mercoledì 18 giugno 2014

Fontanella Luigi - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Luigi Fontanella è nato a Mercato San Severino nel 1943 . 
Poeta, critico, narratore e drammaturgo, attualmente vive tra Long Island, negli Stati Uniti, Roma e Firenze. E' ordinario di lingua e letteratura italiana presso la State University di New York.

“In Italia il Poeta vive quotidianamente una dicotomia fra il luogo comune e la realtà. Nell’immaginario collettivo il Poeta è un pazzo, sognatore, romantico, inintelligibile, emaciato, intellettualoide snob; la Poesia può essere composta da chiunque in un momento di ardore o di depressione e non è un genere da prendere in considerazione per un acquisto in libreria. I media parlano di Poesia solo in occasione di eventi o di gossip. Il luogo comune rende il Poeta un “paria” del mondo letterario e un oggetto di derisione. La realtà ben diversa è che il Poeta è uno studioso e un artista, spesso molto concreto e con i piedi per terra, combattuto fra il tenere nascosto il proprio talento per non incorrere nel luogo comune e l’ambire a vivere della propria arte.” (Luigi Fontanella su Versanteripido)

Tra i suoi titoli più recenti: 
L’angelo della neve. Poesie di viaggio (Mondadori, Almanacco dello Specchio, 2009); Controfigura (romanzo, Marsilio, 2009); Soprappenseri di Giuseppe Berto (Aragno, 2010); Bertgang (Moretti & Vitali, 2012, Premio Prata, Premio I Murazzi); Migrating Words (Bordighera Press, 2012); Disunita ombra (Archinto, 2013). Dirige per la casa editrice Olschki la rivista internazionale di poesia italiana “Gradiva” e presiede la IPA (Italian Poetry in America).

  
Da L’azzurra memoria. Poesie 1979-2005 (Moretti & Vitali, 2007).

Era tanto che
come stasera
non sentivo questo
soffio di rinnovata primavera.
Tanto che non m’appropriavo
di questo albume calmo di rinascita…
Dov’ero stato tutto questo tempo?

Tornano a rinverdirsi
i rami della rosa
come ad offrire esilio
per gli impuri.
Tutto quanto abbiamo amato intorno a noi
non cesserà mai d’esistere.

    

(Da "Oblivion")

L'alba è una bambina scalza
senza fisionomia, avanza
tra qualche latrato lontano
e le tende smosse di un davanzale
che una mano invisibile apre e rinserra
rinserra e apre.

Quest'orizzonte incerto
taglia ogni memoria muta
guizzanti nella rada, ombre parole...
Sognare
un ritorno
e perdersi per strada.


(Da "Fiori")

Rosa canina

Rosa canina,
t'ho cantata sevaggia e impunita...
ami la folla che domini nuda
rusticamente altezzosa
cresci rapidamente. Sei
precoce pungente forastica

ma quanto materno
il tuo secreto licore
quando sprizza agretto dopo l'inverno
in vivida sfida
il tuo colore che acceca.


(Da "Intermezzo")

(a Judith, in lontananza)

Princeton, 135 Bayard Lane. Nulla è cambiato da allora. Ci
sono passato stamattina ripercorrendo come in un film la mia
permanenza in questa dimora, che lasciai venticinque anni fa.
Ho rivisto Mr. Pirone, il nostro padrone di casa, ma non mi
sono fermato per l'inutile agnizione. Nello stesso giardinetto
dove io trasognai un quarto di secolo fa, trafficava con un ta-
le davanti alla grondaia. Mister Pirone, dico, quello che ci af-
fittò la prima alcova americana e che pretese, in cambio del-
l'uso del garage per il tuo studio, un proprio busto in bronzo,
e ci regalò una memorabile mangiata italoamericana nel suo ri-
storante. Ovunque e sempre: lo stesso silenzio, l'inarrestabile
frusciare della mente, lo stesso non-accadere di allora, lo stes-
so immenso iperbarico spazio, immobile, sull'orlo del Niente.




 Sherwood-Jayne Field

                                            a Len Marino

Ogni volta che torno a casa
mi capita di passare vicino a un campo
abitualmente vi pascolano due cavalli.  Da lontano
sembrano due come tanti. Oggi, però,
sono sceso dalla macchina
mi sono accostato alla staccionata, e li ho osservati da vicino.  Subito
mi sono accorto che quello un po’ più imponente era cieco…
Il suo padrone non se l’è sentita di darlo via e
continua a dargli riparo e nutrimento.  Già questo
è un fatto straordinario.
Ho continuato a seguirli con lo sguardo e a un tratto
ho sentito il lieve suono di un campanello…
Proveniva dall’altro animale: una cavalla
un poco più piccola.  Alla sua cavezza un campanellino
che permetteva al suo compagno cieco
di sapere dove lei si trovava
e cosi di seguirla…

Sono rimasto a lungo a guardare questi due cavalli.
La femmina ogni tanto ritornava sui suoi passi
controllando di continuo il suo compagno
che non  appena udiva il campanello
docilmente si muoveva verso di lei.

È giunto senza che me ne accorgessi il crepuscolo.
Ora li vedo dirigersi lentamente verso la stalla.
Lei ogni tanto si ferma
volta la testa, assicurandosi che il compagno non sia troppo distante.
Arrivati all’ingresso della stalla, la cavalla si è fermata e
come per un tacito accordo
lui le è passato davanti ed è entrato dentro.
Poi ho visto anche lei scomparire nella loro dimora
e sentito il suono del campanello svanire.



Alle porte di Caselle Lurani

Alle porte di Caselle Lurani, Lodi
pomeriggio di novembre
la strada bagnata infida
una macchina sbanda
uscendo dall’asfalto e
s’inoltra tra grovigli di stecchi e cespugli…

In un avvallamento del terreno c’è
un nido di cicogne.
Il maschio – la compagna
impegnata a covare i suoi piccoli -
vedendo quel ferrazzo impazzito
avvicinarsi alla sua casa di sterpi
gli si pianta davanti
gonfiando tutte le sue piume tutto il suo petto
fermandone col corpo gli ultimi sbalzi.

Più tardi, nel buio,
partiti ormai poliziotti e ultimi curiosi
vicino alla carcassa è arrivata
la femmina.  È rimasta
tutta la notte accanto a lui, l’eroico
difensore del suo nido.  Debole
e infinito il suo lamento.



Stamani fresco d’aria sul viso

Stamani fresco d’aria sul viso
sotto il sole novembrino uno scoiattolo
operoso schizza
da un albero all’altro
raccogliendo stipando senza sosta i suoi
averi, ghiande semplici ghiande
per il prossimo inverno.  Sono
stupito di questo nudo silenzio
come tutto pulluli e
mi riparli in questo pieno vuoto assoluto
io scarna pagliuzza
nel mio sguardo saetta
aperta stiva, di fronte
al miracolo di luce, io
immune deriva.




Ricordo di un ricordo

Ora mi ricordo di un treno
questo treno
che allora come ora mi porta(va)
da PJ alla Penn
                          a ritroso
campi e figure d’affezione
tipologia intatta e defigurata
a ritroso…  sembra
improvvisamente tutto lo stesso
come una volta come una volta
sbocciano cuori e sguardi selvaggi
per un rovesciato a venire

Ricordo di un ricordo
in questo treno trabiccolo
che sbirindella di nuovo
la mia verde senilità
la mia umile vigile scorza…
tristizia di volti
muti attorno a me
oggi è domani
fatto della stessa luce di ieri
un altro giorno di non molto tempo fa
oggi uguale a ieri uguale a domani.

Port Jefferson – New York City, 16 marzo 2010



Macerie del disastro
                      via Tommaso Landolfi

Innalzano fiori in segno di resa
e adesso escono alla spicciolata
uomini pallidi ed eleganti
dopo un’intera notte persa al gioco
nudi e purificati
alla primissima luce dell’alba.
Riconosco tra loro il mio Dissipatore
spogliato d’ogni bene
dopo aver sedato la sua frenesia.

In altre stanze io cercavo la mia amata
fra i resti della festa. Accanto a me
una lady sconosciuta e un po’ lasciva…)

Eccomi infine in una sala semioscura
sopra un letto eccessivo
corpi disfatti di donne
la mia sposa bambina placida addormentata.

Tanti ora i vestiti smessi
da sistemare in serie
allineati uno per uno
in bella mostra mentre
passanti attoniti riflessi alla vetrina
appaiono e scompaiono.
S’inchina un manichino
di fronte alle macerie.


(Mount Sinai, 21-28 agosto 2011)

3 commenti:

  1. "Nella poesia di Luigi Fontanella c'è una grande libertà di forme e di intonazioni. Egli non prende formalmente partito con violenza. La sua poesia ospita momenti di narratività colloquiale, quasi in prosa, e momenti in cui c'è una tensione lirica molto forte. Si va da estremi di un forte tonalismo a estremi quasi atonali, e questo mi piace molto; è un atteggiamento che coglie molto bene lo spirito con cui oggi si può lavorare sulla poesia".
    Giovanni Raboni

    Sento di condividere il giudizio di Raboni.
    Di solito gli apprezzamenti tra poeti sono fasulli, compiacenti, invece questo mi trova abbastanza d'accordo.

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  2. Serenella Tozzi18 giugno 2014 17:31

    Trovo che ci sia un guardarsi attorno pieno di intensa partecipazione e un ricordare intriso di languida malinconia nei suoi scritti. Li trovo avvolgenti.

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  3. Finalmente un contemporaneo non affetto da criptolalìa poetica, una malattia che oggigiorno pare assalga chi si appresti a verseggiare...
    Il significato delle proposte in lettura è chiaro e semplice, ma non semplicistico come tanti sovente si affannano a sottolineare in caso di evidenza espositiva.
    Si narra di cose e fatti comuni, così come esistono e accadono.
    La retorica pare finalmente bandita, consentendoci di spaziare financo nella natura con respiro libero e seducente.
    Un ago nel pagliaio, questo Autore, ma alla fine una poesia a misura d'intelletto s'è pur trovata...
    Siddharta

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