martedì 8 aprile 2014

L'APPESO - Sara - Primavera di poesie - (9)


di SARA


Attendere è un modo come un altro
di somigliare alla pioggia,
di ascoltarsi nel traffico immobile
di solitudini nuove.

Dovrei  partire.

Novembre invita a calcolare
la probabilità di un fiore,
una lumaca ti fissa dalla ciotola in cortile.
Potrei dormire per soffocare
un calendario fermo a un anno fa.
Giochiamo a dadi intanto,
il mondo aspetta alla fine,
qualcuno dice e forse crede
che arriverà.

18 commenti:

  1. Nonostante l'imbeccata su l'Appeso non sono riuscito a risolvere l'Arcano. Non conosco in significato dei tarocchi, e a malapena so che quella figura ribalta la realtà, o perlomeno ne offre una visione capovolta, ma oltre non saprei andare. Resta immutata la stima e il fascino per versi che suscitano il desiderio di saperne di più. :-)))

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  2. Aiaiaiai...:-) Il guaio è che è una poesia vecchia questa, vattelo a ricordare quello che volevo dire :-) Scherzo ovviamente, se ti interessa ti darò tracce più dettagliate in privato ma non vorrei tediarti, intanto grazie Franco per la stima che tra l'altro è reciproca :-)

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  3. Serenella Tozzi9 aprile 2014 10:20

    A me sembra l'attesa di un avvenimento, un qualcosa che possa capovolgere il momento in essere. Tutte le immagini ci richiamano alla lentezza del trascorrere di quel momento: la pioggia ferma come il traffico, la lumaca, il sonno a sfuggire.
    Trovo siano molto appropriate queste immagini a rendere l'atmosfera sospesa.

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    1. Grazie Serenella, la tua lettura è molto vicina al sentimento che ha generato questi versi

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  4. Vedi che il lettore non capisce nemmeno se fornisci tracce? Si potrebbe aprire un lungo dibattito su cosa sia "poesia", su come si diversifichi essere poeti, su quanto e come debba arrivare al lettore etc. etc.
    Premetto che ti stimo da sempre grandissima produttrice di versi ed il fatto che essi sgorghino da te impetuosi in alcuni periodi e fatichino in altri mi fa credere che tu peschi nel profondo e ci fai parlare sempre con la tua anima. Cosa che molto mi intenerisce e ben dispone.
    Ma non si scrive soltanto per sé, altrimenti le nostre cose resterebbero nel cassetto per le fredde serate invernali davanti al caminetto. Le tue cose sono attualmente (dico attualmente perché sei diventata col tempo più metaforica di prima) una via di mezzo tra l'ermetismo e la tradizione. Come se dicessi inconsciamente a te stessa: "Meglio far capire ma non troppo, meglio non essere troppo diretti". Ne nascono cose interessantissime e coinvolgenti proprio per questo capire-non capire che sovente lega il lettore alla sedia come in occasione di un sudoku non diabolico ma assai difficile.
    Insomma hai trovato col tempo uno stile tutto tuo che media tra tradizione e innovazione in un contesto poetico sempre assai garbato e pieno di una musicalità che ti invidio. Brava come al solito...ma che vo' dì? :):):)

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  5. Mi stupisco Ric che ti chieda che vuol dire, mi ricordo di aver parlato con te di questo testo approfonditamente in più occasioni, ma so che la tua memoria fa i capricci :-) La domanda secondo me a monte è se la poesia si debba capire o sentire e se l'una cosa sia indissolubilmente legata all'altra. Io credo di no, proprio qualche giorno fa ho letto una poesia che mi ha dato i brividi senza poterla comprendere a fondo dato il soggetto molto personale e filtrato. Cosa ci fa dire che una poesia è bella? Condividerne il senso? O piuttosto condividerne le sensazioni, che è ben diverso... Io sono per la seconda ovviamente, ma è la mia opinione soltanto. Se vuoi il senso però te lo ripeto eh :-) Grazie come sempre per gli stimoli che mi dai!

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    1. Ovviamente non parlavo di me che a suo tempo ho avuto però, come Frame, bisogno di spiegazioni. Parlavo del lettore in generale ed esprimevo una opinione che è ben lungi da essere una sentenza (come sai non ne do quasi mai). Se ne può parlare e discutere e sono assolutamente d'accordo con te: la poesia deve fornire sensazioni. Ma le sensazioni non possono essere più forti se so di cosa si sta parlando? Il tuo concetto di poesia, così estrapolato dal senso, è molto simile alla musica ma anche lì ci sono melodie che capisco di più ed altre che capisco di meno. A me danno più brividi le prime.
      E comunque...stai tranquilla...ancora non sono rincojonito. Magari mi manca poco ma ancora no! :):):)

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  6. E' una questione estremamente soggettiva io credo, il vivere la poesia, come la musica, la pittura e tutto ciò che riguarda l'espressione umana. Il senso non si discosta da questo, io leggo ciò che il soggetto mi trasmette aldilà del senso vero che l'autore conosce e vuole imprimere, quando c'è coincidenza dei due sensi tu dici che il godimento s'innalza? Non lo so, può darsi che sia così, ma per natura io amo tutto ciò che è sospeso, il dubbio anzichè la certezza, l'interrogarsi anzichè l'esclamare, a volte mi ritrovo a scrivere cose di cui il senso sfugge perfino a me stessa ma non mi stupisco, perchè scrivere è tirare fuori parte del nostro lato oscuro, oscuro nel senso di profondo e nascosto. Sì, io sono per un tipo di poesia che sia una via di mezzo tra il certo e l'ignoto ma non per volontà, semplicemente per indole e inclinazione. Sono strana lo so... :-)

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  7. Dopo tutto quello che ho letto nei commenti che precedono, reputo prudente sospendere ogni giudizio.
    < Aspettare > come transitivo vorrebbe il complemento oggetto.
    Il refuso su < fà >.
    Prudentemente, Siddharta.

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    1. Ma come Sid? Io aspettavo proprio il tuo giudizio...giudizio: complemento oggetto, eccoti accontentato :-) Lanciati lanciati dai...guarda che non mi offendo e poi ho il paracadute :-)

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    2. Cosa vuoi che ti dica, Sara...
      I tuoi versi potrebbero ispirarmi un'infinità di variabili, tutte pertinenti, tutte sballate.
      Io la chiuderei qui: ognuno s'accompagni con le proprie sensazioni senza esternarle, per evitare smentite o peggio improperi.
      O forse certe emozioni è impossibile esprimerle perchè invero confuse nel profondo dell'io, questo personaggio misterioso e tirannico.
      Sid

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    3. Sid guarda che se mi parli di io in questi termini svengo, sono molto sensibile di fronte all'argomento....ma mi sa che si è capito :-) Eppure pensavo affondassi di più il pugnale, ho capito, sei stato magnanimo :-) Grazie sinceramente!!

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  8. Per Ric e a Sara,
    Sì, va bene tutto ma io non sono portato per elucubrazioni, arzigogoli mentali sofisticati, a malapena percepisco bagliori nella poesia ingenua, pertanto non faccio testo. Non ho mai nascosto la mia poca propensione a certa poesia cerebrale e ultramoderna, e tra l’altro ho una conoscenza sommaria anche di quella cosiddetta classica. Non aborro le metafore, mi cimento anche in allegorie impegnate e non disdegno l’enigma, tra il banale e il già detto preferisco di gran lunga il più suggestivo imperscrutabile ermetico. Però della spiegazione a posteriori ne faccio volentieri a meno, mi tengo le impressioni che ho ricevuto dal testo in prima, seconda e terza lettura, e poi le spiegazioni non le voglio più sentire, le ritengo tardive e pertanto superflue. Lasciatemi pure nel dubbio, lasciate che mi arrovelli, e con la fantasia immagini cose inaudite, perché la verità potrebbe essere di gran lunga inferiore alle attese.

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  9. Franco mi trovi perfettamente d'accordo. E' un po' quello che dicevo a Ric sul senso di un testo nella mente dell'autore che lo produce e del lettore che lo riproduce e spesso i due non coincidono e anch'io preferisco di gran lunga tenermi il senso che ho fatto mio. Quindi tranquillo, non riempirò la tua casella mail di noiosissime spiegazioni :-)

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  10. non è facile riprodurre un momento d'attesa, di inerzia, ma tu lo hai fatto molto bene. Mi piace anche il finale... c'è un refuso... "fa" in questo caso va senza accento o apostrofo

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    1. Grazie Giuseppe per l'apprezzamento e per la segnalazione del refuso che provvederò a correggere :-)

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  11. Sono tanti i Poeti riconosciuti tali dai critici letterari che mi risultano ostici.
    Che fare, allora? Smorzare la passione per questo mezzo di comunicazione che a volte regala emozioni indicibili, pur nella sua brevità?
    No di certo, mi accontenterò di dire che sconosco le regole per definire cosa sia poesia e cosa non lo sia.
    Liberato da tale responsabilità :-)), dirò solo che la tua poesia mi è piaciuta, e tanto.

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  12. Grazie Salvo, è una definizione troppo sfuggente, hai ragione, chi può darla in termini assoluti, nessuno...molto felice che tu abbia apprezzato :-)

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