giovedì 27 marzo 2014

A ruota libera (raccoltina) - di Lola Falena


Fine del ragno
Dopo ho operato un piede dopo l’altro.
Nell’odore acre di peperoni gialli e rossi
Dopo lo strangolamento dei gerani
A questo punto mi sono rotta le scatole dei vostri battibecchi




Fine del ragno

Meglio morto stecchito in un angolo
con le otto zampe ripiegate sotto la pancia
nascosto dietro al baule dei panni da lavoro

che esser bambola di pezza
fra le tue zampe, gatto

come fui iersera
mentre ancora davo la caccia alle formiche volanti
e la mia vita era appesa a un filo.



Dopo ho operato un piede dopo l’altro.

Se hai dolore a un piede
devi sopportare il sacrificio di camminarci sopra
per parecchi giorni, macinare chilometri
quotidianamente
nell’assurda speranza di approdare
al nulla.



*
Nell’odore acre di peperoni gialli e rossi
arrostiti sul gas nell’aria di maggio
cosa mi tocca sopportare per stare al mondo,
una voce rimbomba dalla giostra e
chiama a raccolta un popolo
in disfacimento.
E tu invece dove sei

Ormai ho i sentimenti sotto chiave
me ne vergogno
guai a nominarli: nostalgia, rimpianto
quando è passato tanto tempo
ci pensi ancora? ma che dici, non bestemmiare,
hai tutto dai
ma qual è la bestemmia?




*
Dopo lo strangolamento dei gerani
non posso stare a guardare
come si toglie l’equilibrio al fragile.

È rabbia pura quella che arma la mia mano
nel gesto di lanciarti
il tronchesino a sgambetto.


*
A questo punto mi sono rotta le scatole dei vostri battibecchi

Loro mi parlano a monosillabi: sì, no, con lievi movimenti
piccoli gesti di tutte le manine ricciolute.
Non è dialettica usata:
è senso.


12 commenti:

  1. In tutte ho visto una goccia di sangue: nel cuore, negli occhi, perfino nelle mani mentre strozzi un fiore, insomma una ferita nell'anima sanguina ancora. Oddio, spero si tratti di una feritina in via di guarigione. I poeti si sa, esagerano sempre un pochino :-)

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  2. Cinque proposte, cinque incertezze tormentose.
    Tra ragni, peperoni, gerani, ecc. non ne ho cavato < un ragno dal buco >.
    Ma si sa, sono duro di comprendonio.
    Già da quando andavo alle elementari: poi la sindrome s'è aggravata.
    A parziale giustificazione.
    Torpida/mente, Siddharta.

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  3. La letteratura vola, svolazza tra un concetto e l'altro; irrequiete, queste poesie si posano ovunque e in nessun luogo. Brava!

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  4. Anche se non è il genere che preferisco in poesia ti riconosco originalità e un certo fascino. C'è dolore qui dentro, come giustamente ha osservato Franco, tanto da venderne a chili e si sente, arriva. Poi ognuno sceglie la sua modalità per mascherarlo o meno. La seconda strofa della terza mi ha intenerita, lì c'è apertura, svelamento, e mi piace moltissimo. A rileggerti con piacere, ciao Lola

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  5. Vi ringrazio di cuore,
    Lola

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  6. A me è piaciuta molto la prima, forse per la semplicità della lettura "letterale" che nelle altre non è così immediata.
    Certo, non ci si dovrebbe fermare al "senso proprio" delle parole, nelle poesie, ma andare a testi, sottotesti. ecc. ma io sono un po' (per usare un eufemismo) imbranato sotto questo punto di vista e spero non me ne vorrai.

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  7. Serenella Tozzi28 marzo 2014 18:21

    Non è che ti stia valutando Montale, o un professore di critica poetica a livello universitario, ma se permetti vorrei esprimere il mio pensiero.
    Mancando la conoscenza del contesto che le ha generate, le trovo poesie troppo personali per poter incidere in chi le legge, anche se anch'io, come fatto già rilevare da altri, nella prima, quella del ragno, e nella terza, dei gerani, riesco a trovare una certa chiave di lettura; proprio in quest'ultima avrei preferito l'uso del termine sanguinamento, a strangolamento, penso che assumerebbe un senso più profondo.

    Ciao.

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  8. A me piacciono. Le trovo originali e permeate di un cruento sarcasmo

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  9. A me mandano in sollucchero quel meglio e le otto zampe del ragno ripiegate. Visivo potente esperienziale contrasto

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  10. Grazie ancora a tutti,
    Lola

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    1. Dopo aver letto le liriche ed i commenti, sono rimasto goccia dopo goccia "dissanguato". Ma non fateci caso, sono un vecchio reprobo, un po all'antica, ma verace, schietto, passionale e sanguigno e non mi avventuro in percorsi tortuosi. Cosa dire: ognuno esprime quello che ha nell'animo e nel lettore trova la sua anima gemella. Semplicemente Pietro Zurlo.

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  11. Piaciute, e tanto.
    Possiedi una ricchezza di immagini veramente invidiabile, apri squarci di di riflessioni su mondi difficili da intravedere, noi ancorati troppo sulla concretezza delle cose.

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