giovedì 17 aprile 2014

LA TUA SOTTANA - frame - Primavera di poesie (18)


di FRAME


E quella sera d’estate in campagna?

Seduto sui gradini di un’idea
che non sale non scende non balena
aspetto un po' che rinfreschi la sera
che maturi la notte, venga l’ora.

L’odore della stalla alla finestra,
guarda una lucciola che s’avvicina
forse è una bicicletta che traballa.

La falena s’affanna senza luce
il silenzio è un concerto che non tace
e tu... che sollevi la sottana,


mai più così noi due sotto la luna.

(frame del 2012)

34 commenti:

  1. E con questa mia si conclude la carrellata, : "Primavera di poesie".
    Spero di non aver dimenticato nessuno, e se arriveranno altre poesie, sarà un piacere prolungare la raccolta.
    Ringrazio tutti per la partecipazione, è stata una cosa davvero simpatica e se sarete d'accordo, da ripetersi quanto prima.
    Grazie, Franco

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  2. Ma che bella Franco, bellissima! Fresca, leggera, armoniosa. Ogni immagine creata con grande efficacia poetica. Questi versi mi sorprendono e mi abbracciano così come intendo che la poesia debba sorprendere e abbracciare...Molto, molto bravo per me

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    1. Insomma, un ovetto di Pasqua indorato con sorpresina incorporata. Grazie

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  3. Arduo non entusiasmarsi: gli endecasillabi creano il giusto ritmo, le immagini sono tenere, tutto sembra concorrere a ispessire la serenità.
    La chiusa, inaspettata ma azzeccata, sgambetta l'ingenuo e romantico lettore, già pronto a versare lacrime di commozione per cotanto idillio messo in mostra dai versi :-))

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    1. Pascoliana sì, ma con trabocchetto. Le cose non le so prendere con la dovutà serietà, in questo senso ci assomigliamo, meglio un sorriso al pianto. Se poi c'è una sottana di mezzo, ancora meglio ;-)

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  4. Serenella Tozzi17 aprile 2014 12:47

    Ma che birichina questa poesia, parti da quell'idea che non balena (ma sei sicuro che non balenasse?) poi osservi il paesaggio e fai filosofia (bello il silenzio unito ad un concerto che non tace) per poi arrivare al nocciolo della questione :-))
    Hai saputo descrivere in maniera gentile ed efficace una serata che, con quella magnifica luna, deve esserti rimasta nella memoria. ;-))
    Mi ritrovo in quanto detto da Sara e Salvo. Davvero una bella poesia.

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    1. Che scemo, non l'avevo capita, pensavo ti riferissi al congiuntivo e invece... hai ragione, balenava, balenava, eccome se balenava, anzi, non vedevo l'ora… ah …ah… ah… ah…
      Comunque, vorrei precisare, non per celia ma per onestà, che non la considero una vera poesia, mi sono divertito a scriverla e la definirei un gioco in versi.
      La poesia per me è finzione, in questo la penso come Pessoa, mentre ho letto recentemente in un commento in cui si affermava che la poesia dovrebbe essere una cosa seria, e tutto sommato sono pienamente d'accordo. La poesia è talvolta giocosa, leggera, divertente, appassionata, ma dovrebbe essere sempre sincera e onesta, a me invece va sempre di giocare quando scrivo ed è questo che fa la differenza tra la “poesia” e la composizione in versi. Io poi sono scarso anche dal punto di vista tecnico, per cui ho smesso da tempo di prendermi in giro e se devo dire qualcosa lo faccio in prosa, oppure, ma molto raramente, taccio.

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    2. Serenella Tozzi17 aprile 2014 18:08

      Seria in senso? che deve essere scritta seriamente, senza ridere? o deve essere scritta bene, senza strafalcioni?
      Ma, perché dovrebbe essere solo una cosa seria? La poesia nasce da un moto dell'animo, che può essere dettato da un momento giocoso come da un dramma vero e proprio. Per me, comunque, per un motivo o per un altro (magari anche solo per l'estetica o la tecnica), deve coinvolgere chi la legge.
      :-)) Ah! Mi sono fatta una bella risata per il congiuntivo.

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    3. Non intendevo dire SERIOSA. Dovrebbe essere la trasposizione sincera dei moti dell'animo, appunto come dici tu. Si può essere sinceri anche nella finzione, il poeta è fingitore e anche la menzogna ha la sua valenza poetica.
      Poi ci sono sempre le canzoni, le ballate, le filastrocche, le storie in rima se uno vuole esercitarsi in queste forme e non è particolarmente ispirato, ma anche per queste ci vuole mestiere e la serietà nel lavoro, è fondamentale. Lo so, non mi sono spiegato bene, ma sono sicuro che mi hai capito. :-)

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  5. Ah! Quella sottana malandrina...neppur la luna c'è ad occhieggiare...e c'è l'attesa, quel magico momento...che maturi la notte e venga l'ora! "E tu, sollevi la sottana" - Sono curioso del commento che può dare uno come Siddharta...spero di leggerlo!!!
    Per cui, ansiosa/mente l'aspetto!!!

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    1. Il maestro è esigente in tutti i sensi, non basta lo sventolio di una sottana a farlo sobbalzare, è più facile che si adombri per gli endecasillabi imperfetti, in ogni caso Pietro, grazie per il tuo intervento. Malandrina è il termine esatto :-)))

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  6. Ma no...vedrai che saprà trovare le parole adatte per un buon commento. La lirica non è male e quella chiusa dell'undicesima riga la dice tutta. Ma mi preoccupa del perché non si è fatto ancora vivo...avrà i suoi impegni, ma sono sicuro che non ti farà mancare il suo giudizio.

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    1. Oggi sono andato dal commercialista per il 730.
      Penso che il fisco sia rimasto contento di me...
      Gravoso impegno!
      Sid

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  7. L'Autore non si sbilancia, giocando a rimpiattino col lettore.
    Mah, pensando a un doppio senso burlone, mi viene in mente una donnina allegra avvicinata di notte, sotto la luna, una sveltina e nulla più.
    La lucciola, la falena affacendata al buio, la sottana, chissà.
    Perchè anche in campagna si amoreggia, nell'afrore delle stalle che sparge intorno...
    Letta così, m'intriga.
    Naturalmente il commento potrebb'essere tutto sbagliato, ma che ci posso fare?
    Siamo in Quaresima, ma quando il desiderio assilla tutto il giorno...
    La punteggiatura, fatta la sua scelta, pare che talora se ne vada in vacanza.
    Endecasillabi canonici, ma il penultimo un decasillabo.
    Riservata/mente, Siddharta.

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    1. Vabbe', ho accennato di proposito agli endecasillabi.
      So contare anch'io fino a undici, ma dopo - E tu che sollevi la (tua) sottana -. Quel "tua" che nel titolo è presente, suona male e io preferisco farne a meno, anche se non tornano i conti.
      Sulle virgole, soffro di aritmie e faccio le pause a modo mio. quindi stanno bene così. ;-))))
      Comunque, grazie per il passaggio.

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    2. E' una mia deformazione matematica: quando leggo un verso, mi metto subito a contare...
      Anche l'interpunzione mi perseguita fin dall'età scolare, un vero imprinting.
      Sid

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  8. RUBRUS

    mai/più/co/sì/noi/due/sot/to/la/lu/na
    1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
    credo che la scansione sia questa perchè mi pare che in poesia i dittonghi valgano uno (a meno che l'autore non li separi mettendoci sopra la dieresi).

    In ogni caso non sarebbe decasillabo perchè quello prevede accenti fissi su terza sesta e nona sillaba (s'o/de a/de/stra u/no / squil/lo /di / trom/ba), mentre quel verso ha accenti su quarta, settima e decima (gli accenti nell'endecasillabo possono essere variabili).

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  9. questo invece è
    e / tu / che / sol / le / vi / la / tua / sot / ta / na
    1--2----3---------4----5----6---7----8------9----10---11
    Secondo me sono undici. Se c'è il "tua".
    Però effettivamente è pleonastico il "tua". Perchè... di chi altri doveva sollevare la sottana?
    Se ci metti un bel "poi" dopo "e", i conti tornano.

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    1. Bravo Rubrus, proprio così, quel "tua" stava proprio male.

      Già è difficile far tornare i conti delle sillabe, e io non sono disposto usare tronche o a storpiare le parole, se poi ci mettiamo a contare gli accenti diventa un lavoro difficilissimo da fare.
      Avrei potuto trovare altre soluzioni, il poi poteva andare anche bene, ma in genere non sono disposto a storpiare le parole per far tornare i conti. Lo fanno anche gli autori famosi, quelli che le licenze poetiche se le possono permettere. Io mi concedo distrazioni, tanto le mie cosette non hanno la pretesa di essere poesie.

      ps: sono riuscito a riprestinare la sequenza dei commenti :-)

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    2. Serenella Tozzi18 aprile 2014 11:15

      Io sono per la licenza poetica.

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    3. Gino Bartali direbbe < tutto da rifare, tutto da rifare... >. Naturalmente contando sul senso dello humour di Franco, altrimenti sarebbero guai...
      Sid

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    4. E se:
      < ed io a sollevar la tua sottana >?
      In fin dei conti anche lui dovrà pur far qualcosa...
      Sid

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    5. Eh... no!
      E' lei che solleva la sottana. Io assisto e mi godo la scena.
      Faceva troppo caldo e poi le zanzare... le rane... il cane che abbaia alla catena, il temporale, il vento, la pioggia... insomma come nella celebre barzelletta di Carletto raccontata da Berlusconi. Se non la conoscete andate su: https://www.youtube.com/watch?v=7tyBDyEgRYM

      ps: Questa barzelletta era il cavallo di battaglia del mio Barman, il Beppe, ai tempi del piano-bar, Lilith. E parlo di vent'anni fa. :-)

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    6. Eppure < lui > si sarà ben prefigurato di sollevargliela quella sottana...
      Perche tiran più gli orli di una sottana che cento buoi in una piana...
      Ridanciana/mente,Sid.

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  10. Io sono per la bellezza e la musicalità, questa la conoscevo già, ma è sempre bellissima.
    Ciao Franco
    Rita

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    1. Ah te la ricordi? Mi fa piacere.
      Ciao Rita

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  11. Rita sai sempre tutto: beata te...
    Sid

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  12. La famosa penultima frase può diventare da decasillabo a endecasillabo nel modo seguente: "E tu che ti sollevi la sottana" - Ma può anche andare: "E tu che poi sollevi la sottana" - all'autore la scelta dell'aggiustamento.

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    1. Non c'è niente da fare: a Franco piace il decasillabo!
      Sid

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  13. Ciao Sid,
    io non so sempre tutto, Amo la scrittura ed in particolar modo le poesie, la mia passione è accompagnata (per ora) da una buona memoria, quindi se una poesia mi piace molto, a maggior ragione mi rimane impressa.
    Ti mando un abbraccio
    Rita

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  14. La ricordavo. In particolare quel finale acre, in controtendenza, che svela un'altra luce. Mi era piaciuta allora, mi piace ancora. (mi ha fatto pensare anche ad altre belle poesie scritte da un bravo poeta presente sul Club, spiarmy).

    Franco "Pale"

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  15. una poesia che ha l'odore della gioventù, delle estati trascorse in campagna, il momento più bello era la sera quando tutto diventava magico :-)

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    1. Hai ragione, hai ragione, all'epoca avevo da poco raggiunto la settantina... Bei tempi, bella la gioventù ;-))))

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