domenica 12 gennaio 2014

SIDDHARTA (26) - Pensieri cinici quotidiani

A)        -Facebook.

Secondo l’usuale ricerca annuale di mercato, Facebook godrebbe di buona salute soprattutto grazie agli anziani.
Infatti la piattaforma è frequentata per il 45% da persone con più di 65 anni.
Rispetto all’anno precedente, gli adulti < incartapecoriti > del social network nel 2013 sono aumentati del 35%.


B)        – Darwin.
Un giorno mio fratello liceale, maggiore d’età, fanatico di scienze applicate, si convinse a misurarmi col centimetro gli ambiti del cranio, le braccia, le ginocchia, i piedi, le mani, l’altezza, ecc.
Secondo i rigidi criteri di Darwin.
Alla fine sentenziò che i vari parametri anatomici corrispondevano esattamente alle specifiche della scimmia platirrina.
Si ebbe il lancio di un libro in testa, abilmente schivato…
( dalle < Memorie > di Santippe in Siddharta ).

C)        – I postmodernisti.
Quando mi immergo nei contemporanei, talora mi chiedo cosa ci stanno a fare nel nostro cranio 100 miliardi di neuroni e milioni di miliardi di sinapsi se poi non riescono a partorire uno straccio di letteratura decente ( specie poesia ).
Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, per chi li ha…

SIDDHARTA

13.01.2014



A) – I tre occhi.

Giacomo Debenedetti ( 1901- 1967 ), scrittore e  psichiatra della natura umana, diceva di scrutare i fenomeni letterari con entrambi gli occhi, l’uno ( dx ) per la realtà esterna, l’altro ( sx ) per il profondo inconscio.
Ripreso da Giuseppe Lupo, cattedratico e saggista vivente, col suo occhio orizzontale e verticale.
Ma io, però, ci ho anche un terzo occhio, quello metaletterario, col quale penetro i misteri dell’evoluzione narrativa.
Specie quella terzo-quartomondista dei connazionali.
Il quale occhio riconosce all’istante e con sgomento la deriva ed il degrado soprattutto poetico, che rendono irriconoscibili i fondamentali del pensiero e della scrittura.


B) – Verdi anni.
Avevo sedici anni, piena di salute, e mi ero innamorata a prima vista di uno biondo, dagli occhi profondi e vellutati, alto, atletico, poco più grande di me.
Era il figlio del medico condotto del paese e dintorni.
Non sapendo come conoscerlo, m’inventai una non ben definita debolezza costituzionale e mi sottoposi ad una cura da cavallo di dodici endovenose di calcio.
In ambulatorio, a casa del dottore.
E lui, l’amato, mi degnò d’uno sguardo.
Andò a finire che ci accompagnammo, ci fidanzammo e ci sposammo a tempo debito.
Ora lui mi chiama < la mia adorata Santippe >…
( da < Le memorie > di Santippe in Siddharta ).

C) – Flaubert.
Parafrasando Flaubert ( < Epistolario > ), ritengo sia un grosso tentativo il dare alla prosa la qualità poetica, senza però far credere che sia divenuta poesia…

        SIDDHARTA

         10.1.2014


A)        -Depressione.
Secondo i soliti scienziati, il nostro sistema gastroenterico conta fino a 600 milioni di neuroni e cento trilioni tra batteri, virus, funghi e microrganismi vari, pari a 40.000 specie diverse.
L’umano poi è costituito solo per il 10% del genere homo sapiens, per il resto dalla popolazione ospite.
La flora microbiotica sarebbe in grado di influenzare tutto il nostro corpo, cervello compreso.
Capace di determinare persino certi nostri stati depressivi  d’ansia e di paura ( noto < il ritorcere delle budella >… ).
Riassumendo, così racconta tra l’altro il Prof. Luca Pani, medico psichiatra di fama: < Un beduino dell’Arabia Saudita di circa 80 anni ( ma ne dimostrava 60 ), incontrato per caso in un’oasi, diceva che quando conduceva le carovane da un punto all’altro nel deserto della penisola arabica mangiava al giorno solo tre datteri con latte di cammella.
Questa dieta gli consentiva grande lucidità di pensiero, percependo con acutezza natura ed emozioni >.
Quindi, occhio Amici ad una dieta sobria ed equilibrata, se volete meglio speculare letterariamente…
( fonte: Cell, dicembre 2013 ).
La questione comunque non è una novità.
Pare che anche certe mistiche si cibassero solo di un’ostia al giorno ( Teresa Neumann, Alexandrina Maria da Costa, ecc. )…
Comunque è notorio come un digiuno appropriato allerti meglio l’intuizione e profondità di pensiero.
Mai mettersi a scrivere a stomaco pieno!

B) - I have a dream…
1 – Globalizzazione e diffusione della cultura e del sapere.
Università aperte con lezioni on line gratuite.
Traduzione in tempo reale di testi in varie lingue.
Superamento della logica del copyrigth, free book ed e-book, libera circolazione del pensiero.
2 – Siamo dei sopravvissuti legati alla logica superata del commento critico ai testi letterari.
A breve l’intervento personale sarà sostituito da valutazioni robotiche automatizzate in tempo reale.
L’Autore sarà superato da intelligenze artificiali che sforneranno storie e stili inappuntabili ( poesia, narrativa, ecc. ), con relativi apprezzamenti e valutazioni automatici.
Con spersonalizzazione del soggetto creativo ed annullamento d’ogni atteggiamento narcisistico e presuntuoso oggi tanto in voga.
La stessa gestione dei blog e siti vari sarà computerizzata, con eliminazione dei signori del web.
Il tutto grazie ad acconci algoritmi…

C) – Idiosincrasie.
Ci sono materie dello scibile umano che sono sentite come indigeribili da questa o quella schiera di individui.
Eppure spesso vi sono particolarità ( proprietà, regolarità, fenomeni, ecc. ) che non possono non incuriosire una mente attenta ed aperta.
Prendiamo la poesia.
Oggi demonizzata per la metrica ( rima, quantità, ritmo, cadenza, tono, ecc. ), ma dalle inconfondibili affinità con la musica, la simmetria
della scultura, la pittura, financo con la ripetitività frusciante del cosmo.
E così la matematica, coi tanti segreti scoperti e da scoprire.
Ed altro ancora.
E allora?
E’ indispensabile per la crescita culturale non chiudersi a riccio a ciò che apparentemente non ci piace.
L’approccio a qualsiasi segmento del sapere tecno-socio-economico, ecc. riserva sempre delle piacevoli sorprese.
Basta soltanto impegnarsi un poco a tutto campo, con lo spirito aperto, ingenuo e voglioso di chi non si stanca mai di apprendere.

       SIDDHARTA

       9.1.2014


A) - No e-book.
In arrivo nel 2014 l’agevolazione fiscale del 19% per chi acquista libri ( D. L. n° 195 ).
Fino ad un massimo di 2.000 euro annui a persona, di cui 1.000 riservati a testi scolastici e universitari.
La norma vale solo per il cartaceo, e non per gli e-book, provvisto del codice internazionale ISBN.
Per usufruirne è necessario conservare lo scontrino fiscale.
( fonte: Google ).

B) – La voce.
In questi giorni mi sono trovato accanto in un pranzo sociale il parroco delle mie parti.
Dopo i convenevoli di rito, ci siamo tastati reciprocamente sul piano intellettuale.
Visto che funzionava, ci siamo lanciati in confidenze.
In forza di una mai sopita mia curiosità in fatto di chiamata divina, gli ho chiesto spudoratamente
se ai tempi aveva sentito la voce imperiosa della vocazione, di cui tanto si buccinava quand’ero giovincello.
Con mia sorpresa disse che verso gli undici anni, mentre camminava rasente a un muro di cinta del suo paese,
una voce gli disse chiaramente < fatti prete, fatti prete >.
La cosa si ripetè poi una seconda volta nelle identiche circostanze.
Mi è sembrato sincero e gli ho creduto.
Con un poco d’invidia, chè mai ho avuto il bene nella mia lunga vita dell’attenzione esplicita del divino.

C) – Consigli.
< Non bisogna scrivere di ciò che si conosce, ma di ciò che non si conosce >, ha detto la scrittrice
statunitense Cynthia Ozick in un’intervista ( 1985 ).
Quando leggo certa letteratura contemporanea, penso che il consiglio sia stato seguito in pieno, donde
      l’incomprensibilità a partire dalla forma.

        SIDDHARTA

         7.1.2014

20 commenti:

  1. a) eh... che ci vuoi fare, per il nostro fisco gli e - book non sono libri.
    c) in effetti, quel "consiglio" spiega molte cose. Fa il paio con lo "scrivi quel che conosci" che viene interpretato come "scrivi quel che già conosci" senza un minimo di ricerca.

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    1. Pensa il danno economico che ne riceverò...
      Per alleggerire la mia biblioteca, dagli spazi stracolmi, ora compro solo e-book!
      Sid

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    2. eh.. vedi la relazione con quanto ieri dicevi circa la "forbice?" . Se non si ha compreso bene che cosa sia un e-book è logico non considerarlo un libro con tutte le conseguenze del caso (per esempio sono pressocchè certo che per vendere libri di carta devi avere una partita Iva diversa da quella che serve per commerciare in e-book, alla faccia della semplificazione, tanto per dirne una) . Quasi quasi ci sarebbe da sperare che il fisco faccia il finto tonto per far pagare il dazio a chi compra e - book. Sarebbe, per certi versi, meno sconfortante.

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  2. b) oso sperare che il consiglio non sia venuto da qualche buontempone nascosto dall'altra parte del muro. In realtà penso che il fatto stesso di cercare Dio - anche se poi non ci si crede e ovviamente si hanno ottimi motivi sia in un senso sia nell'altro - sia una forma di preghiera (e magari pure apprezzata).

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    1. Sottoscrivo in pieno (naturalmente il pensiero da "In realtà" in poi).
      Una forma di preghiera, esattamente.

      Franco "Pale"

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  3. Serenella Tozzi8 gennaio 2014 17:15

    A) Pensa che il Governo ha specificato di aver messo a disposizione 50 milioni di euro per queste detrazioni fiscali del 19% per soccorrere le librerie in difficoltà.

    B) Sai, Sid, non posso fare a meno di notare questo tuo continuo parlare di fede e, allora, mi è tornato in mente un pensiero di Pascal che dice: "Tu non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato”, che credo sia ripreso da un passo delle "Confessioni" di Sant'Agostino.
    Non è che sei anche tu sulla via di Damasco? ;-)



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    1. Carissima Serenella, a breve scoprirò la verità e non potrò venire a dirtela.
      Anche questa è un'ingiustizia...
      Mi interessano soprattutto la fede acritica del prossimo e i gravi pericoli che corre.
      Non cesserò mai dal richiamare l'attenzione su quanto di fittizio e furbesco è stato creato attorno a un dio partorito dalla mente dell'uomo e allevato con cura nei millenni e ingigantito nel male dai furbetti del quartiere.
      Fino a diventare il terrore dell'umanità.
      Un dio che non mi piace per niente, come avrai ben capito.
      Sid

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  4. c) Sid.L'aneddoto che riferisce è gustoso e mi avrebbe fatto venire in mente un'idea per un racconto. Me ne dai licenza?

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  5. In A) - Depressione:
    Corrige: ... flora microbiotica.
    ( a volte penso che il pc si diverta a capovolgere le parole, ma è più probabile che sia la mia disattenzione).
    Sid

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    1. Ecco fatto!
      in effetti... tra macro e micro c'è una bella differenza.

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    2. Ti ringrazio.
      Malgrado legga e rilegga prima di postare, qualche diavoletto la fa sempre franca.
      Sid

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  6. I have a dream) in un film di qualche anno fa (temo troppi) e cioè "L'attimo fuggente" il professore sbertucciava una teoria letteraria secondo la quale il valore di poesia si può rappresentare con un grafico che, su un'asse, riporta la profondità del tema poetico, sull'altra l'efficacia della resa. In realtà, secondo me, è un modo un po' ampolloso di definire, rispettivamente, contenuto e forma. Ora: a mio parere quella teoria non è affatto da buttare. Ci sono componimenti in cui prevale l'aspetto formale ed altri in cui prevale quello contenutistico, quindi il dileggio del professore mi pare fuori luogo. D'altro canto, credo che - a parte forse certi aspetti formali come appunto la metrica - sia impossibile applicare quel metodo per la semplice ragione che manca una "unità di misura" sia del contenuto poetico, sia della forma.
    Un metro statistico - che poi è quello che di fatto viene applicato molto spesso - è più attendibile se si tratta di valutare la qualità. Se più persone in più epoche o più persone riconosciute comunemente come esperte del ramo valutano positivamente un testo nel corso del tempo, è molto probabile che quel testo sia valido. Il problema di questo metro è che funziona coi grandi numeri - come ogni statistica - e quindi è più attendibile se proiettato lontano nel tempo e nello spazio - e comunque rimane tutt'altro che infallibile. Inoltre castra qualunque innovazione e progresso. Lo si può seguire (e lo si segue) ma con molta cautela. Metodi deterministici, invece, mi sembrano tutt'altro che condivisbili - e direi neppure auspicabili.

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  7. In B e C rilevo delle contraddizioni, però forse mi sbaglio.
    In ogni caso devo farti i complimenti per queste riflessioni, notevoli veramente.
    Provo a dire umilmente la mia opinione, giusto per il piacere della discussione. E’ meglio approfittare di questa opportunità. Un privilegio che a sentire te in un prossimo futuro ci verrà negato.
    Sostieni che l'analisi critica dei testi è superata e che algoritmi applicati a robot regoleranno in futuro la stesura degli stessi?
    Stai parlando di "Generatori automatici di testo". Nonostante si favoleggi qualcosa di concreto su di essi, mi pare che siano ancora molto lontani a venire. Forse nel campo del giornalismo qualcosa si sta muovendo, ma in generale non si capisce come delle macchine governate dall’uomo possano prendere il sopravvento e tappare definitivamente la bocca all’umanità. Argomento vecchio, trito e ritrito anche per la narrativa di genere.
    Per quanto riguarda le idiosincrasie io non ti sapevo così aperto e disponibile nei confronti delle nuove tendenze, soprattutto nel settore della poesia. Anzi, se devo essere sincero proprio il contrario. Ma come dicevo all'inizio forse mi sbaglio.

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    1. Caro Franco, dovessi sapere gli sforzi titanici che compio per comprendere e assimilare le nuove tendenze letterarie.
      Infatti leggo tutto, fino all'ultima riga, reprimendo spesso i conati di rigetto.
      Poi però non posso esimermi dall'esprimere reprimende se del caso, come per la scrittura spazzatura.
      Se prendiamo ad esempio la pittura, è impossibile negare il genio, che so, di
      Dalì, Guttuso, ecc.
      Genialità che non trovo ad esempio in Pollock ed altri, ma solo arida tecnica espositiva.
      La ricerca per la moda non è arte, ma solo opportunità di guadagno.
      Sulla meccanizzazione dello scibile: io no, ma tu certamente ne verrai coinvolto.
      Una mia previsione del passato, sugli e-book e sulla gratuità del pensiero, si sta gradualmente avverando.
      Così come il progressivo invecchiamento della popolazione e la crisi assistenziale domiciliare renderanno a breve indispensabile la robotica domestica.
      I tempi ormai sono maturi.
      Sid

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  8. Si dovrebbe trovare una collocazione diversa e più consona per le memorie di Santippe, che tutto sono tranne che "pensieri cinici".

    Doverosamente

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    1. Caro Wm, siamo nelle tue mani.
      Sull'organizzazione del blog hai certamente buon fiuto logico.
      Contrariamente al comandamento, si separi ciò che Dio ha unito...
      Sid

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  9. c- Flaubert:
    “ritengo sia un grosso tentativo il dare alla prosa la qualità poetica, senza però far credere che sia divenuta poesia…”
    Non può essere che "b – verdi anni", breve frammento, piccola “concessione”, istantanea deviazione del pensiero cinico, possa comunque a suo modo, nel suo piccolo, essere una diretta applicazione della definizione “c” ?
    Un saluto, Sid

    Franco “Pale”

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  10. c- Flaubert:
    mah... le qualità di un testo prosa (ritmo, emozione concentrata in un solo punto) sono piuttosto diverse, sia quanto importanza sia quanto a struttura, da quelle della poesia. Nei saggi prevale l'argomentazione logica e la dimostrazione, nella narrativa il racconto di una successione di fatti, la storia.
    Non che tecniche poetiche siano bandite dalla prosa, tutt'altro, ma il loro ruolo è ancillare, secondo me.
    "Impoeticare" la prosa oltre una certa soglia vuol dire distruggerla.
    Senza contare che, per certi versi, è un impossibile ritorno all'antico. La divina Commedia è spesso filosofia in poesia, i poemi epici sono gli albori della storia in poesia.
    Al di là di un certo interesse filologico, da accademici, la gente non li leggerebbe.
    Insomma: la qualità di una poesia è diversa dalla qualità di un pezzo di prosa. Non sono sovrapponibili oltre una certa soglia, anche se tra i due insiemi c'è una intersezione.

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  11. Più anziani su fb?

    Tu sei uno che aumenta la media e di parecchio:-)))).
    Senza offesa naturalmente. Altro elemento da tenere in considerazione: le donne non sanno più fare l'uncinetto e gli uomini giocano sempre meno a briscola e a bocce. Di conseguenza cazzeggiano in rete.

    Patetica/mente

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