mercoledì 16 aprile 2014

MI PIACE - Manrico Bacigalupi - Primavera di poesie (17)


di MANRICO BACIGALUPI


Mi piace passeggiare in riva al mare
a piedi nudi, con le scarpe nuove
in mano… e i pantaloni arrotolare
a “mezza gamba” e poi sentir che muove
la rena fra le dita e rovistare
il fondo, come bimbo, in ogni dove !
…Poi, un refolo di brezza che leggera
m’assale, con la bruma della sera!

9 commenti:

  1. Un'immagine raccontata con efficacia, sembra di vederle quelle scarpe nuove, i pantaloni su ed i piedi liberi trionfalmente :-) Mi hai fatto venir voglia di fare la stessa cosa!

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  2. Buongiorno Manrico,

    Ci manca solo il vento tra i capelli, il sale sulla pelle, l'odore del pescato e non dimentichiamo la tintarella:-) Senza contare il pediluvio sul bagnasciuga che favorisce la circolazione.
    La forma è impeccabile, ma se mi posso permettere, questa non mi è piaciuta moltissimo. La scelta del maestro questa volta la penalizza. Alla prossima.

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    1. Famoso il < diacorso del bagnasciuga > di Mussolini ( 24.6.1943 ), che fece ridere l'Italia dal pensiero ancora libero.
      Uno scivolone letterario del dittatore.
      Perchè il bagnasciuga è la linea di galleggiamento delle navi, oggi passato impropriamente ad indicare anche la battigia.
      Leggendo, mi è sovvenuto il ricordo storico per le nuove generazioni forse non a giorno.
      Absit iniura verbis...
      Sid

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    2. Corrige: leggasi < discorso >.

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  3. Serenella Tozzi16 aprile 2014 12:58

    Mi ricorda un dipinto della scuola napoletana: una fanciulla girata a mezzo tronco che si volta sorridendo con un piede sollevato mentre cammina sul bagnasciuga. I colori e la vivacità del movimento erano affascinanti quanto quel suo sorriso felice e sbarazzino.
    Probabilmente anche tu hai provato le stesse piacevoli sensazioni e le hai trasmesse con questa semplice ma espressiva poesia.

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  4. Insomma...comsì comsà. Effettivamente c'è tutto il consueto poetico, compresa un'apocope a metà verso. No,anche a me non è piaciuta moltissimo!

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  5. E' evidente che il disperato ipermodernismo infuturato deve per forza far sentire come alterata/adulterata la sana poesia di un tempo.
    Che può saperne un tabagista incallito dei delicati sapori delle vivande?
    < ... la pargoletta mano, il verde melograno da' bei vermigli fior... >, insieme alle forme apocopata e tronca apostrofata ed il Carducci, tutto in pattumiera.
    Con Dante, il Foscolo, Leopardi, ecc.
    Bacigalupi, lo scrivente ed un pugno di altri valorosi veteroresistenti sopravvissuti cocciutamente difendono la metrica, la semplicità ( non l'ingenuità, come si vorrebbe far credere ), il ritmo musicale del verso, ecc. a mo' dei classici.
    Ed allora, in controcorrente, scendo in campo come campione di damigella Poesia di Manrico.
    Che a me è piaciuta tantissimo ( la scelta è stata esclusivamente dell'Autore ).
    Che mai si doveva esaltare in riva al mare?
    Beh, innanzitutto e soltanto la bellezza e purezza marine attorno all'isola d'Elba.
    Perchè vedete, sono di antico pelo, e in barba alla goletta verde ho visto acque dei tre mari iinquinate alla grande per mano dei nativi e non: in Liguria, a Crotone, ecc., addirittura con reflui tossici.
    In Puglia , qualche tempo fa i piedi mi si sono incatramati sulla spiaggia con le palline nere del lavaggio delle petroliere alla fonda.
    In Sicilia talune bellissime rive sono diventate discariche a cielo aperto di rifiuti solidi urbani.
    Il Canal Grande è da evitare: se vi caschi dentro muori attossicato prima che affogato.
    E così via.
    Ma che c'entra con questo la poesia in lettura?
    C'entra, c'entra.
    Colà si cammina sulla battigia con le scarpe in mano e i pantaloni arrotolati a mezza gamba, incocciando solo conchiglie.
    Con l'odore della brezza e della bruma che sa di salsedine, non di scarichi nocivi.
    Di cos'altro si dovrebbe cantare?
    Bravissimo Manrico, Poeta della Natura con l'iniziale maiuscola, dalle acque incontaminate, innamorato di una terra amata dal dio.
    La tua lirica antica ci ricorda che non tutto è perduto e nei luoghi e nella Musa.
    Fraterna/mente, Siddharta.

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    1. Caro Sid, non fumo più da molto tempo, ma mi prendo del tabagista ad espiazione delle colpe del passato. Non mi metto a discutere con te sulla proposta del maestro Manrico e sulla poesia in genere, ma rivendico il diritto ad esprimere la mia opinione senza dover passare per un ipermodernista infuturato. Solo a una sagoma come te poteva venire in mente una roba del genere.
      Se non fosse di cattivo auspicio ti direi stai sereno, ma siccome ti voglio bene e mi sta a cuore la tua salute, ti invito a passare dalle mie parti, sai io sono quarant’anni che quando mi sveglio la mattina guardo il mare, non vorrei essere indiscreto ma tu da casa tua cosa vedi?
      Sei una forza Sid :-))

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    2. Come vedi, caro Franco, anch'io rivendico alla mia maniera la libertà d'opinione.
      Ci vorrebbe altro.
      Il mio è soltanto uno sfogo letterario di fronte all'attacco degli apache al fortino del classicismo...
      Non una censura.
      Libera/mente, Sid.

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