giovedì 30 gennaio 2014

Salotto di Gennaio 2014


Tiene il mercato degli ebook in Italia

Nel 2012 il mercato degli ebook in Italia è raddoppiato, attestandosi su una quota di mercato che sfiora il 2%. Non ci sono ancora dati definitivi per il 2013, ma l’ultimo Natale è stato fiacco rispetto all’anno scorso. “Non va dimenticato che la crisi economica persistente determina una contrazione del mercato editoriale nel suo complesso, per cui secondo me il fatto che gli e-book continuino a guadagnare terreno – seppur con un tasso di crescita minore rispetto a quelli elevatissimi degli scorsi anni – resta comunque un segnale positivo.”  


Aumentano in Italia le vendite dei libri online
Cresce la quota dei libri fisici venduti online. La gente va sempre meno in libreria e approfitta delle offerte che arrivano dalla rete. Del resto in rete siamo sottoposti a un vero bombardamento di proposte editoriali, una vera persecuzione in molti casi.

Brusca frenata per gli ebook in USA.
Hardcover alla riscossa
Negli Stati Uniti invece, leggo su FIRSTonline, il paese guida della nuova economia, le vendite di ebook pubblicati dagli editori maggiori sono rallentate parecchio nel primo semestre del 2013 rispetto all’analogo periodo del 2012. Peggio: il secondo semestre del 2013 è iniziato con un calo significativo del 3,6% e anche la stagione natalizia sembra aver confermato questi trend. […]

A fare da pendant al calo degli ebook è un trend a dire poco paradossale: la crescita robusta degli hardcover (le novità con copertina rigida al prezzo 25 dollari l’uno) che sembravano destinati alla fine dei dinosauri dopo la caduta del meteorite sulla terra e invece i libri hardcover sono cresciuti a un ritmo dell’11% nel primo semestre 2013 se confrontati all’analogo periodo del 2012. Nel mese di agosto 2013 gli hardcover hanno segnato un +50%. Nel 2010 le vendite complessive degli hardcover erano state surclassate da quelle degli ebook, ma nel primo semestre 2013 i due comparti si sono nuovamente appaiati: gli ebook hanno totalizzato 800 milioni di dollari contro i 778,6 degli hardcover. Il ghepardo è stato raggiunto dalla tartaruga . La resurrezione dei libri hardcover abbinata alla stagnazione degli ebook ha gettato nella confusione tutti coloro che si occupano di questa industria o perché ci lavorano o perché la raccontano.
La resurrezione dei libri hardcover abbinata alla stagnazione degli ebook ha gettato nella confusione tutti coloro che si occupano di questa industria o perché ci lavorano o perché la raccontano.






Se lo dice lui...

La poesia è il luogo in cui la lingua si confessa alla musica: cioè alla matematica, che è corpo e respiro. Puoi barare con le parole, ma non quando sono in versi. Se la poesia non viene, non è mancanza di abilità, è mancanza d’essere: vuol dire che non sei abbastanza innocente, che non abiti dove pretendi di abitare. 

Walter Siti, Un dolore normale, Einaudi 1999



Per ricordare i circa 700.000 italiani che sono stati prigionieri in tempo di guerra,

Antonio Guerra conosciuto come Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920 – Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012) è stato un poeta, scrittore e sceneggiatore italiano.
Maestro elementare, nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, viene deportato in Germania e rinchiuso in un campo d'internamento a Troisdorf.

La Farfàla
Cuntént própri cuntént
a sò stè una masa ad vólti tla vóita
mó piò di tótt quant ch’i m’a liberè
in Germania
ch’a m sò mèss a guardè una farfàla
sénza la vòia ad magnèla.

La farfalla:
Contento proprio contento / sono stato molte volte nella vita / ma più di tutte quando mi hanno liberato/ in Germania / che mi sono messo a guardare una farfalla / senza la voglia di mangiarla.


Amazon, Apple e Google spiano ogni nostra incursione su Internet


Qualunque acquisto on-line, ogni ricerca effettuata in rete serve a costruire il profilo del consumatore. Ormai non è più un segreto e chi naviga in rete ha costantemente sensazione di essere spiato adesso è certezza. L' utente di Internet lo dà quasi per scontato. ( leggo su repubblica) Eppure c’è ancora qualcuno che si illude di navigare online in una sorta di anonimato, magari per il semplice fatto di nascondersi dietro pseudonimi e indirizzi email che non riproducono il proprio nome.
Nel dicembre 2013 Amazon (leggo su Post) ha ottenuto il brevetto per una cosa chiamata “spedizioni in anticipo”. Si tratta proprio di un metodo per consegnare la merce ancora prima che il cliente la ordini . I vantaggi di un simile metodo sono abbastanza evidenti. “Anticipando” gli ordini della propria clientela, Amazon potrebbe dissuaderli dal visitare la concorrenza, cioè i negozi fisici. Potrebbe accorciare i tempi di consegna che, come ha scritto nella richiesta di brevetto, “scoraggiano l’acquisto di merce online” (il motivo che ha spinto la società a cominciare a studiare un sistema di consegne tramite droni).

La parte difficile, ovviamente, è riuscire a prevedere cosa desiderano i propri clienti. Tra i fattori considerati ci sono gli ordini effettuati in precedenza, le ricerche compiute sul sito, le “liste dei desideri”, ma anche sistemi più originali, come per esempio il tempo che il cursore del mouse trascorre sui vari elementi.


Come mettere l’accento sulla e maiuscola: È

È ora di dire addio all’apostrofo sulla e maiuscola, non vi pare?
Due metodi semplici ed efficaci per risolvere questo piccolo problema su Windows. Se ci sono arrivato io credetemi, non è affatto complicato. Non vale per gli Apple.

1° caso
a)      Premere il tasto delle maiuscole + tasto è.  (↑ Shift + è )
b)      Premere la barra dello spazio.
Et voilà.

Funziona solo al termine di un periodo, cioè dopo il punto.
Es: … ieri il tempo faceva schifo. È vero!

2° Caso


 1. Aprire una pagina di word e digitate su Ω Simbolo in alto a destra, come nella foto. (Se avete difficoltà a trovarlo sta nella sezione INSERISCI)
2. Cercate e cliccate sulla lettera, È
3. Cliccate su, Scelta rapida
4. Scegliere una combinazione, (Alt + un numero)
5. Clicca su, Chiudi

Tutte le volte che avrete bisogno della lettera È, non dovete fare altro che digitare la combinazione che avete memorizzato. È po’ più complicato ma in questo caso funziona sempre e potrete inserire il simbolo ovunque nel testo.
Con lo stesso metodo potete inserire altri simboli: i caporali per esempio «  » oppure la lineetta,  ̶



Buon fine settimana da Franco & Franco

... oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento. 


... non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco. 


A presto bella gente: ah, ah, ah...


LE DONNE LEGGONO DI PIU'

Il 2013 è stato ancora un anno difficile per l’editoria in Italia, un dato su tutti: la chiusura di 150 librerie indipendenti secondo quanto comunicato dall’ALI, ma l’anno si chiude con un dato positivo: detrazioni sull’acquisto di libri cartacei a partire dal 2014.

Analizzando i dati nel dettaglio, emerge ancora una volta che a leggere di più sono le donne, che battono gli uomini in tutte le fasce di età: non solo sono di più le donne che leggono (il 49,3 % del totale della popolazione femminile contro il 36,4% di quella maschile), ma leggono un numero maggiore di libri (il 14,8 % legge dodici libri o più contro il 12,6 % dei maschi). Per contro questi ultimi sono più numerosi se si considerano i lettori occasionali (il 50,1 % degli uomini contro il 46,6 % delle donne) e se si fa riferimento alla lettura di quotidiani (il 55,2 % contro il 44 % registrato tra le donne).

E a livello territoriale, rimane netta la distanza che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese: si dichiarano lettori di libri nel tempo libero solo il 30,7 % dei residenti nell’Italia meridionale e insulare, quota che sale al 46,8 nel Centro e raggiunge il 50,6 nel Nord.

Per maggiori informazioni leggi qui.







Arnoldo Foà
La cultura è l’unica cosa che rende l’uomo felice.


Io non sono un poeta
Sono un uomo con la passione della poesia
Io non sono un musicista
Sono un uomo con la passione della musica
Io non sono un maestro
Sono un uomo con la sete del sapere
Io non sono un artista
Sono un uomo che ama dipingere ogni angolo della terra
Io non sono un politico
Sono un uomo che pensa ai problemi del mondo
E per tutto quello che sono
E per tutto quello che non sono
Una vita sola non basta
Potrei averne un’altra?

Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?



Se gh'è?

C'è che per rispondere a questa domanda, stupidina soltanto in apparenza, prima di tutto dovrebbe essere noto l’obbiettivo o perlomeno l’idriss, tanto per continuare a divertirsi con la celebre gag.
Ma non avendo traguardi e mete ardite da raggiungere, se non come unico scopo quello di continuare a trastullarci con la letteratura e i suoi d’intorni, da ospite premuroso di questo blog mi vedo costretto a rivolgervi la classica domanda : “Per fare quello che vogliamo fare, che strada dobbiamo fare?”
Sì perché noio… cioè io come rappresentante del direttivo, capo della segreteria, operatore nell’impresa delle pulizie nonché chef della brigata di cucina, cameriere, commis e maître della sala da pranzo, vulevan savuar  dove dobbiamo andare per andare avanti?
A parte gli scherzi, bella gente, non mi spiacerebbe fare quattro chiacchiere con voi in tutta serenità sul futuro di questo blog.
In che senso?
Nel senso che desidero conoscere le vostre idee per migliorare il palinsesto, capire le vostre attese, comprese le discese, le risalite e porre uno scoglio capace di  arginare l’erosione da noia e paranoia, e se non sia il caso di dare un indirizzo più specifico al blog, di abbandonare certe tendenze in favore di altre, e in ultima analisi ma non in ordine d’importanza, come aumentare il numero dei collaboratori. Sì perché io credo che questa sarebbe una buona cosa. Sapete, funziona come per le tasse, pagare tutti per pagare di meno, così se siamo in tanti ci si diverte di più e con meno sforzo.
Come fare non lo so, ma se ne può discutere l’opportunità e il metodo da adottare.
In ogni caso vada il mio ringraziamento a tutti i miei splendidi ospiti, ai quali di più proprio non posso chiedere, e che proprio per scongiurare l’affaticamento da web, credo sia arrivato il momento di rinfoltire la rosa. A gennaio è tempo di mercato, pertanto vediamo che si può fare per rinforzare la formazione.

Il dibattito è aperto, sempre che la cosa interessi, altrimenti: grazie lo stesso e tirem innanz !

35 commenti:

  1. Serenella Tozzi10 gennaio 2014 15:38

    Vedo che ancora nessuno suggerisce niente... Franco, pecrhé non demandi uno studio ai robot? Potrebbe risultare un'applicazione interessante per la robotica

    Ti allego l'indirizzo per ascoltare su you tube "Disorder" dei Joy Division; non so perché mi sia venuto questo accostamento.


    http://www.youtube.com/watch?v=QrzGpVOPcTI&feature=kp

    Forse è nel disordine che si raggiunge la perfezione?

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    1. Sibillina come risposta. Con il riferimento alla ricerca della perfezione forse mi stai dicendo che il mio è un cavillo.

      Oppure mi consigli di consultare Hal, il famoso computer di 2001 Odissea dello spazio?
      No, grazie, un pc capace di mentire non è affidale.


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  2. Premesso che tot capita tot sententiae penso che aumentare il numero dei collaboratori aumenterebbe il disordine. Lasciamo fare a madre Rete, direi... se uno è interessato, arriva, se arriva ed è interessato, dà un contributo interessante. i

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    1. E' vero, ogni testa un piccolo mondo.

      Faccio tesoro del consiglio, grazie.
      .

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  3. Una premessa.
    La miriade di blog presenti su internet non mi ha mai incuriosito più di tanto. Ritenevo (forse sbagliando) che tanti di essi fossero solo una vetrina dove esibire le proprie "capacità", uno specchio dove rimirarsi, sperando di acquisire visibilità, visto che la società attuale non è tanto propensa ad interessarsi del singolo.
    Da quando sono stato invitato a collaborare a quello tuo, mi sono reso conto di come sia arduo trovare di continuo argomenti che possano attrarre i lettori.
    In questo senso, ammiro la tua tenacia e il tuo "fiuto" perché riesci quasi sempre a solleticare la curiosità di chi ti legge.
    Un'altra cosa che ammiro, lasciamelo dire, è la pazienza che dimostri nel commentare in maniera garbata e costruttiva tutti i post pubblicati. Eppure, non credo che essi siano sempre confacenti ai tuoi gusti e ai tuoi interessi :-))

    Ma, per passare ai suggerimenti, ritengo buona l'idea di allargare gli inviti ad altri autori, anche se Renzo Arbore in una sua trasmissione televisiva sosteneva che "meno siamo, meglio stiamo".
    Possiedi senz'altro gusto, quindi mi sentirei di approvare sin d'ora, al buio, le scelte che farai.
    Una rubrica che eliminerei è quella del "libro sul comodino": vista l'esiguità dei commenti, non mi pare che i lettori del tuo blog siano molto interessati a "far tesoro" dei suggerimenti :-))

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    1. Con il numero dei commenti puoi soltanto valutare il gradimento, la popolarità del post, e nemmeno sempre, ma non sono questi elementi a decretarne la validità. Però io non volevo toccare questo argomento perché penso che vada bene così e poi parlarne troppo non giova a nulla. La gente deve sentirsi libera di commentare o meno, niente seghe mentali in proposito, niente manfrine, se vuoi commentare bene altrimenti grazie lo stesso. Credo che debba sentirsi partecipe anche il semplice lettore occasionale che non trova motivo per intervenire. Questo non deve essere considerato un problema. Sentirsi liberi di commentare o meno, credo sia la condizione essenziale per andare avanti.
      Se dovessi farmi influenzare dal numero dei commenti dovrei eliminare il settanta percento dei post. Invece nel web per fortuna funziona diversamente. Ci sono altri parametri che aiutano a capire se un post funziona o meno. Ma questo è un discorso che affronteremo semmai un’altra volta.
      Per concludere l’argomento commenti, mi permetto una sola postilla. Usare il silenzio come mezzo per dissentire è una tecnica che non paga, perché di solito ci si ritorce contro e inoltre meglio una critica garbata, piuttosto che l’indifferenza.
      Ma veniamo a noi Salvo. Le recensioni non offrono molti spunti, non è un post dove puoi aspettarti che si sviluppi una discussione, eppure si legge, ha il suo interesse, fidati. Andiamo avanti con queste chiacchierate intorno alle nostre letture, le recensioni vere e proprie le lasciamo fare ai critici autorizzati, noi continueremo a offrire il nostro parere spassionato di semplici lettori. Così mi piace.
      In riferimento alla campagna acquisti devo ancora decidere. Finora sono stato molto selettivo e i miei inviti molto ma molto rari. Direi che negli ultimi sei mesi ho rivolto soltanto due inviti, di cui solo uno ha avuto successo. In ogni caso non ho intenzione di attaccare i manifesti sulla pubblica via, per far entrare chiunque.
      Sono anch’io del parere che... poca brigata vita beata, ma sotto un certo numero si rischia lo stallo. A questo punto sarebbe un peccato.

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    2. Io invece sono figlio della guerra e terrei tutto: in forza dell'adagio che prima o poi può venir buono.
      Penso che la scarsa partecipazione ad una rubrica possa ascriversi alla mancanza di tempo momentanea, ma che all'occasione vi si possa ritornare.
      In fin dei conti questo blog è una specie di cassaforte letteraria, da poter aprire ogni tanto quando si voglia riprendere il discorso.
      Per il resto, ogni nuova iniziativa è sempre utile.
      Sid

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    3. Per la serie, ma mi non so, par mi tuto va ben, tuto fa brodo... quadrati, triangoli e strisce par tera!

      Edificante.

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  4. Il mio pensiero di base è estremamente simile a quello di Salvo: non sono mai stato troppo attratto: ho sempre preferito la piazza pubblica, anche piena di difetti, ai blog (pensa, Franco!, ci ho scritto anche un epigrammino sui blog...).
    Questo è il primo che frequento con buona regolarità (compatibilmente con impegni, stanchezza da lavoro e qualche volta - umanamente - anche voglia) e senza sforzo - ci sento libertà a sufficienza e no stress .
    Tutto è accaduto in modo naturale. Quando entro qui mi trovo bene, a mio agio, c'è un lavoro appassionato, sotterraneo ed evidente per proporre cose valide senza preclusioni, elitarismi, sovrastrutture varie.
    Credo mi piaccia anche perché ha un occhio per tanti "modi", diversi fra sé.
    E oltretutto, ho potuto conoscere anche qualche bella penna che non conoscevo affatto.
    Credo che, per quanto ne capisco, sia giusto/opportuno aggiungere nuova linfa senza esagerare, senza sporgersi troppo alla finestra, restando sempre naturali nelle scelte - e il "padrone" sa benissimo come fare (ecco mi sembra una cosa un po' qualunque questo mio intervento, però l'impressione personale, l'immagine che mi vedo pensando alla casa di frame è quella di un salotto con i divani belli ma robusti su cui si può sedere comodi e disinvolti e bicchieri saldi sulla tavola dove si beve volentieri senza la paura di rompere nulla - e niente vetrinette con la cristalleria.
    Ripongo il violino nella custodia e saluto.

    Franco "Pale "

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    1. Ah... ma trattasi di sviolinata?

      Vabbè, oggi è il mio giorno fortunato. Grazie

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    2. Beh... io volevo semplicemente e sinceramente dire, che per me è stato ed è un blog accogliente e che mi ha fatto ripensare al concetto di blog. Avevo scritto del violino perché rileggendomi mi pareva d'essere stato anche troppo espansivo e quasi mi vergognavo. Resta il fatto che tutto quanto era per manifestare il mio apprezzamento.
      Un saluto, Franco.

      Franco "Pale"

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    3. Avevo capito:-))))
      La mia era soltanto una battuta.
      ciao

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  5. sono d'accordo con te Franco, rinfoltire i ranghi potrebbe essere la cosa migliore. forse è vero che, come dice Rubrus, questo potrebbe alimentare un po' di disordine, ma se dovessero aumentare anche gli stimoli direi che il gioco vale la candela.
    ciau.

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    1. Qualcosa faremo, anche se non sarà facile.
      Non c'è la folla fuori della porta in attesa di entrare nel blog. Ci proveremo, ma con giudizio.

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  6. Arnoldo Foà: mi è sempre stato un poco antipatico.
    A livello epidermico.
    Siddharta

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    1. Ma va?
      Non aveva fama di essere un simpaticone, anzi, pare avesse anche un caratteraccio,ma con quella voce e quella testa poteva anche permetterselo.
      Tu invece continua a fare il cinico da vivo, poi vedremo come ti tratteranno da morto.:-)))))

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  7. Su < Le donne leggono di più >.
    Forse perchè, a maggioranza casalinghe, hanno più tempo?
    Comunque se guardo in casa mia, un vero disastro.
    L'adorata Santippe legge sporadicamente, preferendo l'attività casalinga.
    Mio figlio: sono convinto che nella sua vita non abbia mai letto un libro per intero.
    Forse nemmeno quelli universitari.
    La veicolazione del suo sapere avviene via web, cinema, teatro, viaggi, telefonino, rapporti sociali et similia.
    E mi sembra del tutto felice...
    Siddharta

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  8. [Le donne leggono di più] statistica nota che mi suggerisce tre domande:
    1) la prima è quella che Sid ha già posto, bruciandomi sul tempo. Penso però che questo potesse essere vero un tempo; oggi la maggior parte delle donne lavora - anzi, si può dire che, lavorando in casa e fuori, lavora più degli uomini, quindi, cari maschietti, non cerchiamo scuse (eheh). Per verificare la fondatezza di questa ipotesi si potrebbero comparare i dati di lettura (per esempio) dei pensionati o di altre categorie che si suppone non lavorino. Il divario quantitativo tra lettori e lettrici - essendovi parità di situazione occupazionale - indicherebbe, secondo me con maggiore precisione e attendibilità, la propensione alla lettura tra i sessi
    2) se e in che misura la mulierizzazione del pubblico influenza il mercato editoriale. Se io sono un editore e so che il 70% dei miei lettori e donna, come modifico le mie scelte editoriali per andare incontro ai loro gusti e alle loro esigenze? Una risposta sbagliata, ma che do per farmi capire e che in parte è figlia dell'ipotesi sub 1, è pubblicare ricettari e libri sul taglio e cucito.
    3) a parità di argomento trattato che cosa differenzia un autore da un'autrice? Esempio (quello che mi viene più facile, ma semplicemente per consuetudine): se prendo un giallo e cancello il nome dell'autore, è possibile indovinare se abbiamo a che fare con un autore o con un'autrice?

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  9. Serenella Tozzi17 gennaio 2014 12:23

    Secondo me la donna legge di più principalmente perché ha bisogno di maggiore evasione. I suoi compiti oggi sono tali e tanti che leggere può significare un rifugio per la mente, uno scappare dalla realtà che la sovrasta per i troppi numerosi impegni.
    Non dimentichiamo, poi, la curiosità, di carattere spiccatamente femminile, che la spinge a voler ampliare le proprie conoscenze.

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    1. A mia memoria la donna ha sempre letto più degli uomini. Mia nonna leggeva i fotoromanzi, mia mamma un po' di tutto, anche mia figlia legge più di suo fratello e tra me e mia moglie è una bella gara. E nonostante avessero meno tempo a disposizione. E' una constatazione.

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    2. Serenella Tozzi17 gennaio 2014 16:32

      E ricordi bene, caro Franco.
      Le donne, di solito, hanno una capacità organizzativa maggiore rispetto agli uomini, ecco perché riescono a fare tutto e di più, riuscendo a trovare il tempo da dedicare alla lettura anche in mezzo a mille incombenze; e il loro bisogno di leggere (nota, non desiderio, ma bisogno), penso nasca dalla loro voglia di rifarsi da secoli di emarginazione.
      Basti pensare del resto alla scarsa considerazione che hanno sempre avuto le scrittrici, specie nell’800, quando i loro lavori erano guardati con sufficienza dalla critica maschile.
      George Eliot, alias Mary Ann Evans era una scrittrice inglese piuttosto famosa ai suoi tempi che usò uno pseudonimo maschile per pubblicare nel 1860 un suo romanzo (Il mulino sulla Floss) che parla fra l'altro della condizione della donna.
      Un personaggio nel racconto così si esprime: "Una donna non ci guadagna nulla a esser tanto intelligente”.
      Ecco perché le donne amano la lettura, devono proseguire sulla via dell'emancipazione. :-)))

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  10. Penso che sia un blog vario: questo è il suo punto di forza ma talvolta, anche, di debolezza. Ammetto però che lo devo conoscere meglio e che, quando lo leggo, apprezzo il suo carattere un po' rapsodico. Concordo con l'idea per cui se un post funziona non è perché ha molti commenti. Ci sono altri criteri per capire se va bene o meno.

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    1. Sono d’accordo Giuseppe.
      Forse manca un vero progetto di base, non abbiamo un programma rigido e facciamo della varietà il nostro punto forte. La responsabilità di questo minestrone è soltanto mia. Però la mia mamma diceva che più verdure ci mettevi dentro e più veniva buono. Sì, le rispondevo anch’io poco convinto, ma non mettere i ceci che quelli non mi piacciono. Ma alla fine qualcosa che non mi piaceva riuscivo sempre a trovarla. Il paragone non è molto calzante ma spero che renda l’idea.
      Si procede in modo frammentario ed episodico con il risultato di apparire un contenitore variegato, ma inevitabilmente dispersivo.
      Essendo un blog collettivo però è quasi inevitabile che sia così.

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  11. Serenella Tozzi18 gennaio 2014 13:25

    Vasco Rossi, nella sua genuinità, sa interpretare bene gli stati d'animo che possono passare nel corso del tempo in ciascun uomo. Bella canzone, molto suggestiva.

    Franco, è inquietante questa tua chiusa... e questa tua risata.
    Buon fine settimana a te e tutti, comunque.

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  12. "è" maiuscola - oppure, evidenziata la lettera, andare su "formato" e cliccare "maiuscole" - meno immediato del caso 1 ma più immediato del caso 2

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    1. Vero.

      Quando la lettera "è" maiuscola risulta capoverso, non c'è nemmeno bisogno di evidenziarla.

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  13. [spedizioni in anticipo] "caro.. ci è arrivato un completino da infermiera sadomaso... ma come mai è della tua taglia?"

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    1. Buona questa :-)))))

      Bisogna fare molta attenzione quando si fanno le ricerche in rete. Anche una innocente poesia può nascondersi tra le pagine di siti... imbarazzanti? Poi tutto viene registrato, la data, l'ora, e perfino il tempo in cui il cursore si è soffermato su quella pagina o su quella foto. Ecco perchè predico sempre la prudenza. Temi delicati come il sesso, la politica e la religione di vanno trattati sul web sempre con la massima cautela. E questo non vuol dire tacere, o censurare o ancora peggio mettere la mordacchia, significa usare il buon senso, e tanta ma tanta prudenza.

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    2. Io la penso diversamente.
      Ormai < 1984 > di orwelliana memoria è già da tempo tra noi, e sempre più lo sarà domani.
      Intanto anche le camere da letto dei potenti di turno sono reciprocamente spiate.
      Se dopo aver visionato via web < Ultimo tango a Parigi > compro on line un chilo di burro saprei di certo d'esser schedato...
      Di questo passo, secondo il tuo consiglio, dovrei buttare a mare il p.c., i libri ed altro e chiudermi in casa a doppia mandata.
      Invece da umanista, sociologo, psicologo, ricercatore e sperimentatore io spazio su tutti i siti per tastare il polso della situazione, aggiornarmi e formarmi convinzioni certe e fondate.
      Non vedo perchè dovrei vietarmi aree ( poniamo sedicenti anarchiche, eretiche, storiche, ecc. ) per timore d'esser catalogato.
      In caso di rivolgimenti sociali è ormai scontato l'internamento a torto o a ragione dei dissidenti ( tutti, dico ) nei campi di calcio, luoghi di concentramento, prigioni ed altre amenità.
      E' il prezzo da pagare in nome della libertà civile.
      Piuttosto concordo sul fatto che nel blog non siamo letti solo da maggiorenni: ma allora non dovremmo più scrivere?
      Discrezione, certo.
      Sid

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    3. Tranquillo Sid,:-)))))
      non credo ci siano minorenni intenzionati a seguire il nostro blog. Magari ci fossero. Il minorenne in questione è mio nipote, il quale ha partecipato all'esercizio di punteggiatura in forma indiretta e sotto la mia supervisione. Ti assicuro che ha altri interessi, diversamente sarei seriamente preoccupato.
      Siamo tutti adulti e vaccinati, per carità. Che poi si debba usare sempre molta prudenza questo non vale soltanto per il blog ma anche per il web in generale.

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    4. Mi hai tolto un peso dalla coscienza.
      Meglio così.
      Sid

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  14. [se lo dice lui] d'accordo sul legame lingua / poesia / musica / matematica. Un po' meno sulla "deficienza d'essere" di chi non ha il pallino della poesia - fermo restando che (come molto probabilmente intendeva l'autore) per la poesia, come per ogni altra forma di espressione, arte o scienza umana ci vuole talento e predisposizione.
    Sentivo (e posso ricordare male) che, da ricerche neurologiche, si è scoperto che se la parola che pronunciamo è un verbo, si attivano le aree del cervello più vicine al cervelletto (sono le più antiche e presiedono ai movimenti), se è un sostantivo, soprattutto le aree della zona di Broca, se si tratta di linguaggio metaforico, che richiede uso di aggettivi ecc, le aree di Wernicke.
    Ora ho una mezza idea circa la parte della testa che ho battuto quando sono caduto dal seggiolone...

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  15. < Se lo dice lui >, di Walter Siti.
    Sì, anche per me la poesia è musica, ritmo, affresco, matematica.
    Arte e matematica sono strettamente legati, un connubio di bellezza e rigore.
    Siddharta

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  16. Su < Il mercato degli e-book >.
    Spesso i sondaggi sono manipolati per interessi di parte.
    Il cartaceo resiste anche per svuotare i fondi di magazzino.
    Ma la sua fine è segnata.
    Siddharta

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  17. I sondaggi sono manipolati per supportare la vendita degli ebook.

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