lunedì 27 gennaio 2014

PENSIERINI DELLA SERA - Salvo Scollo - poesia


Pensierini della sera


La premura che traversa le stanze
spolvera i mobili lava per terra
sistema le cose lasciate in giro
spezza inopportuna il quieto vivere
di chi vorrebbe spiegare in versi
l’inutilità di correre e fare.

Giunge sera per sprangare la porta
-passano fili d’aria dal balcone-
sentire distratto la televisione
decidere il pranzo di domani;
la giornata alla fine si conclude.
La notte giunge coi suoi sogni strani.

I genitori avevano ammonito:
costruisci la tua vita sui valori.
A quel tempo non misero in chiaro
ch’essi pesano più dei mattoni -
ci vorrebbe un garzone d’appoggio
forse un ingegnere, un architetto …

Le sirene maliarde sono tante:
impedisci a tutti di sbalzarti
“molti nemici molto onore” è attuale
sorridi poco, usa di più il cipiglio
non c’è peggio che dare confidenza
e ritrovarsi poi col culo a terra.


5 commenti:

  1. Sentivo proprio il bisogno di mettere una bella poesia in prima pagina. Queste ricorrenze tristi, anche se inevitabili, mi mettono tristezza. Mentre le tue poesie allargano sempre lo spirito e anche se manifestano un travaglio interiore, e impongono riflessioni, lo fanno con discrezione e sempre con la giusta ironia.
    Intanto ci tengo a dire che l'endecasillabo, dal mio punto di vista, piaccia o meno, è sempre sintomo di un certo rispetto verso chi legge e soprattutto nei confronti di questa poesia così molto spesso bistrattata. Personalmente mi aiuta a mettere ordine ai pensieri e a scartare la pula, soffiandoci sopra come si faceva una volta sul riso.
    Senza contare che ti togli di torno i soliti mosconi che ti vogliono appiccicare l'etichetta di prosastico.
    Salvo la trovo una poesia riuscita anche sotto l'aspetto poetico. Di una liricità sobria, moderna e molto personale.
    Per l'ennesima volta posso fare i complimenti a un mio ospite senza essere accusato di piaggeria, ah che soddisfazione ;-)

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  2. Serenella Tozzi27 gennaio 2014 12:58

    E' un racconto di vita questa poesia. Una poesia ridente, scherzosa, nel tuo stile, ma con una profondità sacrosanta: non dare retta ai consigli. :-)
    E' proprio bella, Salvo. Vorrei dire molto di più, ma mi fermo qui.

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  3. Io colgo parecchio ironico sarcasmo in questa poesia, ma ci devo ritornare su con calma, la strofa dei genitori ad esempio, è un vero 'mattone' ideologico,
    Lola

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  4. Quello che mi colpisce di questa poesia è la lentezza.
    Una lentezza stanca che "cola" dal ritmo di questi versi.
    Una lentezza contemplativa come condizione di vita, di opposizione.
    La lentezza come unico modo per sfuggire alle regole di follia che il mondo impone, ai principi inculcati da chi ci vorrebbe come non saremo mai, sempre di corsa, aggressivi, battaglieri, vincenti - e appena un paio di versi che "provano a lamentarsi", quasi con vergogna, con la rassegnata pacatezza di non vuole adeguarsi proprio per un fatto di DNA (2 nella prima strofa e 2 nella terza).
    Una ribellione che si nasconde, che non si vede, per questo ancora più forte, più estrema.
    Come di consueto, utilizzi con maestria le tinte morbide, sfumate per dire sottovoce concetti forti, qui secondo me subordinando l'ironia a un piccolo(?) dolore cronico, strisciante.

    Ciao Salvo, a presto.

    Franco "Pale"

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  5. Quivi con la punteggiatura siamo < ad libitum > ( rincorro una precedente rubrica affollata sul blog al riguardo ).
    Faccio orecchie da mercante e mi concentro sulla forma: mi rincuorano le strofe e le sestine, meno la metrica oscillante tra endecasillabi e dodecasillabi non mirati.
    L'impaginatura dei versi è chiaramente casuale o forse voluta ed il ritmo spezzato.
    Quindi una scelta stilistica ricercata.
    Forse a sostegno del contenuto pregnante di asprezze e contestazioni esistenziali, addirittura morali.
    Un mal di vivere che la dice lunga sulle difficoltà di destreggiarsi per non affogare nel marasma di idee e valori malamente correnti.
    Con l'amara confessione della solitudine individuale e collettiva, aggravata dal venir meno di vincoli di solidarietà reciproca in un mondo di lupi e di violenza.
    Poetica spinosa, come detto, che però rende bene il pensiero e le emozioni dell'estensore.
    Siddharta

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