lunedì 12 maggio 2014

Post it - di Rubrus - " Il metodo Maigret "


Fuori, Maigret si trovò immerso nel sole, nel dolce tepore, nella tranquillità. Il padrone del negozio di ferramenta se ne stava sulla soglia. Il piccolo ebreo che vendeva materiale nautico contava le sue ancore e le contrassegnava con una riga di vernice rossa...

La gru continuava a scaricare carbone. Qualche shipper issava la vela, non per partire, ma per farla asciugare. E nella ressa degli alberi le vele fluttuavano mollemente come grandi drappi bianchi e bruni.
Oosting fumava la sua corta pipa di gesso, a poppa del suo cutter. Qualche “topo da banchina” discuteva pacatamente.
Ma se ci si volgeva verso la città, si vedevano le case borghesi, ben dipinte, con i vetri puliti, le tende immacolate, piante grasse a tutte le finestre. E dietro le finestre un'oscurità impenetrabile.
Da una parte il porto, gli uomini con gli zoccoli, le barche, le vele, l'odore di catrame e di acqua salata... Dall'altra, quelle case così chiuse, con i mobili lucidi, le tappezzerie scure, dove si discuteva per quindici giorni di un professore dell'Accademia che aveva bevuto un bicchiere o due di troppo.
Uno stesso cielo, terso come in sogno. Ma fra questi due mondi una frontiera invalicabile!        
 Simenon - Da: "Maigret  in Olanda"  (adatt.) - Mondadori  - diritti riservati (1931)

Tre rapidissime osservazioni:
a) è un'esempio felice del "metodo Maigret", il quale dice del suo modo di investigare "io non penso"; l'osservazione della realtà, quasi il lasciarsi permeare da essa come via per la soluzione del mistero, a differenza della ricerca del nesso logico tra i fatti, tipico della scuola di Doyle e della contemporanea Christhie

b) dimostra come, prima di sapere scrivere -  - bisogna saper osservare

c) notate come sia semplice e levigato lo stile; una semplicità che, credo, fa vedere al lettore (col proprio occhio) le cose che l'autore (col proprio occhio) ha visto prima di lui. Credo sia il cuore della narrativa.

6 commenti:

  1. Credo di non aver mai letto un giallo in vita mia.
    Ma intervengo lo stesso su altro fronte.
    Non ci crederete, ma posseggo un paio di zoccoli in legno autentici dell'Olanda.
    Li uso raramente ( sono leggerissimi anche se ingombranti ) per non consumarli...
    Io con gli zoccoli ( italiani ) ci ho passato l'infanzia e parte della gioventù: altri tempi!
    Nostalgica/mente, Siddharta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sei così vecchio, ma una volta gli zoccoli erano davvero LA calzatura dei bambini, come mi raccontava mio nonno. Del resto, il film di Olmi dovremmo averlo visto tutti...

      Elimina
  2. Serenella Tozzi12 maggio 2014 15:13

    Un racconto "en plein air", dove tutti i piccoli particolari sono messi in evidenza, e la descrizione ti trasporta direttamente sul posto. Letteratura e pittura dimostrano la loro aderenza.
    Hai ragione di dire che diventa un piacere leggerlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivere, cioè avere un bagaglio di parole a disposizione e saperle usare, viene dopo. Prima è necessario vedere. Un buon metodo che un mio prof suggeriva per scrivere buone descrizioni era ricordarsi che abbiamo cinque sensi coi quali percepire il mondo, pertanto, per descrivere bene, è opportuno ricapitolare tutte le sensazioni ricevute e, scrivendo riassumerle.

      Elimina
  3. Simenon oltre che essere un ottimo e acuto osservatore, sapeva anche scrivere con sobrietà e leggerezza. Il suo stile era leggero e con poche pennellate ricostruiva la giusta atmosfera. Il brano riportato è un buon esempio del suo stile, ma non dice tutto del “Metodo Maigret”.
    G.S. era una macchina da guerra quando scriveva, e alla base del suo successo credo che non ci sia soltanto lo stile, componente peraltro molto importante, ma anche una straordinaria capacità nel concepire trame e intrecci non comune. Stile brillante e storia convincente, questo il binomio vincente per chiunque voleva cimentarsi con questo genere. Ho parlato al passato perché i gusti oggi sono meno raffinati di un tempo, e i noir diventano sempre più truculenti e violenti. Ahimè!

    RispondiElimina
  4. Sì, Simenon era molto prolifico, si definiva un artigiano e non un artista, aveva ritmi di lavoro precisi ed era anche assai attento a tutti gli aspetti commerciali della vicenda. Non sono d'accordo su quanto dici suoi noir moderni perchè ce n'è davvero per tutti i gusti: Mankell, Markaris, Camilleri, Malvaldi, Grisham, May, Vichi, Carofiglio. Lackberg, Holt e chissà quanti altri che dimentico sono tutto meno che violenti.
    Alle volte, poi, specie i nordici sfiorano la noia....

    RispondiElimina