martedì 8 aprile 2014

ULTIMA - Fabio Cattaneo - Primavera di poesie (8)


di FABIO CATTANEO



senti mi spiace non ne posso più
di raccattare senso tra le merde
dei cani che scorrazzano nel verde
tirandosi al guinzaglio qualche ei fu

non sono pazzo non mi sento giù
è solo che il sorriso si disperde
e la coscienza ancora lì rimorde
per tutti i figli persi negli hatù

la gioventù la voce una scintilla
subito spenta sotto l'acquazzone
delle risposte prive di domande

non resta che abbassare le serrande
scambiare i manichini con persone
bere la goccia al volo mentre stilla



6 commenti:

  1. Lieto di fare la conoscenza di Fabio :-))
    In questa raccolta non poteva mancare un sonetto, e mi pare anche di ottima fattura. Rispettate anche le rime sciorinate con naturalezza. Il lessico è moderno, spigliato, senza le solite anticaglierie che appesantiscono queste composizioni di stampo classico. Mantiene un certo mistero la poesia, non tutto è detto in modo esplicito, ma oggi pretendere chiarezza sarebbe forse troppo. Io mi ritengo soddisfatto.

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  2. Serenella Tozzi8 aprile 2014 00:36

    Mi piace! Un'invettiva che si tramuta in saggezza passando per la filosofia.

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  3. Sull'onanismo si sente ancora il grido disperato delle fanciulle: < quante scopate perse... >
    Direte voi: ma potevi risparmiartela!
    Sarà l'età, sarà che intendo la poesia come una sorta di luogo sacro e magico, ma a me quelle < merde > e quegli < hatù > non vanno giù.
    Mi hanno rovinato la giornata.
    Spiacevol/mente, Siddharta.

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  4. Mi piace lo stile, anche se il meglio di questo poesia a me pare nel ritmo, mentre gli accostamenti ironici sono un po' forzati. Direi un bel tentativo, almeno per il coraggio

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  5. Serenella Tozzi8 aprile 2014 15:19

    A me pare sia un discorso sulla vita e i suoi aspetti.

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  6. Perche' poi alla fine si ricorre ai palliativi. La trovo vera e anche Molto musicale segno evidente che l'anima ha bisogno anche di certezze e soprattutto di carezze. Fate figli, fate figli!!

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