lunedì 24 marzo 2014

ESTRANEI - Sara - Narrativa


1)      Daniele è una persona strana,  non saprei definirlo bene. Mi colpisce da sempre il suo lato ironico. Quando si sta tra amici per esempio, spesso scoppia a ridere da solo  e non c’è verso di capirne il motivo, potremmo chiederglielo per ore ma lui non  risponde e cambia subito discorso, poi magari succede qualcosa di comico e mentre tutti ci facciamo una grassa risata  lui se ne sta lì a guardarci, serio, come se fosse altrove. E’ indecifrabile in questi casi e del resto anche  in altri, ma lo è sempre stato, fin da piccolo.   ( un’amica d’infanzia)



2)      Daniele?! Ah,  Daniele è il ragazzo più simpatico che abbia conosciuto negli ultimi dieci anni, un vero piscio,  alle cene di lavoro se lui c’è bene, altrimenti mi defilo.. sai che noia mortale! Sul lavoro è  in gambissima, preparato, coscienzioso, preciso e sempre disponibile a darti una mano. Un ragazzo adorabile, davvero. Mi chiedo soltanto come mai sia ancora single..insomma, se io fossi una donna lo avrei incatenato da un pezzo!      (un collega di lavoro)


3)      Daniele Rivoli è uno stronzo allucinante, pensa solo agli affari suoi ed è di un’arroganza e una presunzione mai viste e il bello è che non capisce un cazzo. . Non mi sorprende che a quarant’anni suonati stia ancora solo co mammà.. le donne mica le freghi!         (  un altro collega)

4)       Tutte le mattine  passa qui prima di andare al lavoro, lo conosco solo da qualche mese, deve essere un bravo ragazzo, un po’ introverso ma alla mano, sempre  gentile, almeno così mi sembra, ripeto lo conosco poco, anche se raramente mi sbaglio.. bèh..noi siamo un po’ psicologi nel nostro piccolo, ce ne passa davanti di gente..Ultimamente deve essergli successo qualcosa, l’ho visto un po’ pensieroso.  (il barista)

5)      Bè non perché sia mio figlio, ma Daniele è il ragazzo più buono del mondo, un vero pezzo di pane, nessuno lo conosce come me, infatti ci capiamo al volo noi due, basta uno sguardo..certo ha anche lui i suoi momenti, ma chi non ce li ha!  E’ intelligente, brillante, simpatico, allegro, solare,vivace e sensibile, e dolce..e bello e … un bellissimo ragazzo si..stanno in fila ..Ha preso tutto da me… modestamente anch’io alla sua età facevo la mia figura..bè si..poi si sa con gli anni…la vita…gli affanni…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… (la mamma)

6)      Daniele è egoista, non  cattivo, solo  egoista, eternamente e indissolubilmente concentrato su se stesso in un autocompiacimento patologico. Spero che il tempo lo abbia persuaso che il suo è uno stato che lo rende vittima e non carnefice.      (la sua ex, da tanto).


7)      Vorrei che capisse che per amare davvero qualcuno è necessario prima di tutto amare se stessi, stimarsi,  fidarsi di sè. Daniele è una persona splendida e spero che possa scoprirlo col tempo e crederci.  (la sua ex, da poco).

8)      Le sue qualità più grandi sono  la determinazione e  la decisione, sa sempre  cosa fare senza bisogno di consigli. Emotivamente è un po’ ombroso, ma è un buono.     (il padre)


9)      E’ un disastro, Daniele è un disastro in vacanza, al mare, in montagna, in campeggio, nel bosco, a pescare, la domenica allo stadio , con le donne, con la famiglia,  a scuola quando ci andava e in pensione quando ci andrà, è un disastro la mattina spettinato e la sera in ciabatte, al supermercato il lunedì, e il sabato al cinema. Quando s’incazza, quando si annoia, quando è felice, quando è ansioso, quando non sa cosa fare e quando lo sa.. ma dura poco..quando ride, sbuffa, grida, sta zitto, sbeffeggia, aggrotta la fronte, quando piange poi..che  smocciola dappertutto…un vero  disastro!Devo stargli veramente sul culo perchè mi riempie di disastri da risolvergli da quando è nato.   (l’amico storico) 

 
10)                                                                                (la dott. ssa  Silvia De Metri)



“Interessante, Daniele. Questa è l’idea di te che queste persone hanno?”
“Quella che credo abbiano”.

“Certo..quella che credi abbiano.. e ammesso che questa sia effettivamente l’idea che loro hanno di te,  chi più di tutti si avvicina alla verità? Chi più di tutti ti conosce?”.
Silvia De Metri, una bella donna, sui quarantacinque, alta,magra, lineamenti delicati, naso e labbra sottili, postura disinvolta, sguardo deciso come si addice a una psicologa affermata da anni, era lì in silenzio, gambe accavallate ad attendere una risposta.
“Tutti e nessuno. “
“Immagino ti piaccia Pirandello..”
“Molto, l’ho letto tutto a suo tempo. Nonostante ciò, mia madre mi ripete da anni che dovrei farlo prima o poi”.
“Fare cosa?”
“Leggere Pirandello!”
La dott.ssa sorrise con complicità, si alzò per accendere la luce e tornò a sedere, facendosi seria in volto.
“ La volta scorsa ti ho lasciato questo piccolo lavoro di presentazione come faccio per ogni nuovo paziente alla prima seduta al quale chiedo di descrivere se stesso per cominciare a conoscerci un po’.  Le persone hanno un’idea molto chiara di sé solitamente. E tu? La tua risposta è certamente originale ma non è una risposta. Che tipo di persona è Daniele Rivoli, se potessi descriverti in poche parole quali sceglieresti? “
Quasi infastidito, come disorientato, Daniele si passò una mano tra i capelli, una, due, dieci volte, come se stesse cercando di concentrarsi, finalmente posò la mano sulla scrivania e con l’indice puntato verso la dottoressa disse sbrigativo, guardandola minaccioso:
“ Me lo dica lei dottoressa, sono qui apposta, lei quali sceglierebbe? Guardi la scheda..il punto 10… vede? C’è il suo nome..lo riconosce? Lei  sa come si chiama? Io questo Daniele Rivoli l’ho solo sentito nominare!


28 commenti:

  1. Un racconto davvero insolito e interessante.
    Noi siamo tutti uno nessuno e centomila, siamo così tanti che nemmeno noi ci conosciamo, ecco il perché di quel titolo, “estranei”. Perlomeno io l’ho inteso così.
    Sai, come ti dicevo in privato, l’ultimo punto l’avrei risolto in modo molto più sbrigativo, ma ripensandoci avrei soltanto anticipato la sorpresa, ma la sostanza sarebbe stata identica. Pertanto complimenti da parte mia.

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    1. Grazie Franco per l'apprezzamento e per i consigli :-)

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  2. A me e piaciuta molto la prima parte, e per la scelta strutturale e per la credibilità dei 'riportati'.

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    1. Grazie Claudia, in effetti la prima parte è quella che convince di più anche me :-)

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  3. Bella la prima parte, sì. Della seconda ciò che mi è piaciuto di più è stata la breve descrizione della psicologa Silvia de Metri, ... quasi quasi da una psicologa così ci vado anch'io.

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    1. :-) Grazie per il tuo simpatico intervento Massimo!!

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  4. Bene, ogni tanto è salutare ricordarsi di Pirandello e di quanto egli sia stato acuto... brava

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    1. Lo adoro Pirandello..si era capito? :-) Grazie Giuseppe!

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  5. Beh... quando ho letto la prima parte ho detto "questo dovrebbe non tenere conto dei giudizi gravati da "legittimo sospetto" - tipo quello della madre - e fare la media degli altri".
    A me, peraltro, è piaciuto molto anche la seconda parte, consequenziale alla prima e non forzata (un difetto comune dei racconti a sorpresa è che spesso la sorpresa è un po' forzata, appunto).
    Piaciuto.

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    1. Grazie Rubrus..Sono contenta ti sia piaciuto!

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  6. Serenella Tozzi24 marzo 2014 16:00

    Ah! Arguto questo racconto, Sara. Molto preciso nelle varie presentazioni del personaggio. Ma nella vita è proprio così, noi tutti siamo uno, nessuno, centomila.
    Io credo, però, che la definizione più azzeccata sia quella del padre: "Le sue qualità più grandi sono la determinazione e la decisione"... e, si, perché la reazione finale di Daniele e la sua risposta alla psicologa affermata la dicono lunga.
    Brava, mi è piaciuto il tuo racconto, così come mi piace Pirandello.

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    1. Grazie Serenella, in effetti nella mia immaginazione il padre doveva rappresentare il punto di vista più imparziale e conciso di tutti e tu da attenta lettrice quale sei l'hai colto..ma la verità non è in nessuno ed è in tutti :-) Un abbraccio grande!

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  7. Direi un racconto originale, breve ma intenso, che mi rapresenta agli occhi del prossimo e miei personali.Ed anche intelligente ed introspettivo, alla Kurosawa.
    Mi riconosco, lo ribadisco, nell'ultimo rigo.
    Dopo novant'anni e più di vita tribolata, non so ancora chi sono.
    E se non lo so io dubito che lo sappiano gli altri.
    Adesso poi, se mi guardo allo specchio, vi intravvedo un altro, un estraneo da me.
    Anzi, talora mi irrito col riflesso e se non fosse perchè costoso lo manderei in frantumi col vetro.
    I neurocognitivi dicono( come nel racconto ) che c'è qualcosa che non funziona nel cervello.
    Ma penso invece, a conforto, che sarebbe stato molto meglio non nascere.
    Penosa/mente, Siddharta.

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    1. Il tuo commento non mi piace Sid, se con il mio racconto ti ho fatto generare simili pensieri..lo distruggo e ne riparliamo? Lo farei volentieri pur di strapparti un sorriso vero e un calcio alla penultima riga! Mi è dispiaciuto sincera/mente leggerla. Non sono d'accordo con te e non lo è neanche almeno una parte di te..

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    2. In verità non sono il solo a pensarla così.
      Già la Bibbia è dello stesso parere, al pari della cultura antica ( leggenda di re Mida e del fauno sapiente ).
      Mi sono pentito profondamente di aver generato per ignoranza, egoismo e condizionamento ambientale: nel dare la vita ho decretato nel contempo la morte, come un dio crudele.
      Intanto per colpa mia un'altra creatura sta soffrendo le pene dell'inferno e vivrà nel terrore della morte senza sapere nemmeno quando e perchè.
      Come me.
      Chiara/mente, Sid.

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  8. Cito Sorrentino che nel suo film 'La grande bellezza' dice circa così : ed è sempre così, c'è la morte davanti, eppure prima c'è stata la vita...io non voglio credere che questo non conti nulla Sid pur temendo la morte come te, come tutti. In realtà quello che si teme della morte non è il morire ma il non essere, che è per noi quanto di più innaturale ci sia...

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    1. Serenella Tozzi25 marzo 2014 21:30

      E già, Sara, hai ragione: ecco perché, bene o male, scriviamo. :-)

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  9. Non me l'aspettavo che 'sto tizio fosse così rintronato. Una cosa non ho capito, se Daniele avesse o meno coscienza del suo stato di confusione mentale. Come c'è capitato dallo strizzacervelli, per ritrovare la propria identità? Be' sì ci può stare, ma tra amici e parenti nessuno si era accorto che era fuori di testa? :-)
    Però davvero interessante il racconto, anche scritto bene.


    Saluti Eta Beta

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    1. Sono domande lecite quelle che mi poni..secondo me il primo punto di vista, quello dell'amica d'infanzia è quello più allarmante circa il suo benessere mentale..il senso dell'ironia è spesso un campanello d'allarme in casi di malessere, almeno io credo sia così e per questo l'ho inserito come incipit, per dargli risalto. Grazie delle tue considerazioni :-)

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  10. Serenella Tozzi27 marzo 2014 13:18

    La personalità umana è imperscrutabile , sono gli occhi dell'osservatore a definirla, e ognuno lo fa con sguardo diverso...

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  11. Il racconto è geniale ed è geniale che l'intervista a parenti e amici preceda la seduta psicoterapeutica. La domanda che mi sono posto è: "Ma Daniele è malato perché in così tanti hanno un idea diversissima di lui?". Mi sono risposto di no, che ognuno di noi è diverso a seconda degli stimoli che riceve, a seconda che gli sia simpatico o antipatico l'interlocutore che ha di fronte, a seconda che si muova con disinvoltura o difficoltà nell'ambiente in cui è immerso...insomma a seconda di un sacco di cose.
    Ho estrapolato dal racconto le seguenti notizie:
    1) l'amica di infanzia ha un sense of humor non compatibile con quello di Daniele
    2) il primo collega è vagamente gay
    3) il secondo collega mirava ad ottenere il posto di Daniele in azienda
    4) il barista dovrebbe tornare al vecchio fornitore di ciambelle e cornetti. E' una settimana che fanno schifo
    5) la mamma è una rompipalle come tutte le mamme del mondo
    6) la prima ex è stata piantata
    7) la seconda lo ha accannato
    8) il papà in famiglia non è mai contato un cazzo e non sa nemmeno di cosa si sta parlando
    9) l'amico storico farebbe bene ad andarsene e a trovarsi un'altra amicizia che lo faccia sentire importante. Questa ha fatto il suo tempo

    il mio parere in conclusione è che Daniele tanto male non sia perché ci sono un sacco di persone che parlano volentieri di lui

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    1. E fai bene a buttarla in caciara Ric che se ci pensassimo seriamente ci sarebbe davvero da andare al manicomio...:-) Comunque sono d'accordo con te, noi siamo in base agli stimoli che riceviamo e non solo all'esterno ma anche all'interno..Pensa ai ripensamenti, un libro, un film, una canzone che rivivi e che svaluti o rivaluti nel tempo o a distanza di poco, eppure sei sempre tu a giudicare...insomma diversi e centomila per gli altri, diversi e centomila per noi stessi, questa cosa ha un fascino inarrivabile per me. Grazie del tuo intervento :-)

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  12. Sara, non la butto in caciara. E' soltanto l'inquadratura di un fatto presa da un'altra prospettiva. Quando studiavo da medico il mio professore di patologia mi disse una cosa che mi colpì: fra due medici alle prese con un paziente con un forte dolore al polso è migliore quello che diagnostica un reumatismo articolare acuto o quello che fa diagnosi di una strana malattia tropicale? Certamente il primo, diceva lui, perché ha molte più probabilità di aver colpito nel segno :)
    Ora qui l'ho effettivamente buttata in caciara (sì, lo confesso) perché il racconto voleva presentare un problema. La mia risposta tendeva a far balenare il dubbio che un problema non è detto che sia sempre un problema. Potrebbe essere una cosa normale travestita da problema.
    Il racconto è molto bello e fa effettivamente pensare. Che ti affascini la duplicazione del sé lo so e ne abbiamo parlato tante volte. Bisogna distinguere gli stimoli che la provocano e gli esiti a cui porta. Insomma un discorso lungo, lungo e forse noioso per la maggior parte di chi casualmente ci legge

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  13. Ma sì, ma sì, hai ragione, non angosciamo gli altri con questi discorsi lunghi e faticosi, ti tartasserò in privato!! La diagnosi della malattia tropicale però non era male :-)

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  14. Ben scritto, e soprattutto bene impostato nel suo svolgimento.
    Un'osservazione ovvia: ognuno di noi possiede aspetti variegati e, all'apparenza, incompatiili fra loro.
    Per cui ogni parere espresso dai terzi ha una sua ragione d'essere e colpisce nel segno.
    Ritengo che la varietà di opinioni non sia segno di incapacità nel valutare, quanto espressione dell'impossibilità di racchiudere il carattere di una persona nella ristrettezza del nostro sentire.

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  15. Grazie Salvo per il tuo intervento, quanto affermi è in parte ciò che volevo sostenere con questa stesura. Un abbraccio!

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  16. Sabry che sorpresa vederti qui e che bello! :-) Grazie per l'apprezzamento, un bacio grande!

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