martedì 26 novembre 2013

Voli notturni... di Lola Falena


Dovere
Male
Madre terra



Dovere

Tutto il giorno la persiana
ha eluso il vento.
Alle 18 e 15 la gravità
è schiacciante.
Lo stomaco sfarfalla,
com’era il gesto?:
apporre un sigillo
sulla bocca,
caricare la sporta,
inguantare le mani.



Male

La palma ha messo
il costume al primo sole,
sta litigando con la fronda.

Mi grida che non è il suo fare,
crolla stremata sul bordo della piscina,
ingenua bimba
chiama la mamma.

E’ dura lottare con i titani,
vincono sempre.




Madre terra

Via, via che passa un tre ruote
e sono già le dieci,
il cassetto è rassettato
le finestre aperte, l’uomo
lavora nel giardino.

Basta musica nella testa:
penso a una schiena,
a quando c’eri ancora,
mentre i bambini cantano.


11 commenti:

  1. Da semplice appassionato (e non dotato quindi di strumenti critici raffinati), debbo dire che le tue poesie mi son molto piaciute.
    Quando lo sguardo dell'autore riesce a trarre tanta forza visiva dalla realtà che lo circonda, ch'è all'apparenza ordinaria, per me offre suggestioni che un comune mortale non riusicrà mai a cogliere (e a trasmettere).
    Il travaglio della natura, i ricordi che balzano netti in mente (e coinvolgenti il cuore), l'occhio attento agli insignificanti cambiamenti, ...
    Se si riesce a riportare tutto ciò su un foglio di carta, ecco verificarsi l'empatia e la condivisione del bello.
    Forse mi sono ingarbugliato; comunque, in conclusione, per me sei molto brava :-))

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  2. Ciao Lola
    confesso che non riesco a capire completamente il significato delle tue poesie però mi piacciono, è come se volessero mandare un messaggio, non lo so, mi arrivano e non riesco ad interpreparle fino in fondo.
    In ogni caso sei brava perché hai un linguaggio non comune e a me la particolarità piace, piace molto.
    buona giornata a tutti

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  3. Sensazioni colte al volo, agganciate ad un realismo contingente ed estemporaneo.
    Con il postick di ricordi e malesseri di comune caratura.
    Il tutto espresso in una sensibilità esclusivamente e gelosamente personale, nella convinzione che gli altri non possano/debbano comprendere e partecipare.
    Quindi in concreto non condivisibili, barricando ogni empatia Autore/lettore.
    Sid

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  4. Sid, ecco, la tua proprietà di linguaggio ha espresso esattamente il mio pensiero.
    vedi perché a volte ti dico che ti invidio?
    ah, che brutto avere questi limiti!!

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  5. Anche a me giunge misterioso il tuo linguaggio ed è umano un certo sgomento di fronte ad un enigma, ma ribadirlo è come porsi di fronte a un quadro astratto e dire che non si capisce nulla.
    In questo caso è come guardare una bella donna attraverso il velo, o dal buco della serratura e cercare di intuirne le fattezze, poi scopri che ha la barba, i baffi e fa la pipì in piedi, ma che importa, le poesie sono fatte per sognare, se vuoi viaggiare prendi la bicicletta e… pedalare.
    Intrigante/mente

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  6. Serenella Tozzi27 novembre 2013 12:37

    Concordo anch'io con Sid. Poesie di un contesto quotidiano personale, non comprensibili appieno, ma condivisibili per quel qualcosa che riesce comunque a coinvolgerci e a farci percepire sensazioni che sono anche nostre.

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  7. A me piacciono molto. Eppure non sono uno di quelli che esigono il mistero a tutti i costi e penso, anzi, che si possa avere ampia libertà di immaginazione anche in poesie chiare, che paiono aver detto già tutto. Dipende dal fatto che una poesia sia riuscita (quindi bella) oppure no.
    Insomma non conosco bene la regola, ma queste mi piacciono.
    Mi colpisce l'intenzione, o almeno quella che immagino, dell'Autrice.
    Me la immagino nei momenti di solitudine, nel suo soliloquio, prendendo spunto dalle cose intorno, dalla natura, dalle cose piccole che accadono ed ecco che la semplice vista diventa visione, immaginazione; il soliloquio diventa dialogo fuori e dentro di sé, fa i conti con gli affetti coi ricordi:

    la prima in cui il titolo anticipa il senso.
    la seconda che forse è la mia preferita - l'esemplificazione di quanto detto sopra: la vista che si fa visione, immaginazione, storia, con uno sguardo che si introflette in un pensiero sui forti, sui deboli.
    la terza in cui in mezzo alla realtà si innesca il ricordo (ma cos'era il "tre ruote" per curiosità).

    Bella lettura per me e brava Lola.

    Franco "Pale"


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  8. Ciao che sorpresa! vi ringrazio tutti, mi dispiace che qualcuno pensi che tengo il messaggio gelosamente per me. Quando ho scritto questi testi non pensavo agli altri, o a come dire determinate cose per farmi capire ecc. Ho solo scritto, senza pensare a nulla o meglio pensando al contingente che ha portato a comporre questi frammenti.
    Sono cose che tenevo in giacenza, e che forse non avrebbe mai letto nessuno. Se non ci fosse stato un così gentile ospite che mi ha accolto.
    Perciò nessuna convinzione da parte mia, anzi cammino credendo il contrario delle mie convinzioni.
    Non c'è proprio nulla di misterioso in queste tre poesie intercambiabili volendo: una madre che non c'è più, un amore che ha voltato le spalle, un padre con la demenza senile. Sid le può bastare?

    Comunque grazie grazie di cuore a tutti.
    Lola

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    1. Basta e avanza.
      Però lo si poteva dire prima, a conforto dei lettori che non sono dei chiaroveggenti...
      Sid

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    2. Mi piaci molto cara Lola, hai un linguaggio inusuale, personalissimo e sai tratteggiare con poche parole situazioni complesse lasciando al lettore la libertà di interpretare. Bravissima tanto :-)

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  9. Le parole che scriviamo servono per mantenerci vivi , ma non possiamo la violenza del vento! Quell’ora pesa come un macigno ma all’uomo , ai suoi deboli gesti , sempre conduce.
    Sono piccoli voli su cose da ricordare e riassettare.
    “ Che cosa hai scritto ?” ti chiederai più in là nel tempo . E’ la pena , che con la musica cambia direzione.
    Mi piacciono queste poesie , cara Lola, per la brevità e il silenzio quasi palpabile. ciao

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