martedì 25 marzo 2014

I SIGNORI IN GIALLO (2°) Gl'inizi - il Post it di Rubrus

Gl’inizi: Dupin

Nei manuali si trova scritto che il primo detective moderno è l’Auguste Dupin di Poe. In realtà si trascura il romanzo di Wilkie Collins “La pietra di luna”, ma tanto vale adeguarsi a questa omissione.
Nei due lunghi racconti che lo vedono protagonista troviamo più capisaldi del romanzo giallo: il delitto efferato ed inspiegabile, l’uso della ragione per risolvere il mistero, la sfida intellettuale (anzi, cerebrale) tra autore, personaggio, detective, lettore, colpevole, il detective geniale e la spalla, l’eccezionalità del protagonista.
Quasi tutto, insomma.
Credo che Poe avesse necessità di questi racconti quasi cervellotici per compensare l’altro Poe, quello dei racconti neri e visionari che lo hanno reso famoso.
Al solito, i suoi contemporanei e patrioti non lo compresero, ma il seme era stato gettato. Sarebbe germogliato qualche decennio dopo...


Per molto tempo, la struttura del giallo (quella che verrà poi detta del giallo classico) gli sarebbe stata debitrice – più o meno fino agli anni ‘20/’30 del secolo scorso, quando Hammet e Chandler (il secondo più consapevolmente) o Simenon l’avrebbero messa in discussione. 



Sherlock Holmes, positivista vittoriano

Con Doyle, la scienza e la tecnologia entrano nel giallo. Mentre Dupin era un investigatore astratto e teorico, Holmes è un pratico ed un pragmatico che non si limita a ragionare, ma osserva e deduce. Il metodo scientifico e positivista – che i suoi contemporanei credevano essere la panacea per la soluzione dei problemi e del mondo – viene applicato al crimine. Doyle era medico e creò il suo detective romanzando la figura di un medico realmente esistente, tal Joseph Bell. Il crimine è visto insomma è come una malattia che il progresso, la logica, il pragmatismo, possono spazzare via per creare una società migliore e, detto per inciso, molto britannica e vittoriana (a mio parere Kipling e Doyle non sono molto lontani).
Non soltanto Holmes incarna questo modello scientifico razionalista, ma, nonostante un lato notturno e “lunare” (il vizio della cocaina, che peraltro Doyle farà scomparire nel corso del tempo, una certa tendenza alla depressione) vuole incarnarlo, fiducioso della sua bontà.   
Scarsa o ancillare la tendenza all’approfondimento psicologico (né poteva essere altrimenti), i personaggi – a cominciare da Holmes – si identificano e si esprimono attraverso le loro azioni e, in primo luogo, gli atteggiamenti (tic, intercalari, massime).

Le creature di Agatha

Premesso che non sono un fan di Agatha Christhie, concordo con coloro che affermano che essa rappresentò al meglio il giallo classico.
Con la Christhie, sminuito l’elemento misterioso ed avventuroso, presente in Doyle (specie nei romanzi) il giallo diventa quasi un problema matematico.
Poirot o Miss Marple, come Dupin ma a differenza di Holmes, non sono per nulla fisicamente dinamici. Anziani o buffi, per risolvere i crimini usano solo la testa, non potendo contare sul corpo. All’aspetto pratico ci pensa “il braccio secolare”, la polizia. I delitti quasi non si vedono e (come in Doyle) non c’è spazio o quasi per l’indagine psicologica o sociale. L’eccezionalità del detective è il tratto significativo del personaggio e ne decreta l’isolamento. Poirot è – ed è consapevolmente – insopportabile sul piano umano e non è il solo. Tic e manie sono esasperati e, nei racconti, c’è, da e verso il personaggio, una “cattiveria” prima sconosciuta (Holmes bistratta Watson, ogni tanto, ma non raggiunge le vette di perfidia che ha a volte Poirot).

I detective della Christie – che ha colto e “raffinato” i loro tratti “antipatici” – sono spesso più o meno apertamente curiosi, quando non pettegoli e l’ambiente in cui operano (pensiamo alla tranquilla campagna inglese) viene satireggiato a volte in modo sottile e indiretto (verrebbe da dire, ancora una volta, con perfidia).

12 commenti:

  1. Una curiosità. A dimostrare il perdurante interesse per gl'iniziatori del giallo classico e per ACDoyle in particolare (non mi risulta che - questioni dei diritti d'autore a parte - ci siano Poirot o Miss Marple apocrifi, in giro) segnalo questo libro ora in edicola [http://blog.librimondadori.it/blogs/ilgiallomondadori/2014/02/27/il-giallo-mondadori-3102-sherlock-holmes-e-il-misterioso-caso-di-ippolito-nievo/ ].
    Tra incontri con Don Bosco, la massoneria, Faaà di Bruno ed altri personaggi del Risorgimento, il detective si trova invischiato, in Italia, in una indagine che coinvolge la Sindone e il culto di Astarte.
    Se interesserà e se il padrone di casa me ne darà licenza, magari ne parlerò.

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    1. Certo che interessa!
      Hai licenza di spaziare dove vuoi.
      Sono sicuro che anche chi non è particolarmente appassionato al genere, troverà interessanti i tuoi quadretti. Facili da leggere, brevi ma completi, c'è tutto l'essenziale che si deve sapere. Poi alla fine sarà una bella ricerca che arricchirà l'archivio.
      L'inizio è ottimo.

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  2. Un resoconto interessante nonostante non sia patita del genere. Devi amare molto questo tipo di letteratura, il tuo pezzo trasuda di passione. Bravo! Per curiosità, ti occuperai anche di giallo psicologico?

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  3. Mi piacciono soprattutto gialli, noir, horror e fantascienza (sugli ultimi due generi però ho già scritto). Siccome però non sono un tecnico, ma solo un appassionato (più un praticone che un teorico, insomma) mi limiterò a qualche riflessione, molto sommaria, su Chesterton, la scuola dei duri (secondo me il giallo psicologico nasce da lì) e Simenon, con chiosa finale.
    Non ho la competenza per dilungarmi troppo e quindi temo che, scrivendo molto, annoierei il lettore.
    Se poi il post interessa e non disturba sono mOOOlto disponibile a dilatarlo (Markaris, Vargas, e tutti quelli di cui si vorrà parlare).

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    1. e Chandler? Rientra nella scuola dei duri?

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    2. Yes, boy. Anche se secondo me non è un realista, a differenza di Hammet.

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  4. Allora ti faccio un'altra domanda se mi è permesso, sei libero di non rispondere..Visto che scrivi così bene vorrei leggere anche qualcosa di tuo ma ho visto che hai scritto parecchie cose..se dovessi consigliarmi?? Il tuo racconto preferito, quello che sceglieresti per farti pubblicità ;-) Sono qui da poco e piano piano vorrei leggere qualcosa di ciascuno

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  5. mmmm... oddio... forse ti potrebbero piacere "Riciclaggio" e/o "Ogni cosa al suo posto".

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  6. Ti farò sapere..grazie del consiglio intanto! :-)

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  7. Sara ( supra ) ha parlato per me.
    Siddharta

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  8. Serenella Tozzi25 marzo 2014 21:27

    Eccomi, arrivo in ritardo... quando piove il mio computer si ritira, come le lumache mette per un attimo il capolino fuori e poi si richiude in casa. Ma!
    Volevo dirti che anche a me farebbe piacere che continuassi, e anche dilatando il discorso (mi piacciono le notiziole intorno, l'integrazione, la finitura, ecc.).
    Ah, dimenticavo: a me Poirot piace molto, proprio come lo interpreta David Suchet negli sceneggiati (senza contare gli altri interpreti che gli fanno da corona, tutti molto bravi). Io lo trovo curioso con tutte le sue piccole manie, ma non mi pare perfido.

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  9. David Suchet secondo me lo interpreta in modo eccellente. "Perfido" non nel senso di cattivo, ovviamente, ma di sarcasmo (poi varia da opera ad opera: "Sipario" è persino struggente)

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