domenica 23 febbraio 2014

Poesia antica - Pensieri cinici quotidiani - Supplemento


Poesia antica.

Un Amico virtuale di Fb mi ha postato in bacheca questa poesia, che sa di antico.
Una boccata d’ossigeno per la mia mente intossicata da tanto modernismo.
Vorrei farvene partecipi, nella speranza che non tutto sia perduto…:



....QUEL VECCHIO PONTE IN PIETRA...
di Manrico Bacigalupi

Dal vecchio ponte , in pietra, sul ruscello
che lento scende ancora sino al fiume,
rivedo casa mia che da fanciullo
m'accolse con amore senza fine.

La cameretta là...sull'abbaino !
(sembrava la casina delle fate).
Per prima entrava il sole, al mattino,
a risvegliar dal sonno della notte.

“...La colazione è pronta, scendi: è tardi !...”
la mamma, tenerissima, chiamava.
Giungean dall'aia, intanto , strida e canti:
il gallo altero e l'oca...starnazzava !

Vicino al caminetto, il nonno stava
a ravvivare il fuoco scoppiettante.
La mamma, invece, lesta che accudiva
mentr'io correvo intorno scalpitante !

Rivedo ancora quel “bocciol di rosa”
a incorniciar due gote rubiconde;
la bella sorellina...che radiosa!
Dagli occhi azzurri e lunghe trecce bionde.

Ma il tempo dei ricordi sfuma via.
Si librano nel cielo, come piume
dal vecchio ponte scendon sul ruscello
che passa, proprio lì, da casa mia...

...e lento, scorre ancora verso il fiume !


P.S.: I versi mi sono saliti spontanei alla vista della fotografia del ponte di casa mia che un amico mi ha postato su Facebook. Sono felice come non mai di questo regalo virtuale. Quello era il nostro regno incontrastato, in quel ruscello ci si faceva di tutto: d'estate il bagno, si pescavano le anguille ( con l'ombrello rovesciato) quando il ruscello era in piena e poi le rane con un marchingegno singolare: si girava la bicicletta sottosopra, si attaccava ai due poli della dinamo un filo elettrico che terminava in un retino di ferro , isolato con una lunga asta di legno; poi, uno girava la ruota  pedalando con le mani e l'altro immergeva il guadino " elettrico" nell'acqua e le rane rimanevano "stecchite" quel tanto da poterle catturare. Se ci vedevano poveri noi…
( Manrico Bacigalupi )

*************************************************
 Commento.
Hai detto niente, il Pascoli ci farebbe una ben magra figura al confronto.
Si sente la creazione poetica di getto, improvvisa, forse conseguente ad un'inattesa immersione visiva nei luoghi d'infanzia.
L'imprinting per quanto si vada per le vie del mondo non si cancella mai.
Tanto da far rivivere persone, cose, colori, suoni, odori che si pensavano seppelliti negli anni.
Qui ci sono una madre, una sorellina, il nonno, gli animali da cortile, il ruscello borbottante che va a fiume.
E la cameretta certo delle fate per un bimbetto aperto allo stupore delle cose.
Sei quartine con ritorno finale ariose, significative, quasi elementari nella loro bellezza strofica, memorizzabili per cadenza ritmica, ma soprattutto sincere emotivamente, tanto da poter confondere qualsiasi letterato sempre a caccia di filosofiche dissertazioni.
Qui tira aria pulita, da campagna generosa, inondata dal sole, resa viva dagli agitati pennuti della corte.
Chi ha sempre vissuto in città s'è perso per sempre la bellezza di questi posti immersi nella natura.
Ancora una volta un sincero apprezzamento al nostro Autore tutto... acqua e sapone!
Splendida/mente, Siddharta.
  
SIDDHARTA

23.2.2014

7 commenti:

  1. In chiave Sanremese la presenterei così:

    ...QUEL VECCHIO PONTE DI PIETRA
    testo e musica di Bacigalupi Manrico…………… dirige l’orchestra acasadiframe il Maestro, Siddharta...... cantano: Carla Boni e Luciano Taioli

    Messi così, questi non vinceranno il premio della critica, ma venderanno milioni di dischi. Un successo popolare garantito.

    Ho preferito commentare così, per non essere noioso e per non rovinare la serenità che emana il testo in questione. Io non ho nessuna critica da fare, il testo si presenta da solo e sono sicuro che anche l’autore sarà cosciente di non aver scritto un capolavoro, ma la poesia ingenua e popolare è anche questa e quando è sincera e onesta, non si può chiedere di più.
    Dieci e lode invece all’iniziativa, questo è il modo giusto di utilizzare la propria stanza, spazio virtuale da condividere con altri autori che sentiamo il bisogno di ospitare nel blog. Insomma a casa di frame si può arrivare anche in compagnia di amici e conoscenti, perchè no? Non sei nuovo a queste iniziative, continua così.
    Un saluto anche al tuo ospite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi, mi ha colpito anche il post scriptum.
      Anch'io ai tempi facevo il bagno nel fiume con i coetanei, pescavo, poi andavo a caccia di rane la sera nelle rogge.
      Ora da tempo tutto è inquinato: che disastro specie per le nuove generazioni che non sapranno mai della bellezza e purezza dei luoghi di allora.
      Sid

      Elimina
  2. Ho già commentato abbondantemente la suddetta lirica sulla bacheca del maestro Manrico...ma qui voglio mettere quale commento questa mia lirica a lui dedicata:
    AL MAESTRO MANRICO BACIGALUPI
    ***DI ROPITE***

    Tiene na musa antica bella assaje
    e quanno scrive me faje addecrià!
    E allora...brinneso a la salute...
    a sta furtuna che t'è capitata...

    tutt'e cumpagne toje se so' perdute
    pecché sta musa nun ll'hanno truvato.
    Intanto tiene 'e suone...
    e cu 'a bacchetta mmano tu cumanne;

    ma quanno arriva 'a musa che ti ama...
    lasse 'a bacchetta e tutt'e musecante!
    E allora brinneso facimmo amico caro...

    Tu sì 'o gallo 'e rint'o gallenaro;
    t'ispire a 'e poete d''o passato
    comme a Carducci, Pascoli con Dante...

    RispondiElimina
  3. Al mio Wm: se tu potessi correggere il refuso all'inizio in < vorrei >.
    Grazie, Sid.

    RispondiElimina
  4. Sei un "compositore" dolcissimo, Sig. Zurlo.

    RispondiElimina
  5. Carissimo don Pietro, i muratori stanno smobilitando.
    Mò arrivo, cavoli tuoi in facebook...
    Per la tua lirica di aprile qui da Franco, penso io a sceglierla?
    Sid.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Sid...fai tu scegli quello che vuoi...ma in privato ti mandai una lirica che potrebbe andare...parla del sole di maggio...

      Elimina