sabato 12 aprile 2014

IL DONO - Serenella - Primavera di poesie (13)


di SERENELLA


Che sian qui
i miei scritti, amore?

Eppure erano panni lavati con nitore,
lavati con cenere alla fonte
e stesi ad asciugare sulle rocce
al sole.
E l'aria cantava intorno,
tutto era terso e il cielo turchino.
Verde era la chioma
che gli alberi scuotevano intorno
appena...

Se li ritrovo
voglio farne dono
a chi sapra' sentirne
nella solitudine
il profumo.

12 commenti:

  1. Li hai poi trovati i tuoi scritti?
    Che poi non sono tanto sicuro sia un inno al candore, ma, forse è una poesia d'amore. Qualunque cosa sia sa di buono di fresco e di pulito. Positiva questa poesia, sprizza ottimismo da tutte le parti.
    Cerca di ritrovarli quegli scritti, mi raccomando che la solitudine sta sempre dietro l'angolo e aspetta il momento buono per saltarti addosso.

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  2. Questa poesia l'ho appena letta a mia figlia quanto l'ho trovata piena di fraschezza! Certo ad una lettura declamata in alcuni punti perde ritmo ma la sensazione di leggere qualcosa di intimamente bello si sente. Un bel dono! :-)

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  3. Colori, profumi, sensazioni, vita...Sì, una poesia vitale, ricca della giusta dose di ottimismo, regala buon umore, questo il dono più grande! Un abbraccio Serenella!

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  4. c'è molto freschezza idilliaca, rischiara l'anima

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  5. Poesia che si muove a passo di danza, che della semplicità espressiva fa la sua forza, ravvivata dai colori allegri di una natura amica.
    Piaciuta tanto.

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  6. Più che ottimismo mi pare sprizzi luce e calore ed è una buona sensazione. Non c'è nessun verso che mi fulmini particolarmente ma l'immagine globale è piacevole e rasserenante.

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  7. Serenella Tozzi12 aprile 2014 19:58

    Ringrazio tanto, tutti, per le parole gentili.
    Un ricordo infantile di colori e profumi, ancora intatto e bello. Un quadro appeso nella memoria... con dedica ai puri, ai semplici, ai fanciulli.

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  8. Non posso farne a meno.
    Era nei vecchi quaderni?
    Mentre la leggevo, la ricordavo. E' possibile?
    Io òa sento una poesia d'amore, quel amore che fa parte di te.
    Mi è piaciuta

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    1. Serenella Tozzi13 aprile 2014 00:04

      Si, Elisa, l'avevi già letta. Mi fa piacere che la ricordassi, e che ti piaccia.
      Grazie. Un abbraccio.

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  9. Eh, eh quei panni lavati con la cenere e poi stesi sulle rocce ad asciugare al sole...
    Ricordi di un passato quando non c'erano le lavatrici e gli asciugapanni elettrici.
    Allora si poteva, in assenza di smog e con la natura ancora incontaminata.
    Cosa si son perse le novelle generazioni...
    Ma Serenella ricorda, per sè e per tutti noi.
    Le liriche d'amore dei primi anni avevano il profumo dei panni puliti al sole, d'aria tersa e sottile.
    Perchè l'entusiasmo dei primi amori rivestivano il candore dell'ingenuità.
    Ma, dico io, seppur rispolverati quegli accenti sarebbero fuori luogo, incomprensibili alla luce del modernismo disincantato.
    Oggi i rapporti uomo-donna si bruciano sin dalla gioventù e poi non resta che cenere.
    L'Autrice lo sa, ma non si rassegna.
    Se li ritrovassi, dice, li offrirei in dono a chi sapesse risentirne il profumo.
    Lirica idilliaca, questa e perchè no, se almeno per una volta ancora in grado di farci sognare.
    Illusionistica/mente, Siddharta.

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  10. Avevo già letto questa tua poesia e mi era piaciuta sin d'allora. Sì, quel tipo d'amore fresco e pulito, viene conservato nei cassetti veri, ma soprattutto in quelli della memoria. Bella Serena, ma lo sai, la tua poetica mi piace. Un abbraccio, Rita

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  11. Si, anche io ho avuto la netta sensazione di qualcosa già letto: soprattotto ricordavo l'immagine dei panni stesi sulla roccia al sole; ricordo benissimo di averne sentito, a suo tempo, anche il profumo. Ma volevo lasciarti comunque il mio pensiero. A presto.

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