lunedì 21 aprile 2014

SIDDHARTA (33) - Pensieri cinici quotidiani




A) – Intolleranza.
< Fui condotto all’incredulità non dal conflitto dei dogmi, ma dall’indifferenza dei nonni >, scriveva Sartre.
Un nostro alto prelato che va per la maggiore definisce questa indifferenza < la lebbra > della religione.
Un modo come un altro di bollare come eretica ogni diversità d’opinione.
Ma se uno per sua natura non è sensibile alle chiacchiere del metafisico perché considerarlo sempre un nemico da ab-battere?

B) – I porcelli.
Nella < Via Crucis > del venerdi di Pasqua in Roma lo speaker ha invitato a pregare persino per le sofferenze della politica.
Probabilmente perché i giudici non si ostinino più a voler mettere in galera i < porcelli > che rubano, evadono le tasse, mafionizzano, ecc.

C) – Il contratto.
Per me una delle peggiori istituzioni politico-religiose è il matrimonio.
Una gabbia innaturale per la specie umana, così condannata a pene infinite.
Le scelte di convivenza dovrebbero essere regolate da contratti quadriennali, rinnovabili se del caso.
Come gli affitti abitativi.
Perché la libertà individuale è un habeas corpus insopprimibile, che i giuramenti morali e materiali imposti non possono violare.

SIDDHARTA
22.4.2014




A) – Suscettibilità.
A tutte le tue alte scelte morali attienti come fossero leggi ed empietà trasgredirle.
Invece qualunque cosa si dica su di te, non esser permaloso legandotela al dito.
( libera traduzione dal < Manuale > di Epitteto ).

B) – Simon Mago.
I cristiani dei primordi ( le cose non sono cambiate nel tempo… ) ricorrevano sempre alla denigrazione quando si parlava di un loro avversario.
Simon Mago, originario della Samaria, era un operatore di magia che compiva ogni sorta di prodigi attirando < grandi e piccoli >.
Impressionato dai miracoli del diacono Filippo, si fece battezzare.
Girava con una prostituta di nome Elena, dice la leggenda.
Sulla levitazione perse però la gara con l’apostolo Pietro e fece una brutta fine…
( Per saperne di più: < Simone Mago - Due passi nel mistero >, in Google).

 C) – L’argilla.
Anni fa avevo una cameriera sempliciotta che salutandomi ogni volta mi diceva  < Ma come la vedo argilla stamattina! >.
Io non la corressi mai, per la bellezza del suo dire che mi metteva di buonumore.
Poi ebbe a morire, mentr’io sono ancora qua… 

SIDDHARTA

19.4.2014


A) – Parità di genere.
In questi giorni di sperate riforme strutturali e di propaganda elettorale per le europee, sempre più spesso si sente parlare di quote rosa o parità di genere.
Nella speranza/convinzione che la politica al femminile possa dare una sterzata al malcostume politico nazionale.
Io ci ho i miei dubbi.
Maschi e femmine dinnanzi alla sirena del potere, del denaro, delle aderenze criminali, ecc. si comportano tutti alla stessa stregua ( vedansi i casi recenti delle ministre ed assimilate ).
Tuttavia poiché c’è troppa sproporzione numerica tra maschi e femmine sulle poltrone che contano, voglio concedere il beneficio del dubbio.
D’altra parte un vivaista, a fronte della mia domanda < ma queste melanzane matureranno nei nostri climi freddi >, mi rispose papale papale < lei provi, se non prova non lo saprà mai! >.
Così anche per le nostre outsider politiche…

B) – La bolgia.
Il più grande istituto geriatrico della città sembrava una bolgia dantesca.
I maschi sciamavano ovunque, trascinandosi dal barettino al campetto di bocce, dai reparti alla portineria, dai giardinetti ai corridoi,
Sempre a questuare un bicchiere di vino, una manciatina di monete, un po’ di compagnia.
Le donne invece con gli occhi persi nel vuoto del passato, distrutte dalla violenza della vita, quiete e assenti, coi lavoretti a maglia o immobili come statue.
I reparti dei lungodegenti allettati erano invivibili.
Le camerate immerse in un perenne puzzo di cibo e di escrementi, le lunghe file dei letti brulicanti di lamenti e di personale infermieristico/ausiliario in continuo eroico movimento assistenziale.
Il direttore amministrativo, un fanatico di sinistra tra Marx e Teresa di Calcutta, sempre preso a parlare di autoclavi, riorganizzazione e abbandono dalle Autorità.
Il direttore sanitario dall’incredibile amore per i suoi < vecchietti >, dalla parola pacata e professionale.
Ed io al vertice dirigenziale, del tutto impreparato e fuori contesto.
Due anni resistetti e poi me ne fuggii via… 

C) – La classifica europea.
Fatta 100 l’ordinata del grafico, nella scala della corruzione europea l’Italia e la Romania raggiungono il 69%.
Peggio stanno la Bulgaria ( 77% ) e la Grecia ( 80% ).
La Danimarca vanta la percentuale più bassa ( 1% ).
I nostri governanti in questi decenni hanno seminato alla grande…

SIDDHARTA

16.4.2014


A) – La calce.
Sopra casa mia, a mezzo il monte, c’era una fornace calcarea che produceva calce viva.
Noi bambini ne prendevamo dei pezzetti bagnandoli, per vedere come bollivano.
I muratori per spegnerla formavano in terra dei grandi cerchi di calce viva rimestandola nell’acqua con lunghi attrezzi a forma di zappa.
Mio padre usava la calce viva disciolta per imbiancare e disinfestare il pollaio dai pidocchi delle galline.
( da < Le mie memorie > di Santippe ).

B) – La poltrona.
Entrando nella nuova azienda, mi accolse tutta cerimoniosa una bella e pimpante segretaria, avanti seduta su una magnifica poltrona dirigenziale.
Caspita, mi dissi, qui si fanno le cose in grande!
Entrato nel mio ampio e ben arredato ufficio, notai la misera sedia della pretenziosa scrivania.
Dopo un rapido accertamento, venni a scoprire che la segretaria s’era fottuta la poltrona prima del mio arrivo.
Ne pretesi la restituzione: apriti cielo, subito scesero in campo i sindacati.
A sera mi telefonò il Presidente < ma cosa ha fatto, s’è parlato di lei in Consiglio d’Amministrazione! >.
Chissà chi s’era scopata la segretaria…

C) – IRPEF annuale.
Il nostro Papa domenica in diretta tv da P.zza S. Pietro ha parlato di una Chiesa povera per i poveri.
Nemmeno dieci minuti dopo in pubblicità, una voce maschile flautata ha sollecitato la rimessione alla Chiesa cattolica dell’8 per mille dell’IRPEF di quest’anno…
Quando si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

SIDDHARTA

15.4.2014


A) – Quadrati magici.
I quadrati magici sono caratterizzati dal fatto che la somma
numerica delle file, delle colonne o delle diagonali dà come risultato sempre lo stesso numero.
Per tale caratteristica vennero considerati aventi proprietà metafisiche…
Il seguente è il più antico e ci viene dalla Cina, dove il risultato è sempre 15:

6  1  8
7  5  3
2  9  4

B) – Lo zolfanello.
Un cacciatore a causa di un forte temporale s’era perso nella foresta.
Per buona sorte incappò in una casupola di legno disabitata, appena attrezzata a rifugio.
< Ah, disse, che fortuna. Adesso accendo il fuoco per asciugarmi e riscaldarmi, poi accendo il fornello per farmi un buon caffè e infine accendo la pipa per una buona fumatina… >.
Il cacciatore si frugò nelle tasche, ma trovò un solo zolfanello.
E pensò < se accendo il fuoco potrebbe spegnersi per la legna umida, e allora addio caffè e fumatina.
Se accendo il fornello potrebbe spegnersi per un ritorno di fiamma e allora niente fumatina e camino acceso.
Se accendo la pipa, non si sa mai che si spenga per il tabacco bagnato, e allora kaput per fornello e camino… >.
Pensa e ripensa, alfine si decise senza sbagliare: cosa accese per primo?

C) – Il Cancelliere dello scacchiere.

L’abaco è uno strumento d’antica nascita per eseguire operazioni di addizione, sottrazione, moltiplica e divisione.
Ancor oggi impiegato in molti Paesi orientali e frequente in molti altri del mondo.
Quando in Europa verso l’anno Mille furono introdotti i numeri arabi nelle colonne dell’abaco, i matematici puristi entrarono in rivolta sostituendoli con quelli tradizionali romani.
Non potevano ammettere < quei segni diabolici con cui Satana aveva pervertito gli arabi >…
E’ noto che Papa Sivestro II° ( 999 d.C.) fu il primo ad introdurre in Europa le cifre indo-arabe.
Sei secoli dopo la sua morte, la Chiesa ordinò di aprire la sua tomba per verificare che in essa non fossero rimasti ancora i demoni che gli avevano ispirato la numerologia saracena…
Ancor oggi nel XXI° secolo dell’informatica, il Ministro del Tesoro inglese è chiamato col titolo di < Cancelliere dello scacchiere  > quasi ad evidenziare tuttora la grande abilità con l’abaco a scacchiera usato nel Medioevo per i calcoli dai matematici del tempo!

SIDDHARTA

12.4.2014


A) – Turismo.
Nel mio girovagare disordinato in web, mi sono imbattuto in un reportage sul turismo sessuale a Bangkok ( You Tube ).
Al di là delle giustificazioni individuali più o meno censurabili, più italiani intervistati hanno sostenuto che le locali sanno perennemente sorridere dolcemente e ringraziare, a differenza delle < malmostose > italiane ed occidentali in genere.
L’osservazione mi ha colpito favorevolmente.
In effetti le nostre connazionali come le guardi con interesse anche il più casto tendono a ghignare in tono minaccioso e seccato, quasi si tentasse di aggredirle proditoriamente.
Sono convinto che di questo passo da noi le relazioni uomo-donna saranno a breve un cruento campo di battaglia.
Che sia meglio emigrare all’est-est dalla tanto vituperata disponibilità sentimentale?

B) – Dovremo abituarci.
Da qualche tempo i quotidiani più avveduti non pubblicano più certi articoli, ma solo la copertina di richiamo.
Per leggerli rimandano al web: cliccando sul p.c., smartphone, tablet, iPad, ecc. si può comodamente visionare il pezzo.
Con risparmio degli spazi sul giornale e quindi della carta.
A breve, sono convinto, il cartaceo come lo conosciamo oggi sparirà.
Intanto per intrigarvi richiamo gli estremi di un gustoso articolo hi-tech  < Le illusioni del possibile. Mi mancano i tuoi difetti > ( e i pregi, dico io…) di Aisha Cerami in Google.
Al qual proposito: sarei tentato di dotarmi di una stampante 3D.
Chissà che possa replicare sostituendola la mia adorata Santippe ( …e viceversa ).
E infine: anch’io sono riduttivo. Tempo e impegno sono denaro.
Invece di diffondermi su taluni argomenti scientifici e non, d’interesse generale, sono tentato di rimettervi direttamente gli estremi web.
Così se vi sfagiola, ve li potete andare a leggere di prima mano, magari in inglese.
Ci sto pensando…

C) – La ferma militare.
Vittorio Emanuele III di Savoia era alto mt. 1,53 ( re sciaboletta, re tappo, ecc. ).
Per ragioni di prestigio l’altezza della ferma fu abbassata per consentirgli l’arruolamento militare.
Per migliorare la razza fu < costretto > a scegliere come moglie la figlia < granatiere > del re del Montenegro.
Di poi i familiari e cortigiani, per alludere al sovrano ed alla regina, maliziosamente parlavano del duo Curtatone e Montanara ( le due battaglie per l’indipendenza d’Italia )… 

SIDDHARTA
9.4.2014


39 commenti:

  1. Negli ultimi cinque anni più di un milione di persone ha smesso di comperare il quotidiano. Si gonfia invece la quota delle connessioni su internet. Gli ultimi dati FIEG dicono che i contatti via internet giornalieri sulle testate dei giornali è arrivata a 6milioni ed è in costante aumento.
    Gli introiti derivati dalla pubblicità su internet però è soltanto del 1,4% sul totale, troppo poco per le esangui casse dei giornali in crisi per la crisi, se mi consenti il gioco di parole. Se ne deduce che per fare moneta si dovranno disboscare ancora molti ettari di foresta, prima che internet sostituisca in modo significativo il cartaceo. Campa cavallo.

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    1. Io invece sono fiducioso.
      Intanto in Italia s'è cominciato a risparmiare sul C.U.D., non mandandocelo più a casa...
      Sid

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  2. La conversione del cartaceo in virtuale mi terrorizza, mi chiedo che fine faranno i libri, il loro odore, la loro consistenza, il loro peso, forse è per questo che ne compro molti più di quanti ne legga, una sorta di shopping compulsivo preventivo...Sid non emigrare ti prego! :-)

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    1. Carissima, ma io già da tempo compro solo e-book.
      Le pareti di casa mia sono tappezzate di libri e non ce ne stanno altri.
      Devo disfarmene e le biblioteche non li vogliono più.
      Tre anni fa ho dovuto buttarne un bel pò nella differenziata: ho riempito tutto un cassonetto...
      Sid

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    2. Il tuo spirito di adattamento è invidiabile Sid però il cassonetto no dai :-(
      A questo proposito creerei spazi reali di deposito libri, vedi fermate dell'autobus, parchi, spiagge, riserve, luoghi di evasione e divertimento con appositi box dove poter prendere in prestito o scambiare libri o acquistarli a prezzi stracciati, la formula è da studiare certo, ma sarebbe una soluzione per chi ha l'esigenza di svuotare o riempirne una casa...o no?

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    3. Ci ho provato Sara, ma il Sindaco mi ha ammonito che stavo inquinando l'ambiente.
      Oggi leggono solo Totti e compagnia bella, mica i classici.
      Quando mi avventuro in discorsi intellettuali, i mie montanari sbarrano gli occhi, sbadigliano e ripiegano sulla caccia, cosa che conoscono bene.
      Se dici ad uno di loro < dai, fondiamo un circolo letterario >, rispondono: < pòde mia, go de andà nel mut a fa la legna > ( non posso, devo andare nel monte a tagliare la legna ).
      Perchè qui d'inverno si va a meno 10° e bisogna provvedere per tempo.
      Altro che cultura!
      Sid

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  3. 2) negli USA - che quanto a capacità e predisposizione tecnologica ci precedono di parecchie lunghezze - i libri di carta resistono senza problemi all'avanzata dell'ebook (dati del febbraio 2014: http://www.pianetaebook.com/2014/02/negli-stati-uniti-il-libro-cartaceo-resiste-alla-crescita-degli-ereader-18313). Le profezie di coloro che vaticinano la scomparsa del cartaceo ha l'attendibilità del meteorologo che prevede il tempo basandosi sui reumatismi di una vecchia zia.
    3) Il Re Tappo era un po' atipico, quanto a fisico, all'interno di Casa Savoia, dove predominavano le persone alte, tuttavia, probabilmente, era affetto da una qualche forma di rachitismo. Malattie genetiche, tuttavia, erano tutt'altro che rare tra le case coronate di mezza Europa, dato che i nobili finivano per sposarsi sempre tra parenti (e dato che si facevano spesso guerra, è proprio il caso di dire "parenti serpenti"). Il vero outsider, fra i vari Savoia, fu però Vittorio Emanuele II, tanto che secondo alcuni era figlio di un macellaio.

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    1. 2) Mi auguro con tutto il cuore che i dati da te indicati durino nel tempo...io non so proprio immaginarlo un mondo senza libri, semmai come dicevo a Sid sopra, ce ne sono troppo pochi per i miei gusti, troppo pochi spazi dedicati intendo...

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  4. io credo che il libro tenderà sempre più ad essere un oggetto (e direi anche sempre più costoso) con determinate caratteristiche idonee a stimolare i sensi in un certo modo al di là della fruizione che deriva dalla semplice lettura. Il libro lo puoi piegare, odorare, toccare, sfogliare, infilarci segnalibri, insomma puoi "viverlo" meglio dell'ebook
    L'ebook, oltre che meno costoso, è più idoneo a trasferire informazioni in poco spazio. I quotidiani infatti, secondo me, proprio perchè fonte esclusiva di informazioni, più che di letteratura, tenderanno e tendono a diventare sempre più informatizzati. I libri in relazione ai quali il portato emozionale è nullo o assente (pensiamo ai manuali, ai codici, ai libri di testo - almeno in un certa misura) saranno sempre più ebook.
    Insomma, ebook e libro (specie libro come oggetto ludico) non sono beni identici e perfettamente sovrapponibili.

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    1. Caro Rubrus, ho recentemente comprato la copia cartacea di un saggio di consultazione gà acquistato in e-book.
      Ebbene il primo dorme da qualche parte negli scaffali della libreria, mentre al secondo ricorro usualmente per comodità.
      Certamente deve trattarsi di approccio mentale condizionato dall'imperante informatica...
      Al pari dei miei vinili di musica classica che ormai giacciono impolverati, soppiantati dai più pratici cd.
      Sid

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  5. eh... ma lo sai che c'è il ritorno del vinile?
    http://www.onstageweb.com/speciali/dischi-in-vinile/
    Poi ovvio che se devo spupazzarmi un tomo di duecento pagine anche io preferisco un supporto informatico, non c'è partita...
    E hai detto in modo assolutamente perfetto: "consultare" è una cosa, "leggere" una cosa un po' diversa (o meglio, più ampia, un insieme che comprende il sottoinsieme della consultazione)

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    1. Ragazzi non dimentichiamo tra le altre cose il concetto di possesso che se orripilante riferito a mille varianti è sublime riferito a un libro...toccarlo, odorarlo...sottolinearlo, 'matitarlo'...possederlo in tutto e per tutto. Dai non c'è partita! :-) Tradizional/mente

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    2. Serenella Tozzi11 aprile 2014 21:18

      Sai Sara, dalle mie parti stanno sempre più aumentando i bar che mettono a disposizione dei libri da leggere (e anche, eventualmente, da portarsi via).
      E poi ci sono delle piccole librerie dell'usato... così cariche di libri di ogni genere e a buon mercato. Ci puoi trovare anche delle belle edizioni a volte. Delle vere occasioni.

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    3. Allora Serenella, quando torno a Roma devo andarci assolutamente, ti disturberò per sapere dove sono :-)

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    4. Serenella Tozzi14 aprile 2014 12:00

      Sicuro Sara. Ho già avuto modo di dirtelo, ma te lo confermo anche qui, e sarò felice di accompagnarti se vorrai.

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  6. Quanta roba sul fuoco, Sid. I rapporti uomo-donna e il virtuale che sostituisce il reale. Per il primo problema ho già espresso vagamente la mia opinione qui dentro. Premetto che sono un adoratore delle donne se non altro per averne avute tre a casa (una moglie e due figlie). Le donne hanno sempre segnato positivamente la mia vita e mai mi sognerei di sminuire la loro pregnante presenza nel mondo. Ma qualcosa che non funziona c'è ed è inutile negarlo. Sono anch'io convinto che esista una guerra in atto e che non sarà facile venirne fuori senza morti e feriti. Su cosa l'abbia provocata e cosa la alimenti si può discutere. A mio parere, fra le altre cose, a creare dissapori è la nuova commistione nei compiti che la società aveva assegnato ai due sessi. Ho fatto il mammo per un periodo della vita perché mia moglie, lei sola, lavorava e mai mi sono sognato di vergognarmene. Ma avevamo compiti diversi e separati pur confrontandoci abitualmente. Ora è un gran casino e le nuove generazioni hanno pochi e non abituali punti di riferimento. Che poi si vada in Uganda a cercare un sorriso mi sembra atteggiamento biecamente maschilista e di comodo. Lì vanno perché i rapporti sono facili e sbrigativi, senza prima né dopo. Punto!
    Per quanto invece attiene alla introduzione del virtuale nella vita di tutti i giorni, beh qui la discussione diventerebbe veramente lunga e complicata. L'altro giorno mi ha sorpreso una cosa. A mio nipote di 10 anni, reo di una cosaccia, mia figlia per castigo ha negato l'accesso al pc e ai videogames per una settimana. Mia madre mi avrebbe sequestrato il pallone. La riflessione banale è soltanto che io facevo una vita senz'altro più salubre di Federico. Ho letto su Repubblica che una signora tedesca ha chiesto in Svizzera la morte assistita non perché fosse in fin di vita ma perché le faceva schifo il mondo che la circondava. Ha avuto soddisfazione ed è morta contenta. Ha lasciato una lettera in cui si scagliava su internet, su facebook e su tutte quelle nuove tecnologie che alimentano la solitudine ed etichettano le persone. La robotizzazione delle masse è iniziata e sarà difficile arrestarla perché fa comodo a chi dirige il mondo e lo dirigerà ancora a lungo.
    L'idea di Sara è carina, se non altro come conservazione della memoria. Sono davvero preoccupato ma fischietto un motivetto degli anni settanta :)

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    1. Caro Ric, mah, sulla tanto vituperata solitudine alimentata dal web ci ho i miei dubbi.
      E perchè quest'ultimo mi ha aperto tutto un mondo di conoscenza altrimenti impossibile, consentendo saperi del tutto sconosciuti.
      Poi perchè i contatti virtuali selettivi sono meno distruttivi dei rapporti interpersonali diretti, spesso fondati sul sospetto, aggressività, falsità e chi più ne ha più ne metta.
      Infine vorrei ricordare le lunghe ore, i giorni e gli anni da me passati in solitudine a pensare, studiare, leggere, scrivere: che differenza fa con l'impegno temporale speso sui mezzi informatici?
      Sid

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  7. Non puoi rapportare il tuo impegno nel web con quello della massa, Sid. Certo che il mezzo è potentemente innovativo e culturalmente importante ma chi lo usa come te? Chi va lì dentro per leggere, studiare, aggiornarsi? O chi invece non si rifugia lì dentro perché è più facile che fuori, perché non metterci la faccia significa prendersi la metà delle responsabilità o perché la pigrizia comunicativa è la malattia del secolo e lì dentro si sta più comodi e caldi? Senza contare il resto di cui non vale nemmeno parlare.
    Insomma una 44 magnum in mano a un bambino, questo mi sembra essere il web. Almeno per ora e almeno qui da noi. Poi si vedrà e mi auguro di sbagliare

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  8. A) -TURISMO
    Certo che ci si potrebbe trasferire all'est, ma con tanti tanti soldi perché se smetti di pagarle non ti si filano più; e allora, altro che le occidentali.
    Teniamoci strette le nostre va' che è meglio. Almeno dopo possiamo pure farci quattro chiacchiere...volendo.

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  9. In fatto di libri e di pubblicazioni, vorrei dire il mio modesto parere: da quando scrivo le mie liriche, fin'ora ho scritto e pubblicato solo tre libri. Ne avrei pressappoco altri trenta da pubblicare, ma mi sono fermato in tempo, da quando un amico editore mi disse che ci sono più autori che lettori e che neppure gli stessi poeti si leggono più fra di loro, e se lo fanno, è solo per confrontarsi. Per cui, via libera al Personal Computer e FACEBOOK dove chiunque ne ha voglia li legge e si immedesima su quanto scritto, anche con un semplice "Mi Piace" - Se poi s'incontra un lettore attento e capace di capire il significato di quanto scritto, come lo è l'amico Epitteto.Siddharda, lasciandoti un commento,si può ben dire che si è ampiamente gratificati.

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  10. Secondo me ci sono, grosso modo ed estremizzando, due forme di pubblicazione che si distinguono per la diversa natura della merce oggetto dello scambio.
    Ci sono quelle in cui si pubblica il testo per ottenere essenzialmente denaro e quelle in cui si pubblica per ottenere essenzialmente autogratificazione e/o attenzione.
    Il best seller commerciale costruito a tavolino e lanciato previa campagna di marketing rientra nella prima categoria.
    L'opera postata sul social network (o sul blog) essenzialmente nella seconda.
    In mezzo a questi due estremi ci sono infinite sfumature che occupano un bello spazio.
    Vorrei evidenziare che, a mio parere, a mio parere, ovviamente contestabilissimo, non c'è una grande differenza di carattere etico morale tra le due forme - ci sarà anche, ma non così enorme come si è portati a pensare.
    Prova ne sia che anche la pubblicazione sui social è soggetta alla legge della domanda e dell'offerta e la moneta è il commento (con il "mi piace" nel ruolo del centesimo).
    Più commenti e più clicchi (quindi più paghi) e più sei commentato e cliccato (quindi più merce / gratificazione ricevi).
    Abbiamo altresì una grande offerta (sopra si parlava delle poesie, ma vale un po' per tutti i testi in rete) e quindi una grande abbondanza di merce per cui non c'è la corsa all'acquisto. C'è tanta roba, sempre disponibile, e quindi il prezzo è basso. Io autore, poi, nel momento in cui pubblico, ho già saziato, almeno in parte, il mio ego, quindi non corro a leggere gli altri e, tendenzialmente, dò la precedenza a coloro che, pagando in click e commenti, hanno già "opzionato" la mia attenzione.
    Ovviamente il fenomeno è complesso e soggetto a diverse ed importanti variabili quali la relazione che inevitabilmente si viene a stabilire tra gli autori (di amicizia o inimicizia) Es: sei mio amico... vuoi che non ti lasci un commentino o un "mi piace" piccolo piccolo?
    Sull'amicizia in rete, tuttavia, mi piace ricordare questo piccolo esperimento di qualche anno fa (http://mytech.panorama.it/Sacrificheresti-dieci-amici-di-Facebook-per-un-hamburger).
    Mi rendo conto che tutto ciò possa sembrare un po' cinico (e spero che Sid non se ne dispiaccia se gli rubo almeno per un po' il ruolo ehehhe), tuttavia non riesco a persuadermi che non sia essenzialmente vero.

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  11. Le tue parole raccolgono un pensiero profondo, sensato e condivisibile.
    Spero che più che a ridursi a lamentela, abbia a richiamarci tutti ( Autori e lettori ) ad un comportamento letterario virtuoso.
    Sull'hamburger: non avrei potuto attivarmi, ho solo cinque Amici in tutto su facebook...
    Sid

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  12. RISPOSTA ALLO ZOLFANELLO: Naturalmente alla domanda cosa accenderei io per primo è il gas...non so cosa ha acceso il cacciatore!!!!

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    1. Vediamo se qualche altro Amico l'indovina, e poi stasera scioglierò l'enigma...
      Sid

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  13. Io che sono una fumatrice non avrei dubbi... ma il cacciatore credo che non accenda nessuno dei tre, probabilmente si aiuterà col legno di cui è fatta la casetta non so...Mi ricordi mio zio che ogni volta che mi vede mi sottopone quiz logico-matematici di ogni genere...e io lo adoro mio zio :-)

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  14. Lo zolfanello.
    E' sera, s'è fatto tardi, come promesso sciolgo l'indovinello.
    Il cacciatore, e non poteva essere altrimenti, accende per primo lo zolfanello...
    Sid

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  15. ...che poi, non sapendo il cacciatore che cosa accendere per primo, brucerà scottandogli le dita senza che il nostro amico abbia acceso alcunchè :-)

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  16. Ma dai Sid...non è una risposta questa. E' normale che accenda prima lo zolfanello; ma il quesito era ben chiaro: si doveva indicare cosa avrebbe acceso tra il caminetto, la pipa o il gas!!!
    Indubbia/mente Pietro

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    1. No, no don Pietro: la domanda-tranello finale era chiara. Cosa accese per primo?
      Un abbraccio, Sid.

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  17. Caro SID...leggendo il pensiero Cinico di cui sopra alla lettera "A" LA CALCE, porto a conoscenza di chi legge che ai tempi del colera, il mio paese Ostuni (BR) fu risparmiato proprio perché si aveva e si ha ancora l'abitudine di imbiancare il tutto con la calce viva, disinfettando così ogni angolo remoto dei caseggiati. Non per niente Ostuni è denominato "LA CITTA' BIANCA"
    Viva/mente in calce Pietro.

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    1. Caro Pietro, la tua testimonianza è un contributo per le giovani generazioni che non sanno nemmeno la differenza tra calce viva e spenta. O quantomeno non l'hanno mai maneggiata, la calce.
      Dalle mie parti dicono < vivono col c.lo nel burro >; speriamo per loro che la duri ancora...
      Sid

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  18. Suscettibilità: io credo che l'essere permalosi o suscettibili sia un fattore legato all'autostima, ipersviluppata o sottosviluppata e quindi fattore assai diffuso vista la rarità di equilibrio in questi termini. Ciao Sid, buona Pasqua :-)

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  19. Caro webmaster, in < Intolleranza > potresti correggere con < Sartre >?
    Il solito refuso...
    Grazie, Sid.

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  20. "Un modo come un altro di bollare come eretica ogni diversità d’opinione."

    Insomma, un po' come fai tu con la poesia moderna.
    Quando la poesia non è di tuo gusto diventi subito intollerante e la bolli senza mezzi termini come eretica. Non è forse vero?
    Ma sì, che è vero, dai ammettilo ;-)))))

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    1. Forse i due piani, letterario e religioso, non sono comparabili.
      L'uno essenzialmente culturale può creare solo crisi intellettuali, l'altro intimistico può ingenerare cadute di coscienza, terrori e paranoie.
      Quest'ultimo terreno fertile per dominare le debolezze caratteriali e subornare le volontà a proprio vantaggio.
      Puntando sul fatto che la gente vorrebbe certezze e si affida a qualsiasi imbonitore che gli ventila l'immaginario.
      Personalmente credo in quello che vedo e riscontro come logico.
      I postcontemporanei non mi sono antipatici, ma li bacchetto quando scrivono cose che non sanno esprimere e che poi neppure loro sanno ben comprendere, rifugiandosi nelle solite sensazioni inespresse, ambiguità, cripticità, metafore folli, istrionismi, ecc.
      Sanzionare tali atteggiamenti è doveroso, per richiamare l'attenzione al rispetto del lettore.
      Sid








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    2. Caro SID....rimango sempre più affascinato dalle tue logiche spiegazioni e non mi stancherò mai di ammirarti...sei l'incarnazione di CICERONE ai tempi dei romani.

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    3. Don Pietro, un pò di moderazione, mi raccomando...
      Gli elogi mi mettono in imbarazzo, perche conosco la mia generica caratura.
      Di certo sono contento di esser letto, come il leggerti.
      E con te tutti gli Amici in dialogo aperto e costruttivo.
      Con affetto, Sid.

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    4. E che nce pozzo fa si tutto chello ca dice è comme a 'e stesse penziere mie????

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  21. Serenella Tozzi22 aprile 2014 19:03

    A) Intolleranza
    L'esempio è senz'altro il più importante educatore. Comunque la tolleranza dovrebbe essere sempre e comunque alla base di tutti i rapporti umani.

    B) I porcelli
    Pregare per le sofferenze della politica... quelle inferte da giudici onnipotenti che non devono rendere conto a nessuno dei propri errori e che colpiscono come pare a loro, magari per mettersi in evidenza. E non solo nella politica, purtroppo. Il caso Tortora insegna.
    Io penso che sarebbe estremamente importante ed urgente mettere mano alla riforma della giustizia.

    C) Un contratto capestro lo giudichi, caro Sid... forse basterebbe pronunciare una formula di ripudio, come facevano gli antichi romani, e liberarsi dell'incomodo. :-))
    Mi chiedo spesso perché gli omosessuali anelino tanto a contrarre questo vincolo in forma solenne. Non gli potrebbe bastare chiedere il riconoscimento di un semplice atto notarile atto a garantirgli determinati diritti?

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