domenica 30 marzo 2014

Salotto di marzo 2014

Le nostre poesie sul blog
Avevo da tempo intenzione di postare sul “Salotto di aprile 2014” una poesia al giorno, l’intenzione era quella di fare una rivisitazione delle liriche più o meno famose sulla primavera, poi mi sono accorto che il web è stracolmo di iniziative simili e allora ho chiamato a raccolta tutti gli amici del blog, invitandoli ad aprire lo scrigno delle poesie più gelosamente custodite, per fargli prendere una boccata d’aria e un raggio di sole.
Questa carrellata senza tema, variegata ed eterogenea, sarà una passeggiata tra le nostre poesie più care e significative, e un’occasione per tastare il polso alla poesia sul web. Non si vince nulla, non è una gara di bravura, e solo al termine decideremo insieme cosa fare di questi testi. Le poesie saranno postate a partire da domani 1 Aprile, in ordine di arrivo nella mia casella di posta. L’obbiettivo è di arrivare ad almeno trenta post: se saranno di meno pazienza, ma mi auguro che siano molte di più. Pertanto invito tutti a partecipare con entusiasmo e ad estendere l’invito anche a colleghi e amici dei siti e blog letterari più frequentati.
Grazie come sempre per la vostra collaborazione,

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L'APPRODO LETTERARIO RAI - 1952 -1977


Tutti i testi della rivista adesso online
La raccolta storica dell'Approdo Letterario, un altro importante recupero delle Teche Rai messo a disposizione di tutti attraverso la rete. 
L'indirizzo è questo: www.approdoletterario.teche.rai.it

Si tratta di una rivista che per il mondo culturale italiano ha avuto un peso fondamentale soprattutto nei primi difficili anni dopo la guerra e il regime fascista. Ad essa sono legate la trasmissione radiofonica, destinata a consegnare alla storia le voci dei più grandi letterati del Novecento, e la rubrica televisiva, già proiettata negli anni del boom economico. Qui potete consultare con il motore di ricerca l'intero archivio della rivista trimestrale che per 26 anni (fu fondata nel 1952 a Torino e terminò le pubblicazioni nel 1977) si è occupata principalmente di letteratura italiana e straniera oltre che di storia, arti figurative, teatro e cinema.
L'Approdo nacque come versione stampata della trasmissione omonima della RAI che ebbe inizio nel 1945 sotto la direzione di Adriano Seroni, Giovanni Battista Angioletti e Leone Piccioni. Piccioni fu poi l’artefice del passaggio de L’Approdo al mezzo televisivo , con la conduzione di Edmonda Aldini e Giancarlo Sbragia.
Debenedetti sul n.39 nel 1967. Di notevole interesse sono inoltre i numeri con testi inediti di Ungaretti, la pubblicazione di Xenia di Eugenio Montale sul n.42 del 1967, oltre alcuni brani della traduzione di Ungaretti dell'Odissea. Dedicato ad Ungaretti venne pubblicato un numero unico nel 1972 e nel 1963 un numero interamente dedicato al Manzoni. La raccolta qui pubblicata rappresenta una rarità e un contributo importante che il servizio pubblico, attraverso la Direzione Teche, offre ancora una volta alla cultura e alla memoria del nostro paese.

Ecco qualche esempio di cosa potete trovare e leggere per intero nel sito dell'Approdo in un paio di pomeriggi di navigazione intensiva. L'indice del primo numero mette quasi soggezione, tra un Roberto Longhi di là e un Attilio Bertolucci di qua, passando per l'immancabile Giuseppe Ungaretti. Correte alle ultime pagine: c'è un calendario poetico dell'anno 1952, appena iniziato. Ogni mese è descritto da una poesia, un racconto o un elzeviro. Firmano: Dino Buzzati, Giuseppe Ungaretti, Emilio Cecchi, Salvatore Quasimodo, Antonio Baldini, Mino Maccari, G.B. Angioletti, Corrado Alvaro, Gianna Manzini, Vitaliano Brancati, Diego Valeri, Carlo Emilio Gadda. Un buon anno, non c'è che dire. Nel numero 3 del 1953, c'è un altro assiduo dell'Approdo, Giorgio Caproni, con l'elzeviro La lepre, poi Danza della lepre, edito in volume nel 2004 da Scheiwiller (Aria celeste. E altri racconti). Nel numero 4 dello stesso anno, un certo Pier Paolo Pasolini, autore non ancora affermato, anche se alle prese con l'abbozzo di Ragazzi di vita e Le ceneri di Gramsci, chiarisce che Carlo Emilio Gadda è il cuore del Novecento...(il Giornale.it)



Gianni CELATI 



Idee d’un narratore sul lieto fine 


Il figlio d’un farmacista studiava all’estero. Alla morte del padre è tornato a casa per occuparsi della farmacia, diventando farmacista in un piccolo paese nei dintorni di Viadana, provincia di Mantova.
La fama della sua sapienza s’era diffusa nelle campagne, attraverso voci che parlavano della sua immensa biblioteca, d’una sua prodigiosa cura contro il mal d’orecchi, d’un metodo nuovissimo per irrigare i campi, e delle dodici lingue parlate dal farmacista, il quale, tra l’altro, secondo le voci stava traducendo in tedesco la Divina Commedia.
Il proprietario d’un caseificio nei paraggi ha deciso di stipendiare l’ormai maturo studioso perché si occupasse dell’educazione liceale di sua figlia; quest’ultima infatti, essendo un’ardente sportiva, andava male a scuola e inoltre detestava i libri, il latino e la buona prosa in lingua italiana. Più che altro per passione allo studio e non per necessità di denaro, il farmacista accettava, e per un’intera estate si recava ogni giorno a far lezione alla giovane atleta. 
E un giorno è accaduto che la giovane atleta s’è innamo­rata di lui, al punto da abbandonare ogni attività sportiva e mettersi a scrivere poesie, versi in latino e naturalmente lunghe lettere.
Qualcuno parla ancora d’una macchina acquistata dal farmacista per l’occasione, di lunghe scorribande dei due per le campagne, e addirittura di convegni notturni in una stalla.
Ad ogni modo, la prova dei rapporti amorosi tra i due, nell’ultimo scorcio dell’estate, veniva alla luce solo nell’inverno successivo, quando un pacco di lettere era requisito alla ragazza dalle suore del suo collegio, e debitamente trasmesso ai genitori. Il contenuto di quelle lettere appariva tanto rivoltante agli occhi del proprietario del caseificio, che costui decideva di rovinare il farmacista e di cacciarlo per sempre dal paese.

I fratelli della ragazza, allora appartenenti alle squadre fasciste, devastavano più volte la farmacia sulla piazza del paese, e una volta bastonavano duramente il suo proprietario.
Tuttavia questi fatti non sembra abbiano preoccupato molto il farmacista. Per un certo periodo egli continuava a ricevere i clienti nella farmacia devastata, tra vetri rotti, scaffali demoliti, vasi fracassati; poi un bel giorno ha chiuso bottega e s’è ritirato tra i suoi libri, senza più uscire di casa se non occasionalmente.
Tutto il paese lo sapeva immerso nei suoi studi, e lo vedeva di tanto in tanto passare sulla piazza sorridente, diretto all’ufficio postale per ritirare nuovi libri che gli erano arrivati.

In seguito è stato ricoverato all’ospedale e di qui trasferi­to in un sanatorio. Restava per lunghi anni nel sanatorio e nessuno sapeva più niente di lui.
Al ritorno dal sanatorio il vecchio studioso era magrissi­mo. Un’anziana donna di servizio che era tornata a prendersi cura di lui, si lamentava con tutti perché lui non voleva mai mangiare: diceva che mangiare non gli piaceva e restava tutto il giorno tra i suoi libri.
Sempre più magro l’uomo usciva di casa molto raramen­te e mostrava di non riconoscere più nessuno in paese, nemmeno la figlia del defunto proprietario del caseificio, incontrata qualche volta sulla piazza. Però sorrideva a tutti, e si dice che salutasse i cani che vedeva levandosi il cap­pello.

Avendo evidentemente smesso del tutto di nutrirsi dopo la morte dell’anziana donna di servizio, e prolungato il digiuno per settimane, quando veniva ritrovato morto nella sua biblioteca (da un idraulico) era già identico a uno scheletro: di lui restava solo pelle incartapecorita attaccata alle ossa.
Era chino sull’ultima pagina d’un libro, dove stava appli­cando una striscia di carta.

Anni dopo la sua grande biblioteca veniva assegnata in eredità a una nipote, e questa frugando tra i libri ha creduto di capire come il vecchio studioso avesse trascorso l’ultima parte della sua vita.

Per quest’uomo tutti i racconti, i romanzi, i poemi epici dovevano andare a finir bene. Evidentemente non tollerava le conclusioni tragiche, le conclusioni melanconiche o deprimenti d’una storia. Perciò nel corso degli anni s’era dedicato a riscrivere il finale d’un centinaio di libri in tutte le lingue; inserendo nei punti riscritti dei foglietti o strisce di carta, ne trasformava le conclusioni, portandole sempre ad un lieto fine.

Molti dei suoi ultimi giorni di vita devono essere stati consacrati alla riscrittura dell’ottavo capitolo della terza parte di Madame Bovary, quello in cui Emma muore. Nella nuova versione Emma guarisce e si riconcilia col marito.

L’ultimissimo suo lavoro è però quella striscia di carta che aveva tra le dita e che, già ormai morto di fame, stava applicando sull’ultima riga d’un romanzo russo in traduzione francese. Questo è forse anche il suo lavoro più perfetto; qui, cambiando solo tre parole, ha trasformato una tragedia in una buona soluzione di vita.

font: Collège Sismondi
Gruppo di italiano
 




Mr. & Mrs. JOB

-Ciao, amore mio. Come stai?

-Ciao, Tutto bene e tu?
-Sono stanchissimo, Non sai che giornata!
-Perché, com’è andata?
-Beh,come al solito per colmare alcuni Gap di Sales Process ero l’owner del kick-off di un briefing crossfunzionale per una overview di performance business-oriented. Pensa che ho finito solo mezz'ora fa!
-Uhm…


-Ho dovuto poi strutturare un write up con notebook relativamente allo speach del dry run erogato ai PAM new hired, RFT Champion,TACA, HBM, BTI, RFTM, ARFT, AM, RSD ecc. ed alcuni clinical monitor. Sai, era una sorta di Train The Trainer. Non credevo che l’output potesse influenzare la review del MRBP, generando così, nel topmanagement, l’esigenza di un brainstorming per il cascading dei knowledge ai fini dell’empowerment della field force (Retail e Specialties) con tanto di field assignment! Non so ancora se lo startup sarà di default oppure on demand ma sicuramente è una big chance per il mio team, alimenterà la group efficacy! Il mio supervisor non è d’accordo, a volte mi chiedo:” l’assessment come avrà valutato la sua leadership?”
Comunque,alla session work era presente tutto l'entourage, così la customerizzazione presentava numerosi soft stretch e qualche hard obstacle, per non parlare poi dei rumors dell’ enviroment e del rischio dell’overlapping di skills!
Altri miei colleghi invece erano impegnati come al solito in una operazione di networking on going tesa alla brandizzazione del franchising e, come comprenderai, certamente un task meno hard del mio!!!
Comunque, alla fine del workshop abbiamo definito l’update activities, degli obiettivi che fossero Smart, i drivers, i tools, KPI e i relativi rating, ma sul budget, come al solito, non si è trovato un agreement.
Allora abbiamo deciso di fare un piccolo coffee-break, sai, giusto il tempo di un croissant non certo un lunch! Poi è ripreso il meeting, alla fine della riunione mi è stato richiesto come al solito di compilare un form oltre che un feedback on line su quanto deciso, ma quando mi sono connesso al PC non era possibile effettuare il download, così ho inviato una e-mail al Sales Call Center che mi ha risposto di accedere all’area Sharing Self Service della piattaforma e-learning nella struttura “core curriculum” e di fleggare sul link “login” per il debug di backup, ma invece sai cosa ho fatto?
-No, cosa?
-C’è stato un misunderstanding e accedendo a People Soft sono entrato nell’Electronic Customer Management System, in pratica un ambiente integrato per l’effectiveness dei Sales Process, comune a tutte le country, per rafforzare i Key Behaviours così che l’economia di scala che sta alla base di Adapting To Scale ne possa beneficiare. Comunque ho sbagliato link perché non ho effettuato il prereading, certo non è una news per me e deve essere un warning!!
-Certo, certo...
-Amore, sai che è stato lanciato anche un contest? Il premio è uncocktail lounge con il top management, con consegna di stock option ed una salary review. Devo assolutamente vincerlo!
-Uhm...
-Sono stanchissimo. E’ calata la mia QoL! Non vedo l'ora arrivi il weekend!
-Uhm...
-E tu oggi che hai fatto?
-Ho lavato, stirato, cucinato, rassettato ecc. per tutto il giorno...
 (silenzio)
-Pronto... Teresa, tesoro, ci sei?
-Si amore, sono qui... e te la posso chiedere una cosa?
-Ma certo, dimmi pure!

-Amore...ma non me lo potevi dire semplicemente in italiano che non hai fatto un cazzo tutto il giorno?!




UN GIORNO A MILANO : AA.VV.

Offerta speciale
1 Birra + 1 Libro = 10 €

In un birrificio di Lambrate (Milano), durante la presentazione del libro, si poteva approfittare di un’offerta speciale: una birra + una copia del libro a soli dieci euro. Un modo simpatico di incentivare la lettura... o la birra? Non nascondo di aver avuto anch'io questo dubbio, ma la cosa sicura è che l'operazione ha avuto successo.
Questa la notizia di contorno, leggendo la prefazione col sigillo di qualità di Andrea G. Pinketts, saltano fuori nomi noti agli appassionati del genere, e sui quali spicca quello di Roversi.
La seconda notizia, altrettanto curiosa, è la storia che c’è dietro questo libro di racconti e che ho sfruculiato su finzioni .

In breve è andata così: Paolo Roversi (che ha avuto l'idea), Andrea Carlo Cappi (che ha curato il progetto) e altri scrittori noir milanesi erano fuori a bersi le birrine da qualche parte e chiacchieravano. A un certo punto viene fuori l'idea: ma perché non facciamo un libro di racconti su Milano, diviso per zone, che si svolgono tutti nello stesso giorno dalle prime ore del mattino fino a notte fonda?
Ecco, questo è uno di quei casi in cui non si deve chiedersi "perché", ma piuttosto "perché no?". E infatti l'hanno fatto. Ora, non resta che leggere il libro, sempre che piaccia quel noir lì. In ogni caso la storia più bella resta quella che, un po' di amici al bar, mezzi ubriachi, decidono di fare una raccolta di racconti e poi la fanno davvero.
Se sia andata veramente così non lo so. È molto più probabile che sia il frutto di una operazione editoriale ben studiata, ma una cosa è certa. Io lo leggerò di sicuro, poi se sarà il caso, vi saprò dire.







Ennio FLAIANO
I ladri
(Favola arguta)

Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento, fece vacanza e bei fuochi d’artifizio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto del loro governo riaffermarono il di­ritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: « Il furto è una proprietà » Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un tagliaborse fu tagliata la mano destra, a un baro la mano sinistra (che serve per tenere le carte), a un ladro di cappelli la testa. Poi si sparse la voce che i ladri rubavano. Dapprincipio, questa voce parve una trovata della propaganda avversaria e fu respinta con sdegno. I ladri stessi ne sorridevano e ritennero inutile ogni smentita ufficiale. Tutto parlava in loro favore, erano stimati per gente dabbene, patriottica, ladra, onesta, religiosa.


Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano, un anno dopo erano già imponenti e si vide che non era possibile farli senza l’aiuto di una grossa organizzazione. E si capì che i ladri avevano quest’organizzazione. Una mattina, per esempio ci si accorgeva che era scomparso un palazzo del centro della città. Nessuno sapeva darne notizia. Poi sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie coi loro quadri e le loro statue, officine coi loro operai treni coi loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. La stampa, dapprima timida, insorse: sparirono allora i giornali coi loro redattori e anche gli strilloni, e quando i ladri ebbero fatto sparire ogni cosa, cominciarono a derubarsi tra di loro e la cosa continuò finché non furono derubati dai loro figli e dai loro nipotini. Ma vissero sempre felici e contenti.

Nota. I compilatori di un libro di lettura per le scuole elementari mi avevano chiesto una favola arguta per bambini dai sette ai dieci anni. Ho inviato loto questa favola, l’hanno respinta cortesemente, dicendo che « non era adatta ». Forse non è una favola arguta. O forse non è nemmeno una favola.

Ennio FLAIANO, « I ladri », in Opere, pp. 591-592






NEFELOMANZIA


[...]
-   Sarebbe?, chiese Isabella
-   È lungo da spiegare, gli effetti sono effetti e per capire i risultati non c’è altro che aspettarli.
-   Li devi aspettare per molto?
-  Ormai non moltissimo, penso,  un mesetto, forse anche meno.
-  E nel frattempo cosa fai tutto il giorno qui sotto l’ombrellone, non ti annoi?
-  Niente affatto, disse l’uomo, esercito l’arte della nefelomanzia.
La ragazzina sgranò gli occhi, fece una smorfia e poi sorrise. Era la prima volta che sorrideva davvero, mostrando quei piccoli denti bianchi sui quali correva un filo di metallo.


-   È un’invenzione nuova?
-  Oh no, disse lui, è una cosa molto antica, figurati che ne parla Strabone, riguarda la geografia, ma Strabone lo studierai solo al ginnasio, alle medie al massimo si studia un po’ di Erodoto come hai fatto quest’anno con la professoressa di geografia, la geografia è una cosa molto antica, cara Isabèl, esiste da sempre.
Isabella lo guardava dubbiosa.
-   E in cosa consisterebbe questa roba qui, come si chiama?

- Nefelomanzia, rispose l’uomo, è una parola greca, nefelos vuol dire nuvola, e manzìa indovinare, la nefelomanzia è l’arte di indovinare il futuro osservando le nuvole, o meglio, la forma delle nuvole, perché in quest’arte la forma è la sostanza, ed è per questo che sono venuto in vacanza su questa spiaggia, perché un amico dell’aeronautica militare che si occupa di meteorologia mi ha assicurato che nel Mediterraneo non c’è altra costa come questa dove le nuvole si formano all’orizzonte in un attimo. E così come si sono formate, in un attimo si dissolvono, ed è proprio in quell’attimo che un vero nefelomante deve esercitare la propria arte, per capire cosa predice la forma di una certa nuvola prima che il vento la dissolva, prima che si trasformi in aria trasparente e diventi cielo.

Tabucchi (Nuvole - Il tempo invecchia presto)

Leggendo questi racconti di Tabucchi, un po' particolari a dire il vero, ieri sera pensavo che mi piacerebbe pubblicarne almeno uno sul blog. Giusto per sentire anche il vostro parere. Oggi non sono più tanto sicuro che la cosa possa interessare. Magari si potrebbe postare a puntate sul Salotto, visto che sono abbastanza lunghi.  Be', intanto vediamo se riesco a trovarlo sul web, altrimenti mi tocca ricopiarlo... sich, sich!

14 commenti:

  1. anche se si parla di "Nefelomanzia" lascio un commento "terra terra": se non pubblichi anche la fine non si può valutare, se non si può valutare, non si può neanche decidere sulla opportunità di pubblicarlo o no. Sulle puntate, però, sono scettico. L'autore, mi pare di capire, l'ha scritto come se dovesse essere letto tutto di seguito. Spezzettarlo falsa, secondo me, l'impressione e quindi la valutazione del lettore.

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    1. Non è questo il racconto che vorrei pubblicare a puntate.

      Era solo un assaggio di un altro racconto e mi piaceva il termine "Nefelomanzia", ma soprattutto l'ho trovato già pronto all'uso.
      Sul risultato e l'opportunità di pubblicare racconti a puntate sono scettico anch'io.
      Ma provare costa poco.

      Il titolo del racconto in questione sarebbe: "Clof, clop, cloffete, cloppete"
      Carino vero?

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  2. pubblicali. per piacere.

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  3. Serenella Tozzi12 marzo 2014 19:34

    Sono con Claud. Se li metti giornalmente non si perde il filo e rimane il piacere dell'attesa. In fondo anche quando si legge un libro di tanto in tanto ci si interrompe, no?

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  4. Si si, anch'io d'accordo. Sono rimasta col desiderio di leggerlo per intero! Per me che singhiozzo sempre nelle mie letture non sarà un problema se verranno postati ad intervalli.
    Sara

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  5. Serenella Tozzi17 marzo 2014 15:52

    "I ladri" di Flaiano, forse troppo arguta per gli adulti questa favola, ma sono sicura che i bambini, con la loro passione per l'iperbolico, sarebbero stati in grado di apprezzarla.

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    1. Temo purtroppo che i bambini non l'abbiano letta, gli adulti non l'hanno ritenuta idonea Così mi pare d'aver capito dalla nota. :-))
      I bambini se ne saranno fatta una ragione.

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  6. Il racconto dei ladri non l'ho capito molto anche se mi sembra d'aver captato una sottile analogia con i politici che ci governano (o forse no, forse detta analogia non esiste e me la sto inventando). Il racconto Nefelomanzia, invece, m'è piaciuto moltissimo, o, almeno, l'argomento. E sì, perchè avevo appena iniziato a leggerlo, questo racconto, quando ... tzack! Finisce. Anche a me sarebbe piaciuto poter leggere il resto, sapere come andava a finire ... ripeto, bellissimo argomento, leggere il futuro utilizzando le nuvole. Vamos, che ci si può scrivere un racconto!

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  7. Serenella Tozzi24 marzo 2014 15:31

    Offerta speciale
    1 Birra + 1 Libro = 10 €
    Le cose estemporanee alla fine risultano le meglio riuscite.
    Io spero che non si sia trattato di una operazione editoriale, perché l'incontro di amici al bar che fa nascere un'idea così mi piace.

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  8. Serenella Tozzi25 marzo 2014 22:57

    Mr. & Mrs. JOB
    Un linguaggio chiaro e univocamente definito quello di Teresa. Ahahah!

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  9. Mr e Mrs. JOB
    Da crepare dal ridere!
    Non c'ho capito una mazza. Povera lingua italiana :-(((((

    Saluti EtaBeta

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  10. www.approdoletterario.teche.rai.it:
    Eccezzziunale... veramente!
    Siddharta

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  11. I LADRI -FAVOLA ARGUTA:
    Non so, ci sto pensando... di
    che tipo di ladri si tratta, se quelli dei nostri tempi moderni o quelli del tempo delle Due Sicilie, dei Piemontesi, Garibaldi ecc. - Ma siamo li!!!!!

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  12. Quella di una poesia al giorno mi sembra un'ottima iniziativa per confrontarsi e unirsi in un panorama così affascinante quale è il mondo poetico. Sarà un bel percorso, di arricchimento e riflessione. Non vedo l'ora di leggere i testi che arriveranno, e goderne :-)

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