lunedì 30 dicembre 2013

Salotto di Dicembre 2013


2013


Sai, per sopravvivere ci basta un sogno...
BUON ANNO








Galleria dei poeti contemporanei
(Salotto di dicembre 2013)

È morto il 25 dicembre a Vicenza, dov'era nato nel 1931, il poeta, scrittore e docente Fernando Bandini. Presidente dell'Accademia Olimpica sino al 2011, aveva iniziato la carriera di scrittore nel 1962, pubblicando «In modo lampante», la sua prima opera, edita da Neri Pozza. Seguirono «Per partito preso», «Memoria del futuro», «La màntide e la città», «Il ritorno della cometa». La sua ultima raccolta, «Dietro i cancelli e altrove», è stata pubblicata nel 2007 da Garzanti.



Augh!


Ma perché è così diffusa dovunque la vanità di vedere il proprio nome stampato sulla quasi sempre brutta copertina di un libro che il più delle volte contiene frasi insulse interrotte da frequenti a capo? Forse perché quello del poeta è considerato una sorta di status symbol, un «valore aggiunto», una condizione di privilegio rispetto a quello che ogni persona è. Come se essere studente, impiegato, insegnante, dirigente o pensionato non fosse di per sé sufficiente. «Ma io sono un poeta!», si sente dire spessissimo da persone non sai se più sprovvedute o impudenti, quasi che questa sussiegosa e apodittica autoproclamazione possa assolvere da qualsiasi crimine, primo tra tutti quello dell’analfabetismo poetico. Sembra che uno dica: io sono un poeta, e quindi diverso e migliore di tutti voi.

Nicola Crocetti - Dom, 21/03/2010



PING - PONG


Senza Commento
Un tempo, i poeti erano funzionari o consulenti editoriali di riferimento (Sereni, Bertolucci, Fortini, Porta, Sanguineti, Raboni...) e vantavano un prestigio dentro l’industria culturale, di cui non godono più. E non è questione di qualità: gli ottimi poeti oggi non mancano, ma hanno pochissimo seguito, a differenza dei tanti narratori mediocri. È quel che sottolinea il poeta e critico Fabio Pusterla, ticinese cinquantenne, tra le voci più importanti della sua generazione: «In Italia la vivacità creativa e il livello espressivo della poesia contemporanea mi paiono senz’altro migliori e più consolanti rispetto a quelli della prosa narrativa. Molto migliori, direi: sapendo che qualcuno adesso storcerà il naso. Allora: la poesia non conta nulla, eppure riesce a manifestarsi in autori e opere notevoli. La prosa è al centro di ogni attenzione, ma sono pochi o pochissimi i romanzi italiani capaci di rappresentare davvero qualcosa di importante per la nostra vita e per la nostra conoscenza del mondo. Vorrà pur dire qualcosa».

Paolo Di Stefano corriere.it luglio 2011


Senza commento
"Non credo che la poesia oggi in Italia sia meglio della narrativa. Si tratta di situazioni opposte. La narrativa è corrotta dal mercato, dal miraggio del best-seller, dagli editori, dai premi e dalla povertà culturale degli autori: ma chi scrive un romanzo sa di doversi confrontare con una realtà esterna alla scrittura. La poesia è corrotta invece da se stessa, dall'idea che ha di sé: fuga dalla comunicazione o libera espressione del già saputo. Chi scrive poesia crede di essere giustificato, qualunque cosa scriva, dal fatto che lo scrive al riparo di un'idea-valore, l'idea di poesia. Se ci si liberasse di questa idea consolatoria, si arriverebbe a guardare in faccia la realtà dei testi, e si potrebbe tranquillamente constatare che il 90% di ciò che si legge nelle collane di poesia e nelle antologie, è da dimenticare."

Alfonso Berardinelli corriere.it luglio 2011





Masterpiece; quarta puntata

Gli italiani non sanno scrivere e sono a corto di idee nuove.
A vincere la quarta puntata di Masterpiece è stata Jelena Kuznecova, una giovane lituana che vive in Italia da nove anni. Per il momento due dei quattro 
finalisti sono stranieri, e la cosa non deve meravigliare, dal momento che una componente della giuria mostra qualche difficoltà ad esprimersi nella nostra lingua e si distingue dagli altri per il colore della pelle, più che per l’originalità dei suoi interventi.
Gli italiani sono dei pessimi lettori, e questo lo sapevamo, anche le ultime classifiche ci dicono che solo un italiano su tre legge almeno un libro all’anno, ma adesso scopriamo che non sanno scrivere e nella migliore delle ipotesi sono a corto di idee nuove. Ma tutto questo non sarà anche la conseguenza del nostro provincialismo, della nostra solita maledetta esterofilia? Intanto i giudici ieri sera non sembravano molto convinti della loro scelta, si è avuta l’impressione che questa volta abbiamo pescato dal mazzo la meno peggio.


***
 

Ferenc Pintér
Mastro faber dell'editoria italiana,
illustratore e alchimista di infinite e immaginifiche copertine per Mondadori.
Da sabato 14 dicembre 2013 a venerdì 10 gennaio 2014 – Il centro culturale Casa Museo Spazio Tadini ospiterà una mostra delle sue più significative opere. Pinter lascia il segno nel mondo del giallo, il suo Maigret rimane nell’iconografia al pari di quello di Gino Cervi, Agata Christie dev’essergli senz’altro grata presso i lettori italiani, campione di sintesi e, a un tempo, dotato di un impagabile tocco surreale. C’è poi una vena più cupa che esplode con gli autori adeguati, da Poe a Shakespeare, passando anche per manifesti anti-bellici. Ed è il Re dei fumetti neri italiani il soggetto del passaggio di Pinter nel mondo dell’arte sequenziale: quel primo piano in cui si fondono i volti di Diabolik ed Eva Kant.


A partire dal 1960, dalle primissime copertine della collana «Segretissimo» a centinaia di «Oscar», dalle illustrazioni dei racconti per ragazzi di Piero Chiara ai risguardi di copertina per gli «Omnibus Gialli», dai poster pubblicitari al ciclo dei Tarocchi negli anni Novanta, Pintér è stato un artista surreale e raffinato dentro un immenso atelier pop: gialli, narrativa di genere, fumetti, Coca Cola... Il talento di tenere «alto» il «basso».


Che fine hanno fatto le zampogne?


A Natale è sempre la solita solfa, un sacco di promesse a spendere di meno per i regali, a rinunciare al panettone con il mascarpone, allo zampone, al torrone e anche il cenone è in pericolo per adesso, poi si vedrà. Ed è inutile cercare di sottrarsi al rito del “volemese bene”, ovunque vada sento propositi e promesse che regolarmente non verranno mantenute. Anch’io sto cercando di resistere alla tentazione di propinarvi la solita mercanzia natalizia fatta di poesie sul Bambinello e racconti di Babbo Natale, ma ovunque mi giri nel web, vengo bombardato dalle solite proposte caramellose. Per il momento tengo botta, ma la pressione è tanta ed io sono sensibile al suono della zampogna. 
Ma… a proposito, che fine hanno fatto gli zampognari? Dalle mie parti si chiamavano “baghètt” e non c’era Natale che non scendessero dalle montagne. I bambini correvano incontro cantando, piva piva, l'oli d'uliva, gnaca gnaca, l'oli che taca...
Anche adesso all’ombra del Gran Sasso di pecore se ne vedono ancora molte, però i pastori parlano tutti una strana lingua e secondo me le zampogne le hanno appese al chiodo per sempre. 


12 Dicembre 1959
12 Dicembre 1969

Le vigilie di Santa Lucia

Da bambino il mio desiderio più grande era quello di possedere un fucile ad aria compressa. Uno di quelli che spara pallini di piombo, tanto per essere chiari, e così il 12 dicembre del 1959 mia madre, non so ancora come, si lasciò convincere e in nome di Santa Lucia decise di accontentarmi. Ricordo ancora il modello che scelsi tra gli scaffali della Rinascente, ma al momento dell’acquisto mia madre si trovò sprovvista della Carta d’Identità e la cassiera fu irremovibile, senza documenti l’arma non poteva essere rilasciata. La Sciura Mariuccia, mai convinta fino in fondo dell’opportunità di quel regalo, disse che quello era un segno del Signore, che ero ancora troppo piccolo per maneggiare un fucile, che Gesù Bambino non voleva che si uccidessero gli uccellini, un sacco di belle altre cose e per farmi stare zitto mi comprò un pallone di cuoio.

In piazza Fontana e alla salita del tram ricordo che la mia rabbia si era trasformata in profonda delusione e avevo il cuore pieno di tristezza. Esattamente come dieci anni dopo, la stessa sera del 12 Dicembre del 1969, nello stesso posto il mio cuore, davanti alle macerie per lo scoppio della bomba, ebbe un altro sobbalzo. Non dimenticherò mai quel pallone di cuoio e quei mazzi di fiori appoggiati ai muri anneriti… e il silenzio di morte che si respirava intorno.


Quale è la differenza tra: URL è LINK

Cos’è un URL ?
Uniform Resource Locator o URL è una sequenza di caratteri che identifica univocamente l'indirizzo di una risorsa in Internet. L’URL di questa pagina, tanto per fare un esempio banale, è quello che leggete in alto dello schermo e cioè:
www.acasadiframe.net

Cos’è un LINK?
Un link è un collegamento tra due pagine, che serve per approfondire o per portare il visitatore in un'altra pagina. Lo riconosco perché al passaggio del mouse, cambia colore e spesso, se ci fermiamo sopra, mi indica anche in che pagina mi sta indirizzando. Esempio di Link: http://www.amdweb.it/cos-e-un-link.
Il blog mi permette di creare link nascosti ecco un esempio: clicca qui.
Quello che abbiamo appena fatto è un collegamento ipertestuale (in inglese hyperlink e per abbreviazione: Link)

Per concludere, URL e LINK nel web indicano la stessa cosa, e cioè l’indirizzo di una pagina, un video, una foto ecc… Ecco perché talvolta si crea confusione intorno a queste due sigle. 


Sono arrivate le pagelle di Google.

Assegnati a dicembre i nuovi PageRank
Il PageRank, è un algoritmo di valutazione della rilevanza di una pagina basato su concetti matematici. 
In altri termini PR è un particolare parametro con cui Google quantifica l'autorevolezza, l'importanza e la popolarità di una pagina web o di un intero dominio
Il Page Rank detto in parole ancora più semplici è una specie di verdetto democratico in cui i voti sono dati essenzialmente dal numero di link che riceve la pagina in questione. Oltre a questi dati oggettivi vengono presi in esame anche la pertinenza del contenuto e l'autorevolezza del dominio della pagina nonché del suo autore.
Il valore del Page Rank va da 0 a 10 mentre le pagine appena pubblicate non lo hanno ancora assegnato. Solo Google ha PR 10 mentre Facebook e Twitter hanno PR 9. Giganti della editoria come il Corriere e Repubblica hanno PR 8 mentre i blog con PR 5 sono veramente pochi. Siti del calibro di Neteditor e Club dei Poeti si fermano a PR 3 e soltanto un gradino più sotto, PR 2 il nostro blog “acasadiframe”.
Ancora non ci credo ;-)



La Mondadori e il nuovo portale Scrivo.me, a disposizione degli aspiranti scrittori “fai-da-te”.

È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. (Cesare Pavese)

Oddio, a pensarci bene non è poi così tanto vero. Scrivere infatti non è un’attività spassosa e lo si fa per passione, per vanità, per vendetta o per amore, per soldi e per l’urgenza interiore di raccontare qualcosa o qualcuno, ma mai per divertirsi.
Scrivere bene poi comporta un sacco di attività noiose e faticose. Pianificare l’opera richiede tempo e uno sforzo mentale non indifferente. Bisogna mettere in conto i ripensamenti, le cancellature, le correzioni e tutto questo in presenza di un marito che rompe le scatole perché non trova le ciabatte, il cane da pisciare, il nipote da spupazzare, il mal di schiena per il cambio di stagione e la fretta di finire ciò che avete incominciato prima che su canale5 inizi la serie del Grande Fratello e infine, sforzarsi di non pensare che quello che stiamo facendo, al mondo intero, non gliene frega proprio nulla.
Se dopo queste considerazioni siete ancora convinti che valga la pena di scrivere e avete una storia nel cassetto della memoria che desiderate assolutamente far conoscere al mondo intero, un modo semplice, pratico e conveniente è quello del self-publishing.

Oggi la Mondadori, mette a disposizione degli aspiranti scrittori un nuovo sito, Scrivo.me.

La nuova piattaforma è un luogo virtuale dove gli appassionati di scrittura possono trovare suggerimenti, stimoli e consigli dispensati da un parterre di primo livello, come quello rappresentato dagli autori e dalle persone che lavorano per le case editrici del gruppo Mondadori (Mondadori, Einaudi, Piemme, Spering& Kupfer, Electa). Andateci anche solo per curiosità. Sulla piattaforma troverete utili consigli per produrre in completa autonomia un buon prodotto, nel rispetto degli standard minimi di qualità del testo. 

34 commenti:

  1. La fabbrica delle illusioni?
    Comunque sia, imparare cose nuove e/o correggere impostazioni errate fa sempre un gran bene alla cultura letteraria e non.
    Purchè non si tratti dell'ennesimo espediente per drenare denaro agli ingenui di turno.
    Siddharta

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    1. Andare a vedere di cosa si tratta non può fare altro che bene, la penso anch'io come te Sid.

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    2. sono andata a leggere : nulla di che esultare.Trovo positivo solo la segnalazione di 20 lines. Così almeno mi è sembrato...ma forse non ho colto bene il messaggio.

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  2. Serenella Tozzi9 dicembre 2013 20:57

    Bene, mi sembra un ottimo risultato questo ottenuto, tenendo presente anche il breve tempo di apertura del blog: poco più di un anno, mi pare.
    Complimenti al webmaster... e a tutti noi. :-)

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    1. Il merito è di tutti chiaramente;-) Altrimenti che blog collettivo sarebbe.
      Forse non tutti si rendono conto che l'indicizzazione di un sito web non è una cosa semplice da attuare, soprattutto senza la consulenza di esperti in informatica, e senza pubblicità.
      La maggior parte dei blog chiude i battenti ancora prima che Google si sia accorto della loro presenza, inoltre la nostra posizione di tutto rispetto è stata ottenuta in modo naturale, senza contrabbando di link fasulli, senza favori da parte di qualcuno e soprattutto senza una frequenza massiccia su Twitter e FaceBook.
      Pertanto il posizionamento ottenuto è dovuto soprattutto alla qualità dei testi proposti.
      Insomma consentitemi per una volta di essere orgoglioso del lavoro fatto e di ringraziare i miei ospiti, i miei collaboratori più stretti, gli amici e anche a coloro che ci leggono silenziosi.
      Insomma grazie a tutti voi di cuore.

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  3. Franco sinceri complimenti, anche se ti confesso che non ho capito niente di come venga calcolato il Page Rank, questo è un bel blog, onesto, sincero e cosa vuoi di più dalla vita? Complimenti a tutti voi, :-))
    Lola

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  4. Sinceri complimenti Franco anche da parte mia;-)) è un bel risultato e fai bene ad esserne orgoglioso!

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  5. Un po' come la Lola: non ci capisco nulla, non so di che si tratti quando si dice l'indicizzazione del sito et similia ma mi accorgo dell'attenzione, della puntualità, dell'amore vorrei dire, con cui il blog è mantenuto e curato - questo è palese - per cui complimenti veri e abbondanti, anche da me, caro Franco.

    Il tuo omonimo

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  6. Intervengo poco o niente, limitandomi alla sola lettura, ma non posso astenermi dal farti anche i miei, di complimenti. Davvero sinceri.

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    1. E fai male Maurizio.
      Le tue proposte letterarie ( prosa e poesia ) sono sempre altamente edificanti.
      Un peccato non leggerti.
      Sid

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  7. Ok, avanti tutta.
    Sid

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  8. e vaiiiiiiiiiiiiiiii
    bravo Franco, complimentisssssimi

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  9. puoi dire a Cosimo che ci sono cascata !
    ciaoooooo spiritoso come sempre

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  10. Serenella Tozzi11 dicembre 2013 11:32

    Ho cliccato e mi sono trovata davanti quel bel musone in versione natalizia. Cosimo ha un'aria molto pacifica in questa foto. Fagli auguri da parte mia e grazie per i chiarimenti internettiani.

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  11. Una carezza al cucciolone ...ma che carino!

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  12. Serenella Tozzi11 dicembre 2013 21:59

    Belli questi alberi innevati che appaiono all'improvviso. Bellissima foto, natalizia direi.

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  13. Su url e link.
    Utile lo spazio dedicato a conoscere e utilizzare al meglio i media digitali, i software e la rete.
    Proporrei di continuare, magari con una specifica sezione ( potrei contribuire... ).
    Sid

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    1. Ottima idea Sid.

      Il salotto mi pare uno spazio adatto ad accogliere questo genere di consigli utili.
      Tocca a te, aspetto contributo via email ;-)
      Grazie

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  14. < Le vigilie di S. Lucia >.
    P.zza Fontana in Milano.
    Ci passavo ogni giorno per andare all'Università degli Studi di via Festa del Perdono.
    Tre giorni dopo l'anarchico Pinelli volava giù dalla finestra della Questura di Milano.
    Il primo di una lunga serie di < vittime dello Stato >.
    Anch'io non dimenticherò mai quei giorni.
    Siddharta

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  15. Serenella Tozzi13 dicembre 2013 13:42

    Piazza Fontana. Un accenno, eppure incide in profondità. Non esistono parole a rendere una tragedia così grande, rimasta impressa nelle nostre menti e nei nostri cuori.

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  16. (Masterpiece) anche se siamo sotto Natale non riesco ad essere del tutto buono. Il fatto è che è più facile smerciare - in quanto c'è un potenziale pubblico più vasto - l'opera prima di un immigrato di prima e/o seconda generazione. C'è più curiosità, comprandolo magari ti compiaci di dimostrare così apertura mentale ecc ecc. Del resto in giuria c'è chi pensa, se ben rammento, che la conoscenza dell'italiano non sia essenziale. Si sa che a pensare male degli altri si fa peccato, però... (ho già detto che non ce la faccio ad essere del tutto buono, vero?)

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    1. Sono rimasta un po' delusa anch'io dall'ultima puntata, anzi a dirla tutta me lo aspettavo questo scemare in letteratura spicciola. Mi aspettavo più autorevolezza e poi questa cosa di promuovere il meno peggio è anche fastidiosa. Sarebbe stato assai più edificante non promuovere nessuno e lasciare un posto vacante per le puntate successive. Ma si sa che in fondo tutto fa spettacolo...anche il puss(scritto con due esse ) che esce copioso da un foruncolo.

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  17. In riferimento a 'Senza commento': meno male che io non sono da nessuna parte, tranne che qui e in pochissimi altri posti due, in tutto, credo e con pochissime cose, almeno non mi devo rimproverare troppo, stante quello che si dice nel post, penso che bisogna leggere di più e scrivere di meno, o non scrivere proprio se sorge appena qualche dubbio sulla (presunta) validità di ció che si é messo nero su bianco. Compreso quello che ho appena scritto. Insomma un circolo 'vizioso'.
    Ciao
    Lola

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  18. Cara Lola, concordo pienamente con te e con Berardinelli.
    Lo scrivere < qualcosa > è solo una scusa per sentirci vivi, per crederci qualcuno, per rimediare in qualche modo alla nostra solitudine, per soddisfare il nostro narcisismo gridandolo al prossimo.
    In realtà, dice l'Odifreddi logico-matematico, in letteratura non diciamo mai niente di nuovo, al contrario delle scienze dove la ricerca è in continua scoperta evolutiva.
    Se poi quel poco di niente di nuovo lo diciamo anche male, la frittata è completa.
    Una sola cosa tuttavia mi consola: ogni scritto parte da un impulso del tutto personale, da un sentimento irripetibile e urgente che seppur non originale o copiato rispecchia l'esaltazione di un sentire in quel preciso momento.
    Tale assoluzione giustifica la nostra presenza letteraria o più semplicemente testimonianza.
    Empatica/mente, Sid.

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    1. Serenella Tozzi19 dicembre 2013 12:40

      Ottimo, Sid, concordo pienamente con quanto hai espresso.

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  19. Franco, ma questi sono post tuoi? L'hai fatto apposta confessa!
    Ops, ...
    Se questo Pusterla scrive bene come si presenta in foto, mmh, un bell'uomo!!
    Ma ho visto che di anni ne ha 56, é incoraggiante quello che afferma, buona poesia in Italia, allora c'é speranza.
    M'incoraggio: dai Lola, non demordere. Anche se mi conosco solo io, in compenso il post é antitesi col precedente di Berardinelli, che demoliva senza scampo.
    Grazie!!
    Lola

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    1. Non dimenticare che rimane pur sempre il 10% di buona poesia, nel quale ti si potrebbe annoverare...
      Speranzosa/mente, Sid.

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    2. No Lola, non è roba mia: ti mando il link così puoi lustrati la vista con il bel Pusterla:
      http://www.corriere.it/cultura/11_luglio_14/berardinelli-manca-passione-poesia_d7e03dd8-ae23-11e0-9787-0699da0a075e.shtml

      L'ho chiamato Ping Pong, nel senso di botta e risposta.
      Dibattiti tra intellettuali, io mi diverto a leggerli e a proporli, tanto non si capisce mai a chi dare veramente retta. Hanno tutti ragione!

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    3. o hanno tutti torto!
      Dei tre l'unico che scrive poesia è Fabio Pusterla, mi pare che gli altri esimi signori siano critici, traduttori (anche se questo ha un peso) editori.
      Avranno ragione questi due? La cosa che mi indispone è una sorta di indispettito se non offensivo sarcasmo che si coglie fra le righe, in fondo non si può investire i pedoni perché non attraversano sulle strisce pedonali. Tolleranza zero, e però quanti illustri nomi vengono pubblicati solo perché ormai sono entrati nel circuito? E magari valgono meno di altri illustri sconosciuti.
      (Era una battuta la mia, Franco! sull'altro mio commento, ma non l'hai colta ...)
      ciao Buon Natale
      Lola

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  20. < Augh! >.
    Crocetti, psicanalista di razza.
    Ci ha steso tutti sul lettino.
    Speriamo di guarire...
    Sid

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  21. Approvo, condivido (per quel che può valere, ovvio). Ottima scelta questo Raphael Gualazzi sanremese. Mi sembra perfetta anche l'evidenziazione dei versi, semplici ma assolutamente sacrosanti, del ritornello.

    Ciao Franco, ancora auguri

    Franco "Pale"

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  22. Salve Frame, a me non compare niente, vedo solo il titolo ma é una delle più belle canzoni che ho sul mio mp3, x sopravvivere ci basta un sogno, speriamo che riusciamo a vivere peró , e alla grande
    Buon Anno a tutti,
    Lola

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  23. Serenella Tozzi31 dicembre 2013 17:14

    BUON ANNO NUOVO A TUTTI GLI AMICI DEL BLOG
    e a chi legge.

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