domenica 2 febbraio 2014

PRESUMIBILMENTE - Lola - Narrativa

La prima cosa che ho pensato: è un uomo anziano, un turista tedesco, si presume, di conseguenza educato, una persona che saluta chi incontra, come sono in genere i teutonici qui, per inclinazione naturale forse, o cultura, o per il semplice fatto di essere ospiti in un paese straniero (benché l’Italia sia per molti di essi il paese d’elezione).
Invece è un ragioniere in pensione, di Ferrara dice, alle prese con il colesterolo un po’ alto e con una crisi di mezz’età, presumibilmente.
Un uomo piacente, compatibilmente con l’età che dichiara e dimostra di anni sessantaquattro.
Perché un uomo a una certo punto del cammino vuole fuggire all’incalzare del tempo? Lo stesso discorso vale per le donne, si capisce: capelli tinti, leggins, stivaloni.


Jeens sfumati, abbigliamento sportivo e giovanile, capelli a spazzola, lui. Col rischio di risultare ridicoli, a volte.
Ma veniamo al nostro lui, questa mattina è andato a funghi ‘per tirarsi un po’ fuori’, la moglie il pomeriggio preferisce il divano, quindi eccoci qui. Due perfetti estranei che il capriccio del caso ha messo sulla strada, distanziati da un buon numero d’anni e con qualcosa in comune.

-Tu non vai a funghi?
– No, io a funghi non ci vado.

Lui i capelli non ce li ha a spazzola e ha gli addominali ritenuti almeno da ciò che si evince attraverso gli strati di maglione e felpa. Insomma, niente che sia ‘globoso al tatto per adipe’ secondo i virtuosismi e le minuzie del linguaggio medico atti a definire la ‘pancia’.
Una vita fa aveva una ragazza sarda e in seguito non si è privato di qualche scappatella, almeno una, vivendo per esigenze lavorative, lontani in settimana, lui e la moglie. Lei, sua coetanea, impiegata di concetto per quarant’anni.
Mi spiego: per quali ragioni si ‘fugge’? Dalla routine dico, da una vita uguale, giorno per giorno, mese per mese, anno dopo anno?
Una storia senza trama, ecco, in linea di massima, comunemente, per i più, i soliti ignoti; mettiamoci dentro qualche figlio, qualche viaggio, un po’ di volontariato per chi ne ha la voglia, la messa alla domenica per chi ne ha la fede, ricorrenze compleanni, la cena della ditta.
Poi c’è la strada e ci sono le persone e quando non te l’aspetti incontri ‘l’altro’. Quale altro?

Il Signor C. incontra la Signora S., piacere molto lieto, quest’inverno sarebbe bello andarsene ai Caraibi, perché quando porti tuo padre da tua sorella a Ravenna non ci andate tu e tua moglie? Sì, potrebbe essere una buona idea.
Immaginiamoli: lui in spiaggia e lei sul divano in albergo.
Al Signor M. è andata così, infatti ha conosciuto la Signora C. con la quale ha un rapporto felicemente confidenziale.
La strada è una mamma che allatta i suoi figli, il turista tedesco alias ragionier C. di Ferrara è la casualità di un capezzolo che si addenta per fame o per noia.

Ovviamente la storia non ha un senso, non ha logica, non sussiste.

5 commenti:

  1. Ah... ma sai anche scrivere. ;-)

    Una "non storia" raccontata proprio per benino, qualche pennellata ad inquadrare la trama, due considerazioni veloci tanto il tema si conosce non è il caso di dilungarsi, una macchia di colore qua e là, niente di troppo vistoso per carità, et voilà ecco confezionata la short story da appendere nel web.
    Che ti devo dire, non ti sei spremuta più di tanto, ma come darti torto, parlare di corna è talmente noioso...

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  2. Mbè, impressioni, semplici pensieri fermati sulla carta.
    Mica bisogna sempre stendere tomi filosofici per descrivere sensazioni.
    I giardinetti, il parco, un museo, un concerto, un party, ecc.
    Altrettante piccole strade per allacciare conoscenze occasionali, intessere dialoghi superficiali, riprenderci ricordi fugaci.
    In perfetta sintonia con la precarietà degli eventi, l'andare epidermico della vita.
    Anche per riempire il tran tran della giornata con i soliti < stamane ho visto, ho incontrato, ho salutato... >.
    Mi sei piaciuta Lola, perchè ci descrivi come siamo e magari non vorremmo essere o sembrare agli altri.
    Simpatica/mente, Siddharta.

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  3. Serenella Tozzi4 febbraio 2014 12:26

    Scritto bene, in maniera direi sofisticata, questo breve sunto sulla genericità umana.

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  4. Molto apprezzato questo brano, anche se non lascia adito a una sia pur minima speranza di cambiamento.
    Realizziamo un po' tutti le medesime esperienze, forse per paura di allontanarci dal gregge che, all'apparenza, ci dona il conforto di non farci sentire degli alieni in un mondo che ci blandisce coi suoi (falsi) allettamenti.
    Si respira nel brano un'aria sospesa, un'atmosfera rarefatta, un incitamento a darci una smossa, a fuoriuscire dal conformismo.
    Il tutto detto con apparente vaghezza - che in realtà punge e lascia un segno.

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  5. Ciao, vi ringrazio dei vostri commenti, posso aggiungere che la vita é questa, capitano più o meno a tutti le stesse cose, é solo il nostro modo di interagire che puó variare, credo che le persone siano più importanti di ogni cosa in assoluto, anche della poesia, io per un essere umano sono pronta a rinnegarla, l'ho già fatto, ma poi lei torna, é tirannica, é una piovra. Ve be,
    Un saluto
    Lola

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