domenica 29 dicembre 2013

VISCHIO - di Rubrus - narrativa

«Allora, Roger, con che cosa hai intenzione di tormentare i tuoi studenti dopo le vacanze?».
«Algernon Blackwood» rispose Roger prendendo la pipa, poi, rivolgendosi a Vivian che gli aveva rivolto un’occhiata interrogativa, proseguì: «Scrittore inglese. 1869 – 1951. Scrisse più di duecento racconti, quasi tutti nel primo quarto del secolo scorso, e divenne, a un certo punto, assai popolare, tanto da essere soprannominato l’uomo dei fantasmi. Lovecraft lo apprezzava moltissimo».
«Fantasmi, lezioni e fesserie inglesi» sentenziò Hank svuotando il proprio bicchiere di whiskey e subito rabboccandolo.
«Lovecraft era americano» puntualizzò Albert dal fondo del salotto.
«Fesserie lo stesso» ribatté Hank aggiungendo il ghiaccio.
«Sono tradizioni, caro» intervenne Vivian «Come il pudding e i baci sotto il vischio. Innocue, dolci tradizioni».
«Non proprio innocue, almeno per quanto riguarda il vischio» sottolineò Albert «Sapevate che può essere velenoso?».

venerdì 27 dicembre 2013

Schegge... di Lola Falena


Edicole
... tra una rosa e padre Pio
Cielo azzurro
Assaggio il cous cous


UN SOGNO DI STELLE E DI CARTA ARGENTATA - Sergio Boldini - narrativa

Serafino era nato un giorno di mercato, all’angolo tra la via Romana e il vicolo dei Ripadossi. Una giornata di fine novembre, nebbiosa, fredda, intossicata dai rumori della strada e dalle grida degli imbonitori.
   Della sua infanzia si sa poco, anzi, quasi nulla. Ricordi sbiaditi, lontani, di pane inzuppato e acqua di fonte, di case di pietra, di fumo e di rabbia. Pezzi di vita, di giorni spesi a fantasticare, di notti lunghissime e senza stelle.
   Il tempo poi, sembrava avercela con lui. Non passava mai. Ore e ore a scolpire l’aria di pensieri, di colori, di figure mai definite.
   Anche se da qualche anno aveva trovato lavoro, l’unico per cui si sentiva portato, una specie di vocazione, un dono di natura, il solo che avesse mai ricevuto da chicchessia. Era stato assoldato come pastore, responsabile della sopravvivenza di 14 pecore. Una carica prestigiosa. Ma durava poco, un mese scarso e poi altra miseria, altra noia, altre fantasie.

lunedì 23 dicembre 2013

I FIGLI DI BABBO NATALE (da Marcovaldo) di Italo Calvino - Racconti in soffitta

 Non c'è epoca dell'anno più gentile e buona, per il mondo dell'industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L'unico pensiero dei Consigli d'amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d'augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s'inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po' abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d'affari le grevi contese d'interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.

domenica 22 dicembre 2013

Notte di Natale - Loretta

 
Con luminari crepitii di fumo rosa
sporadico addobbo natalizio
quasi un augurio  mormora il caminetto.

Lo sguardo perso, il pensiero vago
estati e cieli limiti impalpabili
seduta appena  a lui di fronte
apro nuove strade
al vento caldo come le sue guance.

Per pochi metri d’India
randagi sui cuscini 
improvvisiamo  glorie
di eroi senza cimiero.

Fuori la notte ha ben poco da ridire
coi petardi in faccia  a una sbiadita luna
che srotola e sbadiglia le sue perle
furtive e frettolose folate di  mistero.

sabato 21 dicembre 2013

REGALI DI NATALE di Salvo Scollo - narrativa

Quando il Natale è alle porte, mia moglie entra in fibrillazione.
Niente di religioso nei suoi comportamenti (anche se la domenica si reca regolarmente a messa): sin dai primi giorni dell’Avvento la vedo pensierosa, se le chiedo qualcosa (ad esempio dove sono la camicia e il pantalone tal dei tali, risponde svagata senza indicarmi, nemmeno per approssimazione, il luogo richiesto).
La sua mente è occupata solo dall’assillante preoccupazione di cosa regalare a parenti e amici.
Caratteristica comune dei suoi “pensierini” è l’originalità dell’oggetto e l’impossibilità di capirne la funzione prima di aver letto le istruzioni contenute nella confezione. 

venerdì 20 dicembre 2013

GLI INTERCALARI DEL SILENZIO - silloge inedita in cinque parti- Pietro Pancamo (pipancam@tin.it)



DECOMPOSIZIONE PSICHICA
(quinta e ultima parte)

MODIGLIANI E I PITTORI DI MALAFEDE di Augusto Benemeglio



  1. Malafede
Nel quartiere  di “Malafede”, antico fosso del Tevere  sito tra la Colombo, la via Acilia e l’Ostiense , dove , - nonostante le insidie, le paludi e i briganti , - i romani agiati  del IV secolo a.C., si costruivano le loro ville  rustiche ( ne è un esempio la villa Fralana, sita nel parco, di cui  è visibile la recinzione del 2001, ormai semi-smantellata, qualche pietra bianca, e l’erbaccia incolta che si arrampica nel cielo), tutte le strade sono dedicate a pittori contemporanei, che nessuno conosce, tranne gli addetti ai lavori e i cultori dell’arte. Abito in quel comprensorio da otto anni, e all’inizio m’era venuta l’idea strampalata di fare delle piccole monografie di tutti gli artisti di “Malafede”, magari con l’ausilio di qualche immagine o audiovisivo. Niente di particolare, ma dare l’idea agli abitanti del luogo (sparuti, siamo meno di duemila) di chi fossero quei signori delle strade in cui sono domiciliati, Usellini, Menzio, Calderara, Gioja, Irolli, Battaglia, Viner etc... Ne parlai ad un pittore dilettante locale, poi ad una rivista contenitore di pubblicità e cronaca di periferia residenziale come “Zeus”, infine al Comitato di Quartiere, ma non se ne fece nulla.


martedì 17 dicembre 2013

Poesie nella rete: VERSI AMENI di Giuseppe Barreca


SALUTI AL RAGNO

Ciao ragno fedele, l’autunno ti ha inghiottito:
dopo mesi di compagnia discreta
ci siamo salutati senza dirci nulla
come fosse una legge ineluttabile.
Eri silenzioso e infaticabile:

giovedì 12 dicembre 2013

Siddharta (24) - Pensieri cinici quotidiani



L'Angelo di Maria - frame - racconto fantasy

Sulla terra

Prima di coricarsi Maria pose accanto alla scatola con il fiocco rosso un piatto colmo di dolcetti, mandarini, frutta secca e nello spegnere la luce si assicurò che in cucina tutto fosse in ordine. S’infilò nel letto accanto a suo marito che dormiva ormai profondamente e chiuse gli occhi cercando d’immaginare il volto felice di suo figlio, mentre giocava col nuovo trenino elettrico.
Pensò ad altre cento cose in attesa di prendere sonno: alla spesa da fare, alla bolletta della luce da pagare, al suo capufficio, a suo marito che russava e alla lavatrice da riempire. Per la paura di dimenticarlo pensò anche al compleanno della suocera ma alla fine si addormentò. Era la sera del dodici dicembre e prima che Santa Lucia bussasse alla porta, il suo cuore cessò improvvisamente di battere.

mercoledì 11 dicembre 2013

LO SPERONE - Siddharta - poesia



Da lo speron roccioso posto a fiume
l'andar dell'onde miro verso valle,
pugnando coi pensieri antichi e tanti
ch'assedian turbolenti il corpo e l'alma.

Sussurran l'acque in vorticar di schiume,
bollendo gocce chiare, bige e gialle,
ricordo dei rovesci il giorno avanti,
mentr'oggi va il seren con l'aria calma.

Del par in cor si scioglie la procella,
si stempera nell'àere il vano assillo, 
la vita torna a nuovo, lieta e bella. 
Fassi il respir ansante più tranquillo.


martedì 10 dicembre 2013

La gazza ladra vanitosa - Loretta - narrativa

Se ne era andato in quattro minuti.
 Il tempo necessario per prendere un caffè, per ascoltare una canzone, per recitare una preghiera.
Quattro minuti…giusto il tempo che serve per alzare lo sguardo ed abbracciare i colori del mondo, odorarne la sua bellezza e afferrare la promessa di quel futuro che tutti dovremmo avere in sorte, ma Alessandro, il suo grande amico, in quei minuti aveva imboccato la via della sua nuova esistenza.

Del suo aneurisma spietato lei ne venne a conoscenza solo la sera.
Ignara di ciò, tutto il giorno aveva lavorato serena, parlato con gente, trattato cose impossibili, spianato pieghe, rivoltato tasche e depennato consegne, per tutto il giorno, mentre il suo amico di sempre era già intubato pronto per un ordine di espianto che tardava ad arrivare.
Così la sua laboriosa giornata volgeva alla sera tranquilla e meritata fatta di piccole cose: un ricamo da terminare, un cassetto di ricordi da riordinare, un articolo da approfondire, un raro film che valeva la pena rivedere e, ma questo le accadeva sempre più raramente, una poesia da comporre e fu proprio tra quelle trame slabbrate dalla consuetudine che divampò crepitando la notizia che ridimensiona ogni senso.

Bandini Fernando - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta


Fernando Bandini, nato nel 1931 a Vicenza, è considerato uno dei maggiori poeti italiani del Secondo Novecento. Si dedica, oltre che alla produzione poetica, alla saggistica e alla traduzione. Ha insegnato dapprima Filologia romanza e Stilistica e metrica italiana all’Università di Padova, poi Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Ginevra, dove per più di vent’anni ha esercitato il ruolo di chargé de cours. Ha ricoperto il  ruolo di Presidente dell'Accademia Olimpica di Vicenza e del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna.


MARCETTA VERSO IL NATALE - Salvo Scollo - Poesia


Verso Betlemme vanno i pastori
assorti, l’agnello sulla groppa
poche le stelle, nuvole rapprese
il buio sentiero provoca inciampi
s’ode a distanza sacramentare.

domenica 8 dicembre 2013

MERRY KILLMAS - di Rubrus - narrativa

Avevano ammazzato Babbo Natale.
Era steso sul pavimento del supermercato e, tutt’intorno, il sangue si allargava in una vasta pozza dai bordi frastagliati. Alla luce del neon, contro il rosso acceso del costume, sembrava quasi nero.
«È il terzo» - disse Sullivan accennando al cadavere - «Ma stavolta l’abbiamo beccata».
Il tenente Steve Bucci si avvicinò al grosso agente la cui divisa nera spiccava minacciosa contro i colori sgargianti che luccicavano dagli scaffali. 
«Il killer dei babbi natale?»
Sullivan annuì. «È una tizia vestita da strega. Ha preso in ostaggio una cassiera e si è barricata dietro il bancone dei formaggi. Cristo Santo, siano a Natale, mica siamo ad Halloween».

sabato 7 dicembre 2013

Poesie di sempre - Una raccolta di poesie scelte da...



Loretta:
Gli orecchini - Eugenio Montale

Non serba ombra di voli il nerofumo
della spera. (E del tuo non è piú traccia.)
È passata la spugna che i barlumi
indifesi dal cerchio d’oro scaccia.
Le tue pietre, i coralli, il forte imperio
che ti rapisce vi cercavo; fuggo
l’iddia che non s’incarna, i desiderî
porto fin che al tuo lampo non si struggono.
Ronzano èlitre fuori, ronza il folle
mortorio e sa che due vite non contano.
Nella cornice tornano le molli
meduse della sera. La tua impronta
verrà di giú: dove ai tuoi lobi squallide
mani, travolte, fermano i coralli.

Fra Salimbene e Pauperismo Medievale - di Serenella


Pauperismo medievale

Ardi fuoco, lambisci
e poni fine al mio pensiero,
là,
ove nato con mente sincera
entra il rigore del bene terreno,
proprio da chi deteneva le chiavi
dell'amore cristiano
il più vero.
Han provato a domarmi
mediando
ma l'ardore puro prevale lo stesso
se "fraticelli " corrompon le genti
e "lo spirituale" con le menti polemica.
Certo è il rogo il vincente concetto
che impone sicure dottrine:
e Gesù diventò possidente
e non è vero che gli apostoli non avevano niente.

venerdì 6 dicembre 2013

Mio marito carabiniere - Pina Tosi - narrativa


Era un sereno pomeriggio primaverile. Io avevo finito di studiare e mi stavo leggendo un bellissimo romanzo. In casa non c'era nessuno: mio padre era a Montecatini per la consueta cura termale, mia madre che faceva la sarta era andata a consegnare un vestito e mio fratello, carabiniere di leva, forse era ancora di servizio.
Quei silenziosi pomeriggi, molto rari, mi piacevano tanto, ma quella sera, verso le otto, l'incanto fu interrotto da un energico suono del campanello di casa. Mi alzai e andai ad aprire palesemente infastidita, chi poteva essere a quell'ora? Mi trovai davanti un giovane carabiniere che battendo i tacchi si presentò: vicebrigadiere Tosi, posso entrare? Perché? domandai stupidamente. Lei deve essere la sorella di Nando, vero? Sono stato invitato a cena da lui, allora posso entrare? E sorrise divertito. Alzai le spalle, entri anche se non so cosa si mangerà perchè qui ancora non c'è nessuno e non c'è niente di pronto in cucina.  Rimase un po' interdetto, forse ho sbagliato sera? Non lo so, ma è più probabile che mio fratello si sia dimenticato di avvertire mia madre. Sa, quando mio padre parte' ci tuffiamo subito tutti nella libertà più assoluta. Militare anche lui? Non più, era capitano degli alpini durante la guerra ma è come se lo fosse ancora. Beh, non si preoccupi, qualche cosa mangeremo, mangiamo tutte le sere!

martedì 3 dicembre 2013

Scrittura collettiva . Ci vogliamo provare?


Scrittura collettiva




SENZA TITOLO



1)
Dietro le pagine del mio giornale, strapazzate da un vento gelido di tramontana, avevo improvvisamente scorto il mare; sorpreso di ritrovarmelo di fronte, rimasi a lungo seduto sulla panchina senza riuscire a volgere lo sguardo altrove. Era come se rivedessi dopo molti anni un amico d’infanzia quasi dimenticato, e mentre mi tornavano lentamente alla memoria i ricordi più belli, mi domandavo inutilmente cosa avessi mai fatto di tanto importante per averlo dimenticato. (frame - 72 parole)

lunedì 2 dicembre 2013

90° anniversario della nascita di Maria Callas


Omaggio a Maria Callas
New York2 dicembre 1923 – Parigi16 settembre 1977

Perché i racconti, in Italia, non hanno mercato? - Post it di Rubrus - supplemento

Una ipotesi di spiegazione

È un dato di fatto che, in Italia, e a differenza di quanto accade, per esempio, nei paesi anglosassoni  il racconto, come forma letteraria di narrativa, non “tiri”; non incontri il favore né del grande pubblico, né delle case editrici.
Specie negli ultimi tempi, pare un po' una contraddizione.
In un'epoca dominata dalla fretta (una “dromocrazia”, secondo alcuni), il racconto, come forma narrativa breve, rapida, dovrebbe prevalere sul romanzo.  
E invece no.

Distanze ravvicinate

 - Serenella - narrativa

Distanze ravvicinate
Una volta, ogni estate, tornavo a vivere felice in un paese avvolto nei vapori della fiaba: ogni passo mi riconduceva ad altri passi già fatti nel passato; ogni filo d'erba era riconosciuto in altri già guardati; ogni alzata di occhi incontrava una visione che era lì da sempre, che era mia, faceva parte di me, mi aveva forgiata nell'animo.
Ogni gesto era un gesto ripetuto dai tempi di mia vita.E vivevo così, felice di istanti fatti di niente, se non di respiri profondi per assaporare quell'universo, dove la continuità si compenetrava in un senso di immutabilità che riusciva a darmi quella sensazione di eternità ricercata da sempre dall'uomo.