giovedì 2 gennaio 2014

SIDDHARTA (25) Pensieri cinici quotidiani




A) – Sottoproletariato letterario.
Nello stendere queste note il mio rammarico è forte.
Perché m’avvedo dei grandi, enormi progressi della tecnologia a fronte dell’immobilismo del sapere e della cultura generalisti.
E’ necessario che la forbice si riduca se vogliamo puntare ad un vero progresso sociale compiuto.
Etiam in questo blog si nota come la letteratura sia ancora chiusa nel passato, con una narrativa e poesia foderate di fantasia sognante, e non anche proiettate alla costruzione di nuove frontiere.
Ad esempio è possibile dispensare sapere fruttuoso narrando del possibile futuro già alle porte: novità scientifiche, innovazioni tech, app, progress access, ecc.
Col doppio risultato di fare dell’ottima letteratura coniugando etica e sviluppo, storia e futuro, in luogo dei cliché antiquati che ci tengono fermi al palo.
Esempi concreti?
Un buon racconto incentrato sul simbolismo religioso, ma alla luce della ragione moderna.
Ed ancora, basta con la narrativa stantìa e noiosa ( descrizione esasperata e maniacale, < come riempitivo >, del lampadario di un albergo  sollecitazioni delle paure ancestrali dell’uomo, ecc. ).
Partiamo con la compravendita dei titoli in Borsa, una volta legata alla fortuna aziendale ed ora ridotta a livello planetario a semplici clic elettronici in frazioni di secondo: una speculazione tecnologica e non più produttiva di beni e consumi.
Certo, prima bisogna studiare, assimilare e poi scrivere quanto elaborato.
Per suscitare la naturale curiosità del lettore.

B) – La Piripicchia ( tanto per smentirmi…).
Era una donnetta sui cinquanta,  che abitava nelle baracche di legno verdi costruite per gli sfollati nell’immediato dopoguerra.
Con le gonne lunghe alla zingara, il volto scavato e sofferente, invecchiato come solo a quei tempi s’invecchiava.
Era nota in paese come la < Spolverina > per via della sabbia finissima caricata in un sacchetto sulla spalla, che andava a vendere per poco di casa in casa.
La spolverina,  scavata dalla roccia friabile della montagna, serviva per pulire nel lavandino posate e pentolame annerito dal fuoco: mica esistevano i detersivi, allora!
La poveretta, che noi chiamavamo anche Piripicchia, aveva una memoria di ferro: si ricordava di tutte le ricorrenze…
Talora si fermava a mangiare a casa nostra, con la Santina in braccio, una nipotina di tre anni che faceva regolarmente la pipì sul pavimento della cucina.
Il marito era un ubriacone ignorante che violentava la figlia maggiorenne, messa regolarmente incinta tra lo scandalo dei paesani.
La Piripicchia soleva cantare la seguente ninna nanna per far dormire la piccina:
< Figliol d’un cà
 mi dirai chi è il papà,
era un frate cappuccino
fa le nane birichino.
Nane… nane.>
( da le < Memorie > di Santippe in Siddharta ).

C) – Bilocazione.
Era un pomeriggio d’estate, verso le 14.00=.
Dodicenne, in macchina attendevo mio padre in visita medica a domicilio.
Tutt’intorno una vegetazione lussureggiante, in pieno frinire di cicale.
Ero immerso con la fantasia nella lettura del Sandokan salgariano.
D’improvviso un raptus: mi vidi scaraventato fisicamente nelle foreste delle Malesia, in esaltazione mentale paranormale.
Il tutto durò non più di qualche minuto, poi mi rividi in macchina col libro sulle ginocchia.
Tentai più volte di rivivere quei momenti magici, ma non vi riuscii più.

SIDDHARTA

       4.1.2014



Oggi sono fissato coi numeri…
    
     A) – Aneddoto matematico sulla pesca miracolosa.
Nel Vangelo di. Giovanni, 21, sulla pesca miracolosa: << Simon Pietro montò nella barca e tirò a terra la rete piena di 153 grossi pesci >>.
Ora penso che  molti di voi si saran chiesto < perché mai 153 e non più o meno ? >.
Ebbene la questione non viene mai affrontata dai sacerdoti per l’imbarazzo della risposta.
Perché 153 è un numero triangolare o trino o magico o simbolico o semplicemente dalle proprietà matematiche sorprendenti.
Come tale anche nel Vangelo si prestava ottimamente.
Infatti, poiché il Signore è trino, ogni multiplo di < tre > elaborato in un certo modo dà sempre < miracolosamente > 153…
Se prendiamo ad esempio il multiplo 1833 ( il discorso vale per qualsiasi altro ) ed eleveremo alla terza ciascuna cifra sommandone poi i risultati e quindi proseguendo allo stesso modo, avremo:
1833=
1+512+27+27= 567
125+216+343= 684
216+512+64= 792
343+729+8= 1080
1+0+512+0= 513
125+1+27= 153
Come appunto i pesci evangelici!
Quindi, non prestate fede a tutto quello che si dice nelle Scritture: andate a fondo…

B) – Pensiero laterale matematico di Siddharta.
Quanto può esser lungo un pezzo di spago?
Esattamente il doppio della sua metà…
Cioè, L= ½ x 2

C) – L’impressionante equazione diofantea.
x^3+ y^3+ z^3 = t^3
non ha alcuna soluzione nei numeri interi.
Escluso il caso seguente:
3^3 + 4^3 + 5^3 = 6^3
Provare per credere…

       SIDDHARTA
       3.1.2014





A)        – Effetto neve.
     Ai miei tempi le prime tv erano soggette al c.d. effetto neve: le immagini sprofondavano in un  turbinio di puntini bianchi in sfarfallìo.
Disturbo dovuto specie alla carente rete di trasmettitori sul territorio.
Ma l’ingegnaccio italiano seppe approfittarne fabbricando tessuti ad effetto neve.
Io stesso andavo fiero di un mio completo alla moda tutti puntini bianchi su sfondo chiaroscuro…
Il digitale oggi parla con schermi ad alta risoluzione e quindi senza più problemi grazie ai pixel a profusione.
Epperò il ricordo mi fa risalire anche alla corrente pittorica francese del puntinismo,  inaugurata dal Seurat ( 1883 ): quadri visti come sgranati da vicino ma compatti a distanza.
Una tecnica rivoluzionaria basata sulla proprietà dei colori e sui fenomeni della percezione visiva.

B)        – I signori della guerra.
Iniziare una guerra raramente è una buona idea.
Una volta dichiarata, si sa come si parte ma non come si finisce,
E non si può tornare indietro e provare in altro modo.
Chi attacca per primo di solito perde.
Già Tucidice, sulla guerra del Peloponneso, separava la verità dei fatti da quella raccontata dai protagonisti.
E von Clausewitz sosteneva che < il conflitto è sempre nelle mani della fortuna: s’incontra sempre qualcosa d’inatteso >.
Ne è convinto anche Raffaele Liucci, studioso di storia contemporanea, per il quale < non c’è nulla di più scivoloso di un conflitto armato. Dopo essere deflagrato, sfugge di mano ai suoi promotori..
L’esito finale non coincide mai con quello preventivato >.
Una verità elementare del tutto disattesa dai signori della guerra,

C)        – L’ipercubo.
Tutti conoscono geometricamente il cubo, detto a dimensione 3 ( lunghezza, larghezza, altezza ) formato da sei quadrati: con 8 vertici, 12 spigoli, 6 facce.
Pochi sanno che esiste anche il cubo a dimensione 4 ( + spazio ): 16 vertici, 32 spigoli, 24 facce.
Detto anche ipercubo.
Già, ma come si costruisce?
Si prendono 8 cubi normali, si forma una pila di quattro cubi e attorno al terzo si agganciano gli altri quattro sospesi.
Si ottiene una croce in 3D, che è lo sviluppo nello spazio dell’ipercubo.
Questo tipo di croce è stato utilizzato da Salvador Dalì in diversi quadri nei quali ha rappresentato il corpo di Gesù Cristo in croce sospeso nello spazio.


      Siddharta

       31.12.2013


A) – Il mio dio.
In questi giorni festivi un caro Amico mi ha scritto via web: << I tuoi auguri mi riempiono di gioia, anche se , a meno che non vi sia stata una conversione da parte tua, ricevere gli auguri di buon Natale da uno che non crede in Dio, fa un certo effetto >>.
Ora che l'abbuffata religiosa è passata e le acque si sono calmate in vista di quella profana per l'anno prossimo, ecco che prendo carta, penna e calamaio e gli rispondo.
Ma che dici, Amico lontano, quando mai sono stato ateo.
Anch'io con la fantasia della mia mente mi son creato fin dall'infanzia un dio personale in cui credo fermamente.
In luogo di quello preconfezionato messomi in tasca dai soliti furbacchioni dello spirito.
Un dio senza maiuscole, clemente e misericordioso, un dio di carità.
Che invece di punire le sue creature con la morte, sbattendole all'inferno dopo una vita di stenti e sofferenze, già in terra si prende cura di loro con Amore, accompagnandole nell'eternità della gioia e della pace.
Rammaricandosi di averle prima create in finitezza in un momento di disattenzione e debolezza.
Ora il mio viaggio prosegue nell'infinito, perchè l'energia del mio pensiero in questo scritto ormai si proietta nel sempre dell'Universo, in tutt'uno col suo/ mio dio.
.
B) – Odio e amore.
I vivi e i morti veramente odiati o amati rivivono nelle espressioni del nostro viso : rughette agli zigomi, movimento delle sopracciglia, lo strizzar degli occhi, ecc.
Le persone che ci sono del tutto indifferenti non si stampano sul volto.

C) – Eco-gamification.
I trasporti urbani alleggeriti premiando chi usa invece la bicicletta, premi anche a chi riduce i rifiuti pesando quelli differenziati o riciclati, scale mobili disertate a favore di gradini musicali all’uscita della metropolitana ( ogni scalino premuto col piede suona  una nota diversa ).
A Parigi, Philadelphia, Stoccolma…
Si chiama eco-gamification, un sistema-gioco competitivo a riduzione dei consumi energetici, a salvaguardia dell’ambiente.
Una nuova frontiera incentivante basata sull’innata scelta ludica individuale, anziché sul metodo coercitivo.
Pare che funzioni, sfruttando la naturale propensione dell’uomo anche adulto al gioco-divertimento.

SIDDHARTA

28.12.2013


A) – Malessere.
Nella Roma papale dei secoli bui c’era d’aver paura.
Nel 1710 a Bologna  ( uhè, mica tanto tempo fa… ) Gian Matteo Bertoldi venne decapitato in P.zza Maggiore per aver celebrato Messa senza ordinazione sacerdotale.
Poco più in là,  nel 1774 fu impiccato certo Carlo Sala per furti sacrileghi e lettura di libri proibiti… ( fonte: Prosperi, < Delitto e perdono > ).
Quando leggo questi fatti storici, mi prende una strana inquietudine.
D’accordo i tempi non sono più quelli, ma penso che nelle curie cardinalizie e vescovili, nelle parrocchie, ecc. la malerba ancora s’annidi.
Quando parlo con un prete, sento subito il suo malessere.
D’essere in trincea, di sognare autorità e violenze del passato.
Non che i sacerdoti facciano < il lavoro sporco > : questi lo demandano come sempre ai laici fanatici, chiamandoli all’insurrezione a milioni.
In nome di una fede che ha abdicato alla ragione.

B) – Lucro.
Ero ancora legato al ricordo dell’estrazione pubblica del lotto fatta manualmente il sabato sera da un bimbo bendato.
Dal 2009 mi è stato  sottratto il rito : le estrazioni sono state automatizzate mediante urna meccanica che mischia le palline con i 90 numeri attraverso un getto d’aria compressa e che con sistema automatico rotante consente di estrarne una per volta.
Nel Superenalotto l’uscita del < 6 > ha probabilità di verificarsi una volta su 622.614.630 volte ( quindi il banco vince sempre …).
Questo gioco mette in palio solo un terzo delle somme giocate, consentendo allo Stato di incassare decine di miliardi di euro: una vera e propria tassa sulla povertà!
Uno Stato così, che spinge al vizio i suoi cittadini per lucrarci sopra, è inaffidabile.

C) – Nobèl in crisi.
Il Nobèl si accompagna se non erro alla somma individuale di un milione di euro (  ridotto del 20% per esigenze di bilancio ).
Nulla al confronto degli Oscar della scienza <  Breakthrough Price > , con premi di 3 milioni di dollari a ciascuno degli 11 premiati nel 2013.
Forza, farsi avanti…

SIDDHARTA

27.12.2013



A) -Madonne, angeli e alieni…
Tutti apparsi a sprovveduti monelli  ( specie se ignoranti ), o a mistici di razza o a sconosciuti umani.
Alieni, che vi sian ognun lo dice, ove siano niun lo sa!
Un caustico operatore di You Tube azzarda che si avrebbero risultati migliori se tutti assieme o disgiuntamente apparissero in piena seduta parlamentare e/o in Assemblea aperta dell’ONU.
Gli alieni poi potrebbero così anche accreditarsi , stringendo trattati internazionali diplomatici bilo-multilaterali.
Non so proprio dargli torto!
( N.B.:  gli alieni potremmo esser noi, alienati come siamo… ).

B) – Il diavolo.
In città gran fermento.
Al Santuario della Madonna della Stella rumori insoliti, subito catalogati come suoni e voci soprannaturali.
Sopralluoghi tecnici li degradano però a svolazzi di storni impertinenti…
Ma don Negrini, il  Rettore del tempo, non era persona da poco.
Era anche esorcista riconosciuto nella zona.
Carico d’anni, scacciava demoni ed altre presenze nefaste che era un piacere.
Un giorno, con moglie e figlioletto, mi recai al Santuario per assistere agli esorcismi in pubblica assise.
Dopo aver benedetto e bofonchiato contro il malocchio su boccioni d’olio, pasta, indumenti, ecc. dei credenti, il Rettore fissandomi mi ha urlato < fuori di qui i miscredenti tedeschi! > ( in effetti noi tre eravamo tutti biondi con gli occhi celesti… ).
Va da sé che mogi mogi ce ne andammo, non prima di aver comperato un libro a sua firma intitolato < Il Diavolo >.
Che lessi, ma poi buttai nella differenziata.

C) – Spotify freee.
Lo streaming  musicale gratuito sbarca ora su smartphone.
Sul quale però funziona solo la riproduzione casuale: invariata la tortura degli spot.

SIDDHARTA

24.12.2013


A) - Il trasduttore.
Se n’è sempre parlato.
Persino nel cinema il sogno è stato quello di accompagnare le immagini ed il suono con gli odori: inutilmente.
Ora pare che se non tutti i cinque sensi, almeno per uno ci sia speranza.
In rete infatti s’avvicina il momento della trasmissione dei sapori.
Con un lecca-lecca artificiale che ricrea artificialmente la sensazione del gusto.
Leccando appunto un trasduttore dell’hard si dovrebbero percepire i cinque sapori base del gusto umano… 

B) - Dio esiste.
Prima inconsciamente, poi in modo sempre più razionale, l’uomo nel tempo si è creato l’immagine di un dio antropomorfo, a sua immagine e somiglianza.
Questo dio poi è cresciuto, è divenuto grande a forza di sacre scritture, dottrine, dogmi, scuole, catechesi missionarie, guerre, violenze, ecc.
Tanto grande e ribelle da trasformarsi in un altro dal sé creatore: prepotente, tiranno, arcigno, trinariciuto, ecc.
Fino a castigare il suo improvvido ideatore con l’inferno ed altre amenità e finezze.
In simmetria capovolta, come Saturno divorava i suoi figli alla nascita per tema d’essere spodestato, così il nuovo dio ha finito per mangiare suo padre…
Chi ha orecchie d’intendere, intenda.

C) - I forconi.
Ho la sensazione che il movimento dei  < forconi > sia fallito.
Tutta colpa del benessere che ha assopito ogni spinta rivoluzionaria, nella convinzione che ad impegnarsi debbano essere altri diversi da noi.
Troppa fatica, e poi il freddo, il disagio, vuoi mettere starsene al calduccio fra le coperte?
Un vero peccato che non esistano più le truppe mercenarie da mandare a combattere al nostro posto…

SIDDHARTA

23.12.2013

A) -Alma..

Sorge in Cile nel deserto di Atacama, una delle zone più aride del pianeta Terra: piana di Chajnantora a 5.000 metri d’altezza sulle Ande, ai piedi del vulcano Licancabur, terra degli Inca.
E’ un osservatorio astronomico che ascolta l’Universo, per catturare giorno e notte i segnali delle galassie più lontane.
66 parabole gigantesche ad altissima risoluzione prodotte da europei ( tra cui l’Italia ), americani e giapponesi.
Le antenne paraboliche agiscono all’unisono, come un’enorme unica parabola di 16 km di diametro!
Operativo da tre mesi.
Il radiotelescopio ALMA, come altri confratelli sparsi sulla Terra, spia i confini dell’Universo.
Che però essendo lontanissimi, necessiteranno
di successivi osservatori sempre più potenti, e così all’infinito…
Come poi gli scienziati abbiano potuto determinare l’età anagrafica dell’Universo dal Big Bang fino ai giorni nostri in 13,82 milioni di anni o giù di lì, per me è incredibile.
Comunque dietro all’Universo ci sarebbe da fare i conti poi con l’infinito.
Secondo taluni ci sarebbero tanti Universi come bolle, uno vicino all’altro.
Beh, accontentiamoci del grande botto… 

B) -Battibecco poetico.
Tra l’imperatore Adriano ed il poeta Floro:

Floro: " Ego nolo Caesar esse
ambulare per Britannos
latitare per Germanos
Scyticas pati pruinas. "
( io non ci tengo ad essere imperatore,
ad andarmene in giro per la Britannia,
a cacciarmi in Germania,
a patire le nevi della Scozia... ).

Al che Adriano gli rispose:
" Ego nolo Florus esse ambulare per tabernas
latitare per popinas culices pati totundos... "
( Io non ci tengo ad esser Florio,
a girare per taverne, a cacciarmi in osterie,
a patir rotondi insetti " ( pulci/cimici ).

SIDDHARTA

22.12.2013


26 commenti:

  1. Diciamo ad ognuno il suo mestiere ed ognuno vede rogne nel mestiere altrui.
    Bel battibecco tra il poeta e l'imperatore e grazie Sid per la traduzione.

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  2. Ha dell'incredibile quanto dici a proposito del diavolo e di quanto è successo al Santuario della Madonna della Stella. Insomma vi hanno sgamati ad occhio nudo. Immagino lo sconforto della povera Santippe, però lo dice anche il proverbio, chi va al mulino...:-)

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    1. Questi operatori del paranormale sono molto recettivi: individuano subito i curiosi che li disturbano.
      Noi poi eravamo in tre...
      Sid

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  3. Serenella Tozzi27 dicembre 2013 17:26

    Ciao, Sid. A proposito di Madonne, hai sentito che voce angelica ha Renata Scotto?
    L'ho inserita negli auguri di Natale.

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    1. Dev'essermi sfuggita.
      Dove devo cliccare?
      Sid

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    2. Serenella Tozzi27 dicembre 2013 22:29

      Non lo so, forse non c'è più. Te la rimetto qui:
      http://www.youtube.com/watch?v=MEvYkf-ZcHM

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  4. "In nome di una fede che ha abdicato alla ragione."

    Ma scusa, si dice avere fede, proprio perchè è qualcosa di diverso della ragione. Fede e ragione non vanno mai a braccetto. Ma queste cose tu le sai meglio di me, il fatto è che ci stai ancora girando intorno e sono quasi sicuro che scambieresti volentieri un po' di buon senso in cambio di un salvifico abbandono alla fede. Ah quanto vorrei anch'io essere più bigotto, credo che mi farebbe bene aver più paura del giudizio finale. In fondo mi piacerebbe tanto sapere come va a finire, dopo aver chiuso gli occhi per sempre.

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    1. Serenella Tozzi29 dicembre 2013 13:55

      Bhè, con la fede finiresti o in purgatorio o all'inferno (non credo in Paradiso) :-))
      Senza fede in un antro buio buio fino al dissolvimento.
      ;-))))

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    2. Pensa alla coincidenza.
      Teresa d'Avila individuò l'inferno in un loculo buio e freddo in disperata solitudine.
      Ricorrendo alla psicanalisi odierna, è evidente che soffrisse di claustrofobia: quindi non poteva esserci luogo peggiore...
      Non è che...
      Comunque, fede o non fede, tutti ci dissolveremo nella madre terra.
      Sidddharta

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    3. Serenella Tozzi29 dicembre 2013 18:16

      No, no, Sid, non sono claustrofobica, pensa che da bambina mi nascondevo nei luoghi più angusti senza timore.

      http://www.youtube.com/watch?v=MEvYkf-ZcHM
      Lo hai potuto ascoltare?

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    4. Sì, mi ci sono posizionato.
      La voce, uno strumento umano che fa la differenza!
      Sid

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  5. Serenella Tozzi30 dicembre 2013 00:35

    Molto belli questi tuoi ultimi pensieri postati, caro Sid; li voglio mettere in ordine di preferenza:
    A - Credo anch'io che così dovrebbe essere quel Dio che ci ha creati, visto, fra l'altro, che ha saputo donarci i doni della natura che sono meravigliosi;
    B - In effetti i segni d'espressione esprimono molto del nostro animo; guarda, ad esempio, le rughette intorno agli occhi o ai lati delle labbra che si stampano sul viso di chi ride o sorride molto;
    C - Sarebbe molto divertente fare su e giù per le scale mobili per cercare di musicare delle belle fantasie, magari con la collaborazione di altri passeggeri... col rischio, però, di fare tardi al lavoro.






    C

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    1. Cara Amica, su C) certamente mi sono espresso male.
      La scala musicale è quella in manufatto di uscita dalla metropolitana.
      Per disincentivare l'uso di quella mobile che costa per via dei consumi elettrici.
      Sid

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    2. Serenella Tozzi30 dicembre 2013 13:23

      No, no, Sid, non ti sei espresso male, è la mia fantasia che ha galoppato ed è andata oltre :-)
      Però l'idea di una scala mobile musicale non sarebbe male, certo a scapito dei consumi elettrici... Ma che fa, in mezzo a tanti sprechi, questo, almeno sarebbe non solo divertente, ma anche educativo.

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  6. A e B: mi fa uno strano effetto leggerli, non mi rassicurano, soprattutto il primo, perché somigliano - ahimé - un po' al mio pensiero, che è però un po' più edulcorato (colpa della speranza o della mancanza di coraggio..., bah). Sui due temi ci ho anche scritto roba.

    C: su questo mi rilasso di più. Interessante, sullo stile delle app sul telefonino (ma nessuno di chi legge ha mai ascoltato in radio dalle 17 alle 18 la trasmissione "610" con Lillo e Greg, in cui, tra le altre cose c'è una splendida quanto surreale satira proprio in tema di app?)

    Tanti auguri, Sid.
    Franco "Pale"

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    1. Della trasmissione 610 sulla Rai Radio Due non ne sapevo niente.
      Grazie, mi ci sintonizzerò.
      Grazie degli auguri, che ricambio.
      Sid

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  7. 1-5-3
    Se eleviamo al cubo queste tre cifre otteniamo: 1+125+27 = 153

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    Risposte
    1. Per l'appunto... il punto di non ritorno.
      Sid

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  8. Esempio
    1+5+3 = 9
    3+0+6 = 9
    6+1+2 = 9
    1+2+2+4 = 9
    2+4+4+8 = 18 = 9x2
    e così via…

    La somma delle cifre del risultato sarà sempre pari a 9x1 - 9x2 - 9x3 - 9x4 - 9x5 - ∞ (non necessariamente in ordine crescente)
    Provare per credere.

    Ps: questa è farina del mio sacco 

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    Risposte
    1. Certe proprietà sono contagiose...
      Sid

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    2. Poiche'con I numeri non vado a braccetto preferisco credere che l'evangelica conta sia veritiera , che pesca miracolosa sarebbe diversamente?
      Con saluti sinceri :-)

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  9. preliminarmente buon anno
    Sottoproletariato letterario.
    Immagino che la fonte del pensiero sia la puntata di P.Angela su cervello nel quale si usava proprio la metafora della forbice e si parlava anche (in un diverso servizio) del c.d. turbocapitalismo che, tra l'altro, ha portato allo sviluppo dei programmi che scambiano le azioni a velocità di decimi di secondo allo scopo di ottenere il maggior guadagno possible.
    In realtà letteratura specialistica in materia ce n'è.
    Con specifico riguardo al turbocapitalsmo, per esempio, c'è tutta una corrente di pensiero che individua in esso ed in quei programmi la ragione (o una delle ragioni) della crisi contemporanea.
    Ovviamente è letteratura specialistica - anche se mi risulta che ci siano diversi romanzi ambientati nel mondo della finanza.
    Esulando però dall'aspetto più strettamente letterario, mi pare che la vera questioni che poni sia il divario tra la cultura generalista e quella specialistica.
    In realtà credo che la cultura generalista sia strutturalmente indietro rispetto a quelle specialiste e non possa che essere così. Dovendo sapere di tutto un po', il generalista non può essere all'avanguardia in un settore senza tralasciare gli altri - e se li tralascia non è più generalista. Si aggiunga che oggi la massa dello scibile umano è molto più vasta, come mole di dati, che nel passato. Qualcuno ha detto che anche Leonardo da Vinci - un uomo di ingegno multiforme se mai ce ne furono - avrebbe dei problemi se vivesse al giorno d'oggi e dovrebbe "buttare dalla finestra" alcuni suoi interessi.
    Un discorso un po' diverso è quello del rapporto con la cultura scientifica, che in Italia è sempre stata un po' negletta - e perchè? perchè abbiamo una mole enorme di cultura umanistica da gestire. Anzi, che dovremmo gestire e che non riusciamo o non vogliamo o non sappiamo gestire. Un mio insegnante sudafricano (che veniva quindi da un paese "giovane") diceva che siamo schiacciati da una massa di arte spaventosa.
    Che poi gli italiani non sappiano fare gli scienziati, diceva poi, non è vero per niente. Siamo bravi quanto gli altri.
    Tornando però alla metafora di Angela, direi che abbisogna di una precisazione. ([segue]

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  10. [segue]
    Oggi più che mai necessitiamo di una visione globale e proeiettata nel futuro. Se ci fermiamo alla tecnologia la perdiamo. Il massimo cui possiamo aspirare sono tante app sul cellulare... ma per fare cosa?
    Ebbene, a mio parere la risposta alla domanda "che cosa facciamo di questa tecnologia?" deve essere data, ma non può essere trovata nella tecnologia stessa con una tecnica alla Marzullo che non porta da nessuna parte (si faccia una domanda, si dia una risposta).
    La risposta deve essere data dalla cultura che non è nè umanistica nè scientifica (un inciso: scienza e tecnologia non sono per niente la stessa cosa: la seconda è figliastra della prima), ma tiene di tutte e due (anche se da noi in Italia la cultura scientifica è - ripeto - troppo trascurata).
    Torniamo un secondo ai programmi di cui sopra. Il turboscambio di azioni non tiene conto del valore reale delle azioni stesse, ossia della quantità di ricchezza (alias, competenza) contenuta nelle medesime, ma solo del valore che si può trarre dal loro scambio. Che siano azioni di una ditta che produce pomodori oppure nanotecnologie è irrilevante, per questi programmi. Questa, secondo alcuni, è una delle cause della crisi economica mondiale che ha premiato la finanza a discapito della produzione di reale ricchezza. Se questa tecnologia sia "buona o cattiva" è quindi una domanda senza senso. Dipende da come la si usa. Dipende dalla cultura - generalista e globale a tal punto da capire (o no) che uno sviluppo di un settore porta conseguenze nefaste in un altro - non immediatamente visibile.
    Il fatto è che se una tecnologia ti dà il potere di conseguire un vantaggio personale ed immediato... poche storie... quasi sempre la usi.
    Ergo o capisci che quel vantaggio immediato produrrà uno svantaggio futuro, per cui è bene rinunciarvi (e tanto per non fare il moralista: se diventi ricco a scapito del vicino, prima o poi il vicino ti viene in casa e così vi impoverite tutti e due ed è esattamente quello che sta accadendo) oppure presto tardi il sistema crolla e si riequilibra all'indietro privando gli uni e gli altri di quella tecnologia che non si è saputo usare.
    Sull'aspetto più propriamente letterario magari ne parliamo un'altra volta, ok?



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    1. Caro Rubrus, molto interessante l'excursus del tuo ragionamento.
      Certamente avrai capito il mio intendimento, e cioè che si può fare dell'ottima letteratura, approfittando della propria capacità narrativa, facendo passare nel contempo cognizioni aggiornate di buon livello culturale.
      A tutto vantaggio della formazione del lettore sulla via del sapere.
      Personalmente trovo insopportabili ad esempio le minute informazioni sul colore dei capelli, la scriminatura, il taglio, ecc. dei capelli del protagonista e collegati.
      Che potranno esser utili per le riduzioni cinematografiche, teatrali et similia, ma del tutto non conferenti alla storia narrata.
      Col sospetto che rivestano carattere solo riempitivo della pagina.
      Ecco, un salto di qualità anche educativo.
      Sid

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  11. I ricordi di Santippe hanno sempre un timbro particolare, li sento familiari.
    Mentre non sono sicuro che il caso di C possa definirsi un caso di bilocazione. Non so come definirlo, ma mi pare un effetto di autosuggestione molto realistico, la bilocazione diversamente deve essere constatata da una terza persona, ma forse mi sbaglio e mi fido di te.

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    1. Naturalmente si era trattato di un'alterazione cerebrale, come può capitare quando ci si droga e si crede di poter volare.
      Sulla bilocazione c'è tutta una letteratura pro e contro.
      La mia è stata certamente una forma di esaltazione psichica, quale poi ho solo sperimentato in certi momenti di follia amorosa sensuale.
      Sid

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