venerdì 28 febbraio 2014

Omaggio a...Paco de Lucia (Francisco Sanchez 21.12.1947 - 26.02.2014)


Paco de Lucia
è morto il 26 febbraio 2014, Playa del Carmen, Messico

Il musicista spagnolo Paco de Lucia è morto in Messico a 66 anni. Secondo il quotidiano spagnolo Abc il chitarrista, re del flamenco, ha avuto un attacco cardiaco mentre si trovava con la famiglia in Messico.
LA VITA - Francisco Sanchez, questo il vero nome dell’artista, nacque ad Algeciras, in provincia di Cadice, il 21 dicembre 1947. Il nome d’arte Paco è il diminutivo di Francisco Franco e il cognome de Lucia è in onore della madre, Lucia Gomez. Immerso nella cultura flamenca fin dalla nascita, de Lucia inizia ad apprendere a suonare la chitarra a cinque anni dal padre Antonio Sanchez e dal fratello Ramon de Algeciras, entrambi chitarristi di flamenco. Il suo maestro è stato il chitarrista Niño Ricardo (Manuel Serrapi Sanchez) e tra i suoi parenti lo zio Sabicas (Agustin Castellon Campos) è anch’egli un noto chitarrista.



giovedì 27 febbraio 2014

WANNABE - Uriah - narrativa

 –La teca in cui galleggia la testa di Noam Chomsky ricorda le campane di cristallo che custodivano gli orologi in stile Impero. È comprensibile che a nessuno piaccia ricordarlo, ma il liquido in cui sta fluttuando la testa del filosofo, è esattamente quello che sembra a prima vista: liquido amniotico.
–Voglio dire, non è il genere di informazione a cui si pensa volentieri. Non se avete un certo appetito, non se le portate del servizio cutering sono apparecchiate a pochi metri da voi e non se avete messo gli occhi sulle uova di quaglia in salsa spagnola. O sui quadretti di tonno al cedro candito.
–E soprattuto, diciamolo, non se la testa di Chomsky vi strizza l’occhio ammiccando, mentre le sue labbra provano ad articolare parole impossibili da percepire.
–A sentire i laboratori che si occupano della sua conservazione, nessun altro terreno di coltura avrebbe il perfetto equilibrio di ormoni, proteine e sali inorganici del liquido amniotico. Nessun altro brodo nutritivo sarebbe più ideale per mantenere intatte le funzioni cerebrali del professore emerito.

mercoledì 26 febbraio 2014

WEB SPAM - SPAM - SPAMMING - SPAMMER - di frame

Premessa
Il DOMINIO nel web - Cambia l'indirizzo del blog, tanto per fare un esempioè un post di carattere informativo senza pretese pubblicato su queste pagine nel mese di agosto del 2013, ma che con mia grande sorpresa si è rivelato col tempo, oggetto di numerose visite, tanto da risultare tra i post più visitati di sempre. La stessa sorte è capitata ad altri post che usciti in sordina, hanno poi ottenuto un’attenzione nel web superiore alle attese.
Questo dimostra ancora una volta che il destino di un post lanciato nella rete, è legato alle parole chiave inserite nel titolo prima e solo in seconda analisi alla qualità del testo. Talvolta questi post vengono agganciati da motori di ricerca internazionali, diventando il bersaglio di annunci pubblicitari di ogni tipo.

lunedì 24 febbraio 2014

Salotto di febbraio 2014

Reblog*

Sia lode al Trascrittore!

Trascrivere, ovvero trasferire un pensiero, un’idea, una scrittura altrui sul proprio quaderno, mentre, nel frattempo, in noi tutto tace. La scrittura altrui ospite del nostro supporto, cartaceo o virtuale che sia, cui cediamo volontariamente il posto, per sopperire alla nostra défaillance, al ritirarsi del nostro pensiero. Trascrivere non è citare, poiché citare significa ricorrere ad altri scrittori perché convalidino il nostro pensiero, lasciar dire ad altri meglio di noi quello che noi abbiamo detto peggio, utilizzare le parole a riprova di una volontà di dire. Trascrivere, invece, prevede l’assenza di ogni volontà, il congelamento di ogni soggettività, il desiderio di non scrivere. Trascrivere è un oltrepassare la scrittura, andare al di là del proprio segno, una pura perdita di noi stessi. Trascrivere è un ritrovare la nostra scrittura dentro quella di un altro, ma in un modo particolare, che prevede non già un’appropriazione, ma una risonanza. Trascrivendo, noi risuoniamo, ovvero rimandiamo un suono nel quale appare concentrato il senso ultimo di ogni scrittura, la sua possibilità di sopravvivere alla distruzione del tempo, alla morte dello scrittore. Trascrivere è l’unico modo serio di leggere, poiché ogni frase, ogni parola, ogni lettera diventa soggetta alle stesse attenzioni di colui che la scrisse. Il trascrittore è l’unico uomo della Terra che renda il giusto onore allo scrittore. Sia lode al Trascrittore!
di Gianluca Virgilio in: Bazar • 

*Se trascrivere è un ritrovare la nostra scrittura dentro quella di un altro, non un’appropriazione ma una cassa di risonanza del pensiero, il copia incolla al tempo del digitale ha la stessa dignità della scrittura?
Questa operazione sul web oggi si chiama “reblogging”

Un reblog consiste appunto nel ri-pubblicare messaggi pubblicati altrove: l'utlilità consiste nel farne una selezione, e nel renderli fruibili appunto tutti insieme. In tal modo un ReBlog diventa un ossevatorio privilegiato in tempo reale sulle notizie e sulle novità che, come ormai è dimostrato, si diffondono in rete molto più rapidamente che con i media tradizionali.

Il ritorno di Yasmin . di Augusto Benemeglio

1.       L’amico ritrovato.
Mi telefona Nicola, è un sabato di dicembre , roba di ceneri di mare , sai la risacca quando trasporta un po’ di tutto, detriti , foglie morte, rumore d’ali, e poi contrabbassi, flauti e violini, voci morte, sabbia e piume … Sto a Roma, mi dice, anzi a Fiumicino, con mio fratello Ugo, e ti vengono in mente quella squadriglia di pescherecci e i gabbiani tra le sartie, e Baudelaire col suo Albatro, il poeta con l’ali grandi che non servono a niente, anzi sono d’impaccio, fanno ridere i marinai , se non voli…Tanti anni fa ci feci un filmino c’erano i pescherecci, i gabbiani, le vele, le sartie, il sole, e la voce – magnifica – di Placido Domingo, e insomma si poteva vedere. Ma, insomma, Gallipoli è tutt’altra cosa! …Non ci vediamo neppure stavolta? Ma come non ci vediamo, Nicola mio?... Certo che sì, quanto stai?... Domani parto. Ahi, ahi, l’eternità in un attimo da decidere… Ma cos’è l’eternità? È il mare mescolato al sole.

domenica 23 febbraio 2014

La Penultima Spiaggia - Claudia - narrativa

Rouille si era tesserata alla Federazione giovani comunisti per i poster della mansarda di Gauche e per il modo che Gauche aveva di infilare le labbra nelle pieghe inesplorate della parola partito.    La madre di Gauche, sindacalista della  prima ora, sollevava appena la testa dallo scrittoio dello studio, lasciando che Rouille sfilasse fra il conclave di autori che abitavano gli scaffali del corridoio fino al soffitto, un sorriso d’indulgenza riflesso nella montatura degli  occhiali. Gauche sdraiava Rouille sulla trapunta del letto, raccontandole della svolta della Bolognina, di quanto fossero disordinati i capelli di Akel, di come avesse quasi pianto, citando Tennyson, in quel novembre triste del comunismo, quando lui aveva solo quindici anni ed erano già troppi quelli che avevano dimenticato il riferimento alla battaglia di Porta Lame.  Venite amici. Si era sdraiato accanto a lei, recitando piano le parole del Barone: Io vi propongo di andare più in lá dell’orizzonte. Rouille in casa aveva l’enciclopedia della Treccani, comprata da sua madre a rate, insieme a un set di lenzuola e copriletti per la matrimoniale; una versione della Divina Commedia bordata in oro, ordinata fra gli annales dei sussidiari scolastici, il Breviario enciclopedico delle Scienze Naturali e le piccole collane Urania dell’intera produzione di Isaac Asimov, in mezzo cui spiccavano I Pilastri della Terra e Il Socio. Gauche ascoltava Janis Joplin e traduceva al volo Patty Smith, parlava di Hemingway come se avessero pescato insieme il Marlin a Cayo Guillermo, mentre saltava con disinvoltura da Kerouac a Deleuze. Recitava Pasolini, Sanguineti e Isgrò. Contestava l’embargo cubano e Guantanamo, lamentandosi della morte prossima ventura del socialismo reale.

Poesia antica - Pensieri cinici quotidiani - Supplemento


Poesia antica.

Un Amico virtuale di Fb mi ha postato in bacheca questa poesia, che sa di antico.
Una boccata d’ossigeno per la mia mente intossicata da tanto modernismo.
Vorrei farvene partecipi, nella speranza che non tutto sia perduto…:

giovedì 20 febbraio 2014

DIALOGO CON L’ANTA - di Salvo Scollo - narrativa


Di norma, Alessandro trascorre l’intervallo del pranzo fuori di casa, mangiando un boccone presso una rosticceria prossima al luogo di lavoro.
Non gli va di rientrare e stare quel paio d’ore con i genitori. Per carità, sono due brave persone: si preoccupano della sua salute, sono attenti alle sue esigenze, di norma lo ascoltano, ma… fondamentalmente stanno a mollo in una realtà fittizia, che nulla ha da spartire con quella d’intorno.
Una realtà fatta di ripicche, di rimproveri reciproci sulle scelte fatte, di indici puntati contro a colpevolizzare il comportamento dell’altro/a.
Impegno delittuoso, verrebbe da dire, qualora si provasse perfido piacere nel rinfocolare la polemica. I suoi genitori sono sposati da troppi anni per intravedere qualche spiraglio che li trarrebbe fuori dalle secche dell’immobilismo e dei rimpianti cui sono abbarbicati.
Nella rosticceria, Alessandro incontra spesso quattro vecchietti che occupano un tavolo giocando a tressette. Gli ricordano quelli del Bar Lume nei romanzi di Marco Malvaldi, sempre impelagati in ingarbugliati ragionamenti.

SIDDHARTA (29) - Pensieri cinici quotidiani

A) – Sinapsi.

Le scienze neurocognitive sostengono che il nostro cervello consta di miliardi di neuroni tra loro strettamente connessi ( sinapsi ).
Per i ricercatori queste connessioni o sinapsi sarebbero all’incirca 100.000.000.000.000 ( cento trilioni o se preferite centomila miliardi ).
Per il neurologo Charles Scott Sherrington < 1 seguito da 76 zeri >.
Una vera galassia dentro la nostra testa.
< Se uno scienziato pignolo volesse contare tutte le sinapsi una ad una, impiegando un secondo per ognuna, impiegherebbe 32 milioni di anni per completare il conteggio >.
Se venissero allineate, anziché compattate, formerebbero < una chioma della via Lattea >.
Così dice il nostro filologo e critico Carlo Ossola. 

 B) – Brivido.
Ancora i soliti scienziati neurocognitivi sostengono che il cervello umano sarebbe un organo ancora tutto da scoprire.
Forse l’ultima frontiera da superare per sapere finalmente come e perché funzioni così alla grande.
A loro dire, ad esempio, quando assistiamo ad un incontro di boxe più o meno consciamente parteggiamo per l’uno o l’altro dei contendenti, movendo d’istinto il braccio quasi a sferrare uno swing o un uppercut a chi non ci piace sul ring.
A me capita con certa poesia infuturata, leggendo la quale sento come un brivido nella schiena, per lo più d’orrore, poche volte di piacere…

C) – Caratterialità.
Secondo lo psicologo Panksepp, studioso del cervello animale ed umano, gli individui sarebbero titolari di cinque emozioni: felicità, tristezza, rabbia, paura e disgusto.
In termini calcistici un quattro a uno per le magliette nere…
Così mi spiego ancora una volta il perché di tanto mio radicato pessimismo caratteriale ed intellettuale, specie quando leggo taluna tremenda letteratura contemporanea.

SIDDHARTA

22.2.2014

mercoledì 19 febbraio 2014

Amici Scrittori: Perché e Come Evitarli - di Andrea pelliccia


EmanueleProperzi, autore di diversi corsi di auto-promozione libraria che hanno aiutato decine e decine di scrittori a vendere migliaia di copie, ospitando sul suo blog il pezzo di Andrea Pelliccia, giovane autore di belle speranze, si è voluto divertire punzecchiando gli scrittori che frequentano il suo corso. Ai limiti della parodia, dissacrante, ironico e molto istruttivo ecco la prima parte dell'articolo:

Amici Scrittori: Perché e Come Evitarli 
Può capitare di avere, tra i parenti, gli amici, i conoscenti, uno scrittore o una scrittrice. Sconosciuti ai più, alle prime esperienze, ma fermamente ed entusiasticamente convinti che la strada del successo prima o poi si spianerà ai loro piedi.

martedì 18 febbraio 2014

Marco Antonio generale romano - Appunti di storia - Serenella

Marco Antonio, ma anche le tormentate vicende della sua storia d'amore con Cleopatra.


 Ancora oggi, quando si vuole indicare un uomo robusto, di alta statura e di bell'aspetto, si suole dire "è un "Marcantonio".
E Marco Antonio doveva essere proprio così, un uomo robusto e dal fisico atletico, come rimasto nel detto popolare (al contrario di Ottaviano, che viene descritto come un tipo mingherlino e malaticcio... anche se poi è morto vecchissimo e con un grande potere fra le mani). 
Antonio, dopo Cesare, divenne l'amante della più affascinante donna del momento: Cleopatra. Però, dai busti e dalle effigi sulle monete non si direbbe che Antonio fosse veramente un tipo così imperdibile, e lo stesso vale per Cleopatra... ma le monete sono monete ed inoltre gli storici ci hanno tramandato che Cleopatra era una donna affascinante più che bella.

lunedì 17 febbraio 2014

PALLOTTOLA VACANTE - Rubrus - narrativa


In fondo al cuore il boss era un romantico, per questo aveva avuto l’idea del duello.
Non poteva tollerare che i due suoi uomini migliori (Johnny Sorriso e io o, se preferite, io e Johnny Sorriso) si facessero fuori l’un l’altro, magari attirando l’attenzione degli sbirri.
D’altro canto, non poteva andare avanti così.
La situazione era diventata insostenibile quando un proiettile uscito dal ferro di Johnny mi era passato a meno di cinque centimetri dalla testa. Mi aveva sbrindellato il cappello ed ero contento, anche se mi era costato una cifra, quel cappello.


sabato 15 febbraio 2014

IVANA e ANDREA - Giuseppe Barreca - Narrativa




Andrea non aveva voglia di rivedere Ivana proprio due giorni prima dell’inizio delle vacanze natalizie. Sapeva che lo voleva incontrare per lasciarlo. Non era una costatazione difficile. Era l’equa nemesi contro il suo perenne tentennare. Andrea difatti era intenzionato a lasciarla dal un bel po’, però esitava, comportandosi da maschio-medio che prima di rinunciare a una donna ne cerca un’altra per non rimanere orfano sessualmente e sentimentalmente. Chiodo schiaccia chiodo, solo che a lui mancava il chiodo nuovo per disfarsi del vecchio.

giovedì 13 febbraio 2014

mercoledì 12 febbraio 2014

Post it di Rubrus

Penso che tutti abbiamo ormai visto lo spot relativo al canone RAI col vecchietto acrobata (http://www.canone.rai.it/#).
Si potrebbe pensare che evadere questa imposta è un toccasana per sciatica, lombalgia, reumi ecc ecc....
Un miracolo? Purtroppo no.
Se guardate il televisore dell'arzillo vegliardo, noterete che è una TV col tubo catodico e l'antenna. Insomma, un portatile. Peccato che, con l'arrivo del digitale terrestre, i portatili non possano più funzionare.
Ma non basta.
Se ci fate caso, noterete che l'apparecchio non è dotato di decoder. Quindi, anche se non fosse un portatile, non potrebbe funzionare lo stesso. 
Già è difficile credere a un miracolo, ma a due...



martedì 11 febbraio 2014

San Lorenzo ai Prati di Mugnano - Claudia - narrativa

«Quello ti ha rovinata». L’aveva detto e mi guardava. Eravamo sedute da Vito, sui colli. C’eravamo state solo qualche mese prima con della gente di spettacolo, un’attrice sua amica di cui ricordavo bene i capelli ruggine e le lentiggini, e un cantante ignoto ai più. L’estate era agli sgoccioli, ma le cose fra me e Luna filavano ancora lisce, nonostante gli alti e bassi di due persone che lavorino gomito a gomito per troppe ore al giorno. Ora era inverno ed eravamo sedute allo stesso identico tavolo, intorno gli stessi camerieri e noi due davanti ad una bistecca ed un piatto di tortellini in brodo, ma il deja-vu finiva qua. «In che senso?» avevo domandato. «Rovinata, rovinata e basta. Cioè, quando ti ho conosciuta, eri diversa, ecco tutto. Non dico migliore, ma diversa. Ti ricordi?»

SIDDHARTA (28) - Pensieri cinici quotidiani


lunedì 10 febbraio 2014

Giovanni Pascoli - La mia sera - di Giuseppe Barreca

Quando le poesie si imparavano a memoria...

Spesso si pensa a Pascoli come un autore lontano anni luce dai modi poetici d’oggi; un autore che appartiene a un’epoca remota, le cui poesie tanti anni fa s’imparavano a memoria, quando la scuola (forse giustamente) obbligava a farlo. La lontananza di Pascoli è dovuta alla progressiva perdita di significatività del verso in rima e dell’osservanza della metrica. La poesia italiana del ‘900 si è progressivamente affrancata dalla necessità di rispettare rigorose regole compositive, e si può asserire che il ricorso alla rima sia stato assai raro. In realtà, la musicalità e la tensione poetica oggi spesso si ritrovano nelle assonanze o in un lessico poetico che ha in sé, nella successione dei lemmi, una musicalità e un ritmo propri. Tuttavia, l’idea secondo cui il verso libero sia uno strumento alla portata di tutti per scrivere poesie è sciocca, come è altrettanto sbagliata la convinzione secondo cui la scrittura in rima sia sempre figlia di una poetica vecchia, che cade nella filastrocca o nel recitativo (si pensi al Montale di Ossi di seppia dove ci sono rime mirabili). 
(segue)

Leggi l'articolo completo su : Poesia e scrittura

domenica 9 febbraio 2014

CONFIDENZA DOPO CONFIDENZA … di Salvo Scollo - narrativa

Sara mia, quanto mi duole che tu stia male… Però, potevi farmelo sapere subito, sono o non sono la tua migliore amica? Una settimana senza avere tue notizie, non è giusto.
Non sei ancora convinta che nessuno ti possa capire meglio di me? Fare l’eroina non porta a niente!
Avevo pensato addirittura che tu fossi partita all’improvviso per consolare tua sorella dopo che s’è separata e non avessi avuto il tempo di avvisarmi.
E invece, cosa vengo a scoprire? Che in tutti questi giorni te ne sei stata a casa senza porti il problema di avermi fatto vivere in uno stato di ansia. Guarda che non esagero, sono o non sono la tua migliore amica?

venerdì 7 febbraio 2014

Boris Vian, il disertore - di Augusto Benemeglio


1.     Chi era Boris  Vian?

Chiedo al “mio” libraio, che ha miriadi di “libri usati” di ogni sorta, sistemati nei vari scomparti che corrono per diversi metri lungo il marciapiedi di via Cesare Borgia, se ha qualcosa di Boris Vian. Scrittore russo? , mi fa. No, francese, dico io. Ah, scusi, non l’ho mai sentito prima d’ora.
Ma chi era Boris Vian , “il disertore”, il “malato di cuore”, “l’esistenzialista”?
Un angelo, che fece una breve corsa su questa terra, anzi un volo breve, ma intenso, pieno di luce vivissima, nel cielo di Parigi dell’immediato dopoguerra; o un demone trascinante che aiutava gli altri a ritrovare il sentiero perduto dell’abbandono dionisiaco, uno che visse con la voluttà di spensieratezza, di sgolata dissipazione, di dar libero sfogo alla fantasia in libertà, uno che visse di beffe, provocazioni, arditezze pornografiche, che ne fecero un protagonista indiscusso della stagione esistenzialista parigina, alla quale non si può negare che avesse partecipato (le foto stano lì a dimostrarlo, spesso seduto accanto a Jean Paul Sartre e Simone De Beavauir, ma anche a Breton, Prevert, a ciascuno dei quali dedicò una canzone), pur avendone preso a suo tempo debite distanze.

giovedì 6 febbraio 2014

CAVALLI PATRIZIA - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Patrizia Cavalli è nata a Todi e vive a Roma dal 1968. Oltre all'attività poetica, si dedica a traduzioni per il teatro. Nel 1992 Einaudi ha raccolto nel volume Poesie (1974-1992) i due libri Le mie poesie non cambieranno il mondo (Einaudi, 1974) e Il cielo (Einaudi, 1981), con l’aggiunta della sezione inedita L’io singolare proprio mio. In tale arco cronologico non muta la fisionomia della sua scrittura poetica, che trova la propria misura in una dimensione quotidiana e colloquiale, pur senza rinunciare a un’effusività dell’io poetico. Ha tradotto testi teatrali (Shakespeare, Molière). Con la raccolta Sempre aperto teatro, ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci.
 La poesia della Cavalli è caratterizzata da una complessa tecnica poetica. Le misure metriche che utilizza sono classiche, ma il lessico e la sintassi sono quelle della lingua contemporanea; sono assenti poeticismi e manierismi, e il linguaggio è naturale e familiare.

Cesare Borgia, detto il Valentino. - Appunti di storia - Serenella

Rimane difficile parlare di questo personaggio dalle tinte fosche, troppi sono i delitti a lui addebitati.
Un carattere abituato ad ottenere quello che voleva, forte del ruolo di figlio del potente pontefice, e molte furono le prepotenze che gli vennero attribuite, alcune veritiere, altre del tutto infondate dovute alla fama che lo circondava.

Era ben fatto ed elegante e, come viene riportato in un documento:  "muscoloso e fine, armonioso nel disegno delle giunture e delle membra atte e scarse".  Ma il viso era sciupato da uno sfogo di quel mal francese che aveva contratto durante una sua permanenza a Napoli e che periodicamente riappariva.   
In pochi anni poté costruire uno Stato grazie alla protezione del padre Papa Alessandro VI, e quando il papa morì perse la sua baldanza, si ammalò e corse incontro alla morte in battaglia in Spagna, nella Navarra.
Fu suicidio? Certamente fu una morte cercata.

martedì 4 febbraio 2014

EPANALESSI - Rodolfo Vettorello - Poesie nella rete


 Epanalessi

Post it di Rubrus

“A quale motivo si deve attribuire la rovina degli spartani e degli ateniesi, per quanto forti sul piano militare, se non al fatto che respingevano i vinti come stranieri?
… Stranieri hanno regnato su di noi... Ormai i galli si sono assimilati a noi per costumi, cultura, parentele: ci portano anche il loro oro e le ricchezze, invece di tenerle per sé! Senatori, tutto ciò che crediamo vecchissimo è stato nuovo un tempo: i magistrati plebei sono venuti dopo quelli patrizi, quelli latini dopo i plebei, quelli degli altri popoli italici dopo i latini”

Claudio – imperatore romano – 48 D.C.

domenica 2 febbraio 2014

PRESUMIBILMENTE - Lola - Narrativa

La prima cosa che ho pensato: è un uomo anziano, un turista tedesco, si presume, di conseguenza educato, una persona che saluta chi incontra, come sono in genere i teutonici qui, per inclinazione naturale forse, o cultura, o per il semplice fatto di essere ospiti in un paese straniero (benché l’Italia sia per molti di essi il paese d’elezione).
Invece è un ragioniere in pensione, di Ferrara dice, alle prese con il colesterolo un po’ alto e con una crisi di mezz’età, presumibilmente.
Un uomo piacente, compatibilmente con l’età che dichiara e dimostra di anni sessantaquattro.
Perché un uomo a una certo punto del cammino vuole fuggire all’incalzare del tempo? Lo stesso discorso vale per le donne, si capisce: capelli tinti, leggins, stivaloni.

Poesie nella rete - Domenica Luise

 
smalti su pietra di Domenica Luise
ILLUSIONI
PUNTO DI EQUILIBRIO