martedì 8 aprile 2014

il Post it di Rubrus


Un po' di tempo fa un amico mi chiese che cosa pensavo di una rivista cartacea su cui scriveva (era una rivista divulgativa di storia, non "Playboy2" eh?).
Io gli risposi: "Interessante, ma trovo che la grafica sia dispersiva: troppi box, caselle, immagini... è difficile individuare un testo vero e proprio".    
E lui: "perchè tu appartieni ad un'altra generazione. Oggi l'approccio ad un testo è questo; proprio quello che tu definisci frammentario o dispersivo".
E' passato un po' di tempo, tant'è che oggi un sacco di riviste stanno chiudendo, ma credo che l'osservazione sia tuttora valida.
L'altra sera sentivo Severgnini magnificare le doti della concisione e della brevità come approccio da consigliare ai giovani. Sarà. Ma il troppo stroppia. A me la concisione sembra a volte lo strumento per dire tante scemenze. Restano scemenze, ma sono tante.

Comunque, fossi nato qualche annetto dopo, avrei detto alla mia maestra che mi diceva che ero distratto perchè facevo altro (leggevo, disegnavo ecc) mentre lei parlava: "Signora maestra, non sono distratto. Sono multitasking".

16 commenti:

  1. Sarò circonciso!
    Ultimamente circola sui giornali questa battuta, estrapolata credo da un recente libro sugli strafalcioni del bel paese.
    Non ho capito, ma la concisione, lo dice la parola stessa non dovrebbe evitare di dire un mare di sciocchezze?, mi pare che tu sostenga il contrario. E' una provocazione vero?

    Il multitasking? Ne ho sentito parlare, è un programma che consente al computer di eseguire contemporaneamente due operazioni. Però lo fa passando velocemente da un problema all'altro, ora si occupa di A e poi passa ad B e viceversa. Ben lontano dalle capacità umane. Infatti noi sappiamo disegnare mentre ascoltiamo la musica, Ma soprattutto riusciamo a parlare, mentre pensiamo ad altro, a me succede costantemente.

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    1. "Sarò breve e circonciso" è una battuta che in effetti circola da un po'. Sul "multitasking" è dimostrato ormai quanto labile possa essere la nostra attenzione allorchè il cervello è impegnato su più fronti. Se badiamo ad un dettaglio, specie se ci viene detto di badare a quel dettaglio, gli altri tendono a svanire.

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  2. Considerata la bontà di certe cariatidi, la maestra in questione punta nel vivo ti avrebbe bocciato alle elementari. O tempora o mores, direbbe qualcuno. Oggi i maestri patteggiano i voti con i genitori,soprattutto quelli che non hanno una seconda fonte di reddito che consenta loro un'adeguata copertura assicurativa. Se solo sganciano un brutto voto rischiano più querele di quel tizio che durante un match strappò l'orecchio dell'avversario a morsi. Questo clima rovesciato ha contribuito al proliferare di certa propedeutica il cui metodo si esprime pienamente attraverso testi come quelli da te descritti. Non dirò del sussidiario di mia sorella,undici anni quest'anno. E necessaria una laurea al Mit per organizzare i contenuti e trasmetterli a una crapa giovine

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    1. Anche Tyson avrebbe problemi con certi genitori. Io continuo ad avere perplessità su un certo sistema educativo troppo frammentario, ma appartengo ad un'altra generazione, ormai, quindi forse il mio giudizio è erroneo.

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  3. Serenella Tozzi9 aprile 2014 10:08

    Eh! Rubrus, potevi dirglielo che precorrevi i tempi. :-)))
    In quanto ai testi per le elementari... basti dire che l'aritmetica la chiamano pomposamente matematica.

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  4. Un bel post it, io detesto tutto ciò che è dispersivo, visivamente dico, per il mio pessimo orientamento che si riproduce anche nelle grafiche scomposte...quella del multitasking è una grande tecnica se abbinata alle facoltà umane, io che con la tv accesa non riesco nemmeno a contare fino a 3.... :-)

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    1. Probabilmente sono un uomo fortunato: contemporaneamente ascolto la musica, penso ad altro mentre scrivo, parlo, canto, bevo e mangio, sbircio il mio bassatto nel contempo che la mia adorata Santippe quando ne ha voglia mi dà una grattatina alla testa...
      Sid

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    2. Io ho sempre più problemi con tutti gli aggeggi elettronici. Un tempo, ogni tanto, per farli funzionare chiedevano aiuto a me (il più giovane della famiglia, all'epoca). Oggi sono io che chiedo o inizio a chiedere aiuto agli altri.

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    3. Serenella Tozzi9 aprile 2014 17:38

      Io anche chiedo aiuto e devo dire che la mia nipotina di nove anni si destreggia benissimo in questo campo, e come lei tanti suoi coetanei. E' stupefacente la bravura di questi piccoli cibernetici. Sono dei mostri. :-))

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    4. Corrige: < bassotto >...
      Sid

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    5. Io invece faccio una cosa alla volta Sid,ma ti assicuro che la faccio bene bene bene :-) Però un po' v'invidio voi multitasking :-(

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    6. Lavorare a maglia , leggere, rispondere a questo post it mentre ascolto le jene alla televisione su una storia di torture di un contingente italiano , si possono fare tante cose contemporaneamente.
      La maggior parte delle cose che scrivo le penso mentre lavoro: sono una multitasking? Aiuto:-)

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    7. E pensare che, analogamente a quanto dici, le idee più brillanti ( parlo per me... ) mi vengono in mente quando svolgo attività manuali: mentre vango, faccio il muratore, lavo i piatti, ecc.
      Ci ho sempre in tasca dei fogliettini dove annoto gli appunti estemporanei, che poi con calma svolgo trascrivendoli sul pc.
      Perchè ormai la memoria recente sempre più affollata tende a sfuggirmi proditoriamente...
      Sid

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    8. Che cosa affascinante Sid quella dei fogliettini! Io lo faccio col cellulare, sono meno romantica, la notte quando sono a letto e mi salgono su impressioni e lampi da appuntare che altrimenti chi se li ricorda poi la mattina...Come vedi la memoria fa lo sgambetto un po' a tutti :-)

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  5. Avrei preferito < ... mi chiese che cosa pensassi... >.
    Sulla concisione e relative scemenze.
    Concordo specie per gli aforismi: spesso con la pretesa di dire verità assolute prestano il fianco all'esatto contrario.
    Oltre a consacrare magnifici assurdi con presunzione d'immortalità.
    Siddharta

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  6. Il "pensassi" è sicuramente meglio e, sugli aforismi, concordo. Variando sul paradosso del cretese si potrebbe dire: "tutti gli aforismi sono esagerati".

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