mercoledì 30 aprile 2014

Poesia napoletana - di Pietro Zurlo

     COMME SE FA?....

Doppo zappato 'a terra e faticato...
doppo ca doje cammise aggio surato;
me nè so' ghiuto 'a casa assaje beato
pe' chillu campo a rape semmenato.

Neh!...Ma ch'è passata, na jurnata...
io vaco p'aracquà e aggio truvato...
le formichine...quei cari animaletti...
che hanno pigliato tutt'e seme 'e rapa!

Nc'è bastata sultanto na nuttata...
che s'hanno dato 'a voce?...Ll'adunata?
Aggio truvato 'a terra spertusata...
manco nu seme nc'è rimasto cchiù!

Mo' aspetto quacche juorno e po verimmo
si n'ata vota 'e seme aggi'a menà!
Dimane, lunnerì pigli'o bbeleno
e 'o vutto attuorno a tutto lu terreno!

...devo scrivere e vorrei ballare - Due poesie e un poemetto di Massimo Ferretti

Massimo Ferretti 1935 – 1974
In trattoria

In questa trattoria di gente stanca
dove mangiare significa reagire,
dove la grazia d'una dattilografa
si percepisce nel tono delicato
d'un piatto di fagioli chiesto tiepido,
dove un viaggiatore analfabeta
emancipato per via dello stipendio
spiega a una turista anacoreta
che il rialzo dei biglietti ferroviari
dipende tutto da questioni atlantiche -
non ho ragione d'essere contento
se il cameriere lieto della mancia,
leggendo la commedia del mio viso
m'ha detto che ho una maschera da negro?

In questa trattoria di gente ottica
dove non so salvarmi dagli sguardi,
condannato al sentimento della morte,
serrato tra furore e timidezza -
non ho ragione d'essere felice
quando divoro una bistecca che fa sangue?

Il mio complesso è una tragedia antica:
devo scrivere e vorrei ballare.

lunedì 28 aprile 2014

Salotto di Aprile 2014

Gli eBook sbarcano in libreria.

Il progetto di WinVaria per gli eBook offre al libraio la possibilità di proporre ai propri clienti, nell’acquisto di un libro, la scelta nelle due versioni ora reperibili sul mercato: cartacea o su file digitale.
La WinVaria ha messo in atto un servizio che permette di acquistare eBook direttamente dal vostro libraio.
Come avviene tutto ciò?
In modo semplice e diretto, infatti, dopo aver consultato il catalogo, basta passare alla cassa, pagare in contanti e il gioco è fatto, in men che non si dica riceverete nella vostra posta elettronica il link del libro scelto.

domenica 27 aprile 2014

IL NESSO CAUSALE - Claudia - narrativa

Verbena soleva dire che la Natura non lascia nulla al Caso.
«Vedi, mia cara» la istruiva spazzolandole i capelli «quello che i credenti chiamano volontà del Signore, gli agnostici destino o fato, altro non è che un tentativo blando di competere con l’algoritmo finale dell’Universo, con la sua indole tesa verso il disordine supremo».
«É questo che studierò Verbena, l’algoritmo?»
«Certo, questo e i modi per uccidere. A volte è una necessità. Comprendi?»
Mica tanto. Mica tanto comprendeva allora, ma pur di non sentire le bacchettate correttive di Verbena infiammare la punta delle nocche, aveva acquisito la sapienza del mentire ad arte, persino nelle espressioni facciali.

giovedì 24 aprile 2014

FUORI - Sara - narrativa

Sogni ancora il mattino interrotto dalle ombre? E il deserto che sale su fino alla gola? Sogni ancora l’aurora e le panchine abbandonate? I coriandoli sbiaditi là vicino al lago?

Dario seguiva con le dita il suo profilo, disteso sul letto, le persiane ancora abbassate. Doveva alzarsi, era tardi, la sveglia aveva ripetuto il suo suono opprimente già per la terza volta, eppure lui non si muoveva. Disattivò la sveglia con una manata e rimase con gli occhi chiusi, serrati, sebbene fosse sveglio da più di un’ora. Per alzarsi serve un buon motivo e lui ce l’aveva, quell’appuntamento atteso da giorni, settimane, eppure c’era qualcosa di indecifrabile, un istinto indefinibile che lo agganciava a quel letto come non gli era mai successo in tanti anni.


mercoledì 23 aprile 2014

il Post it di Rubrus

Leggevo sul blog una recensione relativa ad un film sulla Intelligenza Artificiale.
Lascio la parola, a questo punto, a Fredric Brown. Ha già detto tutto lui.

LA RISPOSTA

Solennemente, Dwar Ev procedette a saldare l’ultimo collegamento con oro puro.
Gli obiettivi di una dozzina di camere televisive erano puntati su di lui e lanciarono attraverso l’universo una dozzina di immagini di ciò che stava accadendo.

Con “Lei” si sta meglio! - Quarta fila, poltrona 7 - Riccardo Vandoni - cinema


Gigolò per caso, Torturro
Trascendence, Wally Pfister
e
 “Lei” di Spike Jonze

giovedì 17 aprile 2014

il Post it di Rubrus

Esiste una preghiera che dice più o meno così:

Che Dio mi conceda la serenità
di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
e la saggezza di distinguere tra le due.
Vivere giorno per giorno,
godersi un momento per volta,
accettare le avversità come una via verso la pace,
prendere, come Lui fece,
questo mondo corrotto
per quello che è,non per quello che vorrei,
confidare che Lui sistemerà tutto
se mi abbandonerò alla Sua volontà.
Che io possa essere
ragionevolmente felice in questa vita
e sommamente felice accanto a Lui
nella prossima, per sempre.

(Reinhold Niebuhr)


Eppure io, che in fondo sono un tipo di poche pretese, mi accontento di questa:

Che Dio mi conceda la serenità di accettare ciò che non posso cambiare, la tenacia di cambiare ciò che posso e la fortuna di non fare troppe cazzate.

(Stephen King)

LA TUA SOTTANA - frame - Primavera di poesie (18)


di FRAME

martedì 15 aprile 2014

LA FONTE BIANCA - Damiano Lentisco - Primavera di poesie (16)


di DAMIANO LENTISCO

Quarta fila, poltrona 7 - Riccardo Vandoni - Cinema



Paolo Sorrentino e la Grande Bellezza
La luna su Torino : Davide Ferrario
Piccola patria : Alessandro Rossetto

Gengis Khan - Appunti di storia - di Serenella

Tiriamo fuori dalle pieghe della storia... Gengis Khan.


Gengis Khan, che si chiamava in realtà Temujin (Temucin), rimase orfano a nove anni e la madre, senza più alcun aiuto e dovendo badare oltre ai suoi quattro figli anche ai due che il marito aveva avuto da un'altra donna, per sopravvivere insegnò a pescare a lui e ai suoi fratelli.
Non si hanno notizie certe sul resto della sua infanzia, ma sembra fosse un bimbo forte e robusto, sveglio di mente.
 Era nato nel 1162, secondo le cronache cinesi (ma la data è incerta), in Mongolia: una terra di nomadi situata nell'altopiano stepposo dell'Asia centrale.



domenica 13 aprile 2014

BRUCIATEMI SE MUOIO - Marilena - Primavera di poesie (14)


di MARILENA

Nonna si è fatta la badante - frame - narrativa

Non dimenticherò mai la faccia di mio padre il giorno che, zaino in spalla e sciame d’api assassine alle calcagna, me ne andai di casa sbattendo la porta.
Dietro sette centimetri di rovere massello lo sentii inveire qualcosa d’indefinito contro madre natura, breve preludio alla sua frase preferita:
«Vattene pure, questa casa non è un albergo!»
La seconda cazzata, l’anatema più gettonato nelle ultime settimane:
«Ricorda che se te ne vai, qui non metti più piede!» scagliato con violenza nella tromba delle scale, mi raggiunse mentre spingevo la maniglia del portone; a un solo metro dal marciapiede, a un passo dalla strada, là dove aveva previsto che sarei finito.

venerdì 11 aprile 2014

UNA GIORNATA - Giuseppe Barreca - Primavera di poesie (12)


di GIUSEPPE BARRECA

IL PESCO - Loretta - narrativa


 E' nato per caso su un giardino a terrazza e nell'angolo più angusto,
quasi a raschiare con il suo giovane tronco il muro. Perché in realtà di un recinto si tratta, o meglio di una grande vasca di cemento riempita di terra. Nessuno calpesta quel prato: si dovrebbe scavalcare il muretto e poi lo spazio è così stretto che i due pini , piantati anni addietro, ora si toccano. Sopra quella scatola verde si affaccia un balcone, un tempo arioso e grande ora ridotto ad una sorta di stanzetta/veranda dalle vetrate scorrevoli con  tende veneziane d'occasione che, a rispecchio del tempo, cambiano scenario e  da quel palcoscenico, come una vedetta  sulla torre, si affaccia lui: il guardiano del pesco. Fin dalle prime foglie lo ha cresciuto con amore dissetandolo con acqua fresca e nutrendolo con terriccio fertile.

martedì 8 aprile 2014

il Post it di Rubrus


Un po' di tempo fa un amico mi chiese che cosa pensavo di una rivista cartacea su cui scriveva (era una rivista divulgativa di storia, non "Playboy2" eh?).
Io gli risposi: "Interessante, ma trovo che la grafica sia dispersiva: troppi box, caselle, immagini... è difficile individuare un testo vero e proprio".    
E lui: "perchè tu appartieni ad un'altra generazione. Oggi l'approccio ad un testo è questo; proprio quello che tu definisci frammentario o dispersivo".
E' passato un po' di tempo, tant'è che oggi un sacco di riviste stanno chiudendo, ma credo che l'osservazione sia tuttora valida.
L'altra sera sentivo Severgnini magnificare le doti della concisione e della brevità come approccio da consigliare ai giovani. Sarà. Ma il troppo stroppia. A me la concisione sembra a volte lo strumento per dire tante scemenze. Restano scemenze, ma sono tante.

Comunque, fossi nato qualche annetto dopo, avrei detto alla mia maestra che mi diceva che ero distratto perchè facevo altro (leggevo, disegnavo ecc) mentre lei parlava: "Signora maestra, non sono distratto. Sono multitasking".

L'APPESO - Sara - Primavera di poesie - (9)


di SARA

IO E LUI - Riccardo Vandoni - narrativa

Quando ero giovane la maggioranza delle donne che frequentavo erano innamorate delle mie mani. Dicevano che le muovevo bene, che le usavo splendidamente e a proposito, che sembravano parte integrante del mio corpo. E io, che mi dispiacevo un poco per il fatto che a colpirle fossero le mani e non altre parti del mio corpo, ho imparato lentamente a giobbarci. Toccavo il volante della mia luminosa mini-minor giallo/ nera truccata come se sfiorassi il seno di Patty Pravo, fumavo le mie Muratti come se carezzassi il mare, picchiettavo con le nocche sulla tavola imbandita come se suonassi un notturno di Chopin. 


ULTIMA - Fabio Cattaneo - Primavera di poesie (8)


di FABIO CATTANEO

giovedì 3 aprile 2014

SENZA FREGI - Maurizio - Primavera di poesie - (4)


di MAURIZIO

Sara - SOLA - narrativa

“Audace la sera, vorrei correre dietro al suo coraggio di sfidare la notte, le ombre, il caos.”
Federica era appena rientrata dentro casa con un unico pensiero, cosa fare, cosa organizzare per non sciupare l’ennesima serata piegata sul pc o peggio ancora buttata come un vegetale sul divano rosso nuovo di zecca.  Le proposte di uscire fatte ai suoi amici erano state tutte declinate con una certa disinvoltura e una parvenza di riluttanza. La sua malattia li aveva progressivamente allontanati, i suoi amici, quelli che un tempo le andavano a rompere le palle anche alle tre di notte, per un consiglio, per un bicchiere di vino, per un briciolo di commiserazione. 

mercoledì 2 aprile 2014

Elisa Sala - IL SENTIERO DEGLI ASFODELI IN FIORE - Primavera di poesie - (3)


di ELISA SALA

LEGAL KILLER - Rubrus - narrativa


Lo avevano chiamato così dopo che aveva ucciso il terzo avvocato. 
Adesso, un mese dopo, il conto era arrivato a cinque. Troppi. C’erano state interrogazioni in parlamento. Il Ministro della Giustizia aveva promesso il suo intervento. Molti Ordini Forensi erano entrati in agitazione proclamando l’astensione dalle udienze. I mezzi d’informazione non parlavano d’altro ed i talk show andavano a nozze. Su Facebook era nato un gruppo di sostegno. Prima di essere oscurato, aveva raccolto un ragguardevole numero di iscritti. 

martedì 1 aprile 2014

I SIGNORI IN GIALLO (4) - Post it di Rubrus

Maigret 

“Io non penso” risponde spesso Maigret a chi gli chiede che cosa stia pensando.
Ovviamente è una provocazione, ma segna benissimo la distanza tra il commissario francese e suoi predecessori.
Il “trucco” di Maigret – giacché egli nega di avere un metodo – è di immergersi letteralmente negli ambienti, nelle psicologie dalle quali emerge, alla fine, la soluzione.