mercoledì 12 marzo 2014

ODORI CHE SBIADISCONO di Salvo Scollo - Poesie nella rete


Odori che sbiadiscono


Lo stupore restava sempre intatto
nel salire i gradini che portavano
dov’era messo il grano del raccolto.
Di lato, la catasta di carrube.

Una giara col gelsomino
ingombrava l’ingresso della casa,
sull’aia stordivano i canti rochi.
Profumi e rumori a segnare il tempo.

Mi capita di tornare in quei posti –
guardo in giro, noto le differenze.
Ora l’abitazione è abbandonata,
scomparsi i passi allegri e le risate.

A volte balugina il desiderio
di cambiare direzione, provare
l’altra strada per scorgere daccapo
l’innocenza serena di quegli anni.

Mutare è però illusione, penso -
giusto stare con forza nel presente
badare a chi non tarderà a bussare.
E imbocco la via dell’andata, che conosco.


7 commenti:

  1. ...epperò non è giusto, a me gli endecasillabi non vengono così bene. E pensare che sono bravissimo con le parole incrociate, ma mi dicono che per le poesie ci vuole ben altro, sensibilità per esempio, tecnica, gusto, sentimento, fantasia e cuore, il sale in zucca da solo non basta e io anche di quello non ne ho mai avuto da vendere.
    Lascio pertanto ad altri un commento più approfondito e pertinente, però una cosa la voglio dire, a me questa poesia mi piace un sacco e una sporta.
    Ciao.

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    1. Anche a me piacciono le tue poesie, e non lo dico per ricambiare la cortesia.
      Delle due, quindi, l'una: o abbiamo entrambi poco sale in zucca o siamo tutti e due bravi :-))

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  2. Piace molto anche a me Salvo, è una poesia intima e sincera in cui l'autore si concede generosamente. Un percorso di allettanti sinestesie a cominciare dal titolo così pregno di senso e poesia. Il tema del ritorno mi ha riportata a 'La luna e i falò' e a quell'atmosfera magica che anche qui ho ritrovato. Il desiderio del passato e l'esigenza del presente. Un testo che fa riflettere e che lascia un'impronta decisa come nel tuo stile, un abbraccio
    Sara P.

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  3. Quartina dalla metrica volatile necessitata dal contesto ispirativo.
    Quindi tralasciando la forma, ci si concentra meglio sul contenuto.
    Indubbiamente il clima nostalgico è bucolico, dove però i luoghi non sono immaginari, ma rivisitati con l'occhio da < grande > e lo stupore del bambino.
    Tutti più o meno siamo stati colpiti dalla differenza tra passato e presente, tra ricordi e realtà.
    Con una punta nostalgica per un tempo che chissà perchè ci appare sempre migliore.
    L'imprinting gioca con forza irresistibile a favore di memorie di vita lontane e conchiuse definitivamente.
    L'ultimo verso è sintomatico.
    Si parla di andata, verso il futuro che ci attende, sulla strada del passato.
    Carrube, giara, gelsomino: mi ricordano una terra a me cara, la Sicilia, coi suoi luoghi
    splendenti ed i suoi cantori.
    Siddharta

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  4. Serenella Tozzi12 marzo 2014 21:21

    Molto piena questa poesia, questa sottolineatura dell'incertezza sulla strada percorsa e da percorrere e, poi, decidere... come già deciso a suo tempo, di "imboccare la via conosciuta".
    Pacata, umana, e bella.

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  5. Di una lentezza straniante, nitida, limpida, ricca. Arresa.
    Bella poesia Salvo, senza risvolti di qualcos'altro, con l'obiettivo fisso, puntato dritto verso quel luogo, verso quei tempi, verso altri tempi.

    Franco "Pale"

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  6. Decisamente una delle tue meno belle, dallo Scollo pretendo di più.
    Ciao
    Lola

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