domenica 9 febbraio 2014

CONFIDENZA DOPO CONFIDENZA … di Salvo Scollo - narrativa

Sara mia, quanto mi duole che tu stia male… Però, potevi farmelo sapere subito, sono o non sono la tua migliore amica? Una settimana senza avere tue notizie, non è giusto.
Non sei ancora convinta che nessuno ti possa capire meglio di me? Fare l’eroina non porta a niente!
Avevo pensato addirittura che tu fossi partita all’improvviso per consolare tua sorella dopo che s’è separata e non avessi avuto il tempo di avvisarmi.
E invece, cosa vengo a scoprire? Che in tutti questi giorni te ne sei stata a casa senza porti il problema di avermi fatto vivere in uno stato di ansia. Guarda che non esagero, sono o non sono la tua migliore amica?


Cosa dici? L’hai fatto per delicatezza nei miei confronti, per non crearmi altre preoccupazioni oltre a quelle che già mi porto addosso?
Ciccina mia, avresti dovuto farti dare una mano d’aiuto da chi, penso di avertelo dimostrato in tante occasioni, ti tiene in cima ai suoi pensieri!
Dove posso sedermi per guardarti in faccia ed evitare che tu debba girare la testa per rispondermi?
Ti sistemo meglio i cuscini? Hai un pallore che non mi piace. Proviamo a scostare le tende e fare entrare un po’ di luce? Fuori è una giornata stupenda. Preferisci restare al buio, e tenere accesa la lampada? Fai tu, io voglio solo che tu non ti senta sola, sapendo che puoi contare su di me sempre.
Io sono comprensiva e so tenere bene i segreti, le tue confidenze morrebbero dentro di me, e nemmeno sotto tortura le rivelerei.
Ieri sera sono stata al Circolo, tutte a chiedermi di te ed io non sapevo cosa rispondere.
Quando sono arrivata, quella maitresse della Mery (che vezzo di cattivo gusto storpiare il nome della Madonna) era già al lavoro, seduta a un tavolino accanto al bar e sorseggiando non so che intruglio. Le sue sodali pendevano dalle sue labbra per approvvigionarsi dei più disgustosi pettegolezzi sui politici del Comune, per diffonderli poi, porta a porta, nei propri condomini. A quella non la battono in velocità nemmeno le Agenzie di stampa!
Sapessi quanto mi sono annoiata! Il tempo non passava mai, mentre quando stiamo insieme a scambiarci confidenze, mi sembra di toccare il cielo con un dito, ho un appagamento che non ti dico.
Be’, senti questa. La povera Lidia ha passato tutto il tempo aggrappata al braccio del marito. Quell’infame sa che noi tutti sappiamo che corre la cavallina con ragazze che paga profumatamente, e ha la faccia tosta di fare il baciamano alle signore che incontra. Quanta boria! E che sfacciataggine! Si pone al centro dell’attenzione, come se tutti gli dovessero qualcosa.
Ti ricordi poi di Massimo, lo sfigato che perde sempre pesantemente alle carte? Ha parlato di continuo a bassa voce con Claudio, il direttore di banca, che lo ascoltava infastidito, come a dirgli di non essere più disposto a concedergli altro credito.
Hai presente Ada, quella con le tette enormi? Lo sai cosa è stata capace d’inventarsi per attirare l’attenzione dei maschi? Indossava un vestito dalla scollatura profonda e non portava reggiseno, e ogni occasione era buona per chinarsi; mi dava l’impressione di una commessa che vuole per forza convincere il cliente ad acquistare qualcosa.
Arnaldo si è fatto sentire? Ah, è fuori, a Milano, per la Fiera? E non sai quanti giorni si tratterrà? Non ti va di telefonargli per non interferire nel suo lavoro? Possibile che non abbia trovato il tempo per un saluto almeno?
Al diavolo (scusa, m’è scappata), Sara, è possibile che gli altri vengano sempre prima di te? Quando imparerai a occupare un posto in prima linea, e a non stare più in disparte?
Se io sin dai primi giorni di matrimonio non avessi preteso attenzioni continue da parte di mio marito, ora passerei il tempo a stare in un angolo a lamentarmi della sua indifferenza! E invece lo vedi com’è sempre premuroso nei miei riguardi!
Son finiti i tempi in cui noi donne stavamo rinchiuse in casa a badare ai bambini e alle faccende domestiche, mentre il marito, con la scusa di alleggerire la tensione del proprio lavoro, la sera usciva a divertirsi con gli amici rimasti scapoli.
E, a proposito di matrimonio, perché t’intestardisci a non voler mettere su famiglia? Non ti farebbe piacere aspettare che il tuo uomo rientri, fargli trovare una cenetta deliziosa, goderti i suoi complimenti, per poi magari finire a letto sperimentando qualche nuovo giochetto licenzioso? E nell’attesa, magari fare qualche lavoro con l’uncinetto, in cui sei veramente imbattibile? Intanto ora, per rilassarti, potresti prepararmene uno, visto che mia madre s’è portata via, entusiasta, quello che mi avevi regalato.
Sapessi quante volte ne ho parlato con mio marito, entrambi siamo convinti che un bravo giovane, posato, serio, sia per te il miglior rimedio contro la solitudine. Sei piena di ottime qualità, perché non condividerle con qualcuno? Sai a chi penso? A Marco, ne convieni che è una persona senza grilli per la testa, e che nessuno ha mai avuto da ridire sul suo conto?
Hai chiamato il tuo medico di famiglia? Non è niente e l’influenza passerà da sola? Eppure la fronte non ti scotta, cos’è che mi nascondi? E cosa sono quei calmanti sul comodino?
Ah, te li ha prescritti lo specialista. Se ti fossi rivolta subito a me, il rimedio te lo davo io, senza farti spendere niente.
Ammetterai che sono un’esperta nel risolvere le pene d’amore altrui. Sapessi in quante mi hanno ringraziata, dopo che gli ho risolto i loro problemi sentimentali.
Guarda, a questo punto è inutile che tu insista a nascondermi la vera ragione del tuo malessere.
Arnaldo non è per te, è un bell’uomo ma non è serio; ieri sera era al Circolo in compagnia di una bionda sguaiata, che non ha fatto altro che starnazzare tutto il tempo. E avessi visto com’era orgoglioso nel mostrarla! Tu lo sai quanto io ami la discrezione e perciò capirai l’imbarazzo provato di fronte alle loro smancerie.
Mi sento una donna moderna, accetto la minigonna, ma ci vuole classe per indossarla in un ambiente fine come il nostro. Ti assicuro che vederla dimenare tanto nei balli non era un bello spettacolo. Per darti l’idea, così finalmente ti vedrò sorridere e scacciare dagli occhi ‘sta malinconia che t’incupisce: con quelle cosce smisurate, nel momento dell’orgasmo, sono sicura che quella sarebbe capace di stritolare l’uomo che facesse sesso con lei.
Certo che Arnaldo è un bel tipo, che furbetto a raccontarti la balla dell’impegno alla Fiera di Milano. A lui piace solo divertirsi senza impegnarsi seriamente, giocare a più tavoli in contemporanea. Di certo non è il tipo che si preoccupa di ferire le donne.
Ascolta, ti faccio una confidenza, vista la piacevolezza di questa nostra chiacchierata. È una cosa di cui non mi pare il caso di dovermi pentire, perché non l’ho fatto certo per tradire mio marito, con cui ho una vita appagante.
Io una volta gliel’ho data, ma solo perché vedevo nei suoi occhi che stava scoppiando per il desiderio. E mi ha fatto pena, poverino.
Ma cosa ti prende? Perché mi guardi con tanta cattiveria, perché sei così agitata? Non piangere, per favore! E non ti alzare dal letto, sei debole!

Cazzo, c’è mancato poco che quel soprammobile mi colpisse alla tempia. Pronto, è il 118?
Un’ambulanza, presto, in via … al numero civico …, c’è bisogno di ricoverare subito la signora … che è fuori di testa. Continua a sfasciare quello che le capita sottomano, mi fa bersaglio delle sue intemperanze!
Presto, per favore, da sola non ce la faccio a tenerla ferma!




8 commenti:

  1. Io a quella le avrei sparato con un fucile a canne mozze pur di farla smettere.
    Hai saputo trasmettere alla perfezione l'antipatia e il fastidio insopportabile che entra nelle orecchie, tanto che non vedevo l'ora che il racconto terminasse... oddio, ma l'obbiettivo di uno scritto non dovrebbe essere l'opposto?. Ecco vedi che hai combinato, hai scombussolato le idee anche a me, con tutti sti discorsi.
    Dai che scherzavo, ti ho letto con piacere. Ancora non sapevo dove saresti andato a parare, ma una sorpresa me l'aspettavo.
    Ciao e grazie per la tua disponibilità.

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  2. Serenella Tozzi10 febbraio 2014 15:33

    Lo spunto comico è simpaticissimo, certamente, ma entro anch'io in confidenza, Salvo, e con un po' in imbarazzo, ma devo dire che non mi piace molto l'esposizione di quest'ultimo racconto.
    Trovo che sia troppo studiato, che manchi di quella verve spontanea propria di una pettegola. Ti porto un esempio: "Ti ricordi poi di Massimo, lo sfigato che perde sempre pesantemente alle carte?"
    ...ebbene, non ti sembra che rimanga pesante come frase pettegola?
    Anche il finale lo elaborerei di più, per renderlo più estroso.
    E' certo solo un mio parere, che può non essere condiviso.
    Un caro saluto.

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    1. In altra occasione, ho già detto che "preferisco" i pareri non laudativi, quelli che mettono in evidenza i limiti della mia scrittura.
      Per cui non posso che ringraziarti per la sincerità espressa; anch'io sono convinto che il testo pecchi di spontaneità e scorrevolezza, è un po' troppo costruito, insomma, nel privilegiare solo il grottesco del monologo dell'amica :-))

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  3. Prima c'era il vuoto, il nulla.
    Poi il miracolo.
    D'un tratto la creazione, un qualcosa di concreto con un posto preciso nel tempo e nello spazio.
    Anche se nell'immensità destinata a perire, per un momento è insistita nell'Universo
    con una sua dimensione e collocazione.
    Parlo dell'opera di chiunque abbia vergato ad un tratto, elevando la voce dell'ispirazione.
    Questa proposta ora viaggia nell'infinito. Potrebb'essere che si scomponga e poi si ricomponga altrove, chissà...
    Con la voce dei lettori al seguito. Ecco allora che m'affretto, acciocchè anch'io non abbia a perire nella memoria.
    Curata nella forma, la narrazione tende a condensare lo spaccato di una quotidianità, anche se per eccesso.
    La logorrea irrefrenabile della superficialità e del contingente, sulle frontiere di una sbandierata amicizia senza remore.
    Oggi i rapporti interpersonali sono evanescenti, fragili, senza i freni inibitori di una volta.
    Molto è permesso, forse scontato, segnale inequivocabile della velocità dei tempi.
    Qui la reazione della moglie tradita fa persino tenerezza.
    Come non stupisce < lo stupore > avventuroso del soggetto narrante.
    Sì, lo specchio dei tempi.
    Lucida/mente, Siddharta.

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  4. Be' Salvo, allora devo precisarti che una donna con le tette enormi non puó permettersi di non mettere il reggiseno a meno che non siano pompate con il silicone. Su questo hai toppato, come minimo rischia una denuncia per offesa al pudore. Lasciati servire da me, che sono donna e me ne intendo. Te le immagini queste mega tette intraviste dallo Scollo (notare la polisemia hihihi)? Uno spettacolo come minimo decisamente 'imbarazzante' x tutti !!
    E poi, sì condivido le osservazioni che già ti hanno fatto, ad esempio la frase ' le due sodali pendevano dalle sue labbra ...' ecc. non é proprio un linguaggio del parlato, anche se non escludo possano esserci persone che si esprimono abitualmente in questo modo.
    La cosa che aggiungerei é che hai l'inclinazione a metterti nei panni femminili, é un mondo che ti attrae, anche se in genere x mettere più il dito sulla piaga che sulle virtù.
    Un pò sfrondato da certe forzature risulta un simpatico racconto ciao
    Lola

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  5. Caro Salvo,
    vedi che succede ad essere troppo buoni? Se continui a ripetere che alle coccole preferisci le sberle, nel prossimo racconto, è facile che ti prendano pure a calci nel...
    Per conto mio, visto l'aria che tira, mi sono premunito di un randello nodoso, e il primo che mi critica glielo sbatto sul groppone, vedrai dopo come fioccano le stelline. hi,hi,hi, ;-)

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    1. Serenella Tozzi11 febbraio 2014 15:31

      Ma scherziamo? Il randello nodoso appetto di queste sono critiche costruttive! ;-)))

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  6. Grottesco sì, forse un po' forzato, ma non ho potuto fare a meno di immaginarmelo recitato, per esempio, da Franca Valeri e credo che l'interprete giusto farebbe svanire quel pizzico di artificiosità che vi si potrebbe riscontrare.

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