venerdì 31 gennaio 2014

Why? - frame - narrativa


La musica degli Eurythmics avvolgeva il locale in una soffice coperta e mentre Annie Lennox cantava, how many times… quante volte devo tentare di dirti che mi dispiace per le cose che ho fatto… io guardavo rassegnato due occhi a mandorla che facevano capolino dietro un enorme White Russian e mi domandavo insieme a lei: «Why?»

giovedì 30 gennaio 2014

IL SORRISO DELLA GIOCONDA - di Augusto Benemeglio


1.Un atto di venerazione

Vi è forse capitato, come è capitato a me diversi anni fa (e a tanti altri, credo), di andare a Parigi solo per vedere la Gioconda, incanalati, pressati come sardine, lungo la Grande Galerie del Louvre, nella sala VI, dietro migliaia di persone, per l’incessante quotidiano pellegrinaggio alla Regina incontrastata dell’Arte, all’opera più famosa di tutti i tempi? Allora avrete capito che non è una visita, ma un vero e proprio atto di venerazione, uno straordinario sincretismo religioso, che si realizza in nome dell’arte. Gente di tutte le latitudini, di tutte le religioni, di tutte le razze, di tutti i ceti sociali, di tutte le lingue, si ritrova là, disposta a semicerchio, nel santuario di Monna Lisa, davanti alla “reliquia”, alla silente icona di Parigi (ironia della sorte per un’opera italianissima) dipinta da uno dei più grandi geni – forse il più grande – che l’Italia e l’umanità abbia mai avuto: Leonardo da Vinci. E tu ti ritrovi lì, a fulminare di flashes quell’oggetto misterioso, quel sorriso enigmatico, insieme ad altri affamati di mistero, in particolari ai giapponesi che fanno clic-clic ovunque, al bidè sbreccato, alla nuca del corazziere, alla coda del cavallo, alla manica del prete, all’ombra del cane sull’asfalto, alla risata, la monetina, la marmellata, al cinto ernario, immaginiamoci alla Gioconda.

Salotto di Gennaio 2014


Tiene il mercato degli ebook in Italia

Nel 2012 il mercato degli ebook in Italia è raddoppiato, attestandosi su una quota di mercato che sfiora il 2%. Non ci sono ancora dati definitivi per il 2013, ma l’ultimo Natale è stato fiacco rispetto all’anno scorso. “Non va dimenticato che la crisi economica persistente determina una contrazione del mercato editoriale nel suo complesso, per cui secondo me il fatto che gli e-book continuino a guadagnare terreno – seppur con un tasso di crescita minore rispetto a quelli elevatissimi degli scorsi anni – resta comunque un segnale positivo.”  

martedì 28 gennaio 2014

SIDDARTHA (27) - Pensieri cinici quotidiani

A)        – Fuggi lontano ( repetita iuvant… ).
Se incontri uno che ti sventola sotto il naso un ideale, fuggi lontano.
Perché te ti manda a morire, mentre lui fa carriera dormendosela al calduccio fra due guanciali.

B) – Ambiguità.
Secondo le statistiche a volte bugiarde, un individuo su tre sarebbe più o meno omosessuale.
Niente di strano se si pensa che ciascuno vanta nel DNA una componente percentuale del sesso opposto.
Meno digeribile la tesi che la responsabilità dei geni <irregolari > prevalenti sia da addebitarsi a trasmissione materna  ( ci vedo un tantino di maschilismo… ).
Da qualche tempo leggiamo increduli delle leggi omofobe di Putin: sembra di tornare ai tempi di Stalin, di Hitler, delle intolleranze religiose anche nostrane, ecc.
Discriminazioni foriere di ben altre atroci derive.

C) – Le anguille.

Il mio papà lavorava come tecnico alla centrale elettrica locale.
Una volta all’anno l’impianto veniva fermato due-tre giorni per manutenzione.
Papà pescava col retino le anguille intrappolate, che poi metteva in attesa di esecuzione nella nostra vasca da bagno.
C’era la guerra e molta fame.
A noi fratellini non piacevano perché ci sembravano tanti serpenti…
( da < Le mie  memorie > di Santippe in Siddharta ).  

       SIDDHARTA

       30.1.2014

Cagnone Nanni - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Nanni Cagnone è nato in Liguria nel 1939. Vive a Bomarzo. Tra l’altro, è stato giornalista, editore, direttore creativo di agenzie di pubblicità, consulente aziendale per la Company Image e docente di Estetica.
Intorno alla propria poesia, Cagnone scrive: «Poesia è questo intervallo fra noi e le cose, questo sentimento interrotto, l’oggetto perduto in casa del desiderio. Poesia è un’opera estranea, cosa che il sonno insegnerebbe al risveglio. Essa richiede un sentimento passivo, un pensiero ricettivo, e desideri imparati rispondendo. Poesia non è l’atto di raccogliere il mondo come soccorritori del senso o adulatori del linguaggio, ma il culto senza scopo d’una soverchia figura e l’esperienza d'una fedeltà: quella di un Dire che non vorrà mai lasciare il suo Taciturno amante. Poesia è agire inoltre, oltre quel che si riesce a pensare».

domenica 26 gennaio 2014

La medaglia d’onore - Loretta

“Loretta, la televisione ha detto proprio stamattina che il governo dà la medaglia ai prigionieri di guerra. Perché non fai la domanda per zio Augusto ?”
Così mia cugina Tosca mi metteva al corrente di una onorificenza che non conoscevo ma che esisteva dal 2006.
“ Sarebbe bello dare una medaglia a babbo, ma non era ebreo.” Le risposi.
“ E’ la medaglia d’onore per i soldati italiani che hanno conosciuto  la prigionia dei lager nazisti, vai sul sito del governo e vedi . “
Così mi sono documentata, ho stampato la modulistica e ho compilato ogni sua parte per quanto era nelle mie facoltà.
 Eppure sento che altro devo dire che non sia la fredda approssimazione delle date, me lo impone il mio essere figlia, perché è importante consegnare la memoria, ogni tipo di memoria, affinché possa essere raccolta e custodita nel cuore vivo della Patria.
Lo farò con molta umiltà di pensiero e di scrittura ma con la fierezza propria della mia razza.

giovedì 23 gennaio 2014

OGNI COSA AL SUO POSTO - Rubrus - Narrativa

Finalmente potevo tenere alzata la tavoletta del water e lasciare che, ad una ad una, le lampadine si bruciassero finché diventava così buio che sbattevo negli spigoli.
Potevo anche permettermi di lasciar traboccare il sacchetto della spazzatura e tenere in frigo i formaggi ben oltre la data di scadenza.
Forse era una specie di libertà, ma il prezzo era terribilmente alto e non mi ricordavo di averlo voluto pagare, non più di quanto Sandra avesse voluto il cancro che stava portandomela via.

La virgola - Metti la virgola al posto giusto - Testo di prova

“L’uso della virgola resta una scelta stilistica personale.”

[…] c'è sostanziale accordo tra gli studiosi sul fatto che, ad esempio, testi destinati ad una lettura attraverso Internet debbano avere una sintassi semplice con pochi incisi e possibilmente poche subordinate. Questo significa anche poche virgole; sempre Dario Voltolini, riferendosi a testi per la rete, avverte: «Se state mettendo la terza virgola all'interno di un periodo, allarme. Rileggete il periodo che state scrivendo e valutate se la virgola vi serve davvero per rendere più chiara e facile la lettura, oppure se vi state imbarcando in un periodo lungo e arzigogolato». Senz'altro ci sono casi più rigidi in cui la posizione della virgola risulta più vincolante dal punto di vista logico-sintattico (ad esempio, tra soggetto e verbo, tra verbo e complemento oggetto, tra un nome e un suo aggettivo, ecc.) ma, normalmente, l'uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore.

martedì 21 gennaio 2014

gaijin - Uriah Heep - narrativa

In un mondo in cui starnutire può causare un embolo e sbadigliare ad occhi aperti può portare al distacco della retina, Lucio non aveva mai considerato la ricerca di una tranquillità domestica come una profilassi da adottare. Lo conoscevo da vent’anni, da prima che lo espellessero dall’accademia militare, da prima che scappasse di casa e da prima che suo padre tirasse l’ultimo sopra una moldava giovane e carina, dando a Lucio la possibilità di scoprire cosa si provi a stare seduti su una montagna di titoli al portatore. Il nostro è il genere di amicizia che dura una vita, probabilmente perché abbiamo sempre evitato di ricordarci cose di cui potremmo vergognarci.

lunedì 20 gennaio 2014

Giochi di società di Dorothy Parker - Un libro sul comodino di... Salvo Scollo


Seppure scritti in massima parte negli anni Venti del secolo scorso, ancora oggi i racconti riescono a pungere, nel mettere alla berlina le manie della società borghese di New York.
Ce n’è per tutti: per i Mr e le Mrs, e per i loro figli, quando questi compaiono sulla scena.
Danno senso alla loro vita gli incontri settimanali con gli amici, le vacanze in luoghi ameni, le bizzarrie comportamentali, gli aneddoti di una banalità sconcertante, l’acquisto di vestiti alla moda, la partecipazione agli eventi mondani, le insofferenze dichiarate per i poveri comprimari, mai all’altezza delle legittime aspettative.
I pettegolezzi dominano sovrani, sale necessario per vivificare l’esistenza.
Il mondo dei poveri è escluso dai loro sguardi, presi tutti a rimirarsi metaforicamente allo specchio.
Le descrizioni dei loro tic sono pungenti e seppure siano espresse con fine ironia e apparente distacco, si avverte il disprezzo dell’Autrice per una fetta di società che vive solo per se stessa e che mai concepirebbe un modo più costruttivo di stare al mondo.
Non è difficile per il lettore verificare come certi comportamenti e la smodata voglia di apparire, più che di essere, non siano tanto cambiati nel mondo d’oggi.

E un campanello d’allarme suona nella sua testa, a ricordargli che è un delitto sprecare le proprie energie nel perseguire valori effimeri come quelli descritti in queste storie.

Omaggio a CLAUDIO ABBADO (Milano, 26 giugno 1933 – Bologna, 20 gennaio 2014)


domenica 19 gennaio 2014

La signorina Fifi - Guy de Maupassant

“La pioggia cadeva a dirotto, una pioggia normanna che pareva scagliata da una mano furiosa, una pioggia obliqua, fitta come un tendone, simile a un muro di strisce oblique, una pioggia che sferzava, schizzava, annegava ogni cosa, una vera pioggia dei dintorni di Rouen, orinale della Francia.”

18.01.2014
etichetta: Racconti in soffitta


venerdì 17 gennaio 2014

Lucrezia Borgia - Appunti di storia - Serenella

Lucrezia Borgia è la figura femminile più calunniata del Rinascimento. Ma era davvero colpevole?
Era nata a Subiaco, il 18 aprile 1480, figlia illegittima di papa Alessandro VI e della sua amante Vannozza Cattanei (che, in una relazione che durò circa quindici anni, oltre a lei gli diede tre figli maschi: Cesare, Giovanni e Goffredo).
Già ad undici anni fu fatta oggetto di scambio attraverso matrimoni combinati sia dal padre che dal fratello Cesare Borgia.
Lucrezia, ancora bambina, si vide tolta dalla sua vita tranquilla per essere trasferita in un ambiente estraneo: del resto, all'epoca, così era la sorte delle giovinette, sia per quelle di alta che di bassa condizione.

giovedì 16 gennaio 2014

Penso – virgola – dunque sono

[omissis] I segni di punteggiatura non servono solo per fare un ritmo alla frase, i segni di punteggiatura sono veri e propri operatori logici. Usarli in modo sciatto può letteralmente travisare il significato di quello che pensiamo. Se io dico di una persona: “É juventino. È una persona di cui non fidarsi”  sto dando due informazioni separate, messe in relazione solo dal fatto che mi riferisco alla stessa persona. Se dico: “È juventino; è una persona di cui non fidarsi” è chiaro che le due cose sono in relazione, ma non è chiaro in che relazione stiano [omissis]  Se io invece dico: “È juventino: è una persona di cui non fidarsi” il mio giudizio è chiaro: quella persona è infida in quanto juventina, e stop.
Marco Malvaldi “Argento vivo” Ed. Sellerio

martedì 14 gennaio 2014

UNA STORIA SENZA COMPLICANZE - Salvo Scollo - Narrativa

Il signor Scialacqua e la moglie sono, a tutti gli effetti, una coppia felice.
Parlando di felicità, l’idea è di un inebriamento perenne.
Invece bisognerebbe intendersi meglio: la felicità è una condizione di serenità che non viene mai meno, nonostante gli immancabili grattacapi quotidiani.
In questo senso, i coniugi di cui vi racconto, sono felici.


lunedì 13 gennaio 2014

Il web, paradiso dei poeti - E la narrativa intanto che fa, come si difende?

Più poeti che scrittori in rete.
La narrativa è in crisi nei siti letterari?


Quando mi collego con un sito letterario, tanto per intenderci uno tra quelli frequentati da scrittori esordienti, amatori, appassionati e dilettanti allo sbaraglio, un modo per conoscere il suo stato di salute è quello di tastargli il polso e contare il numero delle opere pubblicate negli ultimi giorni. La pressione è data dal numero di commenti e la qualità non si misura ad occhio, l’unico modo per rendersi conto del livello è quello di leggere un’opera tra le più visitate, ma attenzione, la popolarità di un autore non coincide sempre e purtroppo con la sua bravura.
Anche quella di sapersi proporre, però, la capacità di piazzare sul mercato la propria mercanzia, valida o meno che sia, è una qualità da non sottovalutare, ma questo non è il tema di oggi.

domenica 12 gennaio 2014

SIDDHARTA (26) - Pensieri cinici quotidiani

A)        -Facebook.

Secondo l’usuale ricerca annuale di mercato, Facebook godrebbe di buona salute soprattutto grazie agli anziani.
Infatti la piattaforma è frequentata per il 45% da persone con più di 65 anni.
Rispetto all’anno precedente, gli adulti < incartapecoriti > del social network nel 2013 sono aumentati del 35%.


B)        – Darwin.
Un giorno mio fratello liceale, maggiore d’età, fanatico di scienze applicate, si convinse a misurarmi col centimetro gli ambiti del cranio, le braccia, le ginocchia, i piedi, le mani, l’altezza, ecc.
Secondo i rigidi criteri di Darwin.
Alla fine sentenziò che i vari parametri anatomici corrispondevano esattamente alle specifiche della scimmia platirrina.
Si ebbe il lancio di un libro in testa, abilmente schivato…
( dalle < Memorie > di Santippe in Siddharta ).

C)        – I postmodernisti.
Quando mi immergo nei contemporanei, talora mi chiedo cosa ci stanno a fare nel nostro cranio 100 miliardi di neuroni e milioni di miliardi di sinapsi se poi non riescono a partorire uno straccio di letteratura decente ( specie poesia ).
Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, per chi li ha…

SIDDHARTA

13.01.2014

NORBERTO BOBBIO - POLITICA E CULTURA - Giuseppe Barreca


guest post
poesiaescrittura

Norberto Bobbio (1909-2004) è scomparso dieci anni fa. Ho pensato di riportare alcune sue parole che mi sembrano attuali. Il brano è tratto dal saggio Invito al colloquio, pubblicato sulla rivista “Comprendere” nel 1951, ora contenuto nel volume Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955 (cito dall’edizione del 2005, alle pp. 3 e 5).





venerdì 10 gennaio 2014

I FANTASMI DEL CAPPELLAIO di Georges Simenon - Un libro sul comodino di... frame


La genesi di questo racconto di Simenon, (non lasciatevi incantare dalla copertina e dall’importanza dell’editore, non è un romanzo), che ho scoperto sfruculiando tra i commenti e le recensioni del web, è davvero singolare.
Infatti di questo racconto esiste anche una versione precedente dal titolo, Il piccolo sarto e il cappellaio, dove si racconta la stessa storia, ma questa volta dalla parte del piccolo sarto Kachoudas, con i suoi tormenti e che, quando scopre che il vicino di casa è l’assassino ricercato dalla polizia, esita a lungo, incerto fra la paura e il desiderio di riscuotere la taglia.


giovedì 9 gennaio 2014

MAZZALAVECCHIA - Rubrus - narrativa

Paolo udì il rumore per la seconda volta e si convinse che l'intrusa era arrivata.
Per un breve, angoscioso istante, temette di non farcela, poi trovò il coraggio di alzarsi.
Fu il pensiero delle conseguenze del fallimento a dargli la spinta.
Sgusciò fuori dal letto, badando a non far frusciare le coperte, e fu colto da un brivido che non era solo di freddo.
Attraversò la stanza, ignorando il pavimento gelato sotto i piedi scalzi, ed afferrò la pistola che aveva nascosto sotto il fagotto di panni sporchi.
Passò l'arma nella mano sinistra e si asciugò la destra sui pantaloni del pigiama.

mercoledì 8 gennaio 2014

Bettarini Mariella - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta


Mariella Bettarini
è nata a Firenze nel 1942, e qui vive. Ha insegnato per venticinque anni nelle scuole elementari: Dagli anni Sessanta ha collaborato a più di 150 fra giornali e riviste letterarie. Nel 1973 ha fondato il quadrimestrale di poesia “Salvo imprevisti”, che nel 1993 ha preso il titolo de “L’area di Broca”, semestrale di letteratura e conoscenza: Nel 1984, con Gabriella Maleti, cura le Edizioni Gazebo.
Dal 1966 ha pubblicato ventotto tra libri e plaquettes di poesia, otto di narrativa e due voluni di saggi. E’ presente con prefazioni ed interventi critici in numerosissimi volumi di poesia, antologie e saggi. Negli anni Settanta ha tradotto e pubblicato scritti di Simone Weil. Insieme ai genitori di Alice Sturiale ha curato “Il libro di Alice” (Rizzoli, 1997; varie ristampe nella BUR). Nel 2003 e nel 2004, nelle Università di Roma (“La Sapienza”) e di Chieti, sono state discusse due tesi di laurea sulla sua poesia.
Nel 2008, con le Edizioni Gazebo, ha pubblicato una voluminosa auto-antologia dei suoi lavori poetici (1963-2007), dal titolo “A parole – in immagini”.
Il suo sito Internet è il seguente: www.mariellabettarini.it

martedì 7 gennaio 2014

EXPO 58 di Jonathan Coe - Un libro sul comodino di... Salvo Scollo



Il nome dell’autore mi era noto, ma non avevo mai letto una sua opera.
Ho letto Expo 58 in pochi giorni, e ne sono rimasto entusiasta.
Il protagonista principale è Thomas Foley, funzionario britannico trasferito a Bruxelles per sei mesi per badare al pub Britannia, inserito fra i padiglioni costruiti dalle varie Nazioni partecipanti, appunto, all’Expo del 1958 – il Grande Evento che nelle intenzioni avrebbe unito idealmente, in un unico abbraccio, i popoli, dopo la fine della seconda guerra mondiale.




lunedì 6 gennaio 2014

Racconti nella rete - Il capezzolo della luna - R. D.

Monica non avrebbe mai desiderato essere un ragazzo.
Tanto esultante le pareva la gloria delle appendici maschili e orgogliosamente sfacciato il loro turgore di fronte alla sua sete di umori caldi e fecondi, quanto ingombrante la loro presenza flaccida sarebbe stata tra le sue cosce di giovane donna.
Come facessero gli uomini a tollerare una virilità passiva, inespressa, schiacciata tra il pube e la grata fitta di trama e ordito dei calzoni, per lei restava un mistero. Restava impertinente la curiosità per lei che, sotto le gonne, coltivava, libera da costrizioni, ogni voglia.

Giulio Cesare - Appunti di storia - Serenella


Il nome Cesare nella derivazione etrusca significa "grande" e in molte lingue è rimasto come sinonimo di "comandante":  il tedesco Kaiser, il russo Zar e il persiano Scià derivano dalla stessa radice.

sabato 4 gennaio 2014

Salotto di Gennaio 2014


Salve gente,
Dopo le scorpacciate di Natale e Capodanno non ci resta che aspettare la Befana e se state pensando a qualcosa di carino e originale da mettere nella calza, vi consiglio un eBook.
Sissignore, avete capito bene, il libro elettronico si può regalare e con tanto di dedica.
Come fare? e' SEMPLICISSIMO

venerdì 3 gennaio 2014

Benedetti Mario (poeta italiano) - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Mario Benedetti

nasce ad Udine nel 1955. Nel ’86 fonda con Stefano Dal Bianco e Fernando Marchiori la rivista sulla poesia contemporanea “Scarto minimo”. Pubblica sin da giovane, all’età di 27 anni risale la sua prima opera. Matura la sua poetica viaggiando e frequentando diverse città come Milano e Padova. Interessanti e piacevoli da leggere sono soprattutto le sue due ultime raccolte: Umana gloria (2004) e Pitture nere su carta (2008).
E assolutamente uno dei rari poeti italiani, già affermati nel panorama letterario contemporaneo, a seguire e ad utilizzare in un certo qual modo lo sperimentalismo ormai assente da quasi mezzo secolo in Italia. Cresce con le poesie e i libri di un altro grande ed indimenticabile scrittore italiano: Cesare Pavese. Da egli apprende un innegabile senso di malinconia e di difficoltà nel mestiere del vivere.

giovedì 2 gennaio 2014

ALLA RICERCA DI DIO - PaleS. - narrativa

La chiesa del quartiere, la domenica mattina all’ora della messa, sembrava sempre un po’ fredda, anche d’estate.
La gente convenuta per la funzione festiva, per tanta che fosse, non riusciva mai a dar l’idea di poterla riempire a tal punto da farla diventare un’assemblea pulsante e assorta di anime, tutte strette attorno alla loro struggente preghiera.
Forse era colpa dell’ampio vano centrale che separava le due file di panche o forse dell’immenso soffitto, delle pareti troppo alte, grigie e disadorne; fatto sta che le celebrazioni non assumevano mai un calore mistico, le candele non producevano alcun effetto sui volti e sugli occhi dei fedeli e l’atmosfera che si creava tra l’officiante e la gente perdeva la “magia” che la presenza di Dio avrebbe dovuto prevedere.
Su tutto e tutti, aggrappato in alto alle spalle dell’altare maggiore, troneggiava un enorme crocifisso in legno chiaro, con un Cristo morente a incombere sull’intera assemblea, che ormai abituata a quella visione straziante di sofferenza e di morte, non si curava quasi più di alzare gli occhi per soffermarsi ad osservarlo.
La maggior parte dei presenti, mantenendo gli occhi bassi sulla palladiana ghiaccia del pavimento, si sforzava di ascoltare l’omelia, ma le parole del sacerdote, distorte da un’inevitabile eco, giungevano alle loro orecchie ormai prive di forza.
Le madri, poi, erano occupate a rincorrere i bambini urlanti, già stufi dopo cinque minuti, e la scarsa attenzione dei fedeli era in pratica riservata all’esangue coro, con tanto di accompagnamento di chitarra, e alle evoluzioni canore a mo’ di litania del suo direttore, che si era accaparrato un microfono tutto per sé e seppelliva, con la sua, le altre povere voci di contorno.

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SIDDHARTA (25) Pensieri cinici quotidiani