martedì 15 aprile 2014

Quarta fila, poltrona 7 - Riccardo Vandoni - Cinema



Paolo Sorrentino e la Grande Bellezza
La luna su Torino : Davide Ferrario
Piccola patria : Alessandro Rossetto



Paolo Sorrentino e la Grande Bellezza

Non si può parlare di cinema senza spendere due parole sul grande riconoscimento che il cinema italiano ha ricevuto quest’anno. L’oscar a Paolo Sorrentino se non riporta il cinema italiano ai fasti d’un tempo gli riconosce almeno vertici di eccellenza. Credo che una carriera fulminante come quella del regista napoletano abbia pochi riscontri altrove. Ricordo ancora come venni fulminato dal suo film d’esordio (“L’uomo in più” 2001) che pescai nottetempo in non so più quale canale e che mi fece innamorare all’istante. Dopo di allora tutte perle rare: Le conseguenze dell’amore – L’amico di famiglia – Il divo – This must be the place – La grande bellezza, tutte robe da urlo anche se “Le conseguenze dell’amore” resta, a mio parere, inarrivabile. Questo riconoscimento credo sia un attestato alla qualità cinematografica espressa in carriera. Non mi è sembrato a dire il vero né che “La grande bellezza” fosse il suo miglior prodotto, pur se un eccellente modo di fare cinema, né che fosse il miglior film straniero dell’anno. Ma ben venga! Se pensate che Paolo Sorrentino ha anche ottenuto una candidatura al premio Strega con il magnifico romanzo “Hanno tutti ragione”, capirete che mai premio è stato più adatto a gratificare chi ha fatto della cultura e della qualità artistica un credo di vita.


"La luna su Torino" di Davide Ferrario


Bene, due parole sulla distribuzione, quella maledetta bestia che in nome del “vojo incassà a tutti i costi” manda in giro dei film-spazzatura e relega altre cose in cinemini d’essay. Ho visto due gioiellini negli ultimi mesi, forse i migliori film italiani dell’anno e li ho dovuti scoprire, come un carbonaro, nell’unica sala di Roma in cui li programmavano. Parlo di “La luna su Torino” di Davide Ferrario e del fantastico “Piccola patria” di Alessandro Rossetto, anche lui alla sua opera prima.


"Piccola Patria" di Alessandro Rossetto



“Piccola patria” mette a nudo, con una crudezza disarmante, un certo modo di vivere nella provincia del nord-est d’Italia. Il film sembra inizialmente mettere a fuoco un mondo senza speranze in cui il solo scopo dell’esistenza quotidiana è sbarcare il lunario senza privilegiare nulla, nemmeno gli affetti più intimi. Poi prende la piega del noir, almeno nelle atmosfere, in un crescendo davvero pregevole. Bellissima la fotografia che usa spesso la macchina da presa come oggetto immobile e testimone silente dei fatti, fantastiche le musiche, superlativa la protagonista Maria Roveran.
Insomma…che gli altri vadano a vedere i Vanzina, io mi butto in qualche saletta per cinefili solitari!

Riccardo Vandoni
15.04.2014

7 commenti:

  1. Finalmente anche un po' di cinema in questo blog.
    La trovo un'ottima idea Ric, Sulla Grande Bellezza è stato detto di tutto e di più, quindi vi evito le mie impressioni, ma lasciatemi dire che per me è un ottimo film, lo rivedrei volentieri. Le altre due proposte mi sembrano interessanti, vedrò di scaricarli da qualche parte, poi ti farò sapere.

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    1. Grazie dello spazio che mi offri, Franco. Lo scopo della rubrica dovrebbe essere quello di fornire un servizio ai nostri amici del blog oltre che di confrontare gusti e opinioni.
      Credo di essere un buon conoscitore del cinema italiano, migliore di quanto credano pubblico e critica e peggiore di quanto si creda lui stesso. I vertici sono altissimi (Sorrentino, Tornatore, Ozpetek per fare solo alcuni esempi noti) mentre al di sotto c'è un po' poco e mancano soprattutto sceneggiatori, soldi e idee. Bene, privilegerò il cinema italiano dando un'occhiata anche altrove e cercherò di fornire indicazioni che vadano aldilà del gusto personale.
      Ti ringrazio ancora e... buon cinema a tutti!

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  2. Su Sorrentino e sull'Oscar ne ho sentite di tutti i colori e sinceramente ho percepito un livore da più parti che mi ha lasciata allibita. Credo che questo sia sintomo del fatto che non siamo abituati a belle notizie, a sorridere di un traguardo che aldilà del gusto personale dovrebbe inorgoglire anzichè irritare. Io come Franco sono convinta che La grande bellezza sia un gran film, forse il più antinarrativo dei suoi, quello che più di tutti parla senza raccontare e parla di tutto perchè parte dal niente...Una considerazione importante su Sorrentino è che i suoi film dovrebbero essere visti a più riprese, la prima volta serve solo a sgranchirsi le gambe. Anch'io trovo che Le conseguenze dell'amore sia la sua perla inarrivabile, e sono strafelice di questo riconoscimento per una carriera giovane ma già così matura. Purtroppo non posso dirti nulla circa gli altri due film che hai menzionato, proverò a trovarli anch'io. Bravissimo Ric, l'idea di questa rubrica è bellissima e utile a chi come me adora il cinema. Aspetto i tuoi consigli puntando sul fatto che spesso abbiamo gusti affini :-)

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  3. Non vorrei, Sara, che le mie parole fossero travisate. "La grande bellezza" è un film straordinario e per qualità tecnica di regia e sceneggiatura e per interpretazione (Servillo maestoso come sempre) e per fotografia e musiche. Nulla da dire. A me sono però piaciuti di più di Sorrentino alcuni film precedenti. Mi piace di più il Sorrentino intimista che quello "caciarone" ma capisco che qui entriamo nella sfera dei gusti personali. Ho trovato, ad esempio, straordinario "L'amico di famiglia" che fra i film di Sorrentino è stato forse il più bistrattato da critica e pubblico.
    A proposito di cinema mi dispiace che la tua lontananza ci precluda le nostre fantastiche serate cinematografiche e ci costringa a confronti soltanto di gusti oltreché di atmosfere e di emozioni comuni ma ci rifaremo, prima o poi.
    So che sarai una costante compagna di rubrica e ti ascolterò attentamente perché ti reputo attenta ed intelligente spettatrice.

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  4. Serenella Tozzi16 aprile 2014 13:12

    Bene, sarò contenta di inserirmi come attenta lettrice di questa rubrica, Ric.
    Purtroppo vado poco al cinema e conosco questi film per sentito dire, a parte "La grande bellezza" vista in TV. Credo però che questo film debba essere visto sullo schermo grande per essere assaporato appieno.
    Io l'ho trovato molto suggestivo, e la storia raccontata con una certa quasi negligenza dal protagonista (bravissimo Servillo, come dici tu) mi è sembrata una simbologia del cinema italiano (ma, naturalmente tutta l'amara rappresentazione molto bene si cala sull'intera situazione nazionale: politica, sociale, economica).
    A rileggerti con vero piacere, dunque.
    P.S. Visto che parlava di Roma, mi è stato fatto notare che al posto di Maradona Sorrentino avrebbe dovuto rappresentare Totti come campione del pallone :-)

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  5. Ben trovata in quarta fila, poltrona 6 :). Su "La grande bellezza" ne ho sentite di cotte e di crude e questo già sta a significare che non è un film che passa sotto silenzio ma fa discutere. Cosa che il cinema dovrebbe sempre fare, a mio parere. Che dire? A me è sembrato un affresco crudele, volutamente impietoso, freddo, di una società decadente e abbastanza distante (se non invisibile) dalla società reale. I protagonisti non hanno vita propria ma sembrano burattini senza emozioni, quasi ectoplasmi, consapevoli e fieri della propria inanità. Il rimando a Fellini è quasi obbligato ma mentre Federico partecipava alla tenzone, punendo o salvando i suoi personaggi, Sorrentino sembra non occuparsene, sembra soltanto immergerli nella melma che li circonda senza occuparsi dei loro destini emotivi.
    Insomma un grande affresco (non so quanto reale) che non vuole giudicare ma solo raccontare, a volte volutamente esagerando.
    Alla prossima.

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  6. Avete già detto tutto e a lungo voi.
    Visto che l'età e la solitudine delle mie montagne mi precludono la frequenza delle sale cinematografiche, sarei a chiedervi dove in rete posso visionare i film segnalati ( escluso l'ultimo di Sorrentino andato in tv.).
    Naturalmente integrali, free, meglio se non in streaming, ecc. ecc.
    Grazie, Siddharta.

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