lunedì 28 aprile 2014

Salotto di Aprile 2014

Gli eBook sbarcano in libreria.

Il progetto di WinVaria per gli eBook offre al libraio la possibilità di proporre ai propri clienti, nell’acquisto di un libro, la scelta nelle due versioni ora reperibili sul mercato: cartacea o su file digitale.
La WinVaria ha messo in atto un servizio che permette di acquistare eBook direttamente dal vostro libraio.
Come avviene tutto ciò?
In modo semplice e diretto, infatti, dopo aver consultato il catalogo, basta passare alla cassa, pagare in contanti e il gioco è fatto, in men che non si dica riceverete nella vostra posta elettronica il link del libro scelto.



Il vantaggio per il librerie, oltre all’incasso immediato, sarà quello di non restare esclusi da un mercato in continua espansione. Economicamente i vantaggi sono ancora esigui ma con i tempi di magra che corrono, sono soldini incassati subito e puliti, senza costi di magazzino, e di restituzione delle copie invendute. E che dire del catalogo che è consultabile con clic?
D’accordo, vi domanderete, perché andare in libreria quando posso ricevere tutto comodamente da casa o in qualunque altro posto direttamente sul mio apparecchio elettronico? Me lo sono chiesto anch’io, ma potreste non avere una carta di credito attiva, tanto per fare un esempio e in questo modo potreste pagare in contanti. Oppure in libreria ci siete già per fatti vostri, avete visto la copertina di un libro interessante, lo prendete in mano, lo annusate e se decidete di acquistare la versione eBook, avrete un risparmio economico immediato. Senza contare che il libraio e lì a vostra disposizione per un consiglio. Insomma io non la trovo un’idea tanto peregrina, vedremo se funzionerà. Intanto sono già molte le librerie che hanno aderito all’iniziativa, per i risultati forse è ancora troppo presto, ma le premesse sono buone. Per maggiori informazioni leggi qui… http://winvaria.it/ebook/


SE I LIBRI FOSSERO CIBO - Fictitious Disches (Piatti fittizi)

Una progettista/designer trasforma grandi classici della letteratura in menu gastronomici.

Leer y comer van de la mano” Gli spagnoli usano la stessa espressione, vorace appetito, sia per i piatti che per la letteratura. E in effetti anche in italiano utilizziamo il termine “divorare” non solo per il cibo ma anche per i libri, ed è probabile che questo valga anche per l’inglese. Da questa premessa, o da qualcosa di molto simile, è partito il direttore artistico Dinah Fried, che gestisce il proprio studio di design a New York , per pubblicare l'opera Fictitious Dishes (Piatti fittizi), dove La metamorfosi di Kafka è una manciata di cibo in decomposizione, e Il Buio oltre la siepe che in inglese fa, To Kill a Mockingbird, pollo al forno con uva e verdure. Il libro assume così il nobile compito (si fa per dire) di tradurre in gastronomici menu alcuni classici della letteratura. 


Cinquanta tavole colorate per l’esattezza, che vanno dal Moby Dick Il grande Gatsby, a Oliver Twist e Alice nel Paese delle Meraviglie.
Se avete intenzione di acquistarlo (clicca qui) lo travate su Amazon a meno di 12€. In ogni caso non è dato sapere se contenga anche qualche capolavoro della letteratura italiana. I promessi sposi, tanto per fare un esempio, cosa vi fanno pensare?, Risotto allo zafferano, o Polenta taragna, in ogni caso a qualcosa di giallo, e per l’Inferno di Dante?, Pollo alla diavola oppure i famosi peperoncini rossi calabresi?
La buon’anima di mio suocero direbbe: san pù se inventà e la moglie risponderebbe in perfetto novarese, roba de fan di quader. Come dire, cose da incorniciare: appunto!

Ecco alcuni esempi del lavoro colorato di Dinah Fried .

Il Grande Gatsby


La Metamorfosi - Kafka


Moby Dick - Melville


La strada - Kerouac


Alice nel paese delle meraviglie - Lewis Carrol


Oliver Twist, Charles Dickens





Francetv, Gennaio 2014
A ottobre Il primo telereality letterario francese. Venti candidati saranno selezionati per scrivere un romanzo collettivo.
Il Grande Fratello letterario in Francia verrà trasmesso dal 1al 24 ottobre anche su internet. L'editore RCS Libri e la RAI hanno collaborato per questo progetto montato da Fremantle, la società dietro "X Factor". Per questa prima edizione sono stati selezionati 5.000 manoscritti e 70 candidati. Bompiani L'editore avrebbe quindi pubblicare il vincitore con un insieme casuale di 100.000 copie...


Masterpiece lo si definiva talent show, questo invece è un vero e proprio reality, come il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi. Ci saranno venti scrittori chiusi nel castello  de Brillac, à côté de Cognac (Charente) che in venti giorni dovranno collaborare, ripresi dalle telecamere, alla stesura di un'opera collettiva.
Se qualcuno si scandalizzava per Masterpiece qui deve mettersi le mani tra i capelli. Eppure in Francia la scrittura e i libri sono una cosa seria, in genere, quindi non è detto che questa Académie Balzac si presenti come una cafonata, anche se la componente voyeuristica del reality show dovrà per forza esercitare una pesante influenza. Quindi scrittori e scrittrici nel confessionale a parlar male dei colleghi? Scrittrici in perizoma che si tirano i capelli per colpa dell'indecisione sull'aggettivo da usare? Scrittori che amoreggiano anziché dedicarsi alla chiusura di un capitolo? Tutto è possibile. Forse in Italia una roba del genere riempirebbe le librerie di nuovi lettori/fan/impiccioni, forse no. A mescolare tutti questi ingredienti diversi si rischia l'indigestione, o la ricetta perfetta. Noi ad ogni modo possiamo star qui a osservare e valutare. Meglio che annoiarsi. 


MASTERPIECE – vince Nikola Savic con 
“VITA MIGLIORE”

Masterpiece, il talent letterario italiano di Rai3, si è concluso e il vincitore è uno slavo!?

Ma come, vi domanderete, su cinquantamila aspiranti al premio finale, centomila copie distribuite dalla Bompiani mica noccioline, non hanno trovato un solo scrittore italiano, degno di questo titolo, e sono dovuti ricorrere a uno straniero?



Forse avrà studiato, penserà qualcuno che come me non ha visto la trasmissione, forse conoscerà perfettamente la nostra lingua. Sì, ha studiato e si è laureato in scienze delle comunicazioni a Bologna, ma il suo italiano non è perfetto, la lingua è il risultato di radici serbe mescolate al dialetto del nordest:

“una lingua spuria, che non risparmia aderenze al gergo della strada. Il suo romanzo pertanto non nasce da un logorio ricercato sulla lingua; non proviene da un meticoloso lavoro da scuola di scrittura, né dall’impegno di agenti letterari navigati. Non arriva nemmeno dai vivai giornalistici…(corriere della sera)

E allora perché ha vinto, come ha convinto i giudici di Masterpiece? Purtroppo mi sono perso le ultime puntate e per saperlo non resta che leggere il suo romanzo. Tuttavia, pare che nello scrivere la sua storia abbia fatto tesoro del consiglio di Flannery O’Connor, il ben noto «Show these things and you don’t have to say them». Ossia: «Mostra le cose e non avrai bisogno di dirle».

La sua storia, raccontata con minuzia di particolari e con un gergo imparato per strada, ben diverso dal lessico perfettino che insegnano nelle scuole di scrittura creativa, è ambientata tra Belgrado e Venezia e racconta le vicende del protagonista intorno agli anni Ottanta. Un ragazzo che scopre l’amore, la vita e se stesso.

Chi è Nikola Savic?
Nikola è un ragazzone dalla faccia simpatica di trentasei anni, di origine serba. Il nuovo fuoriclasse della scrittura, vive in Italia da dodici anni. Campione di Thai Boxe, ha una moglie bulgara e la figlia provetta ballerina. Fico!




Buona Pasqua
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Gabriel Garcìa Màrquez ci ha lasciati il 17 aprile, a 87 anni. Si è spento nella sua casa di Città del Messico, circondato dalla sua famiglia.

Cent’anni di solitudine
incipit
“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. “  

È questo l’incipit del suo romanzo più famoso, “Cent’anni di solitudine“, opera che ha segnato non solo la storia della letteratura, ma anche la vita di tutti coloro che hanno amato e apprezzato Gabriel Garcìa Màrquez. Premio Nobel nel 1982, scrittore e giornalista, ha affascinato i suoi lettori con quel “realismo magico” di cui è il principale esponente. “L’amore ai tempi del colera”, “Cronaca di una morte annunciata”, “Nessuno scrive al colonnello” altri suoi emozionanti romanzi. Non si è mai pronti a lasciar andare qualcuno che ha saputo così profondamente leggere nell’animo umano: la notizia della sua morte ci lascia tristi, un po’ più vuoti, un po’ più soli.
                                     ***


Quanto e come si legge su internet.

Internet ha cambiato il nostro approccio alla lettura?

Quanto si legge?
Difficile rispondere alla prima domanda, dal momento che è quasi impossibile quantificare il “quanto si scrive" su internet, ma supponiamo che l’articolo in questione abbia come soggetto, guarda caso, la lettura in genere.
Ebbene quelli di Chartbeat, che studiano come la gente legge i contenuti digitali, hanno fatto un’analisi e hanno scoperto che il 25 per cento dei lettori ha smesso di leggere la pagina in questione addirittura prima di arrivare al testo dell’articolo. Una percentuale più piccola di altri lettori ha lasciato perdere da qualche parte nel mezzo. E il 31 per cento l’ha letto fino in fondo. (font Post)
Come dire che soltanto tre persone su dieci dei miei lettori, in questo momento, decideranno di cliccare su "continua a leggere"

Tre persone su dieci non si sono limitate a leggere l’inizio, non hanno concentrato l’attenzione su qualche frase qua e là alla ricerca di parole chiave interessanti, ma sono arrivate alla fine, temerari, meriterebbero un premio. Resta da chiedersi che cosa sia rimasto nella testa di questi lettori indefessi, ma dovremmo allargare il discorso col rischio di perdere per strada ulteriori lettori.

Il cervello non è progettato per leggere
Inutile lamentarsi, il cervello non è progettato per leggere. Non ci sono geni per la lettura come ce ne sono per il linguaggio o la vista. Ma spinto dall’emergere dei geroglifici egizi, dell’alfabeto fenicio, dalla carta cinese e, infine, dalla stampa di Gutenberg, il cervello si è adattato a leggere.

Non leggiamo "meno", anzi: ma leggiamo proprio in un altro modo, spiega il Washington Post: e ne fanno le spese i libri 
Prima di internet, si leggeva soprattutto in modi lineari: a una pagina ne seguiva un’altra, e così via. Certo, ci potevano essere immagini mescolate al testo, ma tendevano a esserci poche distrazioni. Leggere la stampa ci ha dato anche una notevole abilità nel ricordare dove trovare le informazioni fondamentali in un libro anche solo a partire dalla sua impaginazione, dicono i ricercatori. Capiamo che il protagonista muore nella pagina con i due lunghi paragrafi dopo tutto quel dialogo.
Internet è diversa. Con tante informazioni, testo linkato, video e parole mescolate e cose interattive ovunque, i nostri cervelli creano scorciatoie per orientarsi, scorrendo velocemente su e giù e cercando parole chiave. È un tipo di lettura non lineare che è stato descritto anche in diversi articoli accademici. Alcuni ricercatori pensano che per molte persone questo stile di lettura stia diventando predominante anche quando abbiamo a che fare con strumenti di lettura più tradizionali.




MARZO 2014



Flusso del mese di Marzo/2014
I dati di Marzo, come potete vedere dal grafico sopra, hanno registrato un forte aumento nei contatti, i famigerati click si sono moltiplicati. Infatti circa la metà arrivano da motori di ricerca d'oltre oceano, pertanto all'indirizzo del blog vengono recapitate giornalmente decine e decine di email da parte di blogger asiatici e americani, con scopi chiaramente propagandistici. C'è di tutto, da come costruire una gabbia per conigli, alla pillolina magica per dimagrire, tuttavia sono innocui e fortunatamente privi di virus.

Dati reali di GOOGLE-ANALYTICS
I dati reali, invece e al netto della spam, sono quelli del secondo grafico e arrivano da Google-Analytics.
Nonostante il sito porti il mio nome, mi ostino a considerare questo un blog collettivo e pertanto mi sembra opportuno aggiornarVi periodicamente sull'andamento dello stesso.






Visitatori unici indica il numero di visitatori del sito web non duplicati (contati una sola volta) nel periodo di tempo specificato.
In pratica più di mille persone, in questo ultimo mese, si sono collegate almeno una volta al blog. Questo mi pare un dato interessante. Le visite complessive sono state 2.671 e se si considera che la media delle pagine visitate è di 3,42, se ne deduce che i contatti complessivi e reali sono di circa 9.135.
La frequenza di rimbalzo segnala invece la percentuale di visitatori occasionali che sono entrati sul blog e non hanno interagito. Insomma una buona fetta di nuovi visitatori (circa il cinquanta per cento) ha aperto la porta di casaframe e l'ha richiusa immediatamente. E' un dato questo che non deve allarmare, fino al sessanta per cento è considerato del tutto normale.
Sicuro di avervi annoiato con questa serie di numeri, ringrazio tutti per la collaborazione e Vi auguro un buon fine settimana.
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19 commenti:

  1. Io non mi sono annoiato, anzi!
    Avendo nel periodo lavorativo collaborato con l'Istituto Centrale di Statistica, figurati se non credo nella capacità dei numeri di saper rappresentare realisticamente i fenomeni sociali di tutte le specie, economici e quant'altro (trascurando la vetusta e banale barzelletta del mezzo pollo a testa).
    Mi ero chiesto se, entrando nel tuo blog più di una volta al giorno, magari senza commentare, falsavo la statistica degli ingressi.
    Sapendo ora che ciò è ininfluente e che mille persone nuove si sono collegate in quest'ultimo mese, non posso che esserne contento. In altre occasioni ti ho già detto che gli inserimenti proposti sono molto variegati e questo testimonia l'impegno tuo continuo a spaziare oltre le solite cose.
    In misura proporzionale, è quindi anche cresciuta la mia stima nei tuoi confronti :-))

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  2. All'esame di statistica presi trenta e lode.
    I cui principi tentai di applicare anche lavorativamente: ma i miei < padroni > politici del tempo ne erano inorriditi...
    Evidenziavano troppo le carenze della P.A.
    Sid

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  3. Risposte
    1. muahahahaha...
      ma stavo salutando Màrquez!
      Gabriel (Gabo) Garcìa Màrquez!
      Buona Pasqua e buona pioggia a tutti!

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  4. < Quanto e come si legge su Internet >:
    Io leggo sempre come prima, dalla prima parola all'ultima, chiosando e meditando
    Un presenzialismo asfissiante...
    Naturalmente se non sono minchiate.
    Siddharta

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  5. Io invece confesso che sul web ho grosse difficoltà a leggere e devo essere davvero motivata per farlo. Sarà lo schermo che mi stanca, saranno le varie distrazioni visive ho un po' il rifiuto devo dire, soprattutto per i testi di una certa lunghezza, i libri non ne parliamo, quelli me li leggo rigorosamente in cartaceo. Buona Pasqua a tutti

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  6. Serenella Tozzi18 aprile 2014 22:25

    BUONA PASQUA a tutti anche da me.

    Serenella

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  7. Buona pasqua anche da parte mia!!

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  8. ...anche da me
    Rita

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  9. < Masterpiece >.
    E' quello che si merita la nostra narrativa contemporanea infuturata nel nulla linguistico, formale, espressivo, tematico e tanto altro.
    Siddharta

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  10. Ho seguito il programma e devo dire che Savic secondo me ha ampiamente meritato di vincere. Fra i concorrenti in gara sicuramente la voce più originale e anticonvenzionale dotata di guizzi letterari e di una buona dose di ironia che non guasta mai. Insomma ha vinto il migliore secondo me e spero che il suo romanzo non sia una delusione perchè di certo lo comprerò

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    1. Naturalmente non metto in dubbio il merito del vincitore.
      Volevo solo sottolineare il ventilato disappunto degli esclusi: che non abbiano a lamentarsi dopo l'orgia di anticonvenzionalità letteraria di cui si sono vantati nel tempo.
      Sid

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    2. Io invece mi permetto di dubitare, eccome. Tra tutti gli aspiranti scrittori non c'era un solo italiano in possesso di una bella scrittura e di un testo originale? Be,' la verità non la sapremo mai.
      Del resto uno dei tre giudici era straniero, pertanto...
      A questo Savic auguro molta fortuna e soprattutto gli voglio dare un consiglio. Non imparare mai a scrivere bene l'italiano, non serve. Vai avanti così.

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    3. eheheh... Franco, alle volte mi sembri un po' ingenuo.
      La cultura segue le mode, figurarsi l'editoria. Gl'italiani di seconda generazione sono un pubblico vergine in attesa di (non farmi finire la metafora eh?).
      Un'altra tendenza del momento sono gli scritti gay. Alcuni editori stanno commissionando o cercando storie di amore omo. E' il momento adatto per venderle.
      Poi toccherà a qualcosa d'altro.

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  11. Senza stare a tirare in ballo Flannery O'Connor, già Catone il vecchio diceva "rem tene, verba sequentur". E, tanto per insistere col latinorum, questo vuol dire che "nihil sub sole novi". Per inciso, sono assai d'accordo con questo principio.
    Due note.
    A) C'è una contraddizione tra le motivazioni della premiazione e il programma letterario del vincitore. Se è vero che contano le "res", com'è che le ragioni della premiazione si appuntano sulla lingua?
    B) i "verba" devono essere gli stessi per autore e lettore. Se uno - passatista o infuturato che sia - quando scrive si capisce solo lui, non ci siamo proprio. Insomma, secondo me occorre un minimo comun denominatore comunicativo, nella scrittura.

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  12. < Piatti fittizi >.
    Un'americanata, nient'altro che un'americanata...
    Pantagruelica/mente,Siddharta.

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  13. Su < Gli e-book sbarcano in libreria >.
    Carta sì, carta no.
    Ve l'avevo detto dell'avanzata travolgente degli e-book.
    Non si può fermare il progresso.
    Io immagino librerie e biblioteche linde e confortevoli, attrezzate solo con tante comode batterie di postazioni pc per i lettori, del tipo open space.
    Non solo: ho letto di librerie che invece dell'acquisto attuano l'affitto degli e-book.
    Ormai ci siamo...
    Intuitiva/mente, Siddharta.

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  14. E' vero Sid, non si può fermare il progresso e quello che tu immagini è probabilmente il nostro prossimo futuro ma mentre trovo l'idea dell'affitto ottima per permettere consultazioni brevi e veloci credo che tra la carta e il virtuale se dovessi comprare non avrei dubbi, sempre e solo carta. Sarà che mi piace riempire più che svuotare e l'idea di una casa senza libri mi rattrista al solo pensiero. Romantica/mente

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