giovedì 6 febbraio 2014

CAVALLI PATRIZIA - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Patrizia Cavalli è nata a Todi e vive a Roma dal 1968. Oltre all'attività poetica, si dedica a traduzioni per il teatro. Nel 1992 Einaudi ha raccolto nel volume Poesie (1974-1992) i due libri Le mie poesie non cambieranno il mondo (Einaudi, 1974) e Il cielo (Einaudi, 1981), con l’aggiunta della sezione inedita L’io singolare proprio mio. In tale arco cronologico non muta la fisionomia della sua scrittura poetica, che trova la propria misura in una dimensione quotidiana e colloquiale, pur senza rinunciare a un’effusività dell’io poetico. Ha tradotto testi teatrali (Shakespeare, Molière). Con la raccolta Sempre aperto teatro, ha vinto il Premio Letterario Viareggio-Repaci.
 La poesia della Cavalli è caratterizzata da una complessa tecnica poetica. Le misure metriche che utilizza sono classiche, ma il lessico e la sintassi sono quelle della lingua contemporanea; sono assenti poeticismi e manierismi, e il linguaggio è naturale e familiare.
Il mio mestiere

Che forse non è questo il mio mestiere?
Perdere tempo, questo è il mio mestiere,
e il bello è perdere quel che non si ha.
Ho perso tempo e certo non l'avevo
ma io perdendo prendo, anzi ricevo,
lusso supremo, la mia immortalità.
Altro non voglio infatti che essere immortale
qui in questa terra essere immortale, sospesa
in mezzo al tempo non più mio, esposta
e già finita, chiuso animale che certo
non risorge, giocando alle parole sono l'inizio.


Ma questo non è sonno

Ma questo non è sonno. Io dormo
Nove ore ma non dormo
Non mi accoglie il risveglio
Perché anche se dormo io veglio

La notte non mi stringe
E non mi chiude a letto,
anche se ho il corpo steso
non mi toglie al mio peso.
I miei non sono sogni
Ma sono spiegazioni
Pedanti e laboriose,
repliche scialbe e oziose
delle mie poche azioni.

E i suoni ampi e lontani
Non aprono il mattino
Diversità del fuori,
ma sono lo spavento
del giorno e dei rumori


Poesia d’amore

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci disuguali
e mi dicessi: «Amore mio,
ma che è successo? », sarebbe un pezzo
di teatro di successo.


(Patrizia Cavalli)

12 commenti:

  1. Mi piacciono per forma, stile e contenuto. Semmai avessi qualcosa d'importante da dire, vorrei dirlo così. A parte lo sforzo di contare le sillabe sembra un modo facile di fare poesia, però non lo è affatto. La chiarezza in poesia ha il difetto di rendere tutto un po' "banale" e scontato. E' troppo detta questa poesia, lascia troppo poco spazio all'immaginazione del lettore, troppo prosastica: queste le critiche che vanno per la maggiore. Sarà vero, ma almeno si fa capire. Non mi sembra poco.

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  2. Eccetto per l'ultima ( Poesia d'amore ), la lettura m'è risultata faticosa.
    Forse perchè più mi inoltro nell'età veneranda più tendo a semplificare, problematiche comprese.
    Comunque su < Poesia d'amore >, mi raggela il pensiero della miriade di microbi, batteri, bacilli, virus, ecc. che si trasmettono reciprocamente col bacio profondo alla francese...
    Siddharta

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    1. Sid, per favore... batteri, bacilli, virus... ma che cavolo dici?

      Non sei credibile. Non fare il malandrino con noi, non ci provare sai. ah,ah,ah

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  3. E' uno dei miei autori preferiti; negli ultimi anni, per quanto mi risulta, ha pubblicato solo "Datura", sempre per la collana bianca di Einaudi.
    Una scrittura, la sua, finemente ironica, anche se ciò viene fuori solo nell'ultimo dei testi da te proposti.

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  4. Franco!!! State attenti, queste sono poesie di Vittorio Sereni e non di Patrizia Cavalli!
    Mi meraviglio di voi, soprattutto di Scollo, subito tutti a lezione!
    Scusate per i punti esclamativi ma erano d'obbligo, bocciati! Tié,
    Credo che quelle della Cavalli siano le ultime tre, non la conosco bene, ciao, va beh vi perdono sarà l'età, nell'ordine : frame, scollo e siddartha, se volete comincio a fare la domanda all'istituto menotti,
    Dai scherzo, un saluto
    fraternamente
    Lola

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    1. Lola non perdona!
      Resto alla finestra: ma nella fattispecie, per me uno o due Autori la minestra non cambia...
      Sid

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    2. Ho controllato su Google: Lola ha ragione.
      Brava per la precisione, Sid.

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    3. Ma di cosa state parlando?
      Io non so niente e i casi sono due, trattasi di interferenze, oppure avete le traveggole :-))))

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    4. Un terzo controllo non fa male.
      Se hai ragione, chiedo venia...
      Sid

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  5. Franco, a questo punto forse dovresti eliminare il mio commento perché un eventuale lettore non ci capirebbe più nulla, altro che traveggole, qua ci prendono x rintronati o mezzi matti. Solo che poi devi eliminare anche Siddharta, te stesso, praticamente quasi tutti, vedi tu, hahaha, no, meglio hihihi, fa più fine, ciao
    Lola

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  6. E' chiara la faccenda, la colpa mia.
    Ho attribuito a Patrizia Cavalli delle poesie di Sereni, e ancora non capisco come sia avvenuto lo scambio.
    ... mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

    Chiedo scusa a tutti e ringrazio te che ci hai evitato ulteriori figuracce.

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  7. Ma no perché figuracce?! Nessuno puó conoscere tutto di tutti, é stato un errore, non fustigarti invano, probabilmente hai sovrapposto due post, capita, guarda se fossero questi i problemi che ci affliggono saremmo tutti più felici.
    Un caro saluto
    Lola

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