giovedì 23 gennaio 2014

La virgola - Metti la virgola al posto giusto - Testo di prova

“L’uso della virgola resta una scelta stilistica personale.”

[…] c'è sostanziale accordo tra gli studiosi sul fatto che, ad esempio, testi destinati ad una lettura attraverso Internet debbano avere una sintassi semplice con pochi incisi e possibilmente poche subordinate. Questo significa anche poche virgole; sempre Dario Voltolini, riferendosi a testi per la rete, avverte: «Se state mettendo la terza virgola all'interno di un periodo, allarme. Rileggete il periodo che state scrivendo e valutate se la virgola vi serve davvero per rendere più chiara e facile la lettura, oppure se vi state imbarcando in un periodo lungo e arzigogolato». Senz'altro ci sono casi più rigidi in cui la posizione della virgola risulta più vincolante dal punto di vista logico-sintattico (ad esempio, tra soggetto e verbo, tra verbo e complemento oggetto, tra un nome e un suo aggettivo, ecc.) ma, normalmente, l'uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore.


Se tutto ciò è vero, solo in pochi casi ha ancora senso parlare di uso corretto o scorretto della virgola. Un atteggiamento più prudente consiglierebbe di limitarsi alla definizione, BUON USO/CATTIVO USO della virgola, e più in generale della punteggiatura. Sarà bene ricordare che, in assenza di regole rigide che ne condizionano l’uso, il giudizio è sempre di carattere strettamente personale
A dimostrazione di ciò mi sono divertito a togliere le virgole dal testo qui sotto. Il giorno dopo ho provato a rimettere le virgole per conto mio, con risultati nettamente diversi dall’originale.
Provate a rimetterle a vostro giudizio e a vostro gusto, poi vi mostrerò il testo originale. Tenete presente che l’autore di questo testo è stato definito il linguista più ‘adottato’, letto e studiato d’Italia. Sua è la Grammatica italiana più diffusa nelle scuole e più venduta nel mondo.

IL TESTO ORIGINALE




UN GIORNO, ALTROVE
Federico Roncoroni

Oggetto: Isa 61
Da: filippolinati@gmail.com
mercoledì, 27aprile 2011  16.15
A: “Isa” <isa71@hotmail.it>

Hai voglia scriverti! Talvolta, come oggi, penso che neanche leggi le mie email. Scrivo, scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare, che è, come il ping, pong e il tennis, un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo, come sembri credere).
Tu hai mandato la prima email, io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato tu, qualche volta ti ho spiazzata io.
Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e talora ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro, uno che non sono io.

Quando scrivi è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là, fai continui fuori linea, commetti falli uno dietro l’altro, e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto, forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi, e se poi come oggi non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri, vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

* In evidenza le 17 virgole.

14 commenti:

  1. Non ho copiato, parola ;-)
    Vediamo che sapete fare voi, alla fine scopriremo il testo originale. E' un gioco gente... metti la virgola e trova la differenza.

    Ho piazzato 14 virgole, quante ne avrà messe l'autore del testo? Boh
    Lo scopriremo alla fine.

    Hai voglia scriverti! Talvolta / come oggi / penso che neanche leggi le mie email. Scrivo / scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
    Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare che è come il ping / pong e il tennis / un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo / come sembri credere).
    Tu hai mandato la prima email / io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato / tu qualche volta ti ho spiazzata io.
    Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e talora / ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro uno che non sono io.
    Quando scrivi / è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là / fai continui fuori linea / commetti falli uno dietro l’altro e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto / forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi e se poi come oggi non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri / vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

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  2. ne ho messe 14 anche io e mi pare negli stessi posti.

    Hai voglia scriverti! Talvolta/ come oggi/ penso che neanche leggi le mie email. Scrivo/ scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
    Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare che è/ come il ping pong e il tennis/ un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo come sembri credere).
    Tu hai mandato la prima email io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato tu/ qualche volta ti ho spiazzata io.
    Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e/ talora/ ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro uno che non sono io.
    Quando scrivi è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là/ fai continui fuori linea/ commetti falli uno dietro l’altro e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto/ forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi e se poi/ come oggi/ non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri/ vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

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    1. Sì, mi sembrano molto simili. Forse un paio di virgole non collimano.
      Anche se di alcune, almeno tre o quattro si potrebbe farne a meno senza far gridare allo scandalo, è una questione di respiro. In fondo. Se uno ha l'affanno ne mette di più :-)

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  3. Serenella Tozzi23 gennaio 2014 12:41

    Io, invece, ne ho messe 16, e mi sono tenuta :-)


    Hai voglia scriverti! Talvolta / come oggi / penso che neanche leggi le mie email. Scrivo / scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
    Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare che è / come il ping pong e il tennis / un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo come sembri credere).
    Tu hai mandato la prima email / io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato tu / qualche volta ti ho spiazzata io.
    Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e / talora / ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro / uno che non sono io.

    Quando scrivi è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là / fai continui fuori linea / commetti falli uno dietro l’altro / e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi / e se poi / come oggi / non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

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  4. Marta

    11 virgole

    Hai voglia scriverti! Talvolta /come oggi /penso che neanche leggi le mie email. Scrivo /scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
    Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare che è come il ping pong e il tennis un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo come sembri credere).
    Tu hai mandato la prima email/ io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato tu/ qualche volta ti ho spiazzata io.
    Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e talora /ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro uno che non sono io.
    Quando scrivi è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là /fai continui fuori linea /commetti falli uno dietro l’altro e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi e se poi/ come oggi/ non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri /vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

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  5. Valerio (12 anni, 2° media )

    9 virgole

    Hai voglia scriverti! Talvolta/ come oggi/ penso che neanche leggi le mie email. Scrivo/ scrivo. Parlo di me. Rispondo alle tue domande. Ti chiedo cose. E mai una volta che una tua email sia in sintonia con la mia.
    Tu violi sistematicamente le regole di una corretta comunicazione epistolare che è come il ping pong e il tennis/ un gioco a due: non un gioco individuale (e neanche un gioco di prestigio e o di passatempo come sembri credere).
    Tu hai mandato la prima email/ io ti ho risposto. Poi la partita è andata avanti/ come è andata avanti. Qualche volta mi hai spiazzato tu/ qualche volta ti ho spiazzata io.
    Però l’alternanza dei colpi non è quasi mai stata corretta e talora ho l’impressione che tu stia giocando un’altra partita. Che giochi con un altro uno che non sono io.
    Quando scrivi è raro che tu stia sull’argomento: salti di qua e di là fai continui fuori linea/ commetti falli uno dietro l’altro e dei richiami del giudice te ne freghi. Perché? Domanda inutile. Del resto forse quello che mi importa è che ci sei e che mi scrivi e se poi come oggi non fai nemmeno cenno a quanto ti ho detto ieri/ vorrà dire che non erano cose importanti o degne della tua attenzione.

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  6. Di tutta la faccenda, quello che mi intriga di più è il fatto che lettori d'età ( ed anche giovanissimi, bravo Valerio ) sappiano ancora divertirsi con le parole.
    Segno che non tutto è perduto in letteratura e nelle scuole...
    Dove e quante virgole.
    Confesso che invece di impegnarmi a < virgolare >, ho cercato di individuare il nome dell'autore, il titolo del libro e l'Editrice della < grammatica italiana più diffusa nelle scuole e più venduta nel mondo ( sic! ) >.
    Asserzione forse eccessiva e pubblicitaria dell'editor.
    Comunque subito scoperti...
    Siddharta

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    1. Serenella Tozzi23 gennaio 2014 21:18

      Bene così, caro Sid, molto lieta di leggerti.

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  7. "ping, pong"? io sapevo che il nome esatto è "ping - pong" (col trattino e non con la virgola). Per il resto le ho imbroccate tutte tranne una che effettivamente ci voleva e non ho messo (sempre che non mi sfugga altro). Con riferimento alla virgola prima della congiunzione "e" (che la mia maestra sconsigliava) è scelta opinabile (per riferimenti v. http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-virgola-prima-congiunzione). Comunque non mi lamento, va'.

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  8. A parte la discutibile di Pig-Pong e quella prima della congiunzione "e",
    nessuno di noi ha messo la virgola davanti al che.

    ...epistolare, che è, come il ping, pong

    Il testo è tratto dall'ultimo di Roncoroni. Un romanzo di sole email, e in un solo senso. Fossero un botta e risposta lo si poteva considerare un romanzo epistolare moderno, ma così è una vera noia mortale. Monocorde e palloso, pesante e tristo. Inoltre dopo ottanta email non sono arrivato neppure a metà. Entusiasmo ingiustificato intorno a questo romanzo. Boh

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    1. E ti credo che l'hai piantato a metà! "parlare al muro" (nella fattispecie a uno che non ti risponde, anche se si tratta di mail) è noioso per chi parla. Figurati per chi ascolta. Forse il nostro voleva parlare di incomunicabilità, ma c'era bisogno di un romanzo per dirlo? qui salta fuori la critica a certo modernismo esasperato, accademico, bizantino, autoreferenziale, intellettualoide. E, in ogni caso, se uno mi manda ottanta mail senza che io gli risponda, o lo denuncio per stalking o almeno lo metto tra gli utenti bloccati, quindi non mi si tiri fuori la solita scusa del romanzo - verità. E' posa, pura posa estetizzante dell'autore.

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    2. PS nessuno di noi ha messo la virgola davanti al "che" perchè, credo, abbiamo sentito che
      1) abbiamo sentito che si tratta di una congiunzione e mettere sia la congiunzione, sia la virgola, è un po' troppo (la stessa storia della "E" insomma)
      2) le due frasi "la corretta comunicazione epistolare" e "come il ping pong" stanno in un rapporto di soggetto / complemento retto dal verbo essere ("è come...") e, tra soggetto e verbo, la virgola non si mette. Quindi per me è preferibile la nostra scelta.

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    3. Per la verità lo scambio di email avviene, lo si capisce dal contenuto e dai riferimenti chiari in proposito, ma l'autore ha deciso di farci leggere solo quelle del protagonista. Diciamo che si possono leggere solo le email in partenza e non quelle in arrivo. Quindi è ancora più complicata la faccenda. Sich, sich

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  9. Serenella Tozzi24 gennaio 2014 11:34

    Mah... Io penso che la virgola vada posta dove si fa una pausa nella lettura e, quindi, a seconda di come uno voglia che si legga, mette la virgola... anche prima della congiunzione e. :-)
    D'altra parte anche nell'introduzione a questo testo è detto: "...normalmente, l'uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore".

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