giovedì 21 novembre 2013

SINDROME DEL LUNEDI' di Rossella - Narrativa

Questa mattina mi sono svegliata di ottimo umore.
 Un lunedì di quasi estate, i passeri che già affollavano il pino appoggiato alla finestra della camera. Mi son chiesta cosa si potesse chiedere di più alla vita.
Il fine settimana è stato incantevole. Altro che gita fuori porta, o Last minute per Ibiza.
Terapia intensiva di relax, flebo di musica classica e new-age per disintossicare i neuroni dai veleni dello stress.
In tuta e pantofole, ho lasciato che le ore del sabato e della domenica fluissero lente. Bocciate a priori passeggiata in centro nel pomeriggio e cena con amici in trattoria- tipica -cucina -casereccia. Persino il cinema, che adoro, mi è parso un impegno troppo gravoso.



Qualche lettura, alcuni appunti per fulminei voli di fantasia, un peccato di gola in più , ma rientrava nel piano terapeutico. I dolci, si sa, rilasciano serotonina.
E stamane, sul display della mia batteria appariva la dicitura Ricarica Completa!.

Sono salita in macchina non dico entusiasta di andare al lavoro, ma pervasa da serena rassegnazione.
Come ogni lunedì, l'inquietante spia della benzina sul rosso fisso. Mai che mio figlio abbia l'illuminazione di infilare dieci euro al distributore automatico, la domenica sera.
Ma lavoro a due chilometri da casa, in riserva vado e torno. L'area di servizio non è di strada. Un the a trenta centesimi mi sembra conveniente, non è un granché, ma il dispenser è incollato al muro del mio ufficio!
Appena un minuto dopo che ho avviato il PC, fa il suo ingresso trionfale, si fa per dire, la collega più sfigata, quella a cui tra il sabato e la domenica succede di tutto. Non mi sorprendo più di tanto quando, senza neanche darmi il buongiorno, mi confida che la bambina ha la varicella e il marito è in trasferta. E' venuta al lavoro per miracolo.
-Beh, penso- questo miracolo potevi anche risparmiartelo, soprattutto perché io la varicella non l'ho mai presa e vuoi vedere che proprio da te che mi sei antipatica ricevo questo regalo?-
In ordine di apparizione, seguono: la collega più giovane che ha sprecato il fine settimana a lavare i tendaggi - quindi non le si dica nulla per carità, il collega escursionista che è stato al Gran Sasso ma siccome non era abbastanza allenato, lamenta fastidiosi dolori alle gambe, e , dulcis in fundo, il capo che, in osservanza alla coerenza che è la sua unica virtù, come ogni lunedì è di pessimo umore.
Troppe carte sulle scrivanie, - qui dentro si sente puzzo di chiuso da morire- ci sono tre circolari che scadono alle ore quattordici di oggi, quindi rimboccarsi le maniche per favore-.

Fuori della finestra c'è un panorama da spot pubblicitario per le Maldive, e dentro di me irrompe un'irrefrenabile voglia di scappare via, verso quel mare che, se non altro, pare essere di ottimo umore. Perché scusino tanto lor signori, due fine- settimana fa, mi ha piantata in asso la caldaia del gas e ho dovuto gommare l'auto che ormai sull'asfalto più che camminare, pattinava. Non per questo mi sono sentita autorizzata a rovinarvi la vita.
Ci vorrebbe una passeggiata sulla spiaggia, dove per fortuna non ci sono ancora bagnanti esagitati. Solo sussurro di onde e sole ancora basso che imperla l'orizzonte di sfumature tenui, quasi oniriche.
Che faccio, improvviso un malore? Sarebbe poco credibile, visto che tutti hanno già notato con invidia la mia forma smagliante. Va bene, resto. Tanto, sei ore passano in fretta, una circolare da evadere, sicuramente rognosa, impegna abbastanza il cervello e fa da barriera alle paturnie di massa.
Domani è martedì!

16 commenti:

  1. La sindrome del lunedì colpisce generalmente quelli che fanno festa il sabato e la domenica. Sarà una banalità ma è così. Per farsela passare basterebbe lavorare tutti i giorni o non lavorare per niente. Io sono per la seconda ipotesi, anche se è difficilmente realizzabile. Su questo tema era difficile per chiunque riuscire a dire qualcosa di nuovo, ma ho apprezzato la freschezza dello stile, la sottile ironia che pervade il tuo scritto.

    "Domani è martedì”
    Hai voluto concludere il racconto parafrasando la celebre battuta, "Dopotutto, domani è un altro giorno" di una altrettanto famosa e tua omonima Rossella in Via col vento, dimostrando, come dicevo sopra, grande spirito e autoironia.
    Brava Rossella.

    RispondiElimina
  2. ciao Rossella, molto carino il tuo racconto, ironico e divertente.

    RispondiElimina
  3. Buongiorno e grazie frame! Ma sai che non sarebbe affatto sbagliato abolire la pausa a fine settimana? Naturalmente solo per coloro che non sanno apprezzarla. Io non rientro tra questi...
    Bravissimo! Quel "domani è martedì" vuol proprio richiamare la celeberrima frase di Rossella. Ogni tanto mi lascio cadere nel ruolo. Ancora grazie e un abbraccio

    RispondiElimina
  4. Buongiorno e grazie anche a te Chiara. È una gioia per me sapere che faccio sorridere qualcuno

    RispondiElimina
  5. E' piaciuto anche a me il tuo racconto per la fresca ironia, garbata e intelligente, quando sono andata a rinnovare la patente, il medico, una donna, mi ha colpito con una frase sibillina 'meno male, è già martedì': segno di un modo di porsi propositivo. Io le ho detto: come è già ... come dire 'è solo', e devo dire che per poco non mi ha guardato in cagnesco, aveva ragione lei! L'ho capito leggendo il tuo racconto, e non è poco, come si suol dire,
    Lola Falena

    RispondiElimina
  6. Grazie Lola. Bisognerebbe combattere quest'avversione per il lunedì che viene vissuto da molti come un giorno nefasto. Ogni giorno puo' essere straordinaramente bello oppure orribile. Dipende dal nostro stato d'animo il più delle volte. Ancora grazie, cara e a presto

    RispondiElimina
  7. Il lunedi, la giornata peggiore per carburarsi al meglio.
    Come sempre, quando leggo un racconto fisso la mente sui passaggi che risvegliano immediatamente la mia attenzione per conoscenze dirette e indirette.
    Anche questa volta, checchè ne dicano i contrari alla biografia , l'impulso mi spinge a ricordare.
    Il capo ufficio tuona < ... qui dentro si sente puzzo di chiuso da morire... >.
    Ai miei tempi, ogni nuova assunzione recava il fantasma del terrore igienico.
    Il panico si chiamava < puzza >, che soleva penetrare violento in ogni fibra del locale diffondendosi anche negli altri uffici.
    Una volta regalammo un kit di profumi ad una < appestata >, la quale ringraziò freddamente.
    E il caso non si risolse.
    Più fortuna avemmo con una praticante notaio, la quale su mio invito amicale si affidò ad un endocrinologo rimediando al noioso disturbo.
    Il primo approccio a tale disfunzione lo ebbi a vent'anni.
    Lei era meridionale, giovanissima, molto carina, innamoratissima: ma non ci fu niente da fare, era inaccostabile per l'odore acre della pelle...
    Tornando al racconto, uno squarcio brillante e realistico dell'ambiente di lavoro, con tante macchiette ironico-umoristiche ( alla Fantozzi?... ) tratteggiate con leggerezza.
    Una penna vivace, scorrevole e attenta alla correttezza sintattico-grammaticale ( oggi tanto bistrattata ) che rende piacevole la lettura.
    Ottima/mente, Siddharta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà quanti amori, oltre a quello che stava sbocciando fra te e la ragazza meridionale, sono andati a monte, Sid, a causa dell'odore della pelle della poveretta. Ma allora, tutti gli spot televisivi in cui l'effetto dei deodoranti dura intere settimane, anche mesi, non svanisce neanche se si sta in ammollo in uno stagno con decine di rane??? Frottole, come al solito. Veniamo al sodo, caro. Quasi sempre il modo di scrivere rispecchia la personalità, l'indole dell'autore. Lascio a te trarre le conclusioni. D'altronde, se non si ha la capacità di sdrammatizzare laddove si può, diventa dura!!!! Grazie e a presto

      Elimina
  8. Serenella Tozzi22 novembre 2013 15:51

    Scusate il ritardo...
    E' una vita che arrivo tardi, mannaggia. Però questa volta la colpa non è mia, ma dovuta ad intromissioni estranee che mi hanno impedito di essere presente.
    Un racconto positivo, cara Rossella, di quelli che riescono a farti sorridere e ti aiutano ad apprezzare anche le contrarietà... e, poi, rispecchia tanto il tuo modo d'essere: artistico, brioso, ironico, comunicativo... ed è ben scritto.
    Aspetto presto altre cose tue.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  9. Ben arrivata Serenella, nessun problema per il ritardo. Sono in buone mani. In merito allo spirito del racconto, tu sai, cara, quante volte si deve fare buon viso a cattivo gioco. Non per gli altri, giacché anche se diventano color porpora dalla rabbia può importarci meno che niente. Per noi!!! Le rabbie accorciano la vita, producono tossine che entrano in circolo nel corpo umano e vanno a danneggiare determinati organi. Ci conviene???
    A presto, mia cara, e grazie di tutto

    RispondiElimina
  10. due atteggiamenti contrapposti circa il lunedì: gli uni mal sopportano, borbottando; l'altra, la protagonista, cerca di far buon viso a cattivo gioco, aspettando che passi. In comune, il fatto che nessuno lo sopporta, il lunedì, anche se le reazioni sono diverse. Gradevolmente ironico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Rubrus! A dire il vero, la frase che pronuncia la protagonista è scaturita dal fatto che ogni lunedì le colleghe sono isteriche, e fare buon viso a cattivo gioco è sempre circoscritto a quel contesto. Infatti esordisce all'inizio del racconto confessando che si è svegliata di ottimo umore e che è carica perché ha escogitato degli stratagemmi per rilassarsi al meglio nel fine settimana.
      E' un raccontino autobiografico, ed io per mia fortuna mi sveglio di buonumore dal lunedì alla domenica
      A presto

      Elimina
  11. Andare al lavoro di lunedì ricaricati è sinonimo di una vita serena ed appagante e siccome il racconto è autobiografico , sono felice per te! Devo dire che anch'io sono felice del mio posto di lavoro e mi ci sono recata sempre con molta serenità, anche perché lavoro da sola e non ho nessun capoufficio brontolone , e se l'aria è consumata la cambio da me!
    E tutto questo da oltre trenta anni! Grazie Rossella il tuo buon umore è contagioso e brava!

    RispondiElimina
  12. Grazie a te Loretta. E' un vero sollievo leggere le tue parole, Ho detto parole, non lamentele, viva Iddio! Perché, diciamocelo, non sempre le lamentele hanno un fondamento concreto.
    A volte sono frutto di un modus pensandi negativo che non aiuta a vivere né che ne fa largamente uso, né chi è costretto ad ascoltarle. Non è detto che chi si lamenta stia peggio degli altri, anzi a volte è il contrario. Ecco perché mi ha fatto immensamente piacere leggere il tuo commento. Il buonumore è sempre contagioso, mia cara, come lo è purtroppo la mestizia, il pessimismo, il vittimismo. Orsù, in alto i cuori, dunque, e già mi sei cara!

    RispondiElimina
  13. Non so dove scrivere quanto sto scrivendo e chiedo scusa a Frame che ha avuto il buon cuore di ospitarmi in questo blog se ho scelto il posto sbagliato. Voglio esprimergli la mia gratitudine per il bellissimo dono ricevuto: una stanza tutta per me. Non mi pare vero. La stanza di Rossella, oh giubilo! oh musica per le mie orecchie! Appena vedrò pubblicato questo scritto, una volta sicura di non essere sotto i riflettori (che esagerata) mi metterò a saltare dalla gioia. Woooooooooooowwwwwwwwww...

    RispondiElimina
  14. Una volta, non vedevo l'ora che arrivasse domenica e sabato era il giorno piu' bello poiche' poi la domenica iniziava potendo dormire di piu' e poi via via una passeggiata con il cane, un pranzo degno di essere chiamato tale, una gitarella qua e la' , senza fretta , discorsi , chiacchere, amici, un cinema.
    Adesso tutto si e' stravolto.
    Adesso il lavoro manca e la frustrazione di farlo in maniera quasi perfetta dettata dall'esperienza passa la mano alla rabbia per il cliente che a fine lavoro non paga o peggio ti contesta un lavoro quasi perfetto.
    Per fortuna oggi per questo motivo lavoro anche al sabato mattina poi pero' viene sabato pomeriggio e sempre, mi devo inventare qualcosa per fuggire alle "pulizie di primavera" inutili, visto che la donna delle pulizie viene due volte la settimana, poi c'e' da portare mia figlia al ristorante con le compagne di scuola o peggio, in discoteca cosi' devo stare alzato fino alle tre di mattina per poi andarla a prendere e portarla a casa sempre che con lei non ci siano anche delle amiche che abitano a venti chilometri da casa nostra chissa' perche' quasi sempre in direzione opposta anche alla discoteca Poi.... spesso mi fermano i carabinieri e a me, quasi astemio, tocca la prova del palloncino sempre negativa ma ugualmente snervante e preoccupante per le conseguenze disastrose che avrebbero su di me se la prova per caso risultasse positiva.
    Le forze dell'ordine hanno il compito di arginare il problema delle droghe in discoteca e dei super alcolici che vengono assunti in quantita' enorme dagli adolescenti spesso prima di mettersi alla guida....e noi genitori veniamo scambiati spesso per detti squilibrati.
    Cosi ppppffffffffffffhhhhhh soffio dentro quel tubo, ricevendo l'assoluzione, di poter ripartire subito dopo, per fortuna ma avendo fatto ancor piu' tardi del previsto prima di poter andare a dormire.
    Se mia figlia non ha da andare da nessuna parte, sicuramente devo inventarmi qualcosa di bello da fare al sabato sera o al massimo la domenica pomeriggio con mia moglie. TEATRO , cinema, volontariato, passeggiate a piedi o in macchina anche se piove a dirotto anche se ci sono code pazzesche per le strade, mare, montagna campagna, ristorantini ,mercatini , negozi di moda? Qualsiasi cosa ma mai a casa sul divano a guardare un bel western.....poi... dovevano inventare anche le SPA?
    E finalmente viene la sera della domenica e poi IL LUNEDI' LA GIORNATA PIU' BELLA DELLA SETTIMANA!!!!!
    Alberto....un amico

    RispondiElimina