venerdì 6 giugno 2014

SIDDHARTA (36) - Pensieri cinici quotidiani







A) – Il conto.
Carlo Rubbia, il grande fisico, dice che la vita è come una cena ricca di portate le più diverse.
Ma che alla fine bisogna pur pagare il conto con la morte…


B) – Altruismo.
Secondo le neuroscienze e le scienze cognitive, l’amore altruistico ( o solidarietà sociale ) costante e disinteressato aiuta a sentirsi fisicamente e psicologicamente meglio: sarebbe cioè un rimedio ai pensieri depressivi, aumentando la stima di se stessi ed alleviando i dolori e la fatica, rendendoci felici.
Di più: l’altruismo come stile di vita parrebbe allungarci gli anni.
Però, dico io, come la mettiamo con quelli ( e sono tanti ) che per natura si sentono male a qualsiasi gesto generoso, come ad esempio mettere mano al portafogli per offrirci un caffè?
In genere osservo che i < cattivi > vivono anche loro a lungo senza problemi, come e forse più degli altri…


C) – Senza offendere…
Certe poesie non sono altro che giochi stilistici.
Che fanno venire in mente la celebre < Merda d’artista inscatolata>, con tanto di firma autografa di Piero Manzoni…

SIDDHARTA

12.6.2014


A) -Il 4%.
La comunità scientifica internazionale insiste a dire che oggi conosciamo solo il 4% dell’universo che ci circonda.
Ma se l’universo ( o gli universi a grappolo per certuni ) è per antonomasia infinito, come si può percentualizzare l’infinito?
Forse sarebbe meglio, anche se altrettanto impreciso, parlare del 4% dell’universo finora da noi indagato…

B) – Sprechi.
Nei romanzi, nei racconti ed ancor più in poesia nessuna parola dovrebb’essere sprecata in assurde arrampicate logico-linguistiche.
A rispetto di se stessi e dei lettori.
C) – Cosa saremmo
Secondo una certa parte filosofica noi non saremmo altro che < latrine
ambulanti >.
A ben vedere…

SIDDHARTA
10.6.2014


A) – Essere o non essere.

Confesso che ho vissuto.
Ma mi corre l’obbligo di confessare anche che, alla mia veneranda età, molte delle cose per le quali ho vissuto mi paiono fatte da una persona che aveva il mio nome, le mie fattezze, ma che sostanzialmente non ero io.
Così come non mi riconosco in un agire dominato solo dal senso, non mi riconosco neppure in un comportamento dettato solo dalla ragione.
Gran parte della mia esistenza è trascorsa in una sorta di sbilanciamento tra una parte e l’altra, sono stato come un equilibrista su un filo sospeso tra due grattacieli sotto un vento continuamente mutevole.
Quanta pazienza e quanta volontà mi ci sono volute per tenere sotto controllo le mie contraddizioni.
Caspita, direte voi, sei messo proprio male…
Eppure quanto sopra non è farina del mio sacco, ma parola per parola di Andrea Camilleri, quello di Montalbano!
Nel cui pensiero anch’io mi ci calo pari pari: forse la fotografia non solo mia ma chissà di quanti di voi tutti, perché questa è la vita, un continuo paradosso tra l’essere e il non essere, un problema antico…

B) – Non sono.
Non sono religioso, ma mi ritengo uno spiritualista al limite del mistico.

C) – Chicche scolastiche dei miei tempi…
-  Ventum est in insula: c’è vento nell’isola!
-  Ridendo castigat mores: ridendo castiga i mori!
-  Brodo illo nigro: nel brodo, quel negro!
-  Memento audere sempre: ricordati di ascoltare sempre!

SIDDHARTA

7.6.2014


A) – Trinitarismo.

Jahveh, il dio ebraico primigenio, unico, assoluto, geloso, incazzoso, senza il Paradiso e l’Inferno ( del Purgatorio e del Limbo manco a parlarne…) del cristianesimo e dell’islàm.
Poi Cristo e Allah di derivazione ebraica.
Il cristianesimo addirittura con tre divinità.
Il sommo Newton ( 1642-1727 ), negazionista della Trinità cattolica: sul letto di morte, ostile ai sacramenti della Chiesa anglicana ancorata al trinitarismo, da lui giudicato semplice idolatria.
Ma egualmente tumulato con grandi onori nell’abbazia di Westminster…
E gli andò bene, perché il suo successore alla cattedra londinese di matematica, Williams Whiston ( 1667-1752 ), fu invece licenziato in tronco per aver sostenuto pubblicamente l’antitrinitarismo…

B) – La mandibola.
A volte sospetto che in letteratura certi Autori sperimentalisti contemporanei pensino più con la mandibola che con la testa…
( parafrasando Dom João de Castro ).

C) – Chiacchiericcio.
A mio parere il tanto chiacchiericcio di molti Autori letterari potrebb’essere il segno inequivocabile di un encefalogramma piatto…

SIDDHARTA

5.6.2014


A) - Il duello.
Stanotte l’io e il non-io ( sono e non sono ) che albergano in me si son sfidati all’arma bianca in singolar tenzone.
Il duello, che dura dall’età della ragione, è stato sospeso dai padrini per medicare le varie ferite riportate.
Non è stata ancora fissata la data del prossimo scontro.

B) – La biro.
Ladislao Birò

Erano i primi anni cinquanta quando dalle mie parti si affacciarono le penne biro.
Ricordo la sorpresa quando ne ricevetti in regalo un mazzetto colorato da un conoscente di Milano, ov’erano già arrivate.
Scrivevano a tratti, inceppandosi nello scorrere dell’inchiostro.
Ma io ne rimasi fulminato!


C) – I tre no della mia vita.
Potevo e non ho fatto, volevo e non ho potuto, ho fatto ma non dovevo.

SIDDHARTA

3.6.2014


A) – La soluzione.

In risposta alla rivoluzione < fascista > operaia a Berlino Est del 17.6.1953  il  < comunista > B. Brecht ( 1898-1956 ) ebbe a scrivere una famosa poesia ove stigmatizzava sarcasticamente che, avendo perso la fiducia del governo, il popolo doveva essere sciolto per eleggerne uno nuovo!
Poesia per prudenza mai pubblicata all’epoca.
Ecco la poesia incriminata << La soluzione >>, che Brecht scrisse all'indomani della rivolta soffocata nel sangue:

La soluzione
Dopo la rivolta del 17 giugno
il segretario dell’Unione degli scrittori
fece distribuire nello Stalinallee dei volantini
sui quali si poteva leggere che il popolo
si era giocata la fiducia del governo
e la poteva riconquistare soltanto
raddoppiando il lavoro. Non sarebbe
più semplice allora che il governo
sciogliesse il popolo e
ne eleggesse un altro?
Bertolt Brecht
(traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini)

Die Lösung
Nach dem Aufstand des 17. Juni
Ließ der Sekretär des Schriftstellerverbands
In der Stalinallee Flugblätter verteilen
Auf denen zu lesen war, daß das Volk
Das Vertrauen der Regierung verscherzt habe
Und es nur durch verdoppelte Arbeit
zurückerobern könne. Wäre es da
Nicht doch einfacher, die Regierung
Löste das Volk auf und
Wählte ein anderes?
Bertolt Brecht

B) – Luci e ombre.
Si dice che nei momenti di grave periglio si assista al film della propria vita scorrere in un istante.
A me invece un che di simile capita quando vango nel campo: zolla dopo zolla mi vedo affiorare il passato, limpido ed insistente, con le sue luci e le sue ombre.

SIDDHARTA

31.5.2014


A) – Gli ingegneri.
1 – 1° Ingegnere Capo.
Era ormai in pensione da tempo e mi ricordai di lui come persona distinta e signorile.
Gli affidai l’incarico di una perizia per uno stato di pericolo e crollo abitativo.
Quando gli chiesi come mai alla sua età ancora s’arrampicava nei sottotetti a periziare, l’ex Ingegnere Capo mi rispose < Quando fui collocato a riposo, prendevo una signora pensione.
Oggi, coi tempi che corrono, non mi basta più e devo arrotondare… >.

2 – 2° Ingegnere Capo.
Era appena andato in pensione, e si era presentato sotto casa mia strombazzando su una Porsche Carrera rossa nuova fiammante.
Il sogno della sua vita.
< Vado in vacanza in Sardegna>, mi disse giulivo come un ragazzino.
Ma non tornò più dall’isola sulla sua sportiva.
Tempo neanche un mese e mi dissero che era morto per un tumore fulminante al cervello!

B) – Il cranio.
Il calabrese Giuseppe Villella ( 1803- 1864 ) per i meridionalisti sarebbe stato un famoso brigante che avrebbe combattuto per difendere il Regno delle Due Sicilie dall’invasione sabauda.
Il suo cranio venne studiato dal Lombroso per rilevarne prove a sostegno della sua teoria del delinquente per nascita.
Il reperto è oggi collocato nel Museo storico di antropologia criminale C. Lombroso in Torino, inaugurato nel 2009.
Su istanza di un movimento meridionalista, il Tribunale di Lamezia Terme ha ordinato nel 2012 al Museo di restituire il cranio del suo concittadino al Comune di Motta S. Lucia ( CT ), ordinanza peraltro impugnata.
Recenti studi dicono però che il Villella non fosse un eroe, ma solo un poveraccio con precedenti penali non gravi ( un rubagalline, insomma ).
Quando si dice che la Storia viene piegata a fini ideologici…

SIDDHARTA

30.5.2014


A) – Scrive Pierangelo Soldavini, giornalista:


1 – Lo scanner 3D.
< Chiunque volesse riprodurre in 3D un oggetto già esistente deve avere a disposizione uno scanner tridimensionale, che sappia riprodurre nei minimi dettagli l’oggetto trasformandolo in comandi per la stampante 3D. Se per quest’ultima i prezzi stanno scendendo in maniera visibile,  gli scanner sono ancora oggetti molto costosi e inaccessibili al grande pubblico.
E’ per questo che Bimba Shrestha, 17enne americano dell’Iowa di origine nepalese, si è messo a lavorare a un progetto di scanner a prezzo contenuto, portatile e open source, disponibile quindi al contributo di tutti i programmatori.
Attualmente le macchine che fanno diventare file gli oggetti reali funzionano con un raggio laser rotante attorno all’oggetto e da una fotocamera che scatta centinaia di fotografie. La soluzione di Bimba è fatta di una fotocamera che prende una sola immagine dell’oggetto, al cui fianco è montato un raggio laser lineare che legge l’oggetto, che in questo caso rotea su se stesso, ad un angolo determinato. Le forme individuate dal laser vengono spostate a un programma scritto in Java, il video tagliato in centinaia di singoli frame e individuerà i punti in cui il raggio laser si trova in ogni singola immagine, quelli che sono etichettati come “punti cloud”. A questo punto viene ricostruito dal software l’oggetto in termini virtuali, pronto per la stampa o per eventuali modifiche. La semplificazione di tutto il processo permette la portabilità dello scanner.
Le specifiche del software sono open source, permettendo quindi a chiunque lo voglia di portare idee e proposte di  cambiamenti, in modo da garantire che ci siano “i contributi di tutti per garantire l’accessibilità a questo oggetto che sta diventando sempre più rilevante”, spiega Bimba >.

2 - La maniera facile per imparare la musica.


< Un modo semplice e intuitivo per imparare il linguaggio universale della musica. Perché la si apprende sentendo. Ne è convinto il finlandese Perttu Polonen che lo sta trasformando in una app gratuita per tutti.
Anche se la musica viene considerata come un linguaggio universale, può essere molto astratta e complessa, soprattutto quando bisogna studiarla dal punto di vista teorico. Chi inizia a suonare e, soprattutto, a leggere la musica, da luglio la vita potrà essere molto più semplice, grazie a Musiclock, la app messa a punto da Perttu Polonen, 19enne finlandese di Vantaa, nei pressi di Helsinki, che la musica se l’è imparata da solo. Lo ha fatto sempre per divertimento perché la musica è il suo grande amore da quando aveva quattro anni.
“L’apprendimento della musica parte dall’ascolto e dalla pratica, non dallo studio della teoria”, sostiene Perttu mostrando il suo ritrovato ”analogico”. Una ruota con le note cui sovrapponendo un’altra ruota puntata sulla singola nota mostra le diverse scale, in maniera molto semplice. Un altro strumento simile, sempre con una rotella che gira però sui tasti del pianoforte, permette di indicare le scale anche più difficili senza nemmeno dover studiare. Per ottoni e strumenti a fiato ci sono altri  strumenti che sulla base dello stesso principio indica i 9 tasti da schiacciare e i buchi da coprire per fare scale blues o jazz. Il tutto per imparare sentendo (e guardando). Da luglio sarà pronta anche la app apposita, Musiclock, prima per iOs e più tardi per Android. Del tutto gratuita, sottolinea Perttu, perché un linguaggio universale deve essere alla portata di tutti >.

B) – Paranoia poetica.
Una volta le poesie raccontavano storie comprensibilissime.
Oggi il modernismo postcontemporaneo propone testi poetici dal significato astruso, astratto, enigmatico.
Forse perché non hanno nuove storie da raccontare o non lo sanno fare…

SIDDHARTA
27.5.2014




A) – L’Amica virtuale.

E’ stata una sorpresa.
E sì che sono un marpione di vecchio corso.
Un’Amica comune del libro delle facce mi si è rivolta con parole semplici, sincere, candide, pulite come mai m’era capitato di leggere prima.
Per me una vera boccata d’ossigeno puro in questo mondo corrotto e alla deriva.
Segno che non tutto è perduto, che anime chiare d’animo e di pensiero esistono ancora, ma che vivono nascoste nelle pieghe dell’anonimato.
Penso che rappresentino il Bene dell’inconscio in contrasto con le forze dell’opportunismo e dell’arrembaggio sociale.
Brava cara Amica, anche se gli eventi perniciosi tenteranno di metterti il bavaglio, so che la tua voce interiore saprà alla lunga avere il sopravvento.

B) – La confessione.


Nei primi secoli la confessione e la penitenza erano pubbliche all’interno della comunità cristiana.
Poi la confessione venne rimessa nelle mani del sacerdote, mentre la penitenza rimase pubblica.
Infine e confessione e penitenza vennero ridotte entrambe a fatto riservato fedele-sacerdote.
Poi Lutero ritenne di dover abolire anche la figura dell’intermediazione umana, ritenendo l’accusa dei propri peccati un semplice rapporto diretto Dio-peccatore.
Oggi il fenomeno confessione-punizione-emenda ha assunto altri connotati.
I social network sono diventati i nostri confessionali inconsci.
Ad essi affidiamo poco alla volta la lettura di tutta la nostra vita interiore e materiale, con grande gioia degli algoritmi dei big data che tracciano a proprio uso e consumo i nostri profili specifici.

C) –Il castello.
Il matrimonio è un castello dove chi è fuori vuole entrarvi e chi è dentro vuole uscirvi.

SIDDHARTA

25.5.2014


A) – Razzismo.
A proposito del calciatore Balotelli e degli slogan razzisti di taluni scalmanati, vorrei soffermare l’attenzione sul genocidio del 1994 tra hutu e tutsi in Ruanda, piccolo paese africano.
800.000 morti in 100 giorni, prevalentemente tutsi.
L’idea coloniale della differenza razziale tra i due gruppi vedeva nei tutsi una certa superiorità somatica gradita all’occidente europeo: meno negroidi per altezza, forma del naso, colore della pelle.
C’è chi su questo razzismo costruì la propria fortuna.
Come Kofi Annan, vice segretario ONU, che invece di adoperarsi per fermare il genocidio s’interessò di far carriera, inseguendo per due mandati consecutivi la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite.
In altre parole Balotelli come scusa per i tornaconti di nicchia di qualcuno. 

B) – Santità.
E’ stato detto <  molti i santi che hanno cercato di affrettare la venuta del Messia mediante il peccato, perché Egli verrà quando tutti saranno o santi o peccatori >.
Non riuscendo a liberare il mondo attraverso la via della santità lunga e incerta, facciamolo allora ricorrendo alla colpa, mezzo senz’altro più veloce e sicuro…
Quando si parla di masturbazione mentale…

C) – La memoria.
L’uomo prende moglie perché non ha conoscenza.
Poi si separa perché non ha pazienza.
Quindi si risposa perché ha perso la memoria…

SIDDHARTA

23.5.2014

29 commenti:

  1. Sul concetto di peccato sono con te, una forma di costruzione mentale intollerabile e mostruosa nel senso che crea e ha creato mostri indistruttibili...Per la perdita della memoria siamo in piena teoria della reincarnazione secondo cui nelle varie vite si continuerebbe a cadere nello stesso errore e a perpetuare questo ciclo fino alla soluzione dello stesso, forse ci siamo dato che il matrimonio è in via d'estinzione forse...Buongiorno Sid, che sia luminoso nonostante le nuvole!

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  2. A) L'amica Virtuale

    Mamma che sviolinata... Chi sarà mai la fatina che con il suo tocco magico ha intenerito il cuore di un cinico patentato come te. No, non ce lo dire, meglio mantenere il mistero. ;-)

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    1. Sì è vero, nessuno mai mi aveva detto di amarmi semplicemente come intellettuale.
      Perchè è vero, al di là di ogni riserva e modestia, noi per niente adusi alla zappa ma ai libri, volenti o nolenti siamo degli intellettuali.
      Magari di poco conio, ma tali.
      Nelle parole scritte di questa Amica ci ho letto tanta sincerità genuina e ingenua, il che oggi è una virtù del tutto dimenticata.
      Ne sono rimasto comosso, per lei s'intende.
      Sid

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  3. Caro Sid credo che proprio l'amicizia virtuale più che i social sia il confessionale odierno, serbatoio delle nostre confidenze più intime, della nostra esigenza di comunicare al di là di paure e reticenze che nel reale sono di certo più ingombranti. Forse nel virtuale immaginiamo un mondo migliore e questo porta a fidarsi di più nonostante l'interlocutore sia un perfetto sconosciuto. Io avevo paura di questo mondo ma ora lo sto rivalutando. La tua amica è fortunata e sicuramente felice di una dedica così sentita.

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    1. Non avrei mai pensato che attraverso internet potessero nascere delle amicizie. Il termine -virtuale- poi sembra voglia sminuire un rapporto che invece ti offre a volte quel minimo di conforto e ti fa credere che tutto sommato questo non sia completamente un mondo di emme. (Cosa ho scritto? Boh! Non ho voglia di rileggerlo).

      Mauri-zio

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  4. Paranoia poetica

    Se mi posso permettere di esprimere un'opinione in merito, oserei dire che è perfettamente inutile attaccare la poesia moderna in questo modo e ancora meno credo sia ingiusto sostenere che i poeti di questa scuola siano tutti degli incompetenti. Tieni presente che la corrente ermetica non è nata ieri, anzi, è più vecchia perfino di te.
    E non mi pare che i vari Montale, Gatto, Luzzi, Quasimodo, Ungaretti eccetera fossero degl idiot savant.
    Se a uno non piace il cubismo, non può andare in giro a dire che il cubismo è una ciofeca e Picasso un malato di mente. Lo può pensare ma non è credibile.
    E poi, anche tra le poesie dell'ottocento non tutte erano così chiare e limpide da farsi capire a prima lettura. Per concludere il mio pensiero, anch'io amo la poesia semplice ma accetto di buon grado che altri abbiamo altri gusti e tendenze diverse. E' una battaglia persa in partenza, dammi retta. Però se la cosa ti diverte... se bacchettare i pseudo poeti del web è più gratificante che ignorarli, allora fai pure... figurati, io mi diverto a leggere i tuoi commenti.

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    1. Ormai siamo rimasti in pochi sulle barricate del classico.
      Come gli infuturati fanno polpette della grammatica, sintassi, punteggiatura, forma, significato, ecc. senza vergognarsene, anzi sotto la bandiera del < nuovismo >, così io mi batto per il rispetto quantomeno delle regole del linguaggio.
      Per poterci almeno capire decentemente.
      Certo da bacchettare anche i passatisti astrusi e logorrroici.
      A volte leggo articoli che vorrebbero essere impegnati di tre-quattro colonne fitte fitte, dove si annusa lontano un miglio che non dicono niente.
      Così certa poesia.
      Se uno non è capace di esprimere il suo pensiero o le sue emozioni, cosa scrive a fare?
      Fai una capatina ogni tanto nella Vetrina dei poeti e ti metterai le mani nei capelli.
      Anche se la mia voce resta isolata, tuttavia son convinto che possa servire a far rimordere la coscienza a chi esagera sia quando non sa esternare sia quando non ha niente da dire ma dice tanto per dire...
      Sid

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  5. A proposito di Villella senti questa:

    l brigante Villella torna a far parlare di sé. Nel mirino adesso finisce l'antropologa che smonta il mito che ne aveva fatto un eroe. E, per motivi di ordine pubblico, il paese dove è nato cancella la presentazione del saggio.

    Questo libro non si deve presentare: almeno non ora, e forse mai. Succede a Motta Santa Lucia, paese calabrese di ottocento anime in provincia di Catanzaro, arroccato sulle montagne che sovrastano la valle del Savuto. Il volume in questione, appena pubblicato dalla casa editrice Salerno, in una collana diretta dallo storico Alessandro Barbero, è Lombroso e il brigante. Storia di un cranio conteso. Loha scritto l'antropologa Maria Teresa Milicia. Avrebbe dovuto essere presentato domani proprio a Motta Santa Lucia. L'avvenimento, però, è stato annullato all'ultimo momento. Le ragioni? Si temevano contestazioni da parte di esponenti di quei movimenti neoborbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d'Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro.

    font: ilmiolibro.it

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  6. Sempre interessanti I tuoi pensieri cinici Sid, mi sto chiedendo che cranio avesse il bandito Giuliano. Da piccola ne sentivo parlare con gesta da eroe ,ricordo anche una canzone popolare che impararai a mente ,chissa' perche' ,forse per la musicalita' o forse perche' divenne brigante per un sacco di farina ( cantava cosi' la ballata ) ,poi la storia assunse altri toni e del bandito ''gentile '' si spensero le note leggiadre per l'altra cruenta realta' della Portella delle Ginestre. Penso che la verita' ancora non sia del tutto svelata.

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    1. Io ci sono stato a Montelepre, la sua terra.
      In cerca delle sue tracce.
      V'è una casa-museo dei familiari che raccoglie il suo passato.
      Ivi ho comperato anche una biografia del Salvatore, che all'epoca mi sciroppai pagina per pagina.
      Non ho capito come potesse nascondersi tra quelle montagne brulle, che per noi dellle Dolomiti sembrano semplici collinette.
      Evidentemente v'erano collusioni anche con pezzi dello stato di allora.
      Un Fanfan la Tulipe rocambolesco...
      Sid

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    2. Ci sono stata anch'io a Montelepre , mio marito e' siciliano e su quei monti palermitani vive una sua zia che alleva bestame ,ovviamente non da sola. Concordo sull'omerta' che ancora e' ben radicata . Ricordo anche la fierezza dell'appartenenza e la sua tomba ben custodita e curata. Chissa' forse la verita' non esiste , tutto si e' svolto con la logica conseguenza di un tempo difficile.

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  7. Luci ed Ombre!

    Stavo riflettendo:
    se per ogni zolla un ricordo, di quante pertiche sarà il tuo campo? Oppure "rivanghi e rivanghi" sempre lo stesso pezzo di terra.
    Del resto rivangare è sinonimo di ripensare, ricordare. Non ci avevo mai pensato.

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  8. Ora capisco poiché ha tanto da rivangare...di ricordi ne ha tanti e rivangandoli rivive il suo passato. Chissà quanti sbagli...e se li rifarebbe adesso, col senno di poi!!!??? Quante mazzette rifiutate...dai soliti corruttori....ora sono i corrotti che li pretendono!!!!

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    1. Serenella Tozzi2 giugno 2014 12:19

      I cosiddetti "corrotti" sono sempre stati i primi a pretendere; riporto una frase detta (prima ancora che entrasse in scena Berlusconi, - tanto per non offrire supposizioni di parte) da un geometra addetto alle concessioni edilizie: "sono come una puttana, mi offro al maggior offerente". Poi ho letto che è finito in galera ma, intanto, per anni aveva fatto il buono e il cattivo tempo. Non credo che le cose siano tanto cambiate, molto spesso sono "i corrotti" che pretendono le mazzette.

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    2. No, caro Pietro, non li rifarei.
      E' il mio cruccio, il non essere stato sufficientemente attento alla realtà del prossimo. Ma in fin dei conti come avrei mai potuto riconoscere ogni i risvolto della vita se ancora non l'avevo percorsa tutta?
      Ora da anziano sto cercando di fare emenda rimettendo almeno in parte il bene omesso con gli interessi ai nuovi e vecchi compagni di viaggio.
      Sid

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  9. Su < B) - La mandibola >.
    Corrige con < sperimentalisti >.
    La solita svista della mia vista debole...
    Siddharta

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    1. ... e pensare che leggo tutto prima di pubblicare. Le mie sviste sono pari alle tue.

      Gli autori moderni, ho capito a quale categoria ti riferisci, pensano molto più di quanto tu possa immaginare, ma la loro preoccupazione maggiore è una soltanto e sempre quella: distinguersi dalla massa. Scriverebbero di tutto pur di emergere dall'anonimato.
      Ogni tanto mi affaccio alla vetrina e purtroppo devo constatare che i più acculturati, quelli che avrebbero delle potenzialità, si contorcono in discorsi idioti, si rendono ridicoli consapevolmente pur di ottenere un po' di attenzione. Nella sezione racconti poi si leggono le peggiori cose, non perchè non sappaiano scrivere, ma perché hanno la puzza sotto il naso, avviliti dalla loro pochezza di spirito, diventano snob fino al midollo, si atteggiano a intellettuali radical chic del menga e tutto sommato mi fanno tanta pena.
      E va bene, oggi mi sento cinico anch'io :-)))

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  10. "chicche"] ne parlavo giusto ieri sera con un mio vecchio compagno di scuola:
    "quinque" = et quin
    "paulo difficiliora" (era una serie un esercizi un po' più difficili della media) "ma chi è questo "Paulo?"

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  11. Sprechi di parole.

    Premesso che in un certo senso sono completamente d'accordo con te, però mi sorge una domanda, un dubbio.
    Non pensi che inibendo le diversità di espressione si vada incontro alla omologazione della lingua? Cosa che porta sempre ad appiattire e non è sinonimo di crescita. Anche la globalizzazione non è riuscita in questo intento di unificare la lingua, bensì con l’avvento di Internet si sono formati nuovi modi di espressione, nuovi linguaggi.

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  12. Non ne sono del tutto sicuro, ma credo che il discorso del 4% sia stato vittima di una confusione terminologica.
    Credo che i fisici per "Universo" indichino materia ed energia, che poi sono la stessa cosa.
    Così inteso, l'universo non è "infinito" in senso comune - cioè uno spazio senza confini, come l'insieme dei numeri naturali - perchè è lo stesso universo che, espandendosi, crea lo spaziotempo.
    Pertanto, è possibile che, in relazione al concetto fisico di universo, possano essere applicate delle percentuali.
    Quanto invece al concetto matematico di infinito (non di universo fisico), mi risulta che siano possibili addirittura le operazioni elementari, solo che danno risultati del tutto particolari. Esempio: i numeri pari dovrebbero essere la metà, cioè il 50%, di tutti i numeri. L'insieme dei numeri è infinito, però, quindi anche la metà dell'infinito è infinito.
    Però qui parliamo di infinito matematico, non di universo fisico o di infinito fisico (che non esiste a meno che non si ipotizzi qualcosa al di là di tutto lo spaziotempo esistente, ma qui entriamo nella filosofia e nella teologia).

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    1. Mah, vedi non sono uno scienziato e mi appoggio a quelli che si vantano di esserlo.
      In più la mia divulgazione è volutamente sommaria e quindi imprecisa scientificamente, col solo scopo di risvegliare un qualche interesse.
      In tal senso si comportano anche gli esperti del ramo quando si rivolgono al grande pubblico a scopo informativo.
      Cito solo il nostro grande astrofisico Giovanni Bignami il quale sbrigativamente afferma che oggi < resta ancora da scoprire il 96% dell'Universo > ( testualmente in più occasioni ).
      Come lui altri scienziati.
      Un altro paio di maniche entrare nello specifico, come materia ed energia oscure, buchi neri, quale universo, ecc.
      Evidentemente l'intento è solo indicativo quale misura d'insieme.
      Ad esempio un pò tutti gli studiosi concordano sull'esistenza di mille miliardi di stelle, mille miliardi di neuroni, un trilione di sinapsi, ecc.
      Certamente mica si saran messi a contarli numericamente...
      ( P.S.: detto tra di noi sottovece, non sanno ancora un cavolo anche loro.
      E' troppo poco l'ultimo quarantennio che ci ha consentito di curiosare alquanto nello spazio... ).
      Sid

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    2. Corrige: < sottovoce >...
      Sid

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  13. L'interesse lo desti, e fai benissimo!

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  14. [altruismo] personalmente, trovo molto seducente la teoria del "gene egoista" (tanto che ci ho scritto sopra due racconti, molto diversi tra loro, uno di fantascienza, l'altro no, ma non voglio strafare)

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  15. Serenella Tozzi13 giugno 2014 15:30

    Mi ricordo che in ufficio condividevo la stanza con un collega veramente generoso e altruista, tanto che mi divertivo ad accusarlo di essere talmente cattivo da dover nascondere la sua cattiveria con tanta generosità :-))

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  16. Per Serenella ( oggi < rispondi > fa i capricci ..., per cui scrivo qui ).
    Non è che per caso il tuo collega si attenesse al detto delle mie parti < el gatt léca la bàsia per amùr dei gnòcc... > ( il gatto lecca la marmitta per amor dei gnocchi ).
    Maliziosa/mente, Sid.

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    1. Serenella Tozzi13 giugno 2014 20:12

      No, Sid, in quel caso ci rimetteva del suo.

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  17. Ciao Sid. Anche nell'altruismo è insita buona parte di egoismo secondo me. Un gesto altruista nasconde un rendiconto personale non trascurabile, ma io sono una tifosa dell'egoismo calibrato per cui ben vengano atti di altruismo in questo senso. Un caro saluto :)

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    1. Hai senz'altro ragione.
      Per lo più l'altruismo nasconde una forte spinta egoica nell'applauso espresso o implicito del prossimo.
      Anche i santi non ne andavano esenti.
      Teresa di Calcutta in questo senso non mi ha mai convinto...
      Sid.

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