martedì 28 gennaio 2014

SIDDARTHA (27) - Pensieri cinici quotidiani

A)        – Fuggi lontano ( repetita iuvant… ).
Se incontri uno che ti sventola sotto il naso un ideale, fuggi lontano.
Perché te ti manda a morire, mentre lui fa carriera dormendosela al calduccio fra due guanciali.

B) – Ambiguità.
Secondo le statistiche a volte bugiarde, un individuo su tre sarebbe più o meno omosessuale.
Niente di strano se si pensa che ciascuno vanta nel DNA una componente percentuale del sesso opposto.
Meno digeribile la tesi che la responsabilità dei geni <irregolari > prevalenti sia da addebitarsi a trasmissione materna  ( ci vedo un tantino di maschilismo… ).
Da qualche tempo leggiamo increduli delle leggi omofobe di Putin: sembra di tornare ai tempi di Stalin, di Hitler, delle intolleranze religiose anche nostrane, ecc.
Discriminazioni foriere di ben altre atroci derive.

C) – Le anguille.

Il mio papà lavorava come tecnico alla centrale elettrica locale.
Una volta all’anno l’impianto veniva fermato due-tre giorni per manutenzione.
Papà pescava col retino le anguille intrappolate, che poi metteva in attesa di esecuzione nella nostra vasca da bagno.
C’era la guerra e molta fame.
A noi fratellini non piacevano perché ci sembravano tanti serpenti…
( da < Le mie  memorie > di Santippe in Siddharta ).  

       SIDDHARTA

       30.1.2014



A)        – La Divina Commedia.

Scrive Roberto Casati, filosofo e studioso di scienze cognitive: << Mi sono riletto tutta la Commedia da cima a fondo, lentamente, non facendo altro per una buona settimana, per la quarta volta dai tempi del liceo; esorto tutti a provare da adulti l’ebbrezza del viaggio dantesco in integrale.
Sono peraltro affezionato ad un’edizione stranissima, la Cento Pagine/Mille lire della Newton Compton, che presenta il testo nella versione critica del Petrocchi senza note su otto colonne di una doppia pagina coricata, aiutando chi come me ha una memoria visiva… >>.
Mi sono commosso: da anni tengo ben in vista sul leggìo della scrivania la Divina Commedia nel mitico formato della Compton ( anno 1993 ): adesso so che siamo almeno in due ad averne letta e conservata l’edizione supereconomica.



B)        – Ah, le donne!
Ci aveva già provato S. Agostino: una bella comunità monastica  a preghiera e studio.
In comune beni, libri, denaro, lavoro.
Quasi su tutto l’accordo, ma arrivati al < cosa ne facciamo delle nostre donne? >  il progetto naufragò.
Ci ha provato anche Shakespeare con la commedia < Pene d’amore perdute > ( 1596 - Love’s  Labour’s Lost ).
Re Ferdinando di Navarra vuol fare della sua  terra un centro di contemplazione filosofica: lui  e tre baroni di corte, pronti a morire al mondo e vivere nello studio, eredi dell’eterno, per tre anni.
Ma i quattro sono travolti dalle lusinghe d’amore all’arrivo della principessa di Francia e delle sue tre dame < vispette >.
Quanti dei nostri nobili propositi morali sono parimenti periti a causa delle travolgenti forme des femmes fatales?

C)        – Funerali.
E’ difficile far passare le proprie idee, specie se valide ed innovative.
In genere riescono ad affermarsi solo a funerali avvenuti dei testoni resistenti ad ogni novità.    
       
       Siddharta

        28.1.2014 



A) – Rigetto.

Aveva perso la mano dx in un incidente sul lavoro.
Con una spettacolare operazione chirurgica le venne attaccata ( senza rigetto ) quella di un donatore deceduto.
Ben presto però comparvero i problemi psicologici: il soggetto cominciò a sviluppare ragioni di intolleranza e avversione verso la parte anatomica aggiunta, ritenuta come estranea e nemica.
A nulla valsero le terapie d’analisi: l’operato chiese e ottenne l’espianto.
Ho riferito il fatto per sottolineare la forza possente della nostra identità, sentita come unica e irripetibile.


B) – Pierino botanico.
Arrivava sempre d’estate, scendendo dagli erti monti delle piccole Dolomiti, dopo decine di chilometri a piedi ( siamo durante la guerra ).
Si fermava nel cortile del nostro caseggiato, subito attorniato da noi bimbette e dalle donne del vicinato materializzatesi d’incanto.
Era Pierino < il botanico >, col suo magico zaino dalle cento tasche, ripieno di sciroppi, unguenti, decotti, essenze, tisane, erbe salutari da lui  preparati con la raccolta dai boschi.
A me piacevano tanto i suoi boccettini colorati e quell’aria di mistero e di accoglienza che lo circondava.
( da < Le memorie > di Santippe in Siddharta ).

C) – L’arrembaggio.

Ora il povero Hollande è nella bufera.
Gli uomini troppo in vista, specie politici,  non sanno attenersi al vecchio adagio < tenere ben alta e serrata la cinghia dei pantaloni >.
Ma secondo me anche le donne non sanno stare al loro posto, insidiando il malcapitato di turno.
Lo dice uno che ai tempi è stato oggetto di veri e propri arrembaggi.
Ma la famiglia va sempre protetta ad ogni costo.

       Siddharta

        27.1.2014


A) - Peter Pan.

Tutti più o meno uscendo dalla giovinezza abbiamo sofferto della sindrome di Peter Pan.
Il tentativo cioè di rifugiarci all’indietro per il timore di affrontare la realtà sconosciuta del duro gioco esistenziale.
La questione si fa invece grave quando pur da grandi continuiamo ad alimentare questa sindrome.
Cercando un campione intemerato che combatta per noi le avversità della vita.
Un sogno, un puro sogno.
Purtroppo nel mondo delle idee esso viene troppo spesso coltivato.
Affidiamo cioè le nostre certezze al credo di altri, svendendo la ragione e la ricerca della verità.
Il richiamo storico dei fatti sia almeno produttivo di un minimo di autoconvinzione, a vantaggio del libero pensiero proprio e della collettività.

B) – Ipse dixi…

Rimanendo al nostro Paese, è ormai consolidata da anni una situazione di malessere economico-politico-etico-religioso.
Da cui non si riesce ad uscire, anzi vieppiù si sprofonda nelle sabbie mobili della corruzione, mancanza di valori, crisi sociale.
Io una ricetta salvifica ce l’avrei.
Una bella guerra internazionale che ci riduca la popolazione del 50%, con distruzione a tappeto del territorio e delle risorse presenti e passate.
Si riavvierebbero a pace fatta i vincoli di solidarietà, coesione nazionale, le spinte alla ricostruzione, alla produzione, al benessere collettivo.
Puro cinismo, direte voi.
Non tanto.
Lo storico britannico Jan Morris, nel libro appena uscito in Germania << Krieg – Wozu er gut ist >> ( Guerra, perché fa bene ), sostiene che i conflitti bellici hanno sempre generato un’umanità più ricca, più coesa, più sicura.
Alcuni numeri.
Nel secolo scorso sono morte per fatti di guerra 200 milioni di persone, l’espansionismo degli antichi romani ha ucciso 10 milioni di persone, con altre a milioni ridotte in schiavitù.
Però oggi abbiamo 500 milioni di europei più stabili e liberi, nel 200 d.C. l’impero romano toccò il suo massimo splendore…
E’ ora quindi, dico io, di darci ancora una bella regolata in Italia dopo sessant’anni: c’è tutta l’Africa ed il Medio Oriente con cui guerreggiare.
Non sarà possibile una guerra santa, ma qualcos’altro si potrà pur inventare…
Olé!

C) – Primato.

Leggo che la Sicilia è il luogo dove si legge di meno in Italia.
Secondo l’ISTAT.
La regione Sicilia, con un patrimonio artistico pari al 70% del totale nazionale.
Patria di Verga, Pirandello, Sciascia, Consolo, Bufalino, Camilleri…
Dove a Palermo opera l’editrice Sellerio che pubblica per Camilleri.
Ci sono Comuni di altre 150.000 abitanti che non hanno neanche una libreria!
( fonte: Gualtiero Gualtieri, Scarpe Strette – Google ).

       SIDDHARTA
      24.1.2014 


A) – Stupore.
Quand’ero ragazzino sentivo i miei parlare della Calamai, Duse, Garbo, Dietrich, Caruso, ecc.
Persino di un ancor vivente garibaldino delle camicie rosse.
Tutti personaggi ai miei occhi di un passato antico, quasi mai esistiti…
Oggi tocca a me.
Tutto un panorama di attori, cantanti, ecc. che lentamente viene falcidiato dalla vecchiaia e da sirocchia Morte.
Ultimissimamente anche il nostro Claudio Abbado.
Dopo oltre sessant’anni dagli eventi, per le nuove leve si parla di preistoria.
Ho sentito in tv di rampanti outsider porre Hitler dopo il 1945!
Come non dar loro ragione?

B) – Processione.
Alla processione del Corpus Domini, ovunque era un gran fermento.
Una volta  a sette anni ebbi il privilegio con una mia compagna, una a destra e l’altra a sinistra, di tenere in mano le due nappine dello stendardo
del Sacro Cuore di Gesù.
Però prima dovetti passare la rivista del Parroco.
Il quale giudicò troppo corta  la mia vestina.
Detto fatto, la suora scucì l’ampio orlo ( allora molto alto: l’abitino doveva servire per più anni… ) allungando il tessuto tutto sfilacciato ben oltre il ginocchio.
Seguii la processione con le lacrime gli occhi per la vergogna!
( da < Le memorie > di Santippe in Siddharta ).

C)  – Cattiveria.
A ben vedere l’attuale poetica ipermodernista infuturata potrebbe assimilarsi a certa stridente musica dodecafonica strimpellante e senza sbocco…

       SIDDHARTA

       21.1.2014


A)        -Sempre a proposito dell’Aldilà.
Beh, un poco mi son diventati simpatici.
Parlo degli ebrei, i gendarmi mediorientali.
Perché non hanno né Paradiso né Inferno, niente Aldilà, tutto quaggiù.
Gli unici che se li sono creati sono i cristiani ed i musulmani, tanto per distinguersi: epperò i primi ci hanno anche il Purgatorio, ma si sa, è transitorio ( nel mio catechismo del passato c’era anche il Limbo, poi soppresso per carità teologale… ).
A me quest’Inferno è rimasto sempre nella strozza. Uhè, è per l’eternità, mica una cosa da ridere!
Dove ci vanno forse tutti, eccetto i soliti raccomandati.
Purtroppo io puzzo di zolfo già adesso…

B)        – Lilith.
Secondo i sacri testi, le tradizioni, la storia di parte, ecc. la prima donna conosciuta da Adamo fu Lilith, entrambi creati da Dio in piena uguaglianza da due mucchietti di terra distinti.
Adamo pretendeva di comandare in famiglia, scopando stando sopra di lei nella posizione del missionario ( il Kamasutra pare non fosse stato ancora scritto… ).
Lilith però si incacchiò in nome della parità dei diritti, pretendendo di sottometterlo nella bisogna almeno a turno.
Andò a finire che litigarono furiosamente e lei sbattè la porta del Paradiso terrestre e se ne andò sul mar Rosso ( o mar Nero, boh: lascio a voi lettori di approfondire in commento ).
Comportandosi in maniera lussuriosa ( con chi non si sa! ).
Dopo un centinaio e più di anni Dio, pentito e impietosito dall’onanismo di Adamo, gli cavò una costola creando Eva, sua seconda compagna.
Più remissiva e ubbidiente nello scopaggio, come giusto che sia quale derivazione corporea di lui.
E Adamo finalmente ridivenne capofamiglia.
Da piccino mi chiedevo: ma noi maschietti abbiamo una costola di meno?
Bah, quante schifezze si sono inventati!
Se questo è l’inizio, pensate un po’ al seguito… 

C) – La scelta.
Modificando arbitrariamente la frase originale, così leggo l’aforisma di Cocteau: < Quando bisogna salvarci dalla  crocifissione, la folla sceglie sempre Barabba >. 

       SIDDHARTA

       19.1.2014



A) - Solitudine.

Prendete facebook o altre piattaforme: pare una gara a chi può mostrare più amici nel proprio elenco...
Ecco cosa diceva il saggio Aristotele: < E' opinione comune che coloro che hanno molti amici o che trattano familiarmente questi o quelli in realtà non siano amici di nessuno >.
Donde il detto < amici di tutti, amici di nessuno >.
La realtà è che malgrado le apparenze siamo soli, disperatamente soli.
Nasciamo, viviamo e moriamo soli.



B) - Aberrazioni e paradossi.
Intanto Gesù diceva < ama il prossimo tuo come te stesso >.
Quindi è chiaro che ciascuno prima di tutto deve amare se stesso sopra ogni altra cosa, principio cardine dell’autoconservazione della specie.
Ma oggigiorno il principio sbandierato dal Nazareno non offre garanzie.
Ad esempio non posso toccare il braccio di una minorenne di anni 18, a pena di codice penale.
Basta una sua malizia e vado in galera.
Sempre di galera mi minaccia il telefono azzurro.
La mia adorata Santippe aveva come pallino il farsi regalare dalle amiche e conoscenti le fotografie dei loro piccini a ricordo, inserendole tra le pagine dei nostri tanti libri.
Le ho detto di cessare dal farlo e di bruciarle.
Coi tempi che corrono c’è sempre un delitto fuori porta e possibili incursioni domestiche della Polizia, la quale trova sempre materiale pedo-pornografico ovunque, chissà perché…: e si rischia grosso pur nell’innocenza, minimo di essere sbattuti in tv.
Da anni ci siamo vietati allora carezze d’affetto ai piccini altrui, financo a riceverli in casa senza i parenti, per evitare guai maggiori: basta che uno di essi rimproverato per maleducazione s’inventi una balla pedofila e la denuncia sarebbe assicurata.
Va da sé quindi che viviamo blindati nella nostra solitudine.
Non avendo guai, evitiamo di andarceli a cercare.
Affondiamo nella cultura del sospetto.
Ma è vita questa?

C) – Tre datteri.
Tre datteri al giorno e latte di cammella, per attraversare il deserto arabico, uno dei più ostici della terra.
Ed una straordinaria lucidità di pensiero e di sensazioni.
Così diceva una guida carovaniera del posto, ai tempi.
Ecco che d’improvviso mi son spiegato il fenomeno dei miraggi  di quelle sabbie infinite.
E delle visioni dei tanti mistici anoressici…

       SIDDHARTA
       17.1.2014


A)        – Cannibalismo.
Appoggiandoci al postulato scientifico di Lavoisier sulla continua trasformazione della materia in
     terra, appare pacifico che noi tutti viventi non siamo altro che cannibali, mangiando e respirando i resti dei nostri antenati.
Se così, mi sembra alquanto plausibile la filosofia buddista sulla reincarnazione o rinascita ( senza tutte le classificazioni esasperate createvi attorno anche da altri credo ).


B)        – Chi di spada ferisce di spada perisce.
Io ce l’ho a morte con certa poetica modernista sperimentale che si esprime in modo contorto e misterioso  volendo far credere di
di essere il non plus ultra della creatività.
Ma mi sono incomprensibili anche certi critici letterari che la commentano altrettanto assurdamente.
Sentite cosa è riuscito ad inventarsi, attorno ad una poesia indecifrabile di una nota contemporanea, un nostro saggista che va per la maggiore:
<  … la poesia ci prova creando connessioni  e strane simpatie insinuando il sospetto che nell’altro ci sia qualcosa di simile a noi. La musica di questi versi è discreta, ma scabra e nervosa, conducendoci ad un approccio perplesso, ricco e frontale, alla psiche refrattaria di una piccola persona di cui è stata fatta rapina.
L’autrice vuole dare il moto a ciò che sembra fermo nella propria incapacità di capire, a chi deve rifiutare ogni contatto per evitare ustioni.
Un metodo deve seguire regole diverse da quelle convenzionali, discendendo appunto da un soccorso verbale, dando parola alle aree opache e indicibili della nostra offesa, salendone le scale meditative… >. 
Quanto sarà stato pagato?



C)        – Sanzione divina.
A sconfiggere il ladrocinio non c’è riuscito nemmeno il Dio degli ebrei, pur sanzionandolo a caratteri di fuoco nelle Tavole della legge consegnate a Mosè.
In questi giorni i soliti ignoti professionisti mi hanno forzato la porta blindata, segando le due casseforti a muro e rubando tutto il rubabile.
Ai pianti dell’adorata Santippe ho spiegato che i gioielli di famiglia vengono acquistati e custoditi appunto per poi metterli a disposizione dei ladri che prima o poi si fanno vivi attirati dall’odore.
Infine le ho ricordato il saggio Epitteto, il quale nel suo Manuale ammonisce che tutto ci è stato dato in prestito e che prima o poi dev’esser restituito, non importa per mano di chi.
La Santippe a stento s’è trattenuta dal chiamare il neurodeliri…
      
       SIDDHARTA
       15.1.2014


26 commenti:

  1. Furto con scasso in piena regola! Che disdetta.
    Posso capire il disappunto della consorte.

    Il linguaggio di certi commenti è volutamente assurdo, elaborato, ricercato e "colto", talvolta supera di molto in fantasia l'opera a cui si riferisce. E' un modo per affermarsi, per farsi notare.

    La vera soddisfazione per taluni è elaborare commenti astrusi e non altro.
    Lo dicevo ieri a una amica. Quando uno è istruito si fa più fatica a capire se è un cretino, ma è solo questione di tempo.

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  2. Serenella Tozzi16 gennaio 2014 17:51

    Come capisco Santippe per il doppio furto: si, perché quando rubano i gioielli di famiglia rubano i ricordi che ci legano all'oggetto e, quindi, diventa un doppio furto.
    Già il vederlo è capace di riportarci ai momenti vissuti o alla figura cui era legato l'oggetto, sottraendocelo ci privano di questo piacere e, man mano, il ricordo potrà diventare più confuso o essere addirittura dimenticato.
    Dille che la capisco perfettamente e che sono con lei.

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  3. solidarietà per il furto subito. Io ricordo ancora la rabbia quando mi rubarono i trenini della Lima...

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  4. Serenella Tozzi16 gennaio 2014 18:15

    Per quanto riguarda il cannibalismo, mi hai fatto ricordare una scena del film "Sette anni in Tibet", la scena, cioè, di quando i tibetani costruiscono un aeroporto per la visita a Lhasa dei negoziatori cinesi e si mettono a spostare tutti i vermi, le formiche, o altro genere di animaletti che trovano nel terreno.
    Una scena che potrebbe destare un senso di assurdità, ma che, al momento, mi aveva destato grande tenerezza.

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  5. Aberrazioni e paradossi.
    Grande Sid, sei stato grande. Hai saputo descrivere con estrema semplicità una questione tanto spinosa e delicata. Sono completamente d'accordo su quanto hai detto.

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    1. A parziale completamento, su esperienza personale, aggiungo:
      1) - Una volta alla bambina di 3/4 anni di una mia vicina ebbi ad offrire una caramella in presenza della madre.
      Questa con un urlo disumano ( che ricordo ancora ) si precipitò a cavargliela di bocca, sculacciandola a rimprovero.
      Da allora l'ho sempre evitata: probabilmente lei doveva aver avuto delle brutte esperienze infantili.
      2) - Siccome mi diletto di prestidigitazione, da giovane solevo intrattenere i bambini con giochi di prestigio.
      Volendo essi imparare, necessariamente dovevo trafficare con le loro mani, il capo, ecc.
      Ebbene un giorno intrattenni due ragazzine dodicenni che parevano molto interessate ad apprendere.
      Ma una di esse mi sembrò troppo sveglia, dallo sguardo malizioso e birichino.
      Diffidai, e quando il mattino successivo si ripresentarono suonando alla porta, non risposi ( tra l'altro ero anche solo in casa ).
      Da allora cessai dall'esibirmi ed insegnare i trucchi del mestiere alla platea.
      3) - Quando ai tempi dirigevo le colonie marine della mia città, ero sempre circondato da bambini festanti e giocosi.
      Dopo un pò m'accorsi degli sguardi stupiti e sospettosi degli adulti collaboratori.
      Anche allora ritenni prudente girare al largo, interessandomi solo degli aspetti burocratici.
      Ahimè, che tempi!
      Siddharta

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  6. Processione

    La prima volta che entrai in chiesa da solo mi rispedirono a casa. avevo il pagliaccetto (Santippe saprà certamente di cosa si tratta) e quattro anni.
    Me la ricordo ancora oggi come una grande umiliazione... figurati un po'.

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  7. Stupore: quella trasmissione credo di averla intravista anche io (probabilmente era stata ripresa da un'altra) e, se non ricordo male, non si poteva neanche dare la colpa all'emozione dei concorrenti.
    Domanda (domanda-domanda, non domanda retorica) in che misura l'accelerazione della vita moderna - di cui la tecnologia (ed in particolare l'informatica) è causa secondo me principale, se non esclusiva - può portare all'oblio troppo frettoloso del passato - oblio foriero di conseguenze potenzialmente nefaste?

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  8. I Siciliani leggono poco?

    Ah... le statistiche non mentono ma non dicono il vero. Di certo i siciliani scrivono molto, eccome. Ovunque ti giri nel web incontri poeti e scrittori siciliani. Nel CdP ce n'è una colonia intera. Anche i lombardi e i romani però non scherzano. Seguiti dai veneti, e mi domando dove cavolo siano i piemontesi. Non ho dati certi per affermare quanto detto, è solo il frutto della mia esperienza personale nel web.

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    1. Certo, gli italiani scrivono molto ma poi forse rileggono solo se stessi...
      Sid

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    2. ... Sid... la smetti di rubarmi le battute ? (scherzo!) insomma "letteratura a chilometro zero" e purtroppo vale per tutta Italia (v. i dati istat)

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  9. [ricetta salvifica] la guerra sola igiene del mondo, insomma. Ci siamo già passati.
    In tempi più recenti (anni '80) in un film (Wargames) un personaggio diceva che i computer non sono nati perchè l'umanità aveva un insopprimibile bisogno di vedere delle palline rincorrersi in un labirinto, ma per la guerra. Specie negli ultimi secoli, le guerre hanno portato progresso scientifico (un esempio per tutti: l'aviazione). Se si pensa che il progresso dell'umanità passi attraverso la tecnologia, arrivare a questa conclusione è inevitabile.

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  10. Serenella Tozzi24 gennaio 2014 17:36

    La guerra sola igiene del mondo, lo dicevano anche i futuristi.
    Gli stessi che in gastronomia proponevano l'accostamento di nuovi sapori mettendo insieme montone e gamberi; oppure: groviera, aringa e gelatina di fragole (bleah).
    Marinetti, poi, auspicava di eliminare la pastasciutta.

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  11. Il suo cinismo è veramente estremo, provocatorio, ad esempio il post sulla guerra, e anche qualcosa d'altro che ho letto, non ho letto tutto, e poi ovviamente per quanto riguarda la poesia, in genere,
    credo che non ci incontreremo mai, sa come quella pubblicità della mia infanzia dove uno corre verso un altro a braccia aperte e quello se ne va dritto e non se lo fila per niente? Credo saremmo intercambiabili, lei cinico, io ostinata, che bella storia, anzi che bella non-storia, fraternamente
    Lola

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    1. Non ha importanza che non c'incontreremo mai.
      E' la storia che ci viene incontro, inesorabilmente.
      Anch'io ho vissuto la mia shoah a quei tempi, che oggi val la pena di ricordare per non dimenticare.
      Il mio lagher erano le quattro mura domestiche , in sperduto paesello.
      Le atrocità fisiche e psicologiche subite potrebbero richiamare forse quelle oggi condannate dal mondo civile.
      Percosse ed umiliazioni, sofferenze e solitudine, nell'abbandono e silenzio del prossimo, perpetrate dai miei kapo dell'epoca.
      Per un miracolo non son diventato un delinquente omicida, come ci sarebbe stato bene.
      E' giusto oggi ricordare, come appunto ricordo.
      Perchè simili violenze non abbiano più a ripetersi per nessuno.
      Il mio cinismo?
      E' ben poca cosa rispetto all'odio che nutro per l'umanità ed ancora più su.
      Siddharta

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    2. Non so, Sid, la mia naturale diffidenza mi fa credere che lei esageri, tutto questo odio, ma davvero? E come fa a sopportarla la sua Santippe, ne parla con un certo amore, almeno leggendo qua e là, e quando parla delle bestiole, di Esmeralda, non ricordo se era un pollo, però non ho letto tutto il commento, mi ero fermata alle prime righe, non ci credo proprio che lei odia tutti, è solo una posa, lei ama, mi creda, che lo voglia o no. E vuole essere amato,
      fraternamente
      Lola.

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    3. Innanzitutto correggo in < lager > il mio svarione...
      Poi, certo amo una minoranza. Ma la maggioranza mi ha molto deluso.
      Direi che ne temo il conformismo come un pericolo pubblico.
      Certo che vorrei essere amato, ma dentro mi sento arido, molto arido e penso che ormai non vi sia molto tempo per rimediare.
      Sincera/mente, Siddharta.

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    4. Sid non si preoccupi di correggere lagher in lager, non ha importanza, io penso che nessuno deve essere perfetto, si può amare la gente così com'è, abbiamo tutti dentro una grande voglia di essere ascoltati e capiti, a tutti si può offrire un'altra opportunità, forse le sembra un discorso retorico questo, ma non lo è, per fortuna sto imparando che si può incominciare a vivere a qualunque età, e non dico sopravvivere come la canzone di Rafael Gualazzi 'Per sopravvivere ci basta un sogno', no! Io dico vivere, conosco persone che si stanno mettendo in discussione a 75 anni, o giù di lì, sono piene di entusiasmo e meraviglia, non è mai troppo tardi, basta chiedere e ti sarà dato, almeno in questo ho ancora fede, sono sincera come sempre, come quando commento, nessuna sindrome di salvatrice del mondo, solo esperienza vissuta. Lei si dichiara troppo avanti con gli anni, io dico che ne bastano due, uno vissuti bene per rimediare a tutto.
      Fraternamente
      Lola

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    5. Speriamo bene, cara Lola.
      A novant'anni e passa, ormai navigo a vista...
      Speranzosa/mente,Sid.

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  12. Trapianto della mano

    Pare abbia avuto problemi anche a toccarsi nelle parti intime. Si sentiva palpeggiato.
    Diversamente la moglie preferiva essere accarezzata con la mano estranea, suscitando la gelosia del marito, che esasperato ha preferito rinunciare all'arto.
    Molto fastidioso in effetti:-))))

    Capito mi hai?

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    1. Non ho osato diffondermi.
      Pare che ci leggano anche i minorenni, molto minorenni...
      Cosa che non avevo previsto.
      Sid

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    2. Serenella Tozzi28 gennaio 2014 20:07

      A me pare un tantino esagerata questa reazione. Ormai la mano la gestiva lui, mica quell'altro.

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  13. [la divina commedia] siamo in tre. Formato un po' piccolo e quindi difficile da leggere, che però facilita la visione d'insieme .

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  14. Ideali sì!, o ideali no?
    Lo dicevo io che è meglio vivere alla giornata.

    A proposito di anguille, ne ho pescate tante, ma senza mai riuscire a vincere quel senso di repulsione che provo nei confronti dei rettili. Però alla brace è buonissima e in umido con la polenta ancora meglio.

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  15. [ideali] mi viene in mente un personaggio di De Crescenzo il quale aveva come ideale il dubbio al quale aveva elevato un altarino domestico e cui era devotissimo.
    Al di là delle contraddizioni logiche: è stravero che gli ideali non si sventolano, si praticano. Disgraziatamente, praticarli, qualche volta, vuol dire far del male al prossimo.
    Allora si potrebbe dire che è meglio non praticarli, anzi, non averli del tutto.
    Però, per esempio, le multinazionali e i magnati della finanza, che non pare abbiano grandi ideali, non sono degli stinchi di santo.
    Si potrebbe allora obiettare che il loro ideale è il guadagno e che, in nome di questo ideale, sono disposti a fare di tutto...
    E qui siamo tornati al punto di partenza.
    Morale: ammesso e non concesso che sia possibile non avere ideali, non fare un ideale della mancanza di ideali.

    PS: scusate, ma alle volte mi diverto con questi esercizi di "logica minor"

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  16. Serenella Tozzi31 gennaio 2014 20:24

    John Fitzgerald Kennedy diceva di essere un idealista senza illusioni.
    Friedrich Nietzsche, invece, sosteneva: "un idealista è incorreggibile, se è allontanato dal suo paradiso farà un ideale del suo inferno".

    In quanto alle anguille, quando ero piccola al mio paese nei torrenti si trovavano, ed erano buonissime impanate e fritte a pezzi, come le faceva mia madre.
    Ora non ci sono più.

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