martedì 4 febbraio 2014

EPANALESSI - Rodolfo Vettorello - Poesie nella rete


 Epanalessi

Il cerchio che si chiude.
L’inizio che riparte dalla fine,
come nel cane il muso con la coda.
Io conoscevo un tempo le parole,
non tanto quelle che si imparano alla scuola
ma ciò che corrisponde al fiato e al cuore.
Parole come cellule viventi,
cose di carne e sangue ed escrementi,
messaggio esistenziale preesistente
a quel che sono  e al mio concepimento.
Parole intense e magiche
che entrare nella vita ci preclude.
Parole che si perdono nel nulla,
come il male del nascere e il terrore
del viaggio nel canale vaginale.
E’ il necessario oblio della paura,
la stessa cosa accade alle parole.


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4 commenti:

  1. Mi illudo a volte,
    per via di qualche sprazzo di memoria
    e luce, dopo il buio nelle strade.
    Epanalessi, in fondo come dire
    l’inizio che riparte dalla fine.
    Le troverò cercando le parole
    per chiudere quel cerchio che non chiude.

    Sono anch’io senza parole, spero come te di trovarle per chiudere il cerchio. Mi sento coinvolto come raramente mi accade con la poesia.
    Intensa, profonda e molto simbolica questa tua poesia che ho rapito al volo e catturato nella rete con una operazione piratesca.
    Complimenti Rodolfo, una tecnica sopraffina che ti permette di sciorinare endecasillabi con una naturalezza invidiabile gr...gr...
    Un saluto

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  2. Serenella Tozzi5 febbraio 2014 02:11

    Una poesia dal ritmo davvero piacevole.
    Vi avverto come un disagio, un disagio espresso con concetti che si susseguono come un vortice. Un girare intorno a qualcosa senza avere il coraggio di soffermarvisi. Giusto: una girandola di parole... senza avere animo di mettere a fuoco ciò che addolora.

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  3. Versificazione dura e spigolosa.
    In più non son nemmeno certo d'aver capito bene o male.
    Forse un accenno ad una esistenza anteriore inespressa dall'impotente mediazione delle parole.
    Alquanto indigesta espressivamente.
    Siddharta

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  4. Lo rispetto questo signore, perché é stato sempre cortese con me anche quando gli ho mosso le mie critiche, come sempre sincere, a volte troppo sincere.
    É un modo di far poesia che non mi trova concorde, é un terreno troppo facile su cui muoversi, allettante, accattivante, comodo.
    Cordialmente
    Lola

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