mercoledì 22 gennaio 2014

Frammenti... di Lola Falena


Incubatrici
Quinta colonna
La girella
La siepe lungo l'inferriata


Incubatrici

Stanze a più letti
di dolore.
‘Prego, voi aspettate fuori,
 per favore’.

Vestiamo pelli ruvide
di circostanza
su flaccide cambuse di cammello.

Calchiamo sedie di materiale plastico,
gli occhi incollati
alle geometrie dei linoleum.




Quinta colonna

Il mio Samurai ha
un Kimono verde,
il sabato veste di blu
e fa harakiri ai tornelli.

Il mio Samurai lancia per aria
cestini rossi,
ha la pelle un po’ livida
e un filo di barba sul parabrezza.

Dal mio angolo strategico lo osservo
facendo lo scaffale per necessità.





La girella

Girotondo a San Pietro
spero,
prima nel cimitero e dopo
sulle facce dei condomìni.

Se la volpe passa di qui
la impallinerò col fucile degli occhi.

Farò stracci di rospi sul pavimento
in suo onore, fischiando.

Dammi tre parole: sole cuore amore
per la ricetta blesa,

altro che santa, quella
che frequenta la chiesa.



La siepe lungo l’inferriata

Un tonfo molle e va giù
il tuo respiro offeso, un giorno
di gennaio.

Non puoi sentirmi
dalla mia cella di tempo corroso:
ti libri nel vuoto pneumatico dell’aria,
mio palloncino
che ho sempre perso in questi cieli.

Raccoglierò le tue rose
invidia dei tanti
Qualcuno spezzava gli steli,
perché?
Come se a chi la chiede
si potesse negare una rosa.


10 commenti:

  1. Ciao Franco, grazie, le voglio spiegare anche se dicono che le poesie non si spiegano, mi va di farlo, la prima: ospedale, ma era abbastanza chiaro.
    La seconda: super mercato con 'annessi e connessi', ma era abbastanza chiara anche questa, hihihi, la terza è una specie di malocchio per vendetta, ma sì dai, così per dire, mica ci credo a queste cose, l'ultima è una poesia dedicata alla mia ...
    Ciao se non mi commentano fa niente, hai ragione, non commento più, ma non solo qui. Ciao un abbraccio a tutti quelli che scrivono, perchè un po' siamo in sintonia, dovunque ci troviamo, qualcosa ci spinge a leggere, a scrivere, siamo in comunione.
    Lola

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    1. Hai fatto bene invece a dare dei suggerimenti sul significato delle poesie. Per una volta non sarò costretto a fare congetture strane. Del resto non è colpa mia se ragiono coi piedi e ho la sensibilità di un topo morto.
      Però la prima l'avevo capita subito anch'io neh... e mi aveva toccato.
      Poi con calma mi avvicinerò anche alle altre. Dammi tempo.
      La poesia in genere non è il mio forte, non ne ho mai fatto mistero e non mi sono mai spacciato per un intenditore, nonostante tutto mi avvicino ad essa, di qualunque genere sia, con un po' di diffidenza ma con molta curiosità e anche una buona dose d'invidia.
      Sono contento di ospitare poesie in questo blog, ma devono arrivare spontaneamente e soprattutto confido nell'aiuto di tutti per commentarle al meglio.
      Questa in fondo è la ragione che mi ha spinto a non frequentare più il CdP. Mi sentivo e lo sono tuttora inadeguato al commento. Non vado oltre al mi piace, non mi piace. Non so se mi spiego. Se però devo inventare e ciurlare nel manico, come fanno tanti del resto, bè allora me la cavo anch’io benino. Però non ha più senso, andava bene all’inizio. Guarda che è la prima volta che mi confesso… madoccina: qui lo dico e qui lo nego;-)))))
      Grazie Lola.

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  2. Serenella Tozzi22 gennaio 2014 18:50

    Come sempre trovo molto suggestive le tue poesie, anche se in questo inserimento preferisco "Incubatrici" e "Quinta colonna" rispetto alle altre due, trovandole più comprensibili.
    Nella prima il dolore è descritto, direi, con sensibilità visiva: preciso ed estremamente espressivo l'ultimo verso, con la scelta di termini che sanno ben descrivere la freddezza dell'ambiente a confronto della calda e struggente apprensione che il termine del titolo fa percepire.

    Nella seconda mi pare di vedere nella figura del samurai, l'inserviente straniero del supermercato che, col suo nobile portamento, ti ha dettato il pensiero poetico. Non so se io sia nel giusto nel dare questa interpretazione, ma questo è il pensiero che mi è venuto.

    Avevo già scritto questo commento prima di leggere il tuo, quindi lo posto così come mi era nato, anche perché mi pare collimi abbastanza nell'interpretazione.
    Ciao Lola.

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  3. Su tutte, la prima. Le altre, un po' criptiche, denotano comunque una capacità noteole nel costruire versi.

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  4. Su queste quattro confermo la sensazione percepita nelle schegge precedenti.
    Mi piacciono, sembrano tutte "scrittte di mattina", le trovo libere nel senso che dico io e nello stesso tempo tenute a bada da una mano sapiente.
    Ben espresso il risvolto drammatico di "Incubatrici" (sottolineatura per il verso "su flaccide cambuse di cammello").
    Davvero espressiva "Quinta colonna", sullo stile di quella del cuscus della mandata precedente, alla "bello e impossibile" in versione ironica/giocosa sopra le righe (anche stavolta c'è la barba), possiede gusto, equilibrio, brio, divertimento.
    Anche "La girella", pur non al livello della precedente ha il tratto birbone e accelerazioni brillanti.
    Infine "La siepe lungo l'inferriata" che fin dalla prima lettura ho apprezzato per le immagini proposte (c'è una gran seconda strofa, ad esempio) per il senso di separazione, di isolamento che traspare fin dal titolo.
    L'ultima strofa, in ogni caso suggestiva, confonde un po' le acque, si nasconde (e i puntini della tua "spiegazione" dopo il possessivo "mia" non intendono scoprirla), ma a fine lettura resta la sensazione di aver letto una cosa densa, bella, viva.
    Vive, appunto, vivaci e, comunque sia, desiderose di comunicare. Vale per tutte e quattro. Aggiungo, inoltre che è solida la struttura e azzeccato il lessico e che queste sono esempi di come la poesia abbia bisogno di ridere, di piangere, di fare sul serio di sdrammatizzare, di comunicare perché di questo impasto - nel quale i sentimenti si aggrovigliano, si miscelano fino a diventare impossibili da isolare singolarmente - è fatta la vita, si nutre la gente, e forse si venderebbero più libri di poesia - questo è quanto.

    Franco "Pale"

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  5. Grazie, ieri sera cercavo una poesia sul fisso che ormai è una baracca, non si connette più nemmeno a internet, e ho trovato una mia poesia che s'intitola 'Gerina', nella quale dichiaro che la poesia è una bufala perché formata da parole parole parole, la bufala delle parole, a volte ho di questi picchi discendenti, e penso che la poesia sia inutile. Invece poi leggendo questi vostri commenti mi dico, ma forse vale ancora la pena di considerarla, la poesia, di lasciarla vivere in me anche se vuol morire e io voglio aiutarla a morire. va beh, grazie infinite a tutti,
    un caro saluto
    Lola

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  6. Colpiti da un'immagine, una sensazione, un pensiero fugace, uno scontro di realtà, ecc. : sarebbe bello fermarli sulla carta.
    Magari in poesia.
    Esaurita l'urgenza positivamente, ci si sorprende a pensare che sarebbe bello renderne partecipe anche il prossimo.
    Allora si pubblica, attendendo le reazioni dei lettori.
    I quali possono archiviare il caso sic et simpliciter, oppure esprimere le proprie opinioni.
    Nella seconda ipotesi ci si trova subito ad un bivio: essere sinceri e dire la verità o essere accomodanti senza smuovere troppo le acque.
    Qualora si opti per la chiarezza, si potrebbe dire < non ci ho capito un cacchio, ma che roba l'è chesta chi >.
    Col che si potrebbe raggiungere un doppio risultato: o essere considerati dei pazzi ignoranti e bifolchi o prendersi un sacco di .
    Tutto questo m'è sorto alla mente a lettura finita della silloge.
    Comunque sempre più spesso leggiamo di spiegazioni illustrative da parte degli stessi Autori: un'evoluzione del mondo letterario modernista.
    Tra poco i romanzi saranno accompagnati da un libretto di interpretazione autentica.
    Un modo come un altro per stare al passo coi tempi.
    Siddharta

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    1. Integrazione : < ... sacco di madonne >.
      Il pc rifiuta le parolacce...
      Sid

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  7. Ciao Lola, anche a me le tue poesie non sono del tutto pervenute. Ma io ho la testa dura e per capire ce ne vuole. D'altra parte neanche il tuo intervento è stato molto di aiuto. Che fa, va bene lo stesso. A me sei piaciuta come persona, per come cerchi il rapporto con gli altri e per il tuo gusto dello stare insieme. E non è poco, credimi. A presto.
    Alex

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    1. Ottimo Alex, condivido in pieno.
      "...il gusto di stare insieme. Non è poco"
      e aggiungo, anche se si hanno della poesia concezioni diverse.
      L'importante è confrontarsi senza sfoderare la spada. Insomma facciamola fuori a briscola piuttosto, ce la giochiamo a tresette la nostra opinione, ma santapolenta parliamone. Altrimenti che ci stiamo affare sul webbe?

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