mercoledì 23 aprile 2014

Con “Lei” si sta meglio! - Quarta fila, poltrona 7 - Riccardo Vandoni - cinema


Gigolò per caso, Torturro
Trascendence, Wally Pfister
e
 “Lei” di Spike Jonze



Settimana drammatica! C’era poco nelle sale e quel poco anche di scarsa consistenza. Mi sono dovuto accontentare ben sapendo che non sarebbe stata una settimana memorabile…ma in realtà mi aspettava di peggio. Che scegliere? Beh, mi sono fidato di qualche critica e di un paio di amici e mi sono tuffato su Woody.
“Gigolò per caso” è l’orrendo titolo del film di Torturro ma il film è senz’altro peggio del titolo. Sceneggiatura banale, regia casuale e a corrente ridotta, fotografia patinata da pubblicità del Mulino Bianco, dialoghi insopportabili. Insomma un film da evitare a tutti i costi!






Deluso dal film intimista ho deciso di dirigermi su altri lidi. “Trascendence” con un Jonny Depp poco e male utilizzato ha un’idea di base stimolante (pur se già trattata): se sia possibile creare un’intelligenza artificiale che abbia coscienza del sé. Dopo una discreta partenza il film si intorcina su se stesso e si parte alla ricerca di effetti speciali, di cannoneggiamenti, di buoni che diventano cattivi e cattivi che non sono poi così cattivi. Insomma un pateracchio insopportabile. Ed anche qui vi sconsiglio caldamente l’ingresso in sala, oltretutto a pagamento.






Ma poiché questa dovrebbe essere una rubrica di consigli e non di sconsigli, vi suggerirò (se ancora non lo avete fatto) di andare a vedere “Lei” un magnifico film di Spike Jonze con Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson premiato con l’Oscar, meritatissimo,  per la miglior sceneggiatura originale. Mischiando fantascienza e melodramma senza far mai prevalere l’una sull’altra ma sapientemente miscelandole si parla dell’amore di un uomo per una macchina, un pc che ha la voce fantastica di Scarlett Johansson (nel doppiaggio italiano le corde vocali altrettanto fantastiche di Micaela Ramazzotti). Amore che tende a diventare fisico con il tempo ma che soffre di tutti i difetti di un amore vero, soprattutto della gelosia. Reale e virtuale si fondono per poi separarsi in una lotta di amore-odio continua e senza spiragli. La domanda che mi sono posto alla fine del film è stata: “Ma tutto questo è davvero così lontano o ci siamo quasi?”.

7 commenti:

  1. Sono d'accordo con l'autore del post, quoto “Lei” di Spike Jonze, film che mi ha proprio commosso (...succedesse raramente..). Ma in inglese però (eventualmente subbato in inglese) che la voce della Johansson vale da sola metà del film.
    Cià

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  2. Spike Jonze è lo stesso regista di "Essere Jhon Malkowich" quindi le credenziali sono ottime, inoltre il film ha ottenuto larghi consensi di critica e di pubblico anche all'ultimo festival di Roma. Mi incuriosiva questo oggetto dal nome accattivante, Samantha, frutto della tecnologia di un futuro molto prossimo con la voce suadente di Scarlett Johansson e ho trovato su Onda cinema.it a fira di G. Usai, una definizione convincente.
    Samantha, il marchingegno comprato dal protagonista Theodore, è questo: nient'altro che una macchina senziente, un frutto estremo della tecnologia in grado di acquisire dall'essere umano quello che serve per costruire, pezzo per pezzo, una vera anima. Succede dunque che, se questo particolare computer ha la voce suadente di Scarlett Johansson e dei modi languidi ma dolci di una donna ideale, fra l'uomo e la macchina possa anche esserci una storia d'amore. Eccola la trovata di Jonze. Questa volta l'uomo che cerca l'amore, che non riesce a vincere la solitudine, è nella vita virtuale che trova rifugio.

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    1. Non solo, Franco. Samantha non è solo questo ma un oggetto (perché di oggetto si tratta) che progredisce e acquisisce conoscenze in relazione alle esigenza del partner umano. Ovvero l'estrapolazione dei sogni emozionali del protagonista. Davvero qualcosa di diabolico, una sorta di droga emotiva dalla quale è impossibile venir fuori. Ma uno dei meriti del film è quello di rendere palpabile, quasi vivibile, questo abnorme rapporto tanto da rendere partecipe ed emozionare lo sbigottito spettatore.

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  3. Accidenti io mi sono già commossa guardando il trailer. Bene bene, grazie per il consiglio Ric :-)

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  4. Purtroppo non mi sento di condividere in assoluto l'entusiasmo per "Lei", film prestigiosissimo da un punto di vista ideativo, meno a mio avviso per quanto riguarda la sua realizzazione che ho trovato un po' troppo verbosa e in alcuni tratti davvero pesante. Inoltre la sfera emotiva che doveva essere secondo me quella privilegiata è inondata di incursioni di tipo sessuale che ne ledono la freschezza narrativa. Mio modesto parere ovviamente

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    1. Io tutte ste incursioni sessuali non le ho viste! Ma non è che sei capitata per sbaglio in un cinema a luci rosse o sei andata a vedere "Nymphomaniac - volume 1"? :)

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  5. Qui si potrebbe aprire un dibattito su come la sfera sessuale sia percepita da uomini e donne, non per farne una questione di genere ma credo che l'approccio al tema sia diverso e il coinvolgimento differente per un uomo e una donna. Io ho trovato il sesso pregnante in questo film, non che io abbia qualcosa in contrario, ma è la scelta di non privilegiare la sfera emotiva che mi lascia assai perplessa

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