse non sarà alla tua altezza, comunque sempre uomo di cultura è!!
      simpatica/mente

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    5. Serenella Tozzi25 novembre 2013 21:37

      Ahahah! Grazie per l'altezza, però la mia è normale... anche se qualche centimetro in più non mi sarebbe dispiaciuto.

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  20. Io non mi stupirei più di tanto.
    Persino Bizet copiò pari pari la famosa aria < Habanera > della Carmen da motivi spagnoli del tempo.
    Costretto poi a precisarne paternità e provenienza negli spartiti successivi.
    Infine: spesso in articoli di corsivisti famosi mi imbatto in < pezzetti > copiati qua e là da internet ( google, ecc. ).
    A margine: da quando sono venuto a conoscenza che Fazio percepisce oltre 2.000.000= di euro all'anno da RAI 3 anche grazie al mio canone per i suoi programmi di sinistra, non lo guardo più. E così m'è sparito automaticamente dalla vista anche Gramellini...
    Seccata/mente, Sid.

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  21. Caro Sid, tu hai ragione ma, pagando anch'io regolarmente il canone rai, mi sento meno frustrata a vedere trasmissioni dove si parla di cultura anziché circhi in cui la gente si urla addosso.
    Credo che i compensi stabiliti per i conduttori tv, siano calcolati sulla base di quanto viene di ritorno con la pubblicità, evidentemente Fazio "conviene"
    Rimango assolutamente disgustata dalle cifre chiaramente, mi sembrano un insulto a chi fa fatica a vivere per l'esiguità di stipendi e pensioni.
    affettuasa/mente

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  22. [Gramellini] senza data certa, sarà dura dimostrare chi ha copiato chi. Certo che la sconosciuta giovane, in una causa contrapposta al noto Gramellini, la vedo male.
    Senza meno, parte svantaggiata.
    Il racconto in sè mi pare il solito raccontino minimale (scritto magari con mestiere) che va tanto di moda e che ruota attorno, appunto, ad un episodio quotidiano. Migliaia di persone che prendono i mezzi pubblici avranno assistito ad episodi analoghi - pure io. Insomma, l'aggettivo "insulso" è forse eccessivo, ma contiene una punta (e più d'una) di condivisibilità. Solo chi non prende i mezzi può trovare degno di nota un simile episodio.
    E diciamolo che questi raccontini - twittarelli spesso non sanno di niente! diciamo che il re è nudo.
    Sono d'accordo con chi critica il "fervorino" finale e sono d'accordo anche dal punto di vista "tecnico", per quel che può valere.Se l'episodio contiene qualcosa - una "morale", questa dovrebbe emerger da sè, non perchè l'autore o l'autrice te lo spiega.
    Insomma, formalmente, secondo me, è un racconto "carino" (qualcuno arriva a dire che sia un insulto, ma mi pare eccessivo) e nulla più.
    Ovviamente, dato che sono una canaglia, leggendolo non ho potuto fare a meno di immaginarmi un finale alternativo dove il bonaccione timbratore volontario scappa dal bus senza obliterare e con il biglietto buono in tasca. Di questi tempi e con quel che costano, un euro risparmiato è un euro guadagnato.

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    1. L'intento moralizzatore ci sta tutto, ma la scopiazzatura poteva risparmiarsela/cela.
      Sempre che sia vero il fatto.
      Sid

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  23. Mi spiace per Gramellini, che stimo per i suoi "Buongiorno".
    Avendo il padre dell'autrice inviato il raccontino a La Stampa, non era prevedibile che il suddetto ne fosse un lettore e che la scopiazzatura sarebbe stata facilmente scoperta?
    Si dimetterà da vice direttore, seguendo l'esempio del ministro tedesco che aveva copiato la tesi di laurea? :-))

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    1. Caro Salvo, in Italia impera il motto di Andreotti: < Chi si dimette è perduto! >.
      Sid

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  24. mah oddio... se per ipotesi fosse scopiazzato (sottolineo "se") l'intento moralizzatrice andrebbe a carte e quarantotto (e devo dire che non mi spiacerebbe perchè non posso soffrire i moralisti, ma questo è problema mio)

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  25. Devo dire che la seconda puntata mi è piaciuta meno , forse proprio per l'affermazione " la sintassi non è importante " detta da un giudice è suonata altamente imbarazzante. ho notato che si è dedicato meno tempo alla lettura e più ai siparietti da spettacolo, forse per l'indice d'ascolto basso della prima puntata. Se devo essere onesta a me è piaciuta molto la ragazza che presentava il romanzo " Il tempo di una sigaretta" così stravagante e colorata , purtroppo del testo posso dire poco ma quel poco giungeva ironico e pungente.L'insegnante era la più meritevole, ma si sa come vanno queste cose..oltre al manoscritto dal contenuto a mio avviso banalotto, ( scusate , sarò antica , ma che razza di amore è uno che tradisce per amore) è importante anche il personaggio.

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  26. [Masterpiece] non lo seguo, ma la affermazione secondo la quale la sintassi non è importante mi lascia un po' perplesso.

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  27. Franco buongiorno
    è ora di cambiare lo sfondo :-) hai visto quanta neve è scesa questa notte?
    fammi sapere se devo chiamare i soccorsi oppure farti rifornimento di viveri
    magari una buona polentina...
    allora aspetto i fiocchi di neve sul tuo blog
    ciaoooooo

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    1. Buongiorno,

      In collina quasi dieci centimetri. Eccoti accontentata, ho messo la neve sukko sfondo... adesso sì che stiamo al fresco.

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    2. Serenella Tozzi26 novembre 2013 15:47

      Brrrrr. Pure a Roma fa freddo.
      Polenta bella calda e vino rosso, mica male.

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  28. Serenella Tozzi26 novembre 2013 16:07

    Masterpiece l'ho vista anch'io, e devo dire che i tre giurati mi sembrano persone preparate. Taye Selasi con quella sua affermazione credo si sia dimostrata adeguata al nostro tempo: provvederà l'apparato che sta dietro una qualsiasi organizzazione ad apportare le correzioni; ecco perché credo che la fama risulti di solito di breve durata, così effimera. Alla fine rimane tutto una montatura, vuoi della pubblicità, vuoi dello star sistem applicato a qualsiasi campo. Almeno questa è la mia impressione.

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  29. Serenella Tozzi27 novembre 2013 12:27

    "Prima di tutto", il racconto di Alberto Robiati.

    Accipicchia, ma era tutta su quell'autobus la gente per benino?
    Simpatico racconto, e anche stigmatizzante. Quanta gente c'è che non sa farsi gli affari propri e si sente sempre in dovere di intervenire.

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    1. Gia' , e pensare che vi eri salito proprio perche' poco affollato!
      Un racconto con una sua morale: non parlare al conducente. Molto carino.

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  30. Su < Prima di tutto > di Robiati.
    Una ciliegina tira l'altra.
    E adesso, visto che l'Autore s'è rivolto al lettore, io dico < Ma chi è costui che scrive in modo siffatto, pensando che il discorso si sia conchiuso?
    Non lo pensi, perchè ora , dopo di me, vi sarà un altro del blog che uscirà in reprimende nei miei confronti.
    Soprattutto se conchiudo con un " mirabile short story " >.
    Siddharta















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