domenica 2 febbraio 2014

Poesie nella rete - Domenica Luise

 
smalti su pietra di Domenica Luise
ILLUSIONI
PUNTO DI EQUILIBRIO

Illusioni
Abbiamo mescolato un po’ di fiaba
per sopravvivere. Un surrogato
inodore incolore insapore
e perfettamente inesistente.

 Meglio del nulla assoluto.

 E poi
potrebbe sempre esserci qualcosa di vero
se tutti lo dicono.

La bacchetta magica e il principe azzurro
risolvono molti problemi. Allora
ci distraiamo. Distogliamo
gli occhi dal campo di battaglia
e facciamo le parole crociate
invece della croce che tutti ci piglia.

Il tempo è passato, il film
è finito. Bisogna alzarsi
dalla poltrona di pietra
verso un’uscita a sorpresa.




Punto di equilibrio

La notte ha un punto nero nel quale mi risveglio, la placidezza
al centro del tifone nel giallo dei lampioni tra le serrande e
la luna e le stelle. È strano.

 Da dove come perché
e verso quale traguardo voliamo tutti
oltre tempo spazio e caducità.

 Il punto interrogativo
è un vecchio gobbo con gli occhi a terra
o uno spaventapasseri o un bastone
per la professoressa zoppa. Una gruccia
senza scopo perché manca l’abito corrispondente
e un appiglio disoccupato, che sta lì. Segno
in corteggiamento del punto senza toccarlo
mai, sempre esitante
smarrito nella selva o nell’oceano.

 Così adesso non sono più bambina
ed ho smesso di chiedere perché.

 Il punto interrogativo si è messo a ridere
trasformandosi in geroglifico umano. Ecco. Tutti uguali
a testa in giù, soldati nella trincea
dei pipistrelli. Avete, abbiamo
scritto la storia, sempre la stessa
lavagna di buoni e cattivi
per un fritto misto a imbandire
una mensa di chissà chi, chissà perché
chissà dove quando come forse.



5 commenti:

  1. Uno speciale ringraziamento per il lavoro che svolgete e un augurio per il vostro blog.

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    1. Grazie!
      E' stato stimolante entrare nel tuo mondo. Una festa per gli occhi e per lo spirito.
      Complimenti.

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  2. Caspita, qui ci sono tutti i fondamentali della vita ed oltre.
    Magari ce ne fossimo dimenticati.
    Ovviamente per riassumerli ci vuole una < cabeza > così, per esprimerli poeticamente una capacità raffinata.
    Ci vogliamo vedere in queste doglianze anche un pizzico di pessimismo?
    Certo che sì, tra un accennare terra terra e riprendere in volo pindarico.
    Ovviamente per me si tratta di brodo grasso, in cui affogare il mio pensiero costituzionalmente negativo.
    Ecco, il nulla, il vuoto assoluto, senza fede nè speranza.
    Siamo tutti soldatini neri a testa all'ingiù, nell'urlo agghiacciante dell'indistinto, senza un chi, un perchè, un dove e un come.
    Non siamo più bambini ora ed abbiamo smesso di chiederci il perchè.
    Ottimamente, Siddharta.

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  3. Serenella Tozzi4 febbraio 2014 12:23

    Che sorpresa! Una bellla sorpresa. Una piacere trovarti fra queste pagine.
    Le trovo molto sentite. Pessimiste, certo, d'altronde che si può provare di fronte alla vita col suo mistero, fra illusioni e delusioni che inevitabilmente si presentano col trascorrere degli anni.
    Hai saputo dar voce al pensiero di tutti nelle tue poesie.
    A rileggerti ancora e un affettuoso abbraccio, Mimma.

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  4. Ciao Mimma. Guardare alla realtà circostante con disincanto non è pessimismo, ma segno di avere i piedi ben piantati a terra, senza farsi abbindolare da promesse altisonanti ma volatili, incapaci di tradursi in fatti portatori di benessere.
    Il signor B., in questo senso, è l'alfiere di quelli che vantano continue vittorie di cui, realisticamente, non si vede traccia.
    Bisognerebe alzarsi dallla polrona di pietra e indirizzarsi verso un'uscita a sorpresa, tu dici.
    Il fatto è che la rassegnazione soverchia la speranza del cambiamento, che i valori di un tempo sembrano anticaglie da nascondere, fuori posto nella realtà che quotidianamente ci schiaffeggia.
    Eppure ... la storia che ogni giorno si scrive presenta, a uno sguardo attento, minuti cambiamenti, non è vero che essa sia solo una lavagna divisa a metà fra buoni e cattivi.
    Ci sono azioni da dimenticare, ma anche tenui barlumi di bontà che a sorpresa compaiono, da custodire (e da cui prendere esempio).
    Almeno, io la penso così: non posso credere che tante esistenze (compresa la mia) non abbiano, almeno una volta, mostrato un segno di partecipazione solidaristica.
    Nutro una leggera preferenza per la prima poesia, più compatta, mentre la seconda, a tratti, è leggermente didascalica.
    Ciò non toglie che entrambe siano valide e capaci di produrre utili riflessioni.

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