sabato 21 dicembre 2013

REGALI DI NATALE di Salvo Scollo - narrativa

Quando il Natale è alle porte, mia moglie entra in fibrillazione.
Niente di religioso nei suoi comportamenti (anche se la domenica si reca regolarmente a messa): sin dai primi giorni dell’Avvento la vedo pensierosa, se le chiedo qualcosa (ad esempio dove sono la camicia e il pantalone tal dei tali, risponde svagata senza indicarmi, nemmeno per approssimazione, il luogo richiesto).
La sua mente è occupata solo dall’assillante preoccupazione di cosa regalare a parenti e amici.
Caratteristica comune dei suoi “pensierini” è l’originalità dell’oggetto e l’impossibilità di capirne la funzione prima di aver letto le istruzioni contenute nella confezione. 

Figuratevi se non fa lo stesso nei miei confronti. Anzi, con l’aggravante di nascondere il depliant illustrativo per provare, dice lei, la mia capacità intuitiva nel risolvere lo spinoso problema.
Quest’anno ha superato se stessa. Mi ha raccomandato di aprire il dono con delicatezza, per paura che lo potessi rovinare e renderlo inservibile. Avvertivo nel suo sguardo attento la medesima tensione che l’appassionato di gialli prova all’approssimarsi della soluzione della storia.
Ho girato da tutti i lati l’oggetto misterioso e l’ho capovolto per vedere se alla base c’era una qualche indicazione che mi aiutasse ad apprezzarlo nella giusta misura. Niente da fare.
Con tenerezza le ho sorriso, ho evitato di rivolgere lo sguardo intorno per cogliere qualche suggerimento da parte degli altri invitati e ho detto con un entusiasmo che ha sorpreso anche me: È veramente splendido, era proprio quello che mi aspettavo, ho l’impressione che l’utilizzerò di frequente.
Lei, di rimando, mi ha sorriso soddisfatta e ci siamo abbracciati con trasporto. 
La notte, a letto, dopo aver fatto l’amore per indurla a una condiscendenza maggiore nei miei riguardi, le ho chiesto a cosa servisse il regalo che mi aveva fatto.
Mi ha confessato che nemmeno a lei era chiara la sua funzione. Né il negoziante le aveva fornito indizi, limitandosi ad affermare con tono accattivante: È un oggetto che quest’anno va per la maggiore, tutti i miei clienti sono rimasti soddisfatti.
L’indomani ho cercato su eBay se qualche oggetto fra i tanti offerti in vendita possedesse una qualche rassomiglianza fisica con ciò che avevo ricevuto sotto l’Albero. Niente da fare.
Ho la fortuna di avere degli amici che nella loro professione sono delle cime, cosicché ho preso un giorno di ferie e sono andato a trovarli, uno di seguito all’altro.
Ma né l’avvocato, né l’ingegnere, né il giudice, né il direttore di banca dove ho il conto corrente, hanno saputo aiutarmi. Tutti si sono limitati a dire, come se si fossero messi d’accordo fra loro: Mi hai proprio incuriosito, se vieni a capo della faccenda fammelo sapere.

Una volta ho poggiato accanto a me, mentre scrivevo un racconto, l’oggetto misterioso.
Ho cominciato a battere sulla tastiera e una lucina verde ha iniziato a lampeggiare sul dorso dell’oggetto. Da allora in poi, mi è venuto oltremodo facile scrivere, e la qualità della prosa si è innalzata a livelli mai raggiunti prima.
Gasato come mai mi era successo, ho intensificato la partecipazione a concorsi letterari, dove di norma non ero mai citato, nemmeno fra i segnalati. Il mio blog è stato preso d’assalto da entusiasti commentatori; un editore è giunto a propormi un contratto che non prevedeva spese, ma solo la corresponsione dei diritti d’autore.
Finalmente, dopo anni trascorsi a cercare ispirazione nei luoghi più reconditi della mia città, dopo aver letto centinaia di volumi di racconti per carpire qualche idea originale, dopo aver cercato inutilmente in tutti gli avvenimenti accadutimi qualcosa di straordinario da riportare sulla carta, ecco che, di colpo, senza fatica alcuna, avevo risolto il problema di lasciare un segno indelebile nella comunità letteraria. E mica avevo venduto l’anima al diavolo come Faust!
Un ricordo ormai sbiadito, quello della rabbia provocata dal cancellare con un clic, perché insoddisfatto, i capoversi faticosamente elaborati.

Quando mi sono svegliato, mi sentivo pimpante, ricolmo d’energia positiva, ben disposto verso tutti, senza alcun dolore articolare che mi prende quando poggio i piedi a terra, scendendo dal letto. Finalmente avevo scoperto la funzione dello strano dono fattomi da mia moglie: regalare sogni impossibili, quelli cui corriamo appresso per una vita intera, senza mai volercelo dire; sogni dov’è lieve giungere alla meta agognata, senza esami e fatica alcuna.
Commosso, ho baciato teneramente la mia sposa ancora dormiente, e mi sono scoperto a fischiettare allegro nel preparare il caffè mattutino.


4 commenti:

  1. Lo voglio, lo voglio anch'io!
    Subito dopo aver letto ho scritto una letterina a quel fessacchiotto del mio Babbo Natale che tutti gli anni da tempo immemore mi regala il solito maglione. Sono stanco! Gli ho detto, voglio anch'io per regalo di Natale quello che ha ricevuto Salvo. Attendo fiducioso lo svolgersi degli eventi, nel frattempo faccio il buono, non dico parolacce e mangio poco panettone, speriamo che basti... altrimenti sarò costretto a domandarti in prestito l'oggetto misterioso, non dico per sempre, ma almeno per un mesetto. Mica per me, fallo almeno per il blog ;-)
    Ciao

    RispondiElimina
  2. Eh certo, Salvo, c'è chi nulla c'è chi tanto: ecco a te il padreterno te ne ha regalata una dose industriale, di (auto)ironia e tu hai il grande merito di avere ben chiaro il modo in cui utilizzare questo dono.
    Questa qui è una presa in giro di gran finezza ed eleganza, naturalmente senza sovrattoni, una scudisciata in maschera, sussurrata.
    A me hai fatto venire in mente anche altre cose, non strettamente natalizie, ma ormai superpresenti nella realtà odierna: il tutto e subito senza fatica cui molti anelano e che ferocemente persegono, ma è un'altra storia ancora.
    Buon Natale, Salvo e complimenti per l'ennesima volta.

    Franco "Pale"

    RispondiElimina
  3. Vendere e comprare sogni.
    Di questi tempi mai così attuale.
    Nel ventennio recente ci aveva provato il Cavaliere.
    Riuscendoci alquanto.
    Da due millenni ci tenta la religione cristiana, con buoni risultati, adesso un pò meno.
    Poi S. Lucia, Babbo Natale, la Befana: ma qui, si sa, i sogni sono di rigore.
    E ci aiutano a vivere.
    Sognare di essere uno scrittore, un Poeta, non molto di più...
    E Scollo forse ci ha azzeccato, anche con questo raccontino natalizio, pieno di suspence e di speranza.
    Facendoci sognare, pur materializzati nella routine quotidiana.
    Pindarica/mente.
    Siddharta

    RispondiElimina
  4. Una scrittura che ci ha donato tanta serena curiosità e allegrezza. Un regalo così giusto nei sogni, pensi senza pensare veramente ma poi ti accorgi che ciò è possibile. Basta un piccolo sogno a rendere la vita pimpante .
    I tuoi scritti hanno sempre qualcosa di magico, sapevo che sotto sotto avevi un trucco!
    Bravissimo.

    RispondiElimina