martedì 28 gennaio 2014

Cagnone Nanni - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Nanni Cagnone è nato in Liguria nel 1939. Vive a Bomarzo. Tra l’altro, è stato giornalista, editore, direttore creativo di agenzie di pubblicità, consulente aziendale per la Company Image e docente di Estetica.
Intorno alla propria poesia, Cagnone scrive: «Poesia è questo intervallo fra noi e le cose, questo sentimento interrotto, l’oggetto perduto in casa del desiderio. Poesia è un’opera estranea, cosa che il sonno insegnerebbe al risveglio. Essa richiede un sentimento passivo, un pensiero ricettivo, e desideri imparati rispondendo. Poesia non è l’atto di raccogliere il mondo come soccorritori del senso o adulatori del linguaggio, ma il culto senza scopo d’una soverchia figura e l’esperienza d'una fedeltà: quella di un Dire che non vorrà mai lasciare il suo Taciturno amante. Poesia è agire inoltre, oltre quel che si riesce a pensare».



Quando un attimo si scioglie

dai doni del tempo
per una tregua, una luce
non rassomigliante,
noi, perduti senza desiderio
nel concavo dialetto
dell’infanzia, in venerati
nascondigli, nel pettine
dai denti disuguali,
ingannati sappiamo
di avere diritto.

da : Anima del vuoto, Bari, Palomar, 199

*
Vieni scorrere accanto,
mia diletta, e non esser mai
de la stirpe dei ricordi.
Conosci gli sposi della rugiada
e, nella silenziosa chimica
dei boschi, coloro che
concedono il mondo.
Non nominare la scure.

*
Fine. Parola breve
piú di sé stessa,
pensato brivido,
ma si diletta nel dirsi
si dà un contegno
come chiunque
ultimamente precipiti.

Senza contare i passi,
si cerchino germogli
si vada dove rovi
contendono con rovi,
si vada nel chiunque—
sí, nel mormorante
tiepido qualunque.

Da “Penombradella lingua” di Nanni Cagnone (XXVIII, p. 34)


"Anni invernali" 

Anni invernali, da cui
per falsamento di luce
non si vede la soglia.
Uno di noi cullato
e già rimpianto
da dolenti stridule parole,
riconosce infangate
le sue scarpe.



da: Poesia268, Crocetti, febbraio 2012


T’incantano le strade
che si girano, che sciupano
la prospettiva, le rime
stravaganti e l’asfalto
che non segue la luna,
il funicolo torto che spinge
verso carezze barocche.
Nessuno accanto a nessuno.


4 commenti:

  1. Su < Cagnone Nanni > e la sua poesia.
    Ho letto quanto pensa della poesia, financo le poesie proposte.
    In verità avrei voluto-dovuto fermarmi alla prima parte, senza ulteriormente rischiare...
    Che dire, mi è sembrato di risentire il Massimo Cacciari della TV o di rileggere i tanti filosofi che oggi vanno per la maggiore.
    Dall'eloquio forbito, sostenuto, misterico, tra iniziati.
    Ma di cui alla fine ci si domanda < cosa mai avrà inteso dire? >.
    Siddharta

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    1. Io scelgo tra i viventi soprattutto e in base alle notizie che trovo sul web. La biografia, le ospitate sui blog e siti letterari famosi, gli articoli su testate e riviste specializzate, il numero delle opere pubblicate e le case editrici mi danno la misura dell'importanza del poeta.
      Poi, se sia un poeta valido in assoluto io sono l'ultimo a poterlo giudicare. Mi accontento di includerlo nella mia carrellata dei poeti contemporanei.
      Tu però fai bene ad esprimere il tuo parere, per carità e continua sempre così.
      Volevo solo precisare che di questi inserimenti non ho nessun merito, diciamo che mi limito a catalogare. E' pur sempre un modo per fare informazione.

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  2. Serenella Tozzi29 gennaio 2014 12:58

    A me non dispiacciono le poesie di Cagnone Nanni, hanno un che di sospeso che ti coinvolge.

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    1. Naturalmente non c'entri per niente con la scelta e meno che mai col contenuto.
      E' un problema mio: quando non capisco entro in paranoia.
      Sid

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