mercoledì 29 gennaio 2014

INCONTRO - Serenella - poesia


Incontro


Incrocio improvviso di sguardi
gioco di silenzi
persi
per un attimo in sé stessi
fissi
ed è l'intensità
a reggere la misura
                                                                        dell'incontro s-conosciuto
                              
                              mentre, ritrosi
                         i passi riprendono
                                    ad andare.

17 commenti:

  1. In ordine:

    A) - L'estetica ( ciò che è fuori ).
    La ricerca formale è un modo di presentarsi esteriormente secondo canoni del tutto personali oppure convenzionali.
    Nel primo caso una sorta di firma autografa a sottolineare l'autenticità e lo stile individuali.
    Quando mai ci si sofferma a soppesare se una sottoscrizione a mano sia più o meno bella, o gradevole, o corretta graficamente?
    La si accetta così com'è e basta: l'importante è che definisca la corporeità del soggetto autore.
    Qui Serenella si firma con un'alterazione della forma consuetudinaria: un modo per scelta di dire < io sono così, diversa dagli altri >.
    Col che ogni discussione non ha più ragion d'essere.

    B) - L'etica ( ciò che è dentro ).
    Più stimolante l'indagine introspettiva.
    Perchè fatalmente si attua un collegamento tra Autore e lettore che attiva l'interazione reciproca.
    Un sistema di rete che inviando segnali dal trasmittente al ricevente e viceversa consente un proficuo interscambio letterario.
    E qui si aprono molteplici scenari.
    La comunicazione di emozioni che si amplificano di soggetto in soggetto ( i lettori ) col ritorno delle sensazioni magari modificate all'io narrante.
    Ciò premesso, per semplificare, m'avvio ad un'interpretazione anche se arrischiata, comunque di validità strettamente personale e appagante, così come maturata.
    La storia ( sentimentale, ma anche qualsiasi altra... ) col tempo s'è interrotta e forse seppelllita nell'inconscio.
    Poi il caso fortuito del re-incontro, con lo scatenarsi dei fantasmi del passato.
    Un incrocio fugace di sguardi, un cammino a ritroso in sofferenza, le due vite che riprendono le proprie strade.
    Forse anche un sussulto, chissà, all'incontro < s-conosciuto >.
    Se così, come amo pensare, una bella poesia di contenuto, invisibilmente lirica, che almeno per una volta sembra etichettare appunto anche ciascuno di noi.
    Intensa/mente, Siddharta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi30 gennaio 2014 13:37

      Grazie Sid, trovo molto bello e compiuto il tuo commento e, soprattutto, quel tuo accenno al sentirsi etichettati. Ho sempre pensato che la poesia debba essere coinvolgente.
      In quanto all'alterità, forse rientro nel generico, nella misura in cui ognuno di noi, penso, si ritenga diverso.
      Per l'interpretazione, la poesia, si sa, appartiene a chi la legge. Le sensazioni suscitate si rifaranno per forza di cose al bagaglio mentale di ciascuno di noi e l'importante rimane che susciti sensazioni.
      Va bene un incontro con persona per noi importante persa di vista, così come
      l'incontro potrebbe essere fra sconosciuti che incrociando lo sguardo, magari camminando per la strada, abbiano per un attimo quel barlume di riconoscimento...
      Un incontro di particelle già esistito in una precedente vita? Un riconoscersi simili?
      Chissà? Ma penso che sarà capitato a molti di noi.

      Elimina
    2. A proposito di sguardi fugaci.
      Fu a Montpellier, una quarantina d'anni fa.
      Un pomeriggio estivo e sonnacchioso, annoiato al piano-bar all'aperto.
      D'un tratto l'incrociarsi di sguardi con una bella sconosciuta seduta ad un tavolo.
      Ricordo ancora: un fulmine improvviso il suo fissare ipnotico, di colpo indifeso come un re nudo, i precordi stravolti.
      Quasi una maga Circe.
      L'unica volta nella mia vita.
      Non so cosa m'indusse letteralmente a fuggire, a salvezza mia, del matrimonio e della famiglia.
      Sid

      Elimina
  2. Ho fatto bene a non pronunciarmi per primo, lasciando che gli onori di casa ti arrivassero da mani molto più sapienti delle mie. Non hai di che lamentarti, ma te lo meriti perchè questa ultima mi conferma la tua bravura nell'esporre con sensibilità un attimo fuggente, quel lampo che scocca tra due sguardi che per un momento si interrogano e poi si lasciano per consuetudine, riserbo eccetera.
    Capita davvero di fare incontri con gli occhi di questo tipo, e non era facile descrivere una sensazione così profonda e allo steso tempo così labile, così impalpabile.
    Bella bella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi30 gennaio 2014 13:41

      Grazie anche a te, Franco, e non solo per le parole usate. Hai scelto una grafica molto pertinente: intrigante e veramente adatta a significare quell'indefinibile che volevo sottolineare. Sei un mago, lasciatelo dire. :-)

      Elimina
  3. Espresssivamente dolci (e complici), i versi sanno ben dare conto dell'intensità dello sguardo scambiato fra una lei e un lui sconosciuti (frame suggerisce che ciò avvenga su una spiaggia lambita da onde quiete).
    Nel terz'ultimo verso, suggerisco di togliere la virgola o, meglio ancora, di aggiungerne un'altra dopo "ignari", a paventare con più forza il timore che l'embrione di una futura storia d'amore si dissolva come un sogno dopo il risveglio - con grave scorno del lettore che si crogiola nel romanticismo :-))
    Una buona prova, che sa evitare le smancerie e cogliere solo l'essenziale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi31 gennaio 2014 01:02

      Bello quello che dici, Salvo, un dono molto gradito. Ti ringrazio.

      Elimina
  4. Una cosa che è successa, che succede o che succederà a molti e tu, Serenella, l'hai dipinta con delicatezza e semplicità, in rigorosa cronologia di sentimenti.
    Franco non poteva scegliere di meglio per illustrarla.
    La grafica è azzeccata e forse l'unica cosa che mi piace un po' meno - ma francamente non vedo come avresti potuto scrivere altrimenti per rendere ambedue i sensi che volevi, è lo "s-conosciuto" scritto così col trattino.

    Franco "Pale"

    RispondiElimina
  5. Serenella Tozzi31 gennaio 2014 20:06

    Si, Pale, è lo sguardo di uno sconosciuto riconosciuto, un riconoscimento, non potevo che scriverlo così.
    Grazie del commento positivo.
    Ciao.

    RispondiElimina
  6. Purtroppo devo essere sincera, la trovo banale, nel contenuto, nella versificazione, salvo solo queste parole 'ed è l'intensità/a reggere la misura' da cui riprendere una maggiore ricerca, un più accurato lavoro sul verso.
    Cordialmente
    Lola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi2 febbraio 2014 23:53

      Acc. E io che speravo... Sarà per la prossima volta Lola!
      Grazie, comunque.

      Elimina
  7. Complimenti. È curioso che una poesia così breve abbia suscistato commento tanto argomentati. Ma la materia poetica sintetizza quello che la materia prosaica espone con parole, a volte troppe. A me piace questa poesia perché è fulminante senza ricorrere ad artifici retorici, né a immagini che colpiscono; è fulminante in sé, nella sua struttura, nel suo dire. Diciamo che la capacità di cogliere un attimo che fugge la rende nobile. Complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi2 febbraio 2014 23:58

      Il tuo commento mi inorgoglisce, Giuseppe, grazie di cuore.
      Ci sono attimi che non hanno bisogno di parole, hanno un linguaggio universale che viene percepito a qualsiasi livello.

      Elimina
  8. Bella bella bella. Raffinata, pacata, essenziale. L'assoluta mancanza di orpelli fa si' che ciascuna parola abbia un'efficacia immediata. Non c'è bisogno di riflessioni, interpretazioni. Tutto è già detto. E quei passi che riprendono ad andare danno l'idea che nulla o tutto sia cambiato dopo l'incrocio degli sguardi. Finale aperto. Gran bel dono che fai al lettore. Bravissima. Baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi3 febbraio 2014 00:00

      Grazie Rossella, anche il tuo commento mi giunge oltremodo grato perché so quanto tu sia appassionata ricercatrice di poesia.

      Elimina
  9. Questo modo così originale di presentare i tuoi versi ( confesso che ho pensato subito ad un errore nel postare ), nulla toglie alla organicità del messaggio poetico. Che è intenso, profondo. Un incontro fugace che lascia un segno e che si vorrebbe perpetrare il più a lungo possibile, ben fotografato dalla ritrosia del passo che, ahimè, continua nel suo incedere.

    Alex

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi20 luglio 2014 01:00

      Grazie Alex per le belle parole, e un benvenuto anche da parte mia. E' sempre bello aggiungere nuovi amici che dimostrino gentilezza ed educazione.

      Elimina